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Il Saggiatore: La cultura

Bellezza dell'effimero. Un'apologia delle bolle di sapone

Bellezza dell'effimero. Un'apologia delle bolle di sapone

Pierre Zaoui

Libro: Libro in brossura

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2025

pagine: 208

Che cosa può insegnarci una bolla di sapone? Nulla, apparentemente. E invece, secondo il filosofo Pierre Zaoui, in questa fragile sfera trasparente si riflette il mistero dell’esistenza: il gioco e il desiderio, l’illusione e il tempo, la gioia e la morte. "Bellezza dell’effimero" è una celebrazione della leggerezza: di ciò che, proprio nella sua fugacità, rende possibile una felicità autentica. In un mondo che idolatra la solidità ed esalta il superamento dei limiti biologici, Zaoui ci invita a un atto rivoluzionario: amare ciò che finisce, desiderare senza possedere. Questo libro è un’esplorazione nei regni della filosofia, dell'arte e dell'infanzia per capire come le bolle di sapone abbiano assunto nei secoli significati molteplici e contrastanti, dal memento mori al sogno d’evasione, dalla vanitas barocca alla semplicità di uno svago alla portata di tutti. In queste pagine dense di riflessioni e suggestioni, Zaoui ci invita a ribaltare il punto di vista sul mondo, privilegiando l’esperienza dei bambini alla sapienza degli adulti, e cercando l’incanto là dove questi vedono il monito di una fine incombente: la bolla di sapone, infatti, nella sua levità, ci insegna a vivere senza peso, a godere dell’attimo senza temere la sua fine. Non lascia traccia, e proprio per questo ci invita a un rapporto diverso con il tempo e con la fine. "Bellezza dell’effimero" è un inno a un’esistenza senza zavorre mentali, alla libertà dall’imperativo di perdurare a tutti i costi. Come una bolla di sapone, che vive sempre nell’istante prima di esplodere, così, sembra dirci Zaoui, anche noi possiamo affrontare il nostro quotidiano con nuova pienezza, consapevoli che nell’effimero risiede una saggezza immortale.
17,00

Demichov

Demichov

Salvatore La Porta

Libro: Libro in brossura

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2025

pagine: 236

Benefattore dell’umanità. Mostro senza cuore. Inventore visionario. Torturatore di animali. Eroe del progresso. Nemico del popolo. Quante vite possono esserci dentro quella di un singolo uomo? Salvatore La Porta racconta la controversa esistenza di Vladimir Demichov, il padre della medicina dei trapianti: un ritratto letterario emozionante, che è anche una riflessione sui confini di scienza ed etica. È il 3 dicembre 1967 quando il chirurgo sudafricano Christiaan Barnard riesce a compiere il primo trapianto di cuore su un essere umano. È un evento rivoluzionario: finalmente una parte di noi può sopravvivere nel corpo di qualcun altro, salvandogli la vita. Ciò che quasi nessuno sa però è che quel passo fondamentale è stato possibile solo grazie alle ricerche di un anonimo chirurgo russo, che nel sottoscala di un istituto medico dell’Unione Sovietica aveva per anni fatto raccapriccianti operazioni sui cani, dando vita alla trapiantologia: Vladimir Petrovic Demichov. Questo libro narra la sua incredibile storia: dalla prima giovinezza spesa a lavorare in fabbrica ai geniali esperimenti da borsista universitario; dai primi tentativi di trapiantare la testa di un cane sul corpo di un altro fino al successo delle sue teorie; dall’entusiasmo della stampa internazionale all’imbarazzo e alle rappresaglie del potere sovietico, che lo bollò come pericoloso ciarlatano da baraccone; fino alla censura, all’ostracizzazione dalla comunità scientifica e alla damnatio memoriae, che ancora oggi accompagna buona parte delle sue azioni. "Demichov" è una biografia impossibile, un racconto fatto di documenti perduti e testimonianze incerte su che cosa significa offrire davvero tutto se stesso – la propria salute, la propria serenità, la propria reputazione – per ciò che si crede giusto: per capire dove finisce il nostro corpo e iniziamo a essere «noi».
18,00

C'era n volte. Lo straordinario rapporto tra matematica e letteratura

C'era n volte. Lo straordinario rapporto tra matematica e letteratura

Sarah Hart

Libro: Libro in brossura

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2025

pagine: 360

Abbiamo sempre guardato a matematica e letteratura come a poli opposti: "C'era n volte" ci rivela quanto siano invece unite da un legame indissolubile e fruttuoso. Sarah Hart analizza classici del passato e capolavori contemporanei per indagare questa connessione misteriosa e nascosta, mostrandoci come da essa possiamo imparare qualcosa in più sulla nostra natura e su quella dell’universo che ci circonda. C’è della magia in certe equazioni simile a quella contenuta nella bacchetta di Harry Potter, e tra le mostruose forme dei capodogli di Moby Dick si nasconde una geometria sofisticata, fatta di cicloidi, cilindri e circonferenze. Sarah Hart ci esorta a riconoscere e amare i cortocircuiti tra il mondo dei libri e quello dei numeri: dai giganti «mille e ottocento volte più grandi» di noi dei Viaggi di Gulliver – che nella realtà verrebbero schiacciati a terra dal loro stesso scheletro – ai frattali contenuti nella struttura di un bestseller come Jurassic Park, dalle formule usate da Lev Tolstoj per dare un senso al caos descritto in Guerra e pace ai matematici inventati da Arthur Conan Doyle e Chimamanda Ngozi Adichie, dagli enigmi contenuti nelle pagine di Lewis Carroll fino agli esperimenti del gruppo dell’OuLiPo e di Julio Cortázar. "C’era n volte" ci invita a rileggere le storie attorno a noi da punti di vista e dimensioni a cui non avevamo probabilmente mai pensato, spingendoci a nuove interpretazioni e a nuove scoperte. Perché non è vero che 2 + 2 fa sempre 4; alcune volte il risultato è un’isola deserta dove, sotto una X, un pirata senza una gamba ha nascosto un tesoro.
26,00

Simone de Beauvoir interroga Jean-Paul Sartre sul femminismo

Simone de Beauvoir interroga Jean-Paul Sartre sul femminismo

Simone de Beauvoir, Jean-Paul Sartre

Libro: Libro in brossura

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2025

pagine: 50

Nel 1975, mentre sono ormai all’apice della loro fama e della loro influenza sul panorama culturale europeo, Simone de Beauvoir e Jean-Paul Sartre decidono di riflettere, questa volta insieme e pubblicamente, sulla condizione della donna e sul femminismo. Il risultato è un breve dialogo tanto intimo quanto sincero, nel quale emergono nitide le posizioni di entrambi, le convinzioni comuni e soprattutto le loro divergenze. Se da un lato Sartre, incalzato da domande mirate, ripercorre la progressiva presa di coscienza del proprio «maschilismo» e gli sforzi fatti per l’acquisizione di un atteggiamento nuovo e più rispettoso dell’autonomia femminile, dall’altro de Beauvoir, oltre a raccontare il proprio percorso di emancipazione, individua con lucidità le sfide che le donne devono ancora affrontare nella lotta per l’affermazione dei propri diritti. Domanda dopo domanda, quella tra i due partner si trasforma così in una discussione serrata in cui si mescolano il piano personale e quello filosofico, i ricordi privati e le convinzioni intellettuali, senza censure o tabù. A mezzo secolo di distanza, "Simone de Beauvoir interroga Jean-Paul Sartre sul femminismo" continua a rappresentare un’opera unica tra le loro pubblicazioni: il tentativo di affrontare i temi legati alla condizione femminile e al patriarcato attraverso il confronto, anziché in una meditazione solitaria. Una testimonianza intellettuale di come certe verità siano raggiungibili solo nell’incontro, solo sedendosi uno di fronte all’altro con la mente aperta.
9,00

Luminal

Luminal

Isabella Santacroce

Libro: Libro in brossura

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2025

pagine: 160

Questa è la storia di Demon e Davi, diciottenni celestiali e perverse che vivono al contrario. Dormono di giorno e si svegliano di notte, come pipistrelli; lavorano in un night club di Zurigo e assumono il Luminal, potente e leggendario barbiturico con il quale, si dice, sia morta Marilyn Monroe. Sui loro corpi esili ed eterei, che pattinano flessuosamente per le strade gelate, c’è sempre la luna, «così appesa sopra un concerto di David Bowie», centro ipnotico e madre che le ha partorite lasciandole cadere dall’alto. Intorno a loro si muove uno stuolo di viziose creature, o forse un branco di «angeli maldestri». Denise e Paula, ma soprattutto Desdemona, entraîneuse dispotica che prima tenta di manipolarle e poi le costringe a scappare in autostop da una capitale all’altra dell’Europa – in un viaggio al termine reale della notte, in attesa di un’alba di morte che richiama i ventidue suicidi celebri cui il romanzo è dedicato. Quasi non c’è punteggiatura in questa fiaba oscura dell’anima, di cui il lettore subisce l’incantesimo e il clima gotico; e non c’è, come norma di scrittura, che una ritmica speciale da accogliere come una preghiera mariana, o come una canzone metal, da leggere senza chiedersi niente e dimenticandosi tutto. In questo congedo dal mondo della luce verso la rarefazione dell’immagine e della parola, Luminal supera la prova del tempo, ma soprattutto quella di uno spazio – letterario – che dal racconto iperplastico di una realtà violenta e ipermercificata sconfina nel sacro, nel tremendo. Culmine del buio-omega e manifesto di indipendenza artistica da qualunque modello, questo romanzo è il più spietato della trilogia «dell’incoscienza», di cui fanno parte Fluo e Destroy. Ma è proprio dal racconto delle esperienze più spaventose che emerge, senza freni né regole, il canto spiegato dell’anima. Se ne esce storditi, con la sensazione di aver visto «oltre».
11,00

Il digiuno. Storia, scienza e filosofia del fare a meno

Il digiuno. Storia, scienza e filosofia del fare a meno

John Oakes

Libro: Libro in brossura

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2025

pagine: 400

Nella primavera dei suoi sessant’anni, John Oakes ha deciso di fermarsi. In un mondo frenetico e dominato dall’imperativo del consumo, in un’epoca segnata da crisi globali e incertezze, ha scelto di sottrarre invece che aggiungere: per sette giorni ha smesso di mangiare. "Il digiuno" è il racconto di questi giorni di privazione volontaria di cibo, e assieme l'esplorazione di una pratica ancestrale e eterna che non ha mai smesso di affascinare le coscienze umane. Che cosa accade quando scegliamo di non mangiare? Quando decidiamo di interrompere il ritmo quotidiano fatto di alimenti, sapori e rituali per affrontare il vuoto? Per Oakes il digiuno rappresenta una rottura in primo luogo culturale: la routine quotidiana è infatti scandita dai pasti e nutrirsi è in un certo modo quasi una norma, tanto che un atto semplice come l’astensione dal cibo può trasformarsi, per esempio nei casi di Gandhi o Bobby Sands, in una potente forma non violenta di dissenso. Negli ultimi anni il digiuno ha guadagnato popolarità anche per altre ragioni: dalla perdita di peso alla disintossicazione dalle scorie lasciate da alcol, droghe e zuccheri, fino a una migliore conoscenza di sé; ma da tempo immemore è soprattutto uno strumento di purificazione e ascesi religiosa, praticato in confessioni anche molto diverse fra loro – dal cattolicesimo al buddhismo – e quasi universalmente sul pianeta. Più che una semplice rinuncia al cibo, in questo libro il digiuno diventa un mezzo di crescita personale che, se praticato in modo informato e limitato nel tempo, può allontanarci dai modelli di vita consumistici e permetterci di ripensare il nostro posto nel mondo.
29,00

Diario per John

Diario per John

Joan Didion

Libro: Libro in brossura

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2025

pagine: 248

Nel novembre 1999, Joan Didion iniziò a frequentare uno psichiatra perché l’aiutasse in quelli che lei stessa definì in una lettera a un’amica «anni difficili». Questo libro restituisce il diario che compose in quel periodo per suo marito, lo scrittore John Gregory Dunne. Per diversi mesi, in modo meticoloso e dettagliato, Didion riportò su carta le conversazioni con il dottor MacKinnon, rivelando lati di sé inediti e mostrandosi mentre affrontava aspetti dolorosi della sua vita come la depressione, l’ansia, il senso di colpa e la lacerante complessità del rapporto con la figlia Quintana. Incontro dopo incontro, foglio dopo foglio, possiamo osservare Didion mentre si confronta con i problemi del suo lavoro, le difficoltà dell’infanzia e le incomprensioni con i suoi genitori, la sua tendenza precoce ad anticipare le catastrofi, e più in generale mentre tira le somme della propria vita, chiedendosi «a cosa era valso vivere, quale eredità si lasciava». Diario per John rivela, al pari delle altre opere di Joan Didion, l’incredibile intelligenza, precisione ed eleganza di cui è fatta la sua scrittura. Questo resoconto, intimo e personale come nessun’altra sua opera, ci offre l’opportunità di ascoltare ancora una volta la sua voce che si staglia coraggiosa e nitida, anche all’interno di un viaggio doloroso e straziante.
19,00

Il senso dimenticato. Breve storia del tatto

Il senso dimenticato. Breve storia del tatto

Pablo Maurette

Libro: Libro in brossura

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2025

pagine: 214

Il senso dimenticato è una storia culturale del tatto, il senso che ha plasmato l’arte, la filosofia e la letteratura. Un viaggio curioso e sorprendente nelle nostre radici per capire come non solo di sguardi, di suoni, di odori e sapori sia fatto il nostro immaginario, ma soprattutto di ciò che è riuscito a sfiorare la nostra superficie fino a toccarci nel profondo. Definire che cosa sia il tatto è allo stesso tempo immediato e sfuggente. Già Aristotele si era chiesto se fosse un senso solo o molti, essendo diffuso in tutto il corpo. Fu Lucrezio, tuttavia, nel De rerum natura, a sostenere che il tactus governa la natura, tanto che gli altri sensi possono essere considerati come sue varianti. Da qui comincia l’esplorazione di Pablo Maurette dei molti significati che scrittori, artisti, poeti, intellettuali e persone comuni hanno dato al tatto e di ciò che hanno capito attraverso di esso: dall’Iliade, che sin dalla sua metrica sottolinea il legame tra la mano e la parola, a Moby Dick, con i tanti passaggi dedicati proprio alle sensazioni fisiche; dal lingchi della tradizione cinese – la pena capitale che annientava la persona trasformandola in un ammasso informe di carne –, a malattie come la sifilide o la peste, in cui si è rivelato cruciale il rapporto tra contatto e contagio; fino alle tante pagine scritte sul bacio, massima espressione del tatto e soglia tra il materiale e lo spirituale. Il senso dimenticato è un’opera che ci fa riconsiderare l’essenza umana come qualcosa che non sta dentro di noi, ma sull’epidermide. Il tatto, in fondo, è l’unico senso che ci permette di conoscere insieme il mondo e la nostra individualità: perché toccare è anche essere toccati, e sentire qualcosa è sempre anche sentire noi stessi.
18,00

Altavìa

Altavìa

Sergio Peter

Libro: Libro in brossura

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2025

pagine: 440

Altavìa esplora il misterioso legame tra l’uomo e la natura selvaggia, tra il familiare e l’ignoto. Al centro del romanzo ci sono tre amici che, spinti dall’enigmatico Guido Caviezel, si avventurano tra le Alpi alla ricerca di qualcosa che è molto di più di un rifugio fisico: un incontro con l’essenza della vita stessa. I lupi, silenziosi e sfuggenti, diventano il simbolo di questa ricerca, presenza costante e inquietante che accompagna il viaggio di Filo, visionario gigante buono, del Bosceta, giovane mistico amante del jazz, e di Sergio, superstite di un passato oscuro. Tra sentieri immersi nella nebbia e bivacchi sperduti, il romanzo segue una comunità di figure – Silva e Clara, Daniela, Alfredo e Santiago – che si confronta con la vastità e l’indifferenza della montagna. I lupi appaiono come custodi del paesaggio, portatori di un ordine primordiale e di una libertà che i protagonisti cercano di comprendere, ma che non potranno mai possedere fino in fondo. Le pagine di Sergio Peter ci conducono lungo un sentiero che scava nelle profondità del rapporto tra noi e il creato, componendo un romanzo sulla forza attrattiva del selvatico, sulla paura e il fascino che i lupi rievocano e sul bisogno universale di trovare una connessione autentica con il mondo. Attraverso il loro sguardo, siamo invitati a riflettere su che cosa vuol dire davvero vivere in armonia con ciò che ci circonda.
20,00

Il falco pellegrino

Il falco pellegrino

John Alec Baker

Libro: Libro in brossura

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2025

pagine: 256

Nel cielo sopra la campagna dell’Essex, nell’Inghilterra orientale, oltre i rami di querce e olmi, in alcune stagioni dell’anno si possono osservare dei puntini scendere come frecce dalle nubi per poi risalire, disegnare eleganti cerchi, scomparire e riapparire: sono i falchi pellegrini, gli uccelli più magnifici della zona. A inizio anni sessanta, se si fosse abbassato lo sguardo, si sarebbe però potuto notare un’altra sagoma altrettanto riconoscibile: quella di un uomo sulla trentina – capelli biondi, occhiali dalle lenti spesse – che, steso a terra o in piedi, con un paio di binocoli al collo prendeva appunti furiosamente. Quell’uomo si chiamava J.A. Baker e lo studio di quei puntini nel cielo è stata l’ossessione e il capolavoro della sua vita. Pubblicato per la prima volta nel 1967, "Il falco pellegrino" è un classico contemporaneo, che unisce uno stile letterario di rara intensità alla meticolosità del naturalista. Baker ha annotato per anni tutto ciò che riusciva a vedere, a capire e a esaminare dei pellegrini in lunghe sessioni di birdwatching, immergendosi nelle loro vite come fossero la sua: mentre analizza con perizia le azioni quotidiane degli uccelli – la caccia, le prede e i momenti di riposo – la sua scrittura ci conduce in un viaggio fuori da noi stessi, dove la distanza tra soggetto e oggetto sembra annullarsi e l’osservazione del falco diventa una via per esplorare la complessità della natura, il confine sottile tra vita e morte, tra istinto e coscienza. Ma, sembra dirci "Il falco pellegrino", più stretta si fa la sovrapposizione, più si rivela in realtà la distanza tra uomo e rapace, tra chi uccide per sopravvivere e chi per crudeltà o noncuranza. È in questa consapevolezza che ci fa sprofondare l’opera unica e a suo modo inimitabile di J.A. Baker: lo sguardo di chi osserva la bellezza del volo è lo stesso di chi può arrestarlo per sempre.
19,00

Cavallo scosso

Cavallo scosso

Kathryn Scanlan

Libro: Libro in brossura

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2025

pagine: 200

Raccontare la storia di un’altra donna significa entrare nella sua voce, camminare nella sua pelle, scovare le sue fatiche, provare la sua vergogna. Kathryn Scanlan lo fa con una scrittura essenziale e scarna, in grado di restituire, in un soffio, il peso di una vita intera. Il corpo che abita in queste pagine è quello di Sonia, un’allenatrice di cavalli del Midwest ormai sessantenne, attraverso il racconto autobiografico di una passione smisurata e della perseveranza nell’inseguire un sogno contro ogni avversità. Quella di Sonia è un’infanzia segnata dalla miseria e dal bisogno assoluto di libertà, ma soprattutto dall’attrazione per i cavalli: le prime esperienze nei maneggi, le corse furibonde, le giornate infinite passate a nutrire, pulire e accudire gli animali. Sonia però cresce troppo e ben presto è troppo alta per fare la fantina; diventa allenatrice, e comincia allora la sua lotta per ritagliarsi un posto in un mondo dominato dagli uomini, dove nessuno sembra prenderla sul serio. Almeno finché i suoi cavalli non iniziano a vincere e a portare soldi. È un universo bizzarro, fatto di fantini dopati e bulimici, cavalli venerati come bestie sacre, scommettitori, alcolizzati, caravan fatiscenti, violenza, ma anche gioia, realizzazione, connessione umana. L’ippodromo è una famiglia, e quando qualcuno si fa male, gli altri se ne prendono cura come possono, aiutando a portare avanti la baracca. Solo che è una famiglia che nasconde insidie ovunque: è meglio tenere un coltello a portata di mano quando si va a dormire, non si sa mai. Scanlan compone questa storia come il trotto di un cavallo, secco e potente, con frammenti che emergono e scompaiono, travolgendoci in un flusso crudo e brutale. "Cavallo scosso" brilla di una levigatezza asciutta e lavorata, che restituisce un ritratto sporco dell’umano nella sua essenza più indomita. Perché se l’esistenza è definita da cosa facciamo nel mondo, inseguire una passione fino allo stremo è la strada per una vita che valga la pena di essere raccontata.
17,00

Le chiavi degli dei. 25 racconti mitologici per esplorare l'inconscio con lo yoga nidra

Le chiavi degli dei. 25 racconti mitologici per esplorare l'inconscio con lo yoga nidra

Cristina Bazzanella, Patrizia Casali

Libro: Libro in brossura

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2025

pagine: 240

C’è una forza nascosta nell’inconscio che unisce ognuno di noi. È un’energia che si libera solo in quel momento tra il sonno e la veglia – il cosiddetto «sonno yogico» – al quale accediamo quando riusciamo a connetterci con le profondità del nostro essere. "Le chiavi degli dèi" ci porta a scoprire, a conoscere e a muoverci in questo stato attraverso la mitologia greco-romana e la pratica dello yoga nidra, permettendoci di trovare in esso nuova linfa per la nostra esistenza. Per aprire le porte al sonno yogico è necessario chiudere gli occhi e lasciarsi condurre dall’immaginazione, evocandola per mezzo dei racconti su cui si fonda la psiche umana: i miti. Qui, ogni protagonista – dio, ninfa o eroe che sia – è interpretato come archetipo, una forza universale che agisce su di noi a prescindere dalla forma che assume. In queste pagine, guidati da Cristina Bazzanella e Patrizia Casali, ci muoviamo tra 25 storie di metamorfosi, oltraggi, tradimenti, guerra, ma anche di amore, estasi e follia, in una narrazione che ci conduce ben oltre i confini della razionalità. Ci troviamo così a seguire Ade e Persefone negli inferi, dove le ombre rappresentano i traumi del passato che con l’aiuto di entrambi è più facile accettare; ma siamo anche in grado, per esempio con Afrodite, di riscoprire la bellezza che eravamo incapaci di vedere e, con l’ausilio di Amore e Psiche, di trovare un equilibrio tra le polarità che ci trascinano in direzioni opposte. Scritto con un linguaggio denso di immagini e simboli potenti, volto a sbloccare la serratura dello stato di incoscienza onirica, "Le chiavi degli dèi" ci guida a una comprensione più completa di noi stessi che solo attraverso il rilassamento profondo del corpo e della mente può realizzarsi.
17,00

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