Marsilio: Gli specchi
Putin. Una vita, il suo tempo
Philip Short
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2022
pagine: 992
Imprevedibile anomalia o prodotto di un sistema? Iroso despota mosso da sentimenti di rivalsa o freddo calcolatore votato alla ragion di Stato? Figlio politico del Kgb o stratega a cavallo tra due secoli? Abile manipolatore o soggetto a influenze e pressioni esterne? Sono molte e tutte controverse le questioni che Philip Short affronta in questa poderosa biografia, frutto di otto anni di ricerche. Partendo da alcune misteriose esplosioni avvenute a Mosca nel 1999, pochi mesi prima che Putin diventasse presidente, questa indagine che intreccia una corposa mole di testimonianze raccolte in tutto il mondo e una incalzante narrazione degli eventi, ci riporta ai giorni dell’infanzia di Putin nella Leningrado sovietica, agli studi alla facoltà di giurisprudenza, ai primi passi nel Kgb e all’incarico a Dresda, fino alla vera svolta politica, accanto al potente sindaco di San Pietroburgo, e poi a Mosca. Nella ricostruzione a più voci si susseguono gli incontri-scontri con figure di primo piano degli ultimi decenni – da Angela Merkel a Boris Johnson, da Donald Trump a Emmanuel Macron –, gli enigmi irrisolti sulla sorte di oppositori, alleati scomodi e nemici pericolosi, la gestione del «tandem» con Dmitrij Medvedev e dei conflitti in Cecenia, fino alle invasioni della Crimea e dell’Ucraina. Sullo sfondo, i processi economici e sociali che hanno profondamente mutato la Russia e il mondo intero, aprendo la strada a un nuovo equilibro multipolare. Senza indulgere in spiegazioni semplici, per venire a capo delle tante contraddizioni dell’«ultimo zar», l’autore rilegge gli snodi fondamentali della storia recente portando il lettore ad assumere di volta in volta il punto di vista russo e quello occidentale, e fornendo così più chiavi interpretative per capire come la personalità di Putin abbia plasmato il suo regime e quali elementi della sua gestione del potere.
Ci giudicheranno i bambini. Dall’azienda alla politica una via per l’Italia
Luigi Brugnaro
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2022
pagine: 192
«La generosità è raccontare quello che hai visto e vissuto affinché sia utile agli altri. Credo che, se hai avuto tanto, tu debba dare tanto». Avvezzo alle sfide in ogni campo, dopo una brillante carriera come imprenditore Luigi Brugnaro ha deciso di accettare la più ardua: guidare una delle città che più al mondo ha saputo interpretare un doppio ruolo, di cantiere per il futuro e depositaria di un passato maestoso ma a volte ingombrante. E proprio dal passato, in particolare dalle radici ben piantate nel suolo veneto, ha inizio il percorso che dagli studi alla facoltà di Architettura all’Iuav di Venezia lo ha condotto a creare alcune delle imprese di maggiore successo in Italia – tra cui il gruppo Umana, colosso del lavoro interinale – e a fondare un partito che fin dal nome ne rispecchia la leadership: Coraggio Italia. Stimolato dalle domande incalzanti di Stefano Lorenzetto, svela verità e retroscena della sua ascesa, racconta le difficoltà e le vette faticosamente raggiunte, come l’avventura con la Reyer, la storica squadra di basket veneziana, che ha riportato al successo trasformandola in un grande progetto civico e sociale. Apre scenari e prospettive sulle iniziative da attuare perché l’Italia «torni a fare l’Italia», propone idee e progetti perché la cultura dell’impegno e il forte spirito di servizio alla comunità che contraddistinguono le sue iniziative, e che oggi lo rendono un interlocutore fondamentale e un protagonista della vita politica del Paese, tornino a far parte del patrimonio che l’Italia trasmette ai propri figli, per superare le divisioni e offrire ai giovani un’alternativa concreta al vuoto attuale.
La regina e l’imperatrice. Maria Antonietta e Maria Teresa. Due destini tra l’assolutismo e il dramma della Rivoluzione
Alessandra Necci
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2022
pagine: 528
Quando Maria Teresa succede al padre Carlo VI d’Asburgo, l’ultimo erede maschio di un casato che aveva prosperato per secoli, molti temono che una donna avvenente, giovane e inesperta non riesca a sopportare il gravoso fardello della corona. Armata di umiltà e determinazione, si rivelerà invece una sovrana illuminata, una «madre della patria» amorevole e attenta alle esigenze dei suoi sudditi, un’imperatrice propensa alla mediazione, ma capace anche di fermezza e pragmatismo, che attuerà una serie di importanti riforme. Costretta in nome della ragion di Stato a dare in sposa l’appena quattordicenne Maria Antonietta al delfino di Francia per rinsaldare l’alleanza fra Vienna e Versailles, Maria Teresa non smetterà mai di preoccuparsi della condotta di questa sua giovane figlia dal carattere vivace, incline alla leggerezza e allo sfarzo. Soprannominata dai suoi nemici «l’Austriaca», considerata il simbolo di un potere opprimente, Maria Antonietta si attira l’odio del popolo per gli errori della prima fase di regno e per la violenta campagna denigratoria di cui è vittima. Dimostra grande fermezza e coraggio negli anni della Rivoluzione e, nell’ottobre del 1793, dopo aver sfilato con estrema dignità tra la folla inferocita, viene ghigliottinata. Un racconto appassionante che restituisce spessore alle due donne più influenti nell’Europa del Settecento, un’indagine coinvolgente su due distinte e opposte interpretazioni del potere, che getta nuova luce sulla difficile transizione tra il crepuscolo dell’assolutismo monarchico e l’affermazione, anche sanguinosa, delle nuove istanze democratiche.
Il bambino scomparso. Una storia di Auschwitz
Frediano Sessi
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2022
pagine: 160
Quando un evento orribile resta «incistato dentro, come un proiettile nel cervello», per sopravvivere al dolore si può parlarne, scriverne, tentare «di risolvere il rompicapo dell’invadenza» del passato nel presente, oppure confinare il ricordo in un angolo buio della mente, togliendogli voce e corpo, rendendolo altro da sé. Nel gennaio 1945, alla liberazione del campo di Auschwitz, Luigi Ferri, che appena undicenne era stato internato a Birkenau, sceglie il silenzio. Un silenzio radicale, senza appello, il solo che può lenire il trauma della prigionia e consentirgli di guardare al futuro con un barlume di speranza. Da quel giorno, Luigi cancella ogni traccia di sé, vanificando gli sforzi di studiosi, ricercatori, storici ed enti istituzionali che «hanno setacciato in lungo e in largo gli archivi nazionali e le anagrafi» per ritrovare il «bambino scomparso» di Auschwitz. Frutto della testimonianza raccolta attraverso colloqui privati con Luigi e della scoperta di materiali inediti, in questo libro Frediano Sessi, tra i principali studiosi italiani della Shoah, ripercorre le orme di quel bambino dalla fatidica notte dell’arresto – quando, pur ariano e cattolico, segue volontariamente la nonna ebrea – all’incontro con il medico austriaco Otto Wolken, il prigioniero che gli salva la vita e diventa per lui un secondo padre. Fino ai giorni concitati che vedono l’arrivo delle truppe sovietiche e la conclusione di un incubo durato tanto. Forse troppo.
Una passione libera. In forma di autobiografia
Tinto Brass
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2021
pagine: 256
Su Tinto Brass circolano tanti falsi miti. Questa autobiografia si ripropone di sfatarli, per consegnare ai «posteriori» un ritratto intimo, una confessione schietta e irriverente che rimette alla loro «ardua sentenza» l'anima, il pensiero, la vita tutta dell'uomo e del regista. L'occasione per farlo viene dal recupero della memoria perduta, dal ricordo del passato che, grazie all'amorevole aiuto della moglie Caterina, musa e compagna, rivive nelle parole appassionate del «re dell'eros», salvate dall'oblio a cui la malattia ha rischiato di condannarle. Nato a Milano ma profondamente legato a Venezia, città che gli è «madre, moglie e amante», ha fin da piccolo un'indole ribelle. Insofferente a ogni forma di autorità, ben presto rompe con la famiglia, che lo considera un giovane scapestrato e libertino, un viveur che ama dare scandalo. Affacciatosi all'universo cinematografico come proiezionista e assistente al montaggio alla Cinémathèque française di Parigi, di ritorno in Italia entra a gamba tesa nel mondo della regia con Chi lavora è perduto, l'opera d'esordio che segnerà l'inizio delle battaglie contro i critici e la censura. A chi nei suoi film «non vede altro che culi», il «nipotino di Orson Welles» replica con sillogismi aristotelici e decaloghi eticofilosofici, difendendo la sua produzione erotica a suon di stoccate al perbenismo borghese e ai tabù di una società ipocrita e ottusamente bigotta. Forte dell'appoggio di giganti come Rossellini, Fellini e Pasolini, porta in scena una critica politica e sociale che, dal primo all'ultimo film – dai più militanti a quelli accusati di essere «frivoli e superficiali» –, esprime una sete inestinguibile di libertà.
Ragioniamoci sopra. Dalla pandemia all'autonomia
Luca Zaia
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2021
pagine: 208
«Mi definisco "amministratore" perché tale mi sento. Non mi sono mai nascosto: ho avuto anch'io paura, soprattutto nei primi giorni della pandemia; l'ho condivisa con tutti i cittadini e abbiamo capito insieme, strada facendo, che le "istruzioni per l'uso" non le conoscevamo semplicemente perché non c'erano». Il ragazzo della Marca trevigiana diventato ministro delle Politiche agricole a soli quarant'anni è cresciuto. È l'uomo riconfermato alla guida della Regione Veneto per il terzo mandato consecutivo. Riflettere sulle scelte compiute nelle drammatiche ore dell'emergenza Covid-19 gli ha fornito lo slancio per ripercorrere le tappe fondamentali in cui si sono formati e consolidati valori e principi della sua attività istituzionale. Luca Zaia si confronta con le sue umili origini, in una famiglia segnata dall'esperienza dell'emigrazione e del duro lavoro, racconta gli anni degli studi e la scoperta della vocazione al servizio delle istituzioni come riscatto per la sua gente, dall'incontro con la Liga al legame con il territorio, dai successi delle Colline del Prosecco patrimonio Unesco al confronto serrato con le catastrofi climatiche, fino alla gestione di un sistema sanitario d'eccellenza, che ha dato il massimo davanti alle sfide della pandemia ed è stato indicato in ambito internazionale come un esempio da imitare. Infine, ritornando sulle lezioni apprese e sul ruolo trainante del Veneto come laboratorio di buone pratiche e innovazioni, fa il punto sui più importanti cambiamenti in atto, dalla semplificazione amministrativa alla collaborazione tra sindaci e governatori, fino alla madre di tutte le riforme, quell'autonomia che è la chiave per la transizione verso un federalismo regionale e che appare ancora più urgente oggi, per ridare speranza alla comunità e non sprecare una preziosa occasione di rinascita.
Il giornalismo fatto in pezzi
Massimo Fini
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2021
pagine: 600
Trent’anni di storia d’Italia, dai settanta al Duemila e oltre. Uno spaccato di vita e degli eventi cruciali che hanno trasformato la nostra società in senso antropologico, sociologico, psicologico e, più ampiamente, culturale. Attraverso la sua attività di cronista e di inviato Massimo Fini ci racconta storie di vita, testimonianze di uomini e donne dall’estrazione sociale e dalle esperienze più diverse, ritratti di personaggi famosi, politici ma soprattutto artisti e letterati, la cui memoria affonda spesso ancora più lontano, nel periodo fascista e della guerra. Se, come afferma Benedetto Croce, «la Storia è il passato visto con gli occhi del presente», chi legge questo libro potrà, con gli occhi dell’uomo di oggi, trovarvi cosa rimane di quelle stagioni, di quelle speranze, di quelle illusioni e delusioni. Ci sono infine alcuni reportage internazionali – e qui il giornalista si salda con lo scrittore – che nel raffronto fra culture e società a volte omologhe, altre molto diverse, ci aiutano a capire meglio qual è stato, qual è e quale potrà essere il ruolo dell’Italia in un mondo divenuto globale.
Terra nostra. Napoli, la cura e la politica
Antonio Bassolino
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2021
pagine: 176
Un lungo rapporto lega Antonio Bassolino a Napoli, una storia fatta di periodi fecondi e di momenti difficili, che tuttora continua e si rinnova. Divenuto adulto prima del tempo, esponente del Pci appena sedicenne, è segretario di una sezione di operai, dove apprende la passione per la politica reale, capace di influire sulla vita della gente. Dalle varie stagioni della sua attività, in queste pagine si ritrovano avvenimenti e personaggi della scena pubblica italiana. Oggi sceglie di inaugurare un’altra fase del suo impegno a favore della città, confrontandosi con le tante sfide che ha imparato a conoscere dagli esordi nell’amministrazione e con quelle poste dall’emergenza attuale. Tra battaglie condotte sul campo e prospettive sul futuro, sono molti gli spunti e i temi che l’autore affronta: dal bilancio alla struttura del Comune, dal paesaggio urbano al rilancio del porto, dall’annosa vicenda della gestione dei rifiuti al delicato equilibrio tra poteri centrali e locali, perché non vadano sprecate le risorse offerte dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Se cambiano i mezzi attraverso i quali la politica agisce e si fa rapporto con la cittadinanza, immutato è lo slancio con cui, forte dell’esperienza alla guida del Comune e della Regione, superata la lunga vicenda giudiziaria che lo ha visto protagonista di 19 processi finiti con altrettante assoluzioni, Bassolino espone progetti e piani per affrontare con gli strumenti di oggi le questioni che affliggono una terra ricca ma difficile. Una scelta in cui, sottolinea, «non c’è nostalgia o voglia di rivincita personale», ma la consapevolezza che «è attorno a una battaglia per Napoli che bisogna raccogliere forze. Dipende da ciascuno di noi e da tutti quanti noi. Ognuno deve cercare di fare la sua parte per il bene di Napoli, del Mezzogiorno e del paese».
Nathan e invenzione di Roma. Il sindaco che cambiò la Città eterna
Fabio Martini
Libro: Copertina morbida
editore: Marsilio
anno edizione: 2021
pagine: 256
Vaticano e rendita immobiliare. Servizi pubblici. Piano regolatore e standard urbanistici. Questi gli ingredienti di una vicenda inspiegabilmente occultata tra le pieghe della Storia. Con la sua capacità di assumere decisioni innovative e scomode, Ernesto Nathan cambiò per sempre il destino della Capitale (e forse dell'Italia) a cavallo degli anni dieci del Novecento, compiendo un miracolo: fare dell'amministrazione di Roma un modello ancora insuperato, con successi eclatanti, quali la scuola elementare laica per tutti, grazie alla realizzazione di un numero senza precedenti di istituti con una didattica innovativa; un'edilizia pubblica che lascerà un'impronta duratura; concorrenza ai privati con servizi pubblici all'avanguardia; coinvolgimento nella gestione della cosa pubblica di intellettuali «disorganici», come Maria Montessori, Sibilla Aleramo e Vincenzo Cardarelli, ma anche di amministratori che decidono in base a studi e comparazioni con l'estero. Mette in gioco una categoria interclassista e avveniristica, quella dei consumatori, e garantisce il rispetto rigoroso del bilancio unito alla partecipazione dei cittadini, con referendum e comitati di quartiere. Se da sempre la storia di Roma è la storia d'Italia, decifrarne le svolte decisive getta luce su ciò che siamo oggi. Far rivivere l'esperienza di questo personaggio di statura internazionale ne rivela il carattere geniale e anticonformista delle scelte e apre non pochi interrogativi, non ultimo: perché è ricordato solo con una piccola strada periferica nel quartiere degradato della Magliana?
Ettore Bernabei. Il primato della politica. La storia segreta della DC nei diari di un protagonista
Piero Meucci
Libro: Copertina morbida
editore: Marsilio
anno edizione: 2021
pagine: 384
Fiorentino, direttore generale della Rai dal 1961 al 1974 e fondatore della casa di produzione cinematografica Lux Vide, Ettore Bernabei è stato uno dei grandi maestri del giornalismo e della televisione italiana. Ha scoperto volti noti, tra cui Enzo Biagi e Umberto Eco, e ha lavorato con Amintore Fanfani, Aldo Moro, Giorgio La Pira ed Enrico Mattei, orientandone scelte e strategie. Appena ventiseienne, da direttore del quotidiano «Il Popolo», ha dato vita a uno straordinario sodalizio intellettuale tra i leader dei quali condivideva filosofia e politica. Partecipando, da fervente cattolico, a battaglie e sconfitte della Democrazia cristiana, ha incantato subito il partito. Mosso da un autentico interesse per il bene comune, Bernabei vedeva la sua carriera come una missione e ricopriva il suo ruolo con modestia, prudenza e risoluzione. In mezzo secolo di permanenza nella cabina di regia del potere non ha mai smesso di tenere un diario quotidiano, in cui si intersecano giudizi perentori, ritratti, dubbi e testimonianze eccezionali, dalle lotte interne alla DC fino ai giorni del rapimento di Moro e allo scontro con le forze laiche nella stagione del referendum sul divorzio. A cento anni dalla nascita, questi scritti vengono pubblicati in una raccolta inedita che attraversa il secondo Novecento italiano, in cui Bernabei delinea che cos'è davvero la politica e le dinamiche che la governano, annotando eventi e indiscrezioni di un Paese giovane invecchiato troppo velocemente, dove però il potere era ancora sinonimo di privilegio, sacrificio e servizio per la comunità.
Anime nere. Due donne e due destini nella Roma nazista
Anna Foa, Lucetta Scaraffia
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2021
pagine: 208
Roma, 23 marzo 1944. A via Rasella esplode una bomba che uccide trentatré soldati tedeschi. Da Berlino un ordine atroce: per ogni membro delle SS, Hitler vuole la testa di dieci italiani. Celeste Di Porto, giovane ebrea amante di un fascista, aiuta a scovare nel Ghetto i suoi stessi vicini di casa, che con disprezzo la chiamano «Pantera Nera». Nella città liberata una ricca donna tedesca, Elena Hoehn, viene accusata di spionaggio, colpevole di aver dato rifugio a un carabiniere ricercato per aver arrestato Mussolini dopo la sua destituzione. Nello stesso carcere, alle Mantellate, le due inizieranno un percorso che le porterà a cercare, con sorti alterne, una nuova avventura nel solco di Chiara Lubich e dell’emergente ideale focolarino. Ma sono davvero due donne che affrontano un viaggio spirituale o si tratta di due carnefici dalle mani insanguinate? Corrisponde a verità la leggenda che vuole Celeste rancorosa e incapace di discernere tra il bene e il male, salvata da un’anima pia e compassionevole come Elena? Il desiderio ostinato di entrambe di riscattarsi e calcare il «palcoscenico del mondo» e la brama di riscrivere il proprio trascorso gettano ombre sulle conversioni religiose. Tra delazioni, tradimenti e tentativi di redenzione, attraverso le vicende di figure ai margini della Storia, Anna Foa e Lucetta Scaraffia si addentrano in territori inesplorati del nostro passato e restituiscono, nell’ambiguo rapporto di amicizia fra Celeste ed Elena e nella loro ricerca tormentata di una nuova vita, lo specchio di una società che, sebbene anelante a un rinnovamento spirituale, tendeva a dimenticare le colpe e a rimuovere i delitti.
San Totò
Paolo Isotta
Libro
editore: Marsilio
anno edizione: 2021
pagine: 320
«Chi non ha visto Totò a teatro non ha visto Totò», si è sempre sentito dire Paolo Isotta da suo padre. Noi ci troviamo tutti, ora, in questa situazione: di Totò abbiamo solo le interpretazioni cinematografiche, molte delle quali contengono spezzoni di Rivista, il che faceva indignare i critici puristi. L'autore la ritiene invece una fortuna, perché si può così tentare di ricostruire un'immagine intera del sommo attore. Di Totò hanno scritto storici del cinema, del teatro, antropologi, studiosi della lingua italiana e latina, filologi classici e filosofi della politica... ma mai uno storico della musica come Paolo Isotta, che dichiara di aver affrontato l'impresa non da esperto ma in quanto innamorato di Totò. Nella prima parte del volume si tenta un ardito ritratto, completo e sintetico, del principe de Curtis. La seconda, che rappresenta a modo suo una novità, è costituita da «una scheda per film», raccontato ora analiticamente, ora brevemente. Il talento di Totò emerge non solo e non tanto nella recitazione, ma nella creazione, attraverso battute memorabili «ai vertici della metafisica». Egli non temeva la competizione, comprendendo che, quanto meglio veniva accompagnato, tanto meglio il suo genio ne sarebbe emerso, in una sorta d'opera d'arte collettiva. Così, fra teatro e cinema, tra spalle e comprimari, sfilano sotto i nostri occhi grandi personaggi dello spettacolo come Aldo Fabrizi, Mario Castellani, Nino Taranto, Aroldo Tieri, Raimondo Vianello, Paolo Stoppa, Macario, Carlo Croccolo. E poi Peppino («la più naturale intesa e unico alla sua altezza»), Alberto Sordi e Titina De Filippo, Franca Valeri e Franca Faldini, che di Totò fu l'ultima compagna. Un tributo raffinato e giocoso a colui che «affermava di ritenersi lieto di avere fatto per mestiere il comico perché la comicità aiuta la gente a prendere la vita come viene e gliela rende più accettabile. Che altro fanno, i Santi?».

