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Lingua e potere. Studi sui linguaggi del dominio e della resistenza

in uscita
Lingua e potere. Studi sui linguaggi del dominio e della resistenza
Titolo Lingua e potere. Studi sui linguaggi del dominio e della resistenza
Autore
Argomenti Lingua Linguistica
Società, scienze sociali e politica Società e cultura: argomenti d'interesse generale
Società, scienze sociali e politica Politica e governo
Collana Saggi
Editore Bollati Boringhieri
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 320
Pubblicazione 2026
ISBN 9788833942506
 
19,00 €

 
2 copie disponibili
presso Libreria L'ippogrifo (Piazza Europa, 3)
0 copie disponibili
presso L' Ippogrifo Bookstore (C.so Nizza, 1)
Disponibile dal 30-10-2026
«Remigrazione». Oggi qualcuno usa questa parola come se fosse sempre stata lì: un termine tecnico tra i tanti, quando si parla di migrazioni. Eppure è una parola piuttosto recente, abilmente introdotta nel lessico politico per rendere presentabile ciò che fino a poco tempo fa sarebbe apparso inaccettabile: la deportazione di massa. E infatti a dirla così suona differente: le parole hanno un peso e producono effetti reali sulla vita delle persone. La lingua è potere. È solo uno degli esempi che Federico Faloppa affronta in questo saggio unico e necessario. In "Lingua e potere", uno dei maggiori studiosi italiani dei discorsi d'odio e della costruzione linguistica dell'alterità svela nel dettaglio alcuni dei meccanismi che informano il discorso e ne fanno - anche inconsapevolmente - uno strumento di dominio. Dalle retoriche dei leader politici ai dizionari, dai media alle burocrazie, dalle politiche migratorie ai confini, dalle rappresentazioni delle minoranze alle classificazioni amministrative, l'uso della lingua denota, influenza, svela e nasconde, classifica e determina gerarchie: in ultima istanza, risulta funzionale ai rapporti di potere. Ma il libro va oltre. Interroga anche il modo in cui vengono costruiti i saperi, esplora le eredità del colonialismo nelle discipline linguistiche, indaga il rapporto tra linguaggio e giustizia climatica, spingendosi fino alle nuove frontiere del potere contemporaneo: le piattaforme digitali e le «costituzioni» dell'intelligenza artificiale, dove il linguaggio non serve più soltanto a rappresentare la realtà ma diventa strumento per orientare i sistemi che contribuiscono a governarla. Attraversando Foucault e Gramsci, Mbembe e Butler, le migrazioni e i muri, il razzismo e la deumanizzazione, le pratiche di resistenza e di cura, Lingua e potere restituisce al lettore una domanda fondamentale: chi ha il potere di nominare il mondo? Un saggio rigoroso e accessibile che ci insegna a guardare le parole con occhi diversi. Perché le parole possono ferire, escludere e dominare. Ma possono anche aprire spazi di libertà, riconoscimento e trasformazione. E capire come funzionano è il primo passo per non subirne, passivamente, il potere.
 

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