Passigli: PASSIGLI POESIA
Romancero gitano. Testo spagnolo a fronte
Federico García Lorca
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2020
pagine: 144
Apparso nel 1928, il "Romancero gitano" resta senza dubbio una delle opere fondamentali di Federico Garcia Lorca e quella che ne consacrò definitivamente la fama e la popolarità, al punto che lo stesso poeta, anni più tardi, ancora poteva lamentarsi in una lettera a Jorge Guillén per quell'etichetta di gitanerìa che gli era rimasta appiccicata addosso: "I gitani sono un tema. E niente più. Io potevo essere poeta anche di aghi da cucire o di paesaggi idraulici. Inoltre il gitanismo mi dà un'aria di incultura, di mancanza di istruzione e di poeta selvaggio che tu sai bene che non sono. Non voglio essere incasellato. Sento che mi stanno mettendo le catene". Tuttavia, se è vero che quello dei gitani è solo un tema, è anche vero che soltanto un poeta come Lorca poteva sentirlo e penetrarlo fino a trasformarne il facile folklore andaluso in qualcosa di profondo e universale. Come scrive Valerio Nardoni, cui si deve questa nuova traduzione, "il Romancero gitano è un 'retablo' cosmico, dove l'unica vera divinità è la pena negra, la traccia dell'eterna sconfitta dell'uomo nella sua lotta col mondo".
A quale Pessoa
Edith Dzieduszycka
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2020
pagine: 128
«... L'impresa in cui si cimenta Edith Dzieduszycka è davvero impervia: non è certo facile colloquiare con un'anima poetica che è un coacervo di anime distinte e insieme confuse, di sensazioni plurime e singolarissime, in un susseguirsi di improvvisi sussulti, avvistamenti epifanici e sparizioni ancora più inspiegabili. Certo, per un poeta è sempre una profonda gioia - oltre che una sfida - confrontarsi, misurarsi e dialogare con un altro poeta. Edith Dzieduszycka avverte il bisogno di farlo con Fernando Pessoa, a cui si sente affine (chi ha letto i suoi versi delicati e impalpabili può cogliere subito quest'affinità), ma il fatto è che qui non si tratta di un pas de deux, giacché l'interlocutore assente, o il compagno di danza invisibile, ha la stravagante personalità multipla a cui si è già accennato. Edith non parla a un solo individuo, ma a più soggetti (...) Senza mai dimenticare che a tenerli insieme, o meglio a sottintenderli tutti "indifferentemente", resta sempre lui, l'uomo che sdorme, che si esalta al suo "fedele torpore" e si riconosce - per un attimo - "paggio vestito dei brandelli / della gloria che altri ebbero"...» (Dalla prefazione di Silvio Raffio)
L'incoscienza sensibile
Maria Sole Sanasi d'Arpe
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2020
pagine: 112
“L’incoscienza sensibile” congiunge la «sapienza del suo itinerario» – secondo le parole di Massimo Cacciari che ne firma la prefazione – con l’ossimorico dualismo che ne anima lo spirito; a cominciare dal titolo: in lotta con se stesso e al contempo visceralmente legato alle sue contraddizioni, all’altro da sé, il suo contrario, che pure è parte integrante di sé. È così che la poesia di Sanasi d’Arpe prende vita, attraverso la purezza di un’anima brillante nel pensare eppure melanconica nel sentire: un’anima che guarda se stessa allo specchio e vede un “altro”, il suo doppio, sconosciuto quanto amato e da cum-prehendere intimamente. Il suo spirito è dunque lucido: sensibile se anche nella sua incoscienza; un lume che si rifugia nel buio, da cui traluce radioso il suo carisma. Il fervore di una energica intelligenza combatte con e contro se stesso: si auto-castra e si risolleva; trova gioia e ristoro nel suo tragitto. E percorre un cammino filosofico che è fusione spirituale con i suoi doppi, gli altri, compresi e accolti fin quasi a immedesimarsi nei loro corpi: a descrivere le memorie dei sopravvissuti alla Shoah, le caratteristiche di una rivoluzione, la maestà dell’arte italiana, la solidarietà verso chi è costretto ad abbandonare la terra d’origine su di una barca in cerca di un necessario futuro. Là dove il peso della profondità del pensiero dell’autrice, il suo «lógos si pensa logorato», cede il posto a una dicotomica leggerezza, tramite un senso sotteso di distaccata ironia, che è passione per il tempo – nostalgica contemplazione del passato e vigorosa determinazione che si proietta nel futuro – e per lo spazio – l’amore verso i luoghi al cospetto della cui bellezza «l’immaginazione si può solo incrinare». Prefazione di Massimo Cacciari.
In ginocchio fino all'arcobaleno
Eliza Macadan
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2020
pagine: 80
Se è raro che una scrittrice romena scriva poesie direttamente in italiano, Eliza Macadan ci ha ormai abituati a considerarla una delle voci più originali e interessanti della poesia italiana contemporanea tout court, e questo nonostante la sua vita continui a svolgersi prevalentemente in Romania, tra Bucarest dove vive e la moldava Bacau dove è nata. È stata infatti la lingua italiana il suo principale polo di attrazione negli ultimi vent'anni, tanto che sono ben otto le pubblicazioni che si sono succedute in questo lasso di tempo: da Frammenti di spazio austero a Paradiso riassunto, da Il cane borghese a Anestesia delle nevi, da Passi passati a Pioggia lontano, da Zamalek a Pianti piano - quest'ultima apparsa in questa nostra collana. Una scelta, un tragitto, che sono stati forse anche il segno di quell'aprirsi alla libertà che i Paesi dell'Europa orientale riscoprivano solo alla fine del secolo scorso, dopo decenni di isolamento forzato; la libertà di muoversi, di varcare i confini, senza rinnegare in nulla la propria origine e la propria esperienza, ma con il desiderio di rivedere anche se stessi da una prospettiva diversa e più ampia. Una lingua che non è la nostra natale rappresenta sempre un altro-da-sé, e ancora di più nella poesia, che della lingua vuole sfruttare ogni aspetto, anche puramente fisico e sonoro; è già di per sé un invito a un altrove da cui guardarsi, da cui tornare a se stessi arricchiti e forse più compiuti. Ed è anche questo uno dei maggiori tesori della poesia di Eliza Macadan, nel suo verso italiano che ci parla da un altrove che riconosciamo come nostro e insieme come nuovo: frutto maturo di una civiltà poetica che non ha mai conosciuto confini.
La rondine presente
Alessandro Quattrone
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2020
pagine: 128
A distanza di due anni da "La gentilezza dell'acero", Alessandro Quattrone in questa sua nuova raccolta propone nel titolo il simbolo della rondine per attirare l'attenzione su un tema - quello della "presenza", cioè dell'esserci, dell'accompagnare, dell'annunciare - che merita oggi di essere riscoperto o rivisitato. La rondine, dunque, come figura che appare e scompare, che va e che ritorna: una figura capace di riassumere il contenuto di un'opera attraversata dagli stati d'animo più diversi, in cui ciascuno si può riconoscere. "La rondine presente" è insomma un libro che, con il suo tono pacato, la sua attitudine meditativa e il suo linguaggio lineare e preciso, aspira a stare vicino al lettore, alle sue attese e ai suoi trasalimenti, alle sue inquietudini e ai suoi desideri, alle sue disillusioni e alle sue esultanze.
Tra un niente e una menzogna
Nicola Romano
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2020
pagine: 112
«... Questi temi e bisogni e sentimenti sono materia e spinta della raccolta poetica di Nicola Romano che, della sua sici-lianità, porta la luce piena e le fittissime ombre, la spossante malinconia e l'intensità degli affetti, l'ironia affilata e i goduti sarcasmi. Tra il niente, di continuo minacciato dal pensiero cogitante e la menzogna che in quella minaccia s'addensa e si logora, la parola della poesia pone la grazia dell'essere, dello stare. Se l'epigrafe di Calvino avverte su un sogno di assolutezza che ammala l'uomo e lo rende incerto e insicuro di quanto gli tocca e gli preme, Romano conduce chi legge - nei versi brevi e ritmati, negli scorci del mare e delle campagne, nel flusso dei ricordi, nelle assolte segretezze - a un teatro di verità che vince sul niente e sulla menzogna...» (Dalla prefazione di Elio Pecora)
Poesie alla notte-I sonetti di Orfeo-La vita di Maria-Poesie d'amore-Le rose-Canto remoto-Nei giorni dell'infanzia-Canto d'amore e morte dell'alfiere Christoph Rilke
Rainer Maria Rilke
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2020
pagine: 800
Questo pacchetto offre i diversi volumi delle poesie di Rainer Maria Rilke presenti nel nostro catalogo, tutte opere in nuove traduzioni realizzate dai migliori interpreti del grande poeta praghese, in particolare dai germanisti Mario Specchio e Sabrina Mori Carmignani. Tutti i volumi con il testo originale a fronte, in edizioni molto accurate.
Le candele dei vivi
Cristina Sparagana
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2020
pagine: 80
«Cristina Sparagana è una musa che sempre combatte, border line tra la vita e il sogno. ¿La vida es sueño? Scrive combattendo, per essere libera, difendere se stessa e tutto l'amore che intona e rappresenta. Ogni poesia, quelle ad esempio dedicate alla figlia Chicchi, è un decreto, un decretale sull'amore di madre; e insieme, un'enciclica laica sulle virtù delle donne, su ogni giovane, impaziente amore di figlia... In piena ressa ed ebbrezza sinestetica (sinestesia è ogni rimbaudiano "sregolamento dei sensi"), i luoghi avvengono, il tempo è anche spazio, i colori suonano, le visioni cantano insomma i loro armonici, e le parole strimpellano tutte le proprie ubbie trasognate, o concrete paure... Tutto è mistero - e la vita è mistero usuale. E questa ne è la sua poesia. Un poema ininterrotto, dove in una inestinguibile e continua veglia onirica - giura Cristina - "mi abbracciano / sognando gli animali / delle acquate / e del fieno..."» (Dallo scritto di Plinio Perilli)
Monte Stella (poesie 2014-2019)
Luigi Fontanella
Libro
editore: Passigli
anno edizione: 2020
pagine: 96
Quando rasserena. Testo russo a fronte
Boris Pasternak
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2020
pagine: 128
Primavera 1955. Pasternak sta ultimando quel Dottor Zivago che, nel novembre di due anni dopo, uscirà in prima mondiale per Feltrinelli e godrà subito di notorietà universale, fino al Premio Nobel. Su questo sfondo intricato nasce Quando rasserena, ultima raccolta di uno scrittore che, da più di un decennio ormai, si sta allontanando dal suo stile precedente e orientando verso la cifra e i tratti di- stintivi della sua fase estrema: affabilità di dizione e relativa comprensibilità di contenuti. «Fedeltà alla vita, alla vocazione di scrittore, alla natura animata dall'attività fruttuosa dell'uomo» (sono parole del figlio Evgenij) vengono restituite in uno stile dove è come se Pasternak si fosse definitivamente affrancato dallo sgargiante groviglio metaforico-metonimico delle sue prime raccolte, senza però smarrire la concentrazione dello sguardo e, semmai, schiarendo la sua vena di «preciso e brusco descrittore» (D. Bykov). Quando rasserena appare dunque come la prova poetica testamentaria di un autore propenso a sperimentare (e a offrirci arditamente) ogni risvolto possibile di una «semplicità inaudita» che egli stesso aveva pronosticato a sé decenni addietro; un autore munito del commovente coraggio di mimare l'abbandono al gesto primo della composizione, quali che ne siano gli spunti, come se si trattasse di un esercizio di respirazione dove, dell'aria inalata, egli vuole conservare tutto, dall'impalpabilità alle tossine. E qui spuntano le parole con cui Pasternak era intervenuto il 25 giugno 1935, a Parigi, al Congresso per la difesa della cultura: «la poesia [...] giace nell'erba, sotto i nostri piedi, e bisogna soltanto chinarsi per scorgerla e raccoglierla da terra». (Dalla prefazione di Alessandro Niero)
In tono minore
Evaristo Seghetta Andreoli
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2020
pagine: 128
Prefazione di Sauro Albisani. Postfazione di Fabia Baldi.
Requiem. Testo tedesco a fronte
Rainer Maria Rilke
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2019
pagine: 80
Nel 1909 Rilke pubblica in unico breve volume con il titolo "Requiem" due lunghe poesie dedicate, rispettivamente, all'amica pittrice Paula Modersohn-Becker e al giovane poeta Wolf von Kalckreuth. La prima, grande amica di Rilke dei tempi del circolo di Worpswede, è scomparsa l'anno precedente, in seguito ai postumi travagliati di un parto; mentre il secondo, morto suicida a soli diciannove anni, Rilke non lo aveva mai conosciuto di persona, gliene aveva parlato il suo editore Kippenberg. Questi due requiem avevano avuto un precedente, una poesia dedicata a una cara amica della moglie Clara, Gretel Kottmeyer, anch'essa scomparsa ancor giovane, pubblicata a chiusura del Libro delle immagini del 1902. Infine, nel 1915 Rilke scrisse l'ultimo suo requiem, "Per la morte di un bambino", del quale a lungo non si conobbe l'identità, ma che era il figlio di un professore d'economia all'università di Monaco, morto a soli otto anni. I quattro requiem si trovano riuniti in questo volume, che offre dunque uno spaccato completo su un tema fondamentale dell'opera del grande poeta praghese, sulla strada che lo porterà agli esiti estremi della sua poesia, con le Elegie duinesi e i Sonetti a Orfeo; perché la morte, come scrisse lo stesso Rilke in una delle sue lettere da Muzot, «è solo un mezzo implacabile per farci conoscere, e renderci familiare, anche il lato dell'esistenza che da noi si distoglie».

