Salerno Editrice: Sestante
Pavese
Angela Guidotti
Libro: Libro in brossura
editore: Salerno Editrice
anno edizione: 2023
pagine: 280
Cesare Pavese (1908-1950) è stato uno dei protagonisti della storia culturale del nostro Novecento nella sua fase più drammatica, tra fascismo e Seconda guerra mondiale. Questo libro ne rivede la parabola esistenziale in tutta la sua complessità, partendo dalle Langhe e da Torino, luoghi della sua infanzia e della sua prima formazione, per seguirne il percorso creativo fino al tragico epilogo del suicidio. Pavese ci consegna una produzione poliedrica, che comprende il genere poetico e quello narrativo, la saggistica e la scrittura di sé, insieme ad un'intensa attività di traduzione letteraria, in particolare di grandi testi nordamericani, e un costante impegno editoriale. Le sue opere hanno conosciuto reazioni critiche spesso contraddittorie fin dalla prima raccolta poetica, "Lavorare stanca", ricca di testi profondamente innovativi sia dal punto di vista dei temi che dello stile; i suoi romanzi hanno segnato con impronta inconfondibile il tempo e gli eventi, individuali e collettivi, in cui si è trovato a vivere. Aspetto cruciale della formazione e della scrittura di Pavese è l'interesse per la classicità e per l'antropologia del mito, strumenti da lui ritenuti essenziali al fine di procurarsi una chiave di interpretazione dell'esistenza umana valida in ogni tempo. In tal senso, i "Dialoghi con Leucò" rappresentano l'approdo del suo impegno per le molteplici implicazioni, letterarie, filosofiche, antropologiche, tali da rivelare una sorprendente attualità nel messaggio. Questo profilo propone dunque nella sua interezza la poetica e la produzione dell'autore, offrendo così il ritratto esaustivo di un uomo e insieme di uno scrittore che si colloca nel panorama culturale della modernità con un ruolo di assoluto rilievo.
Saba
Stefano Carrai
Libro: Libro in brossura
editore: Salerno Editrice
anno edizione: 2017
pagine: 296
Nato a Trieste, «città di traffici e non di vecchia cultura, varia di razze e di costumi», Umberto Saba ha attraversato la prima metà del secolo partecipando delle sue vicende intellettuali e politiche senza mai omologarsi alle mode del momento, mantenendo una rotta peculiare dovuta al carattere della propria formazione e all'autenticità di fondo della propria poetica. Paradossalmente trascurato a paragone di altri rispetto ai quali e stato inferiore solo quanto a capacità autopromozionale, aspettava da tempo una messa a punto che ne aggiornasse il profilo biografico e la fisionomia di poeta e prosatore. Una trattazione complessiva, che tiene conto di tutti i progressi fatti dalla critica negli ultimi decenni, sia sul piano filologico sia su quello dell'analisi metrico-stilistica e della contestualizzazione storico-culturale dei testi, si propone ora al lettore per conoscere meglio e apprezzare finalmente uno dei classici del nostro Novecento. La sua vena ha influenzato un filone di poesia in apparenza facile e leggero, minoritario ma non per questo meno vivo, da Betocchi e Penna a Caproni e Bertolucci. Personaggio difficilmente gestibile e imprevedibile, deliberatamente provocatore, il suo ruolo nel quadro della letteratura italiana resta principalmente quello del poeta del Canzoniere, ma un posto di rilievo ha anche lo scrittore di Scorciatoie e raccontinì, di Storia e cronistoria del Canzoniere e di Ernesto.

