Grimaldi & C.: Biblioteca napoletana
'O libbro d''e pruverbie. Tutta la filosofia napoletana in oltre seimila antichi detti popolari
Roberto D'Ajello
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Grimaldi & C.
anno edizione: 2018
pagine: 642
Con glossario napoletano-italiano di circa 1500 voci e 28 riproduzioni di antiche stampe.
Sorbetti granite gelati. Antica arte del Regno delle due Sicilie
Lejla Mancusi Sorrentino
Libro: Libro in brossura
editore: Grimaldi & C.
anno edizione: 2018
pagine: 124
"Sebbene i Gelati non siano nati né a Napoli né a Palermo, capitali del Regno delle Due Sicilie, ben presto siciliani e napoletani ne divennero grandi estimatori, tanto da perfezionarne formule e procedimento in modo da semplificarne la lavorazione e ottenere un prodotto più raffinato. Identico fenomeno si è verificato per Pizza e Maccheroni, che non sono stati inventati nel Sud dell'Italia, ma sono universalmente considerati specialità tipiche di queste regioni, perché qui hanno avuto la loro massima valorizzazione con l'utilizzo di attrezzature, tecniche e ingredienti che li hanno trasformati in cibi prelibati, capaci di conquistare i cittadini di tutto il Mondo." (Dalla Prefazione)
L'ombrina di Marechiaro
Pippo Dalla Vecchia
Libro: Libro in brossura
editore: Grimaldi & C.
anno edizione: 2018
pagine: 22
Edizione su carta pregiata, legatura "bodoniana" realizzata a mano in soli 499 esemplari.
Cucina teorico-pratica
Ippolito Cavalcanti
Libro: Libro in brossura
editore: Grimaldi & C.
anno edizione: 2018
pagine: XV-481
In fine: "Quattro settimane secondo le stagioni della vera cucina casareccia in dialetto napoletano".
L'industria del Regno di Napoli (1859-1860)
Angelo Mangone
Libro: Libro in brossura
editore: Grimaldi & C.
anno edizione: 2018
pagine: 106
L'industria del Regno di Napoli, qui proposto nella seconda edizione rivista dall'autore, si è affermato come un imprescindibile classico nella storiografia relativa alla questione dell'industria del mezzogiorno preunitario e del suo destino. L'attuale situazione subalterna e arretrata del Mezzogiorno viene finalmente esaminata alla luce di un 'analisi non solo qualitativa ma anche di precisi dati quantitativi che ne garantiscono l'attendibilità, per una più completa valutazione dì quel «dualismo» economico Nord-Sud che si è sempre più aggravato dal 1861 ad oggi. Introduzione di Gennaro De Crescenzo. Con una nota di Fabio Mangone.
Il caffe e Napoli
Lejla Mancusi Sorrentino
Libro: Libro in brossura
editore: Grimaldi & C.
anno edizione: 2017
pagine: 139
È la storia affascinante del lungo viaggio compiuto dal caffè nel corso dei secoli per affermarsi e diventare la bevanda preferita da quasi tutti i popoli del mondo e in particolare dei Napoletani. L'autrice riporta leggende, testimonianze letterarie, opinioni scientifiche, dispute mediche, controversie religiose che hanno di volta in volta promosso o contrastato la diffusione del caffè nei vari periodi storici e nelle diverse civiltà. Mentre in molte città italiane, come Venezia, Firenze, Milano, Torino, la scura bevanda si affermava con successo e si aprivano locali eleganti dove consumarla, a Napoli stentava a decollare, servita sporadicamente nei ricevimenti di nobili e ricchi per ostentare raffinato esotismo. Finalmente nella seconda metà del Settecento il caffè ebbe la sua consacrazione grazie a Vincenzo Corrado, massimo gastronomo napoletano, che nel 1773 pubblicò il primo trattato napoletano sul caffè. In breve anche Napoli ebbe i suoi Caffè che sorsero come funghi, una miriade, eleganti e raffinati, dove si svolse la vita intellettuale ottocentesca della borghesia napoletana, o modesti e popolari per una clientela meno esigente. Brevi note sono dedicate nel libro ai Caffè più importanti, quasi tutti scomparsi. Il nero infuso entrò con prepotenza a far parte della realtà napoletana in tutte le classi sociali e si moltiplicarono studi e scritti sul caffè tra cui il più importante fu il lavoro di Gaetano Picardi, illustre medico a Napoli nella metà dell'Ottocento, intitolato Del Caffè - Racconto storico - medico, in cui l'argomento è analizzato sotto tutti i punti di vista "perché, afferma Picardi la bevanda del caffè è famigliare come il pane e il riso appo le nazioni incivilite". Ad esso è dedicata la seconda parte del libro dove la Mancusi riporta e commenta numerosi passi del Picardi a conferma che l'arrivo del caffè produsse nella vita di tutti i popoli un'autentica rivoluzione.
Il caffe e Napoli
Lejla Mancusi Sorrentino
Libro: Libro in brossura
editore: Grimaldi & C.
anno edizione: 2017
pagine: 139
È la storia affascinante del lungo viaggio compiuto dal caffè nel corso dei secoli per affermarsi e diventare la bevanda preferita da quasi tutti i popoli del mondo e in particolare dei Napoletani. L'autrice riporta leggende, testimonianze letterarie, opinioni scientifiche, dispute mediche, controversie religiose che hanno di volta in volta promosso o contrastato la diffusione del caffè nei vari periodi storici e nelle diverse civiltà. Mentre in molte città italiane, come Venezia, Firenze, Milano, Torino, la scura bevanda si affermava con successo e si aprivano locali eleganti dove consumarla, a Napoli stentava a decollare, servita sporadicamente nei ricevimenti di nobili e ricchi per ostentare raffinato esotismo. Finalmente nella seconda metà del Settecento il caffè ebbe la sua consacrazione grazie a Vincenzo Corrado, massimo gastronomo napoletano, che nel 1773 pubblicò il primo trattato napoletano sul caffè. In breve anche Napoli ebbe i suoi Caffè che sorsero come funghi, una miriade, eleganti e raffinati, dove si svolse la vita intellettuale ottocentesca della borghesia napoletana, o modesti e popolari per una clientela meno esigente. Brevi note sono dedicate nel libro ai Caffè più importanti, quasi tutti scomparsi. Il nero infuso entrò con prepotenza a far parte della realtà napoletana in tutte le classi sociali e si moltiplicarono studi e scritti sul caffè tra cui il più importante fu il lavoro di Gaetano Picardi, illustre medico a Napoli nella metà dell'Ottocento, intitolato Del Caffè - Racconto storico- medico, in cui l'argomento è analizzato sotto tutti i punti di vista "perché, afferma Picardi la bevanda del caffè è famigliare come il pane e il riso appo le nazioni incivilite". Ad esso è dedicata la seconda parte del libro dove la Mancusi riporta e commenta numerosi passi del Picardi a conferma che l'arrivo del caffè produsse nella vita di tutti i popoli un'autentica rivoluzione.
Mièrece malate e farmaciste negli antichi proverbi napoletani. Raccolti, commentati e tradotti
Roberto D'Ajello
Libro: Libro in brossura
editore: Grimaldi & C.
anno edizione: 2017
pagine: 158
Oltre 900 antichi detti e modi di dire sui malati e sui medici.
Murat re di Napoli (1808-1815)
Gino Doria
Libro
editore: Grimaldi & C.
anno edizione: 2017
pagine: 152
Proverbi marinari. 370 antichi detti napoletani tradotti con glossario, indici e 14 stampe a colori
Roberto D'Ajello
Libro: Libro in brossura
editore: Grimaldi & C.
anno edizione: 2017
pagine: 142
Antologia di detti napoletani dedicati al tema del mare e dei naviganti.
Il Pasticciotto & C. Divagazioni e ricordi sui dolci napoletani
Vittorio Accardi
Libro: Libro in brossura
editore: Grimaldi & C.
anno edizione: 2017
pagine: 60
L'idea di fissare questi ricordi nacque, molte decine di anni fa, intorno ad un tavolo del Rotary Club di Napoli, nel corso di una chiacchierata fra chi scrive, l'indimenticabile prof. D'Amelio e l'ing. Cencio Carola, forte di una favolosa tradizione familiare di cui era punta di diamante l'indiscussa gran maestra dell'ordine della cucina napoletana: Jeanne Carola Francesconi. Discettavanmo di babà e raffioli imbottiti ed io vantavo la supremazia di alcune pasticcerie in tema di babà e di sfogliatelle, quando il prof. D'Amelio disse: 'Vittorio, perché un giorno non ci parli dei dolci napoletani?' Iniziai così una sistematica ricerca sull'argomento fra vecchi libri napoletani, antichi documenti, esperti amici e gentili amiche, abili cuciniere, ed il risultato è quello che mi appresto a raccontarvi." (Vittorio Accardi)
Storia delle due Sicilie dal 1847 al 1861
Giacinto de'Sivo
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Grimaldi & C.
anno edizione: 2016
pagine: 1036
“Mai come in De Sivo la biografia deve essere collegata alle opere. De Sivo è uno degli ultimi rappresentanti di un mondo nel quale etica e politica coincidono. Un mondo in cui le azioni e le scelte di una vita devono seguire linee che vanno nella stessa direzione. E proprio la sua caratteristica principale fu per i suoi detrattori (del passato e del presente) il suo punto più debole. Non per caso, allora, il suo essere "borbonico" gli fu rimproverato come se fosse stato un limite per i suoi studi e per le sue ricerche quando era vero esattamente il contrario. Una delle sue descrizioni del Regno più utilizzate nel nostro mondo resta anche una delle più ricche di significati: ‘La patria nostra era il sorriso del Signore. La Provvidenza la faceva abbondante e prospera, lieta e tranquilla, gaia e bella, aveva leggi sapienti, morigerati costumi e pienezza di vita, aveva esercito, flotta, strade, industrie, opifici, templi e regge meravigliose, aveva un sovrano nato napolitano e dal cuore napolitano. L'invidia, l'ateismo e l'ambizione congiurarono insieme per abbatterla e spogliarla'.” (Gennaro De Crescenzo)

