Laterza: Libri del tempo
Storia dei media digitali. Rivoluzioni e continuità
Gabriele Balbi, Paolo Magaudda
Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2014
pagine: XXI-181
Quanto è rivoluzionaria la cosiddetta 'rivoluzione digitale'? E quanto, invece, il digitale affonda le proprie radici nei vecchi media analogici dell'Otto-Novecento? Partendo da questi interrogativi, Gabriele Balbi e Paolo Magaudda ci guidano in un originale viaggio attraverso la storia dei media digitali, dalla prima metà del Novecento ai giorni nostri. Con un'ottica globale, gli autori ripercorrono le tappe principali della storia del computer, di internet, del telefono cellulare e della digitalizzazione di alcuni settori dell'industria culturale quali musica, stampa, cinema, fotografia e radiotelevisione. Tra rotture rivoluzionarie e sorprendenti continuità, "Storia dei media digitali" getta uno sguardo disincantato su una delle mitologie del nostro tempo.
L'audience
Mariagrazia Fanchi
Libro: Copertina morbida
editore: Laterza
anno edizione: 2014
pagine: 152
Cinque capitoli per esplorare i principali modelli di audience, tema oggi cruciale delle politiche culturali dei media. Dalle protoaudience degli anni Trenta - che restituiscono l'immagine di un fruitore di media passivo e inconsapevole - all'affermarsi di un'idea di audience 'ostile', poco collaborativa, che prelude alla definizione dei modelli di audience resistente degli anni Settanta; dall'immagine dell'audience come soggetto attivo della comunicazione, propria del dibattito degli anni Ottanta e in parte Novanta, fino ai modelli di audience performativa, responsabile e creativa che caratterizzano la riflessione e le ricerche degli ultimi anni.
Codici. Storia e geografia di un'idea
Pietro Rescigno
Libro: Copertina morbida
editore: Laterza
anno edizione: 2013
pagine: 271
Dai codici francese, tedesco e svizzero a quello italiano del 1942, dai codici latino-americani al caso di Cuba, dove sopravvive l'ultimo codice socialista, dalle codificazioni nella realtà cinese fino al dibattito sull'opportunità di un codice europeo: sono alcuni dei temi di un itinerario di studio che del codice civile finisce per confermare l'attualità come strumento dell'esperienza del diritto.
Corte costituzionale e giudici nell'Italia repubblicana
Elisabetta Lamarque
Libro: Copertina morbida
editore: Laterza
anno edizione: 2012
pagine: 169
La Corte costituzionale è l'organo che giudica le controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi dello Stato e delle Regioni, ai conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato, tra lo Stato e le Regioni e tra le Regioni. Il volume racconta la storia del ruolo svolto dalla Corte e dall'autorità giudiziaria nel sistema italiano di giustizia costituzionale e dell'evoluzione nel tempo delle loro reciproche relazioni. Rapporti iniziati molto prima del 1956, anno di nascita della stessa Corte costituzionale, anzi in epoca ancora precedente alla sua previsione nella Costituzione repubblicana del 1948. È infatti nelle righe finali del copione stese dai nostri Costituenti la sera della scadenza del loro mandato che c'è un colpo di scena: la Corte costituzionale e i giudici diventano i co-protagonisti indiscussi del sistema di controllo di costituzionalità italiano. Nei primi quaranta anni di vita della Corte costituzionale, dal 1956 al 1996, i due soggetti procedono a una lunga serie di tentativi per accordare gli strumenti processuali di cui dispongono. Poi i loro rapporti si fanno sempre più stretti, e dalle iniziali incomprensioni si passa a una condivisione del medesimo lavoro e dei medesimi obiettivi. Dalla metà degli anni Novanta a oggi i protagonisti della giustizia costituzionale italiana si presentano uniti, fino ad arrivare al giro di boa del nuovo millennio quando entra in scena anche la nuova dimensione europea della giustizia italiana.
Economia dei media
Giuseppe Richeri
Libro: Copertina morbida
editore: Laterza
anno edizione: 2012
pagine: 220
Il campo dei media è stato studiato in prevalenza dal punto di vista sociale, culturale e politico, più raramente si sono considerati i suoi aspetti economici. Ma le dimensioni e le funzioni delle imprese che operano nel campo dei media hanno ormai raggiunto una rilevanza tale da imporre una maggior attenzione anche a questi aspetti. Il libro offre alcuni strumenti essenziali per capire e valutare la rilevanza dell'economia nel complesso mondo dei media mettendo in evidenza alcuni caratteri generali e analizzando alcuni settori specifici. I caratteri generali sono trattati nei primi quattro capitoli del libro, che inizia con la definizione dell'ambito occupato dai media e del loro ruolo all'interno dell'industria della comunicazione che comprende anche le telecomunicazioni e l'informatica. Poi si prosegue con l'analisi dei fattori che distinguono l'economia dei media da quella degli altri settori economici e con quella dei maggiori trend che hanno caratterizzato su scala internazionale le imprese e i mercati di riferimento. Il terzo capitolo riguarda le forme dei mercati dei media e le loro caratteristiche attuali e l'ultimo capitolo affronta il tema della pubblicità che oggi è la principale fonte di finanziamento di questo sistema. La seconda parte del libro entra nel merito di settori più specifici, dall'industria della stampa quotidiana all'editoria libraria, dal cinema alla televisione e ai nuovi media digitali.
In nome del popolo. Il problema democratico
Valentina Pazé
Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2011
pagine: IX-193
La democrazia non godeva di buona fama nell'antichità, neppure nella città che le aveva dato i natali. L'avversione di gran parte degli intellettuali ateniesi nei confronti del governo 'dei molti' derivava dall'opinione per lo più negativa che gli scrittori antichi avevano del popolo, assimilato a una massa ignorante e irrazionale, facile preda delle lusinghe dei demagoghi. Nell'età moderna il giudizio nei confronti della democrazia muta, ma i dubbi sulla capacità del popolo di autogovernarsi si ripropongono, alimentati dai non pochi casi di pessime decisioni assunte dai cittadini nell'esercizio della sovranità: dalla elezione di Luigi Napoleone a presidente della Repubblica, nel 1848, al voto che conduce al potere Hitler, nel 1933, all'irresistibile ascesa, nel corso del XX e XXI secolo, di improbabili 'uomini della provvidenza' che, in nome del popolo, si ergono al di sopra della legge e dello stato di diritto. Il volume si sofferma su alcuni di questi episodi, identificando quattro distinte dimensioni del problema dell'incompetenza del popolo, esemplificate dalle figure del demos, della plebe, dei subalterni e degli 'stupidi'. Tali figure fanno la loro comparsa in epoche diverse, suscitando la paura e l'ostilità dei ceti colti e aristocratici, ma provocando sconcerto anche in chi crede nel valore dell'eguaglianza politica, ma non si nasconde il problema delle insufficienti capacità critiche dei cittadini-elettori.
Reti. Origini e struttura della network society
Andrea Miconi
Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2011
pagine: 179
È diventato un luogo comune dire che viviamo in una network society, ma è un dato ineludibile: dalla socializzazione ai modi del quotidiano, dalla produzione al lavoro, dagli acquisti alla burocrazia, Internet è entrata a fare parte delle trame dell'età contemporanea, ponendosi ormai non più come dirompente novità tecnologica ma come struttura portante della società, non come innovazione squillante, ma come ambito ordinario dell'esperienza. Il libro indaga i nuovi media seguendo tre linee principali: in primo luogo, un'analisi della formazione dei network di comunicazione sulla lunga durata della storia, dalle vie mercantili al telegrafo meccanico, dai sistemi elettrici al telegrafo di Morse, che fissano alcune costanti del funzionamento delle reti; in secondo luogo, un approfondimento sulle origini della network society contemporanea, attraverso una rassegna delle principali teorie sociologiche e dei punti critici che ne sono emersi, dal divario digitale al rapporto tra esperienza virtuale e vita quotidiana, fino al nesso tra nuove forme di comunicazione e partecipazione politica. Infine, uno studio più tecnico, anche se ampiamente divulgativo, sulle leggi di connessione che regolano il World Wide Web, attraverso la rassegna delle ricerche che hanno iniziato a mostrare i fenomeni di organizzazione, e perfino di concentrazione, che hanno progressivamente ridotto il disordine iniziale del Web.
Semiotica dei nuovi musei
Isabella Pezzini
Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2011
pagine: 187
A lungo considerato un'istituzione del passato, oggi il museo conosce una straordinaria fortuna, ma in una forma profondamente rinnovata. Sotto il profilo architettonico ha enfatizzato il suo carattere di icona metropolitana, capace di dare una forte riconoscibilità a luoghi in cerca di un'identità perduta o da ritrovare e di essere un punto di riferimento per i flussi turistici e cosmopoliti della nostra epoca. Ma non è solo l'aspetto fisico dei musei a cambiare: cambia il rapporto che queste architetture istituiscono con le opere, il loro contenuto tradizionale. Rifiutandosi di essere un semplice contenitore, il più possibile neutro, questi musei, opere essi stessi, si pongono in dialogo con le collezioni. Un nuovo modo di concepire gli spazi e l'organizzazione dei percorsi coinvolge anche i visitatori, sollecitati da una politica culturale impostata ormai sulle cadenze internazionali degli eventi e delle mostre temporanee. Il volume prende in esame alcuni esempi come il museo dell'Ara Pacis a Roma di Richard Meier, prima opera di architettura contemporanea nel centro storico della capitale; Punta della Dogana di Tadao Ando e Fondazione Vedova di Renzo Piano a Venezia, due diversi modi di affrontare il restauro di luoghi antichi destinati all'arte contemporanea; il museo di Quai Branly a Parigi di Jean Nouvel, in cui l'arte e il patrimonio culturale non occidentale confluiscono in un'isola urbana dove allestimento e collezione formano un tutto unico...
Diritto senza verità
Natalino Irti
Libro: Copertina morbida
editore: Laterza
anno edizione: 2011
pagine: 177
La verità obbliga: separa il vero dal falso; giudica i dissenzienti. Il diritto "vero" avrebbe, o meglio dovrebbe avere, contenuti già determinati, e non potrebbe discostarsene se non a rischio di non essere più diritto. Ma gli ordinamenti giuridici delle società pluraliste e secolarizzate non possono che essere aperti a molti contenuti possibili, la cui positivizzazione giuridica dipende da conflitti e scelte puramente umane. Il diritto artificiale frutto del mondo moderno è inevitabilmente privo di fondamenti ultimi. "Diritto senza verità" è quindi ogni e qualunque diritto possibile, ogni e qualunque insieme di norme a cui si decida di sottomettersi. Il mondo è popolato di dei religiosi, politici, reazionari, progressisti ecc. - o di principi costitutivi, entro i quali si svolge e determina la scelta. Questa concezione del diritto restituisce i valori alla volontà di ciascuno di noi. Nessun diritto ci è dato dalla "natura" o dalla "ragione" o da arcane divinità, ma tutti sono voluti, e fioriscono o si spengono per virtù o colpa della nostra volontà. Ciò determina certamente un senso di vertigine di fronte alla solitudine umana delle scelte, ma anche un'attribuzione di responsabilità, per un uso maturo e senza fideismi del diritto.
Archeologie del trauma. Un'antropologia del sottosuolo
Roberto Beneduce
Libro: Copertina morbida
editore: Laterza
anno edizione: 2010
pagine: 216
È possibile pensare ai richiedenti asilo, ai corpi occupati dei palestinesi, ai profughi e ai clandestini senza distogliere lo sguardo dalle differenze e ricondurre le loro biografie al solo stato di "rifugiati"? Le matrici sociali e storiche della sofferenza, della memoria e del lutto possono essere pensate senza ridurre il dolore di queste donne e questi uomini entro il perimetro di un meccanismo psichico già scritto, di un solo concetto: "trauma"? Roberto Beneduce interroga modelli e categorie che, all'ombra della retorica umanitaria e del sapere psichiatrico, ignorano spesso differenze, responsabilità e ruoli e lasciano irrisolta la questione dell'impunità di chi si è reso colpevole di sofferenze e umiliazioni. L'antropologia e la clinica fanno qui dialogare gli enigmi dell'oblio e della memoria, del trauma e della cura sul terreno di una storia contesa.
Come gli Stati diventano democratici
Pietro Grilli di Cortona
Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2009
pagine: VIII-194
Nel Novecento la democrazia alterna successi e fallimenti: il periodo tra le due guerre sembra preludere alla sua crisi definitiva; la fine della Seconda guerra mondiale ne segna la rinascita; la conclusione della Guerra Fredda sospinge poi la forma democratica verso nuovi e imprevisti successi, con una diffusione che va ben al di là dell'area occidentale, dove è nata. Infatti, mentre nelle democrazie di lungo corso si moltiplicano i segnali di insoddisfazione, in molte altre regioni del mondo la democrazia non perde colpi e viene imitata in molti modi. Dagli anni Settanta a oggi, un processo più o meno intenso di democratizzazione ha investito quasi la metà degli Stati, dall'Europa meridionale e orientale all'America latina, all'Asia e all'Africa. In molti paesi le trasformazioni politiche portano alla nascita di democrazie consolidate, ma in altri il processo si interrompe, subisce battute d'arresto e anche vere e proprie inversioni di tendenza. Perché alcuni Stati si democratizzano prima e altri più tardi? E perché le cause e i percorsi che portano alla democrazia risultano così diversi? È possibile, infine, esportare la democrazia? Sono solo alcuni degli interrogativi posti da Grilli di Cortona di fronte alla diffusione globale del "governo del popolo".
Le regole della fiducia
Eligio Resta
Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2009
pagine: V-113
Dalla comunicazione pubblica al linguaggio della vita quotidiana, la fiducia è tornata ad essere un punto di riferimento: si chiede, si coltiva, si revoca, costruisce e demolisce mondi, si da e si ha fiducia. Improvvisamente essa riemerge da teorie polverose e diventa la parola chiave di fronte alla crisi economica, alle difficoltà di governi e parlamenti, alla diffidenza di tutti i giorni nei confronti dei mercati. Eligio Resta ripercorre le tracce del concetto di 'fiducia' nel diritto nell'economia, nella filosofia. Con qualche inattesa sorpresa.

