Architettura
Le ville venete. Ediz. italiana e inglese
Valentina Facci
Libro: Libro rilegato
editore: Sassi
anno edizione: 2017
pagine: 176
Tra Cinquecento e Ottocento, nei Domini di Terraferma della Repubblica di Venezia, si sviluppa una nuova tipologia di architettura rurale: la villa veneta. Quest'ultima, nata per soddisfare le esigenze legate al lavoro agricolo, diventa ben presto anche emblema dello status economico e sociale dell'aristocrazia, nonché luogo deputato alla coltivazione di passioni culturali. Ingenti quantità di denaro vengono investite dalla nobiltà per la costruzione della villa di famiglia, spesso utilizzata come residenza estiva e, talvolta, per stabilire la propria supremazia attraverso lo sfoggio di preziose decorazioni, suppellettili, arredamenti e ricchezze di qualsiasi genere. La villa esprime il desiderio del patriziato veneto di un ritorno alle origini, spostandosi dalla laguna, centro nevralgico del potere veneziano, alla terraferma. Gli stucchi, gli affreschi e le opere d'arte del corpo centrale di rappresentanza, detto "casa dominicale", coesistono con le strutture destinate alle funzioni produttive della tenuta agricola, come barchesse e stalle. Il modello della villa veneta rispecchia nel proprio sviluppo architettonico il legame instauratosi tra Venezia e la realtà più intima dello Stato da Tera, scenario che accoglie tra i tanti artisti la figura di Andrea Palladio, tra i più famosi architetti in grado di soddisfare le esigenze dei committenti e, al contempo, di catturare il genius loci dell'ambiente.
Una storia dell'architettura contemporanea
Guido Montanari, Elena Dellapiana
Libro: Libro in brossura
editore: UTET Università
anno edizione: 2015
pagine: 576
Questo libro si propone di tracciare un inedito percorso di indagine storico e critico dell'architettura di epoca contemporanea, dalla Rivoluzione Francese all'oggi, a partire dall'aforisma rogersiano del progetto esteso "dal cucchiaio alla città". A un taglio cronologico tradizionale si affianca infatti una lettura disciplinare trasversale, nella quale architettura, città, territorio, design, tecniche e interni, sono descritti in relazione alla storia sociale ed economica, come aspetti di una più ampia storia della cultura. Arricchito di immagini, approfondimenti, cronologie, strumenti didattici e suggerimenti per il confronto con i campi della letteratura, della musica e del cinema, si presta a essere strumento di formazione per gli studenti di architettura, di ingegneria, di design e di storia dell'arte, ma anche stimolo alla ricerca e all'approfondimento per gli studiosi e gli appassionati.
Il design degli architetti italiani 1920-2000
Fiorella Bulegato, Elena Dellapiana
Libro: Libro in brossura
editore: Electa
anno edizione: 2014
pagine: 256
L'affermazione del disegno industriale, specialmente nel secondo dopoguerra, si deve all'attività svolta dagli architetti diventati protagonisti del passaggio dalla dimensione artigianale a quella industriale delle imprese, tanto nell'arredo quanto nell'industrial design. Attraverso l'analisi della produzione dei più importanti progettisti del Novecento italiano Fiorella Bulegato e Elena Dellapiana evidenziano coincidenze e distanze di approcci metodologici e pratici tra l'attività del designer e dell'architetto. Ne emergono visioni diverse che si compongono di variegate declinazioni sulla concezione dell'oggetto: dal pensarlo come struttura, composizione di elementi o contenitore di meccanismi, fino alle riflessioni che si originano dalla natura dei materiali, dalla funzione o dal dibattito sullo spazio abitativo. Il libro, scandito in quattro sezioni temporali (dagli anni Venti alla seconda Guerra mondiale, l'affermazione degli anni Cinquanta, la crisi degli anni Sessanta, la condizione contemporanea), dedica a ogni protagonista selezionato una scheda che, attraverso approfondimenti paralleli sull'architettura e sul disegno industriale, associa progettista a oggetti progettati.
Una modernità apparente. L'architettura coloniale italiana dal Mediterraneo all'Africa orientale
Mia Fuller
Libro: Libro in brossura
editore: Viella
anno edizione: 2026
pagine: 348
Il volume offre per la prima volta una panoramica sull’architettura e sulla pianificazione urbana nelle colonie italiane, tra Ottocento e Novecento, in Nord Africa, nell’Africa orientale e nelle isole del Mediterraneo. Esaminando la storia del colonialismo italiano e le aspettative che lo plasmarono, questo libro analizza le posizioni teoriche degli architetti attivi in Italia e nei territori coloniali e indaga come, di conseguenza, gli amministratori e i pianificatori operarono a Tripoli, Addis Abeba e negli insediamenti per i coloni in Libia e in Etiopia. Ripercorrendo i vari tentativi volti a definire un’architettura coloniale che distinguesse l’Italia dalla Gran Bretagna e dalla Francia, l’autrice fornisce una riflessione comparativa e originale sul colonialismo italiano e le sue manifestazioni architettoniche, che spesso nascondevano, dietro una maschera di modernità, amministrazioni disordinate e piani in conflitto tra loro.

