Scienze, geografia, ambiente
Il groviglio verde. Abitare le foreste dal Mesozoico alla fantascienza
Danilo Zagaria
Libro: Libro in brossura
editore: ADD Editore
anno edizione: 2024
pagine: 264
Le foreste ricoprono una buona parte delle terre emerse in un grande groviglio di radici, rami, alberi, foglie ed esseri viventi. Per raccontarlo, Danilo Zagaria, biologo e divulgatore appassionato, arricchisce le scienze forestali, ecologiche e geologiche con ficcanti incursioni in letteratura, filosofia, antropologia, architettura, economia. Passando dai mangrovieti sulle coste oceaniche alla taiga siberiana, dalle canopie tropicali ai querco-carpineti nel cuore d’Europa, Zagaria compone sotto i nostri occhi un mondo complesso e stratificato, dalle profondità della terra ai fiumi volanti, dalla preistoria al futuro. Il groviglio verde intreccia storie che si muovono nello spazio e nel tempo e «storie multispecie», come le chiama Donna Haraway, i cui fili vengono ripresi da altre mani creando legami imprevedibili e sorprendenti.
L'ecologia politica di Dario Paccino. Tra l'imbroglio ecologico e le lotte contro il nucleare
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2024
pagine: 139
Dario Paccino, noto soprattutto per il suo importante saggio dal titolo “L’imbroglio ecologico” (1972), ha contribuito alla nascita e, in parte, ai successivi sviluppi degli studi che in Italia hanno teso a politicizzare la conoscenza sulle condizioni di vita e salute dentro e fuori i luoghi di lavoro, entrando in diretta connessione con i conflitti in fabbrica, nei cantieri e nei territori contro le nocività e contro lo scambio salario-malattie. Il suo contributo è stato particolarmente rilevante anche per il movimento antinucleare che, dalle lotte della fine degli anni Settanta, è riuscito a imporre la chiusura delle centrali nucleari e a premere per una svolta ecologica orientata a cambiare profondamente il modo di produzione e di distribuzione dell’energia. Questo libro propone una serie di contributi che si concentrano su due questioni fondamentali utili per i movimenti sociali ed ecologisti attualmente attivi. La prima riguarda la centralità del concetto di “imbroglio ecologico” per comprendere la gestione tecnocratica dall’alto della crisi climatica e ambientale in corso; la seconda è relativa alla rilevanza dell’ecologia politica per capire quanto sia necessario sostenere l’abbandono dell’energia nucleare in ogni sua forma, civile o militare. Contributi di Giulia Arrighetti, Gennaro Avallone, Angelo Baracca, Lucia Giulia Fassini, Giorgio Ferrari, Vincenzo Miliucci, Alfonso Natella, Sirio Paccino, Roberta Pompili.
Chi ha paura dell'auto elettrica? Otto fake news alla prova dei fatti
Alessandro Macina
Libro: Libro in brossura
editore: edizioni Dedalo
anno edizione: 2024
pagine: 196
Chi non ha mai sentito parlar male dell’auto elettrica? Come tifoserie, ogni giorno si scontrano gli entusiasti e i cosiddetti “No Watt”. Le discussioni contro l’auto elettrica non animano solo i social, ma tutto il discorso pubblico. Nel migliore dei casi, si tratta di diffidenza e paura del cambiamento, nel peggiore di vere e proprie fake news ormai date per verità. Eppure l’auto elettrica la conoscono in pochi, solo 4 italiani su 100 ne possiedono una, mentre nei grandi mercati europei le vendite hanno già superato i diesel. Ansia da ricarica, materie prime, emissioni: qual è la verità? Questo libro risponde con numeri e fatti alle tante domande, cercando di capire la fondatezza delle preoccupazioni, per riportare la discussione sul piano dell’oggettività.
Non è la fine del mondo. Come possiamo costruire un pianeta sostenibile
Hannah Ritchie
Libro: Libro in brossura
editore: Aboca Edizioni
anno edizione: 2024
pagine: 456
Le emissioni di carbonio pro capite sono diminuite, la deforestazione ha raggiunto il picco negli anni '90, l'aria che respiriamo oggi è più pulita rispetto a secoli fa. Saremo la prima generazione a lasciare il mondo in uno stato migliore di come lo abbiamo trovato. La maggior parte dei giovani oggi avverte una forte incertezza nei confronti del futuro. È un sentimento che può arrivare a essere devastante e può toccare tutti, a prescindere dalle condizioni di benessere in cui uno vive. Hannah Ritchie si sentiva così, minacciata e impaurita, angosciata dall'idea che questo pianeta non avesse un futuro. Per sopravvivere, ha messo in campo tutte le sue doti di ricercatrice accademica iniziando a raccogliere ed elaborare dati a supporto di una nuova tesi: lungi dall'essere l'ultima generazione che vivrà sulla Terra, i giovani di oggi hanno la possibilità concreta di diventare la prima generazione nella storia dell'umanità a raggiungere effettivamente la sostenibilità, lasciando il mondo in uno stato migliore di come lo hanno trovato. Con questo libro audace e radicalmente pieno di speranza, ricco di studi, indicazioni pratiche e grafici illuminanti, Ritchie ci aiuterà ad allargare lo sguardo e a riconsiderare quasi tutto ciò che ci è stato detto sull'ambiente e la crisi climatica, sfidando l'idea, comunemente accettata, che i primi esseri umani vivessero in modo sostenibile in contrapposizione allo stile di vita contemporaneo, ritenuto intollerabile per il proprio impatto sull'ecosistema. Ribaltando alcuni falsi miti su cui abbiamo costruito la nostra coscienza ambientalista – dall'esaltazione dell'alimentazione a chilometro zero e della vita in campagna, alla demonizzazione della sovrappopolazione, delle cannucce in plastica e dell'olio di palma –, non è la fine del mondo ci fornirà gli strumenti per capire su cosa dobbiamo concentrarci urgentemente per poter consegnare un pianeta sostenibile alle generazioni future. Questi problemi sono enormi. Ma sono risolvibili. Non siamo condannati. Possiamo costruire un futuro migliore per tutti. Trasformiamo questa opportunità in realtà.
La dieta amica del clima. Una piccola rivoluzione collettiva nella lista della spesa
Davide Gibin, Giuliano Rancilio
Libro: Libro in brossura
editore: Altreconomia
anno edizione: 2024
pagine: 200
Cibo e cambiamento climatico sono indissolubilmente legati. Grazie a un'analisi delle abitudini alimentari globali e regionali, questo libro offre una visione chiara di ciò che consumiamo e del suo impatto sul nostro Pianeta. E propone un'alternativa. Il cibo costituisce una tra le principali fonti di emissioni di gas serra ed è responsabile di circa un terzo delle emissioni globali, come dimostrato in numerosi studi accademici. Questo libro, che amplia un recente studio scientifico pubblicato dagli autori, offre una dettagliata panoramica dell'impatto climalterante del settore del cibo. Dalla valutazione generale, gli autori esaminano lo stato attuale dell'impronta carbonica delle diete nei diversi Paesi. Ai fini di proporre un'alternativa, vengono presentati i food ranking, che consentono di confrontare l'impronta carbonica di vari alimenti per operare scelte consapevoli e costruire le "liste della spesa" amiche del clima. Queste scelte permettono di dimezzare (e oltre) l'impronta carbonica legata al cibo. Gli autori esplorano poi in dettaglio alcuni argomenti di particolare interesse o dibattito, come l'uso dell'acqua in bottiglia, il consumo di latticini e formaggi, l'importanza di una pesca e un'acquacoltura svolte in maniera sostenibile. Il libro include una serie di raccomandazioni per gli operatori del settore alimentare, inclusi i ristoratori, la distribuzione e i produttori. Ci sono proposte di azioni pratiche, di comunicazione e di policy. "Questo libro descrive dettagliatamente l'impatto del cibo sul clima e fornisce degli strumenti per agire in prima persona, mitigando l'impatto climalterante delle proprie scelte a tavola senza stravolgere i propri comportamenti. L'asse portante su cui costruire questo percorso sarà lo sviluppo di una dieta amica del clima. Siamo entrambi ricercatori e, secondo l'approccio tradizionale del metodo scientifico, la domanda di ricerca da cui si è partiti è la seguente: se è vero che per la decarbonizzazione dei settori con maggiore impatto sul clima ci vuole un'evoluzione (di tecnologie, di infrastrutture) che non avverrà dall'oggi al domani e se è altrettanto vero che le emissioni vanno ridotte da subito, allora cosa possiamo fare? In queste pagine suggeriamo una risposta" (Giuliano Rancilio, Davide Gibin).
Brevi lezioni di meraviglia. Elogio della natura per genitori e figli
Rachel Carson
Libro: Libro rilegato
editore: Aboca Edizioni
anno edizione: 2024
pagine: 64
Apparso per la prima volta nel 1956, sulla rivista “Woman’s Home Companion”, e poi pubblicato da Harper nel 1965, “Brevi lezioni di meraviglia è un piccolo gioiello senza tempo” – finora inedito in Italia – firmato da Rachel Carson, biologa marina, madre del movimento ambientalista, che nel 1962 con Primavera silenziosa rivelò al mondo intero i pericoli derivanti dall’uso dei pesticidi e dei fertilizzanti. Nel 1955, Carson iniziò a lavorare a questo breve saggio considerandolo, fin da subito, uno dei progetti più importanti della sua vita, poi rimasto, purtroppo, incompiuto. “Brevi lezioni di meraviglia” è il racconto intimo delle escursioni fatte in compagnia del giovane nipote di tre anni Roger, che quell’estate le aveva fatto visita nella sua casa nel Maine. Insieme, avevano passeggiato lungo la costa rocciosa, attraversato foreste fitte e campi aperti, osservando la fauna selvatica, le piante, il chiaro di luna, le nuvole temporalesche e ascoltando la “musica viva” degli insetti nel sottobosco. In queste pagine, Carson cattura l’essenza dell’universo pieno di meraviglia dei bambini, risvegliando in noi quell’antico desiderio di comunione con il mondo vivente. Rammentando come il suo occhio ricettivo alle bellezze della natura si fosse affinato in compagnia della madre durante l’infanzia, Carson ci spiega che un bambino ha bisogno di almeno un adulto con cui vivere questo tipo di esperienze, purché l’adulto adotti l’atteggiamento del bambino. La natura, del resto, è un’arena piena di gioie da condividere e nell’avventura della scoperta ci rende tutti uguali. Con una nota di Lella Costa.
Il Bel Paese
Antonio Stoppani
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2024
pagine: 648
“Il Bel Paese” è un capolavoro della divulgazione scientifica italiana del secondo Ottocento. In ventinove «conversazioni» serali, davanti al caminetto, uno zio molto colto che tanto ha viaggiato racconta ai nipoti, in maniera affabile e accattivante, la geologia e le bellezze naturalistiche dell’Italia. E le mille meraviglie del paesaggio italiano diventano un elemento fondante dell’identità nazionale. Insieme a “Pinocchio” e a “Cuore”, “Il Bel Paese” contribuì a forgiare cittadini consapevoli, educati all’amor di patria e alla solidarietà. Dalla sua prima edizione del 1876, il libro ebbe una vasta diffusione nell’Italia da poco unita, contribuendo a formare negli italiani i presupposti di una cultura scientifica da affiancare a quella filosofica, letteraria e religiosa. Dagli scorci più suggestivi del Lago Maggiore alle colline toscane, dalle marine allora incontaminate alle amate montagne degli Appennini e delle Alpi – Stoppani fu il primo presidente della neonata sezione milanese del Club alpino italiano – fino ai crateri del Vesuvio e dell’Etna, il libro racconta con competenza e amore il nostro territorio rendendolo per la prima volta un patrimonio per i nuovi italiani. L’introduzione di Walter Barberis da un lato contestualizza storicamente l’operazione di Stoppani, dall’altro sottolinea alcuni temi, come la riduzione dei ghiacciai e i pericoli del turismo di massa, che incredibilmente sono già in nuce nel libro. Il volume riproduce la versione e le incisioni originali della prima edizione nonché, in una serie di tavole fuori testo, sedici dipinti paesaggistici di alcuni fra i maggiori pittori dell’Ottocento.
Il nucleare non fa bene al clima
Hervé Kempf
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2024
pagine: 64
In Europa, dimentichi delle catastrofi di Cernobyl e di Fukushima e dei rischi a Zaporizzja in Ucraina, i lobbisti del nucleare rialzano la testa, provando a dire che è una soluzione per il clima. Ma non lo è. Per almeno quattro ragioni valide e convincenti. Innanzitutto, decidere oggi di costruire nuove centrali significa realizzarle tra dieci anni come minimo: troppo poco e troppo tardi, rispetto agli obiettivi del 2030 per ridurre le emissioni. In secondo luogo i problemi di sicurezza sono enormi. I rischi di un incidente sono bassi? Lo erano anche per le catastrofi che abbiamo menzionato. Ma se dovesse accadere un nuovo incidente, gli effetti sarebbero devastanti per anni per la salute, l’ambiente e il Pil. In terzo luogo, i costi previsionali sono altissimi e praticamente a consuntivo raddoppiano sempre. Significa sprecare risorse utili per energie pulite rinnovabili. Quarto: le criticità delle scorie radioattive sono immense ancora adesso per le centrali esistenti. E non faranno che crescere con la realizzazione di nuove centrali. Il nucleare riassume così l’idea, superata, di una crescita senza limiti. Dobbiamo pensare a un’economia sobria fondata sulle energie rinnovabili.
Atomi e cenere. Dall'atollo di Bikini a Fukushima, storia di sei disastri nucleari
Serhii Plokhy
Libro: Libro rilegato
editore: Mondadori
anno edizione: 2024
pagine: 396
L'11 marzo 2011, l'onda di uno tsunami alta oltre tredici metri si abbatté sulla centrale nucleare di Fukushima, in Giappone. Nei giorni successivi, una serie di esplosioni portò alla parziale fusione di tre reattori e a un riversamento incontrollato di acqua radioattiva nell'area circostante. Si trattò di uno dei più gravi disastri nucleari di sempre. Ma non fu il più tragico. Nell'aprile del 1986, a Cernobyl', nell'ex Unione Sovietica, l'esplosione e l'incendio del reattore liberarono nell'atmosfera una quantità tale di radiazioni da provocare un numero impressionante, ancorché imprecisato, di vittime. Prima ancora era stata la volta di Three Mile Island in Pennsylvania, di Windscale in Inghilterra, di Kyštym negli Urali e dell'atollo di Bikini nelle isole Marshall. Per coloro che si oppongono all'uso dell'energia nucleare per scopi civili, questi incidenti sono la prova tangibile del pericolo che essa rappresenta. Alla paura, si aggiungono poi i costi elevati in termini di risorse e investimenti per ottenere un rendimento economicamente vantaggioso e la preoccupazione per i rischi rappresentati dai tanti regimi autoritari, che praticano il «terrorismo nucleare» al fine di realizzare le proprie ambizioni geopolitiche. Tuttavia gli incentivi politici a passare al nucleare restano forti, per motivi economici, militari o di semplice prestigio. E la necessità di sostituire i combustibili fossili per affrontare i problemi sollevati dal cambiamento climatico impone una nuova riflessione sul futuro del nucleare. Una riflessione, però, che non può prescindere da quanto avvenuto in passato. Dagli incidenti dovuti a un malfunzionamento o al fattore umano, dalla cultura manageriale o dall'ideologia che li hanno resi possibili, dai silenzi dei governi che ne hanno occultato gli effetti sulla popolazione e sull'ambiente. Ripercorrere la storia dei più importanti disastri nucleari diventa un passaggio necessario per capire quale insegnamento possiamo trarne e come possiamo evitare che si verifichino di nuovo. Perché molti di quei fattori ci accompagnano ancora oggi, e rendono l'industria nucleare vulnerabile e incline a ripetere vecchi errori in modi inediti e inaspettati. Con "Atomi e cenere" Serhii Plokhy ci offre uno strumento prezioso per esprimere un giudizio informato sull'uso di una tecnologia che ha segnato in modo indelebile la nostra storia recente.
Le emissioni segrete. L'impatto ambientale dell'universo digitale
Giovanna Sissa
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2024
pagine: 176
È possibile una transizione digitale che sia anche ecologica? La risposta può essere affermativa solo se impariamo a comprendere i costi ambientali dei sistemi digitali, intelligenti o meno, che permeano la vita contemporanea e quelli di ciò che ne consente il funzionamento: le infrastrutture di telecomunicazione e i data center. La consuetudine con gli oggetti digitali ci rende insensibili al loro impatto in termini di emissioni di gas serra, consumi di energia elettrica, sfruttamento di risorse non rinnovabili e produzione di rifiuti elettronici, impronte che spesso restano «segrete», invisibili ai nostri occhi, perché il settore digitale non si è mai preoccupato davvero di evitarle e ridurle. Un libro contro i luoghi comuni per chi ha a cuore il futuro tecnologico e ambientale del nostro pianeta.
L'urgenza di agire. Perché e come abbandonare rapidamente le fonti fossili
Marco Giusti
Libro
editore: Lu.Ce
anno edizione: 2024
pagine: 350
Le politiche ambientali
Paola Coletti
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2024
pagine: 256
Le dinamiche complesse legate anche alla dimensione globale delle politiche ambientali e le criticità sempre più pressanti connesse all'emergenza climatica emergono con prepotenza nel panorama odierno. Comporre una sintesi, non tanto per «governare l'ambiente», quanto per comprendere la complessità della sfida posta dal suo stato e per ricostruire un quadro di riferimento nazionale ed europeo è l'obiettivo di questo manuale. Attorno alle problematiche ambientali ruotano molti concetti, ma soprattutto operano molti attori. Il volume intende mettere a fuoco criticamente i primi, individuare i secondi e analizzare il loro operato, ripercorrendo l'andamento del ciclo di policy per tentare di tracciare un percorso virtuoso (formulazione-formazione e processo decisionale-attuazione-valutazione) che dovrebbe essere applicato alle politiche ambientali. Per le sue caratteristiche il libro si rivolge agli studenti dei corsi e dei master universitari dedicati alle politiche pubbliche, e anche ai practitioners che si interrogano sulla possibilità di adottare prospettive differenti nell'analisi di politiche pubbliche.

