Einaudi: Supercoralli
Lucy davanti al mare
Elizabeth Strout
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2024
pagine: 232
È l’inizio del 2020 e in città giunge notizia di un nuovo virus potenzialmente letale. A New York i casi sono ancora sporadici e la gente, la scrittrice Lucy Barton fra loro, si aggrappa alla vita di sempre. Ma non William. William, il primo marito di Lucy, è un uomo di scienza, e la intuisce da subito, la catastrofe che sembra spazzar via la vita conosciuta; la grande paura che annienta le certezze e scuote le relazioni. Anche quella antica di due vecchi coniugi che credevano di aver esaurito le sorprese. Ancora una volta tocca far appello all’amore, alle sue forme strane e imperfette, per far sì che il comune dolore anziché allontanare unisca. Per salvarsi la vita. La scrittrice Lucy Barton non ha mai cancellato un tour promozionale in vita sua. Eppure, quasi senza saperne la ragione, quel tour in Europa, previsto per i primi mesi del 2020, l’ha disdetto. «Meno male che non sei andata in Italia, – le diranno poi, – là c’è il virus». È William, lo scienziato William, il primo marito di Lucy, da poco reduce dal fallimento del suo terzo matrimonio e dal rifiuto di una sorellastra che non lo vuole incontrare, a passare all’azione per primo: Lucy ha poche ore per preparare un bagaglio essenziale, chiudere casa e partire con lui alla volta di una casetta in affitto sulle coste del Maine. Anche le loro figlie, Chrissy e Becka, e i rispettivi mariti dovranno raggiungere luoghi più protetti. L’imperativo per tutti, nei piani di William, è lasciare la città, con il suo brulicare di vita e pericoli, e mettersi al riparo. Pur incredula e sgomenta, Lucy accetta di seguire l’ex marito a Crosby, Maine. Per loro inizia così la routine interminabile di una quotidianità dilatata nella ripetizione di piccoli gesti sempre uguali a se stessi che la pandemia ha caricato di senso; una routine ammanettata all’assenza di vita – «Certe volte dovevo uscire di casa al buio e andare giù fino al mare, imprecando ad alta voce» – eppure preziosa perché garanzia della prosecuzione. E poi un inedito senso di solitudine e isolamento. La nostalgia. La preoccupazione per i cari distanti. L’amarezza di certi allontanamenti. La rabbia e la noia. La grande paura, individuale e collettiva: quella che fa avvicinare una furente abitante del luogo all’automobile con la targa della metropoli, urlando a una Lucy Barton sconvolta: «Maledetti newyorkesi! Via da casa nostra!» E poi l’ottusità, che la paura sempre porta con sé, in seno all’inconsapevole privilegio di chi la prigione può permettersi di scegliersela. Ma ci sono anche gli istanti di consolazione: una natura anch’essa ripetitiva, come le onde del mare che Lucy contempla, ma proprio per questo rassicurante; una chiacchierata dietro la mascherina, un abbraccio proibito e insperato con una figlia lontana, un incontro dal passato, e un percorso rovesciato di separazione in casa per due vecchi coniugi e amici e amanti chiamati a saggiare la trama della loro comune tela nel modo più brutale. Lo stesso di cui tutti noi ancora portiamo le cicatrici.
Jane Eyre
Charlotte Brontë
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2023
pagine: 520
«Come il tono e il significato delle grandi opere poetiche cambiano radicalmente coi secoli, così cambia anche la lingua materna del traduttore» (Walter Benjamin). «Vorrei tanto che non mi aveste inviato Jane Eyre. Mi ha interessato al punto che ho perso (o guadagnato, se preferite) un giorno intero a leggerlo. […] È certo opera di una donna. Ma di quale? Vi prego di porgere i miei omaggi e i miei ringraziamenti all’autrice del primo romanzo inglese (e quelli francesi non sono ormai che storielle d’amore) che mi sia riuscito di leggere da molto tempo a questa parte» (Lettera di William Thackeray all’editore di “Jane Eyre”, 23 ottobre 1847). «La scrittrice ci tiene per mano, ci costringe a percorrere la sua strada, a vedere ciò che lei vede, non ci lascia per un solo istante né ci consente di scordarla. In ultimo siamo pervasi, completamente pervasi dal genio, dalla veemenza, dall’indignazione di Charlotte Brontë» (Virginia Woolf). Il manoscritto di “Jane Eyre” arrivò per posta alla Smith, Elder, & Co. di Londra il 24 agosto 1847, inviato da un certo «Currer Bell». George Smith, l’editore, passò l’intera giornata della domenica a leggerlo, annullando ogni altro impegno, e il lunedì offrì allo sconosciuto autore la cifra di cento sterline per la sua pubblicazione. Sei settimane dopo, il 16 ottobre, il libro era stampato. (Le sterline sarebbero diventate, alla fine, seicento). Fu un immediato, strepitoso successo, sia di pubblico sia di critica. Il libro andò a ruba, ebbe una seconda edizione già in dicembre e una terza nell’aprile del 1848. In quello stesso anno uscì anche negli Stati Uniti, dove godette di uguale fortuna. La vera autrice, Charlotte Brontë, riuscì a mantenere l’anonimato per un certo periodo, poi dovette arrendersi alle fughe di notizie e divenne, suo malgrado, una celebrità. Era la prima volta che la protagonista femminile di un romanzo metteva il proprio «io» al centro, dichiarando di voler perseguire una vita conforme alla propria natura e ai propri più intimi desideri, senza sottostare all’autorità della tradizione, della bigotteria, del prestigio sociale e di alcuna altra norma imposta, tantomeno quelle legate al ruolo della donna. Era la prima volta, per di più, che l’eroina, contro ogni cliché, era una donna povera, bruttina e di modesti natali. La storia autobiografica che Jane racconta, retrospettivamente, al suo Lettore – quella di un’orfana angariata dalla ricca zia, abbandonata in una scuola per poveri, costretta a guadagnarsi da vivere come istitutrice, innamorata di un gentiluomo, ingannata, poi fuggiasca, ridotta a mendicare un tozzo di pane, infine ricompensata negli affetti, nella fortuna e nell’amore – avrebbe potuto diventare un romanzo vittoriano come tanti altri, di sapore antiquato. Charlotte Brontë, invece, spinta dalla propria esperienza personale e da una sconfinata immaginazione, ne fece un capolavoro immortale – la quintessenza del classico. Il romanzo era una novità anche per la sua prosa, schietta e lucida, talvolta perfino cruda, risoluta fin nella punteggiatura. «Solo un certo insieme di parole era lo specchio fedele dei suoi pensieri, – riferisce la sua amica, nonché prima biografa, Elizabeth Gaskell: – nessun altro, di significato apparentemente identico, sarebbe andato altrettanto bene». Su questa linea guida, per dare questa voce a Jane, è stata condotta la presente traduzione.
Alzarsi presto. Il libro dei funghi (e di mio fratello)
Sandro Campani
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2023
pagine: 184
«Certi funghi che hai trovato, quattro anni fa o quaranta, se chiudi gli occhi li rivedi nel dettaglio. Perché proprio quelli, fra migliaia, non lo sai: ti ritornano in sogno, come divinità di un attimo preciso». Andare a funghi è camminare con uno scopo. E anche questo libro è una camminata, che comincia quand’è ancora buio e finisce quando il buio sta tornando. È la storia di due fratelli che seguono le orme del padre nel bosco, esplorandolo in tutte le stagioni, tra le querce o nelle faggete. È la condivisione di un alfabeto naturale. È insegnare ai cani il segreto del tartufo, e allenarli ad arrivarci senza lasciare traccia. Ecco, i posti esatti non li saprete mai: è l’unica condizione di questo racconto. Ci sono valli da tanto e valli da poco. Quella di Sandro e suo fratello è una valle da poco, almeno secondo loro. Non ha montagne famose né attrazioni turistiche, ma boschi, ombre, angoli umidi e segreti. E poi, sottoterra, tesori preziosissimi. Mentre Pietro esplora quella valle tutti i giorni, passo passo, insieme ai cani (perché lui di tartufi ci vive), Sandro ha deciso di tornarci per un po’, per provare a ritrovarsi cercando. Perché ad andar per funghi qualcosa succede sempre: una pesca miracolosa che entrerà nell’epica familiare, la sorpresa di una fungaia nuova proprio quando ci si era persi d’animo, i silenziosi e lancinanti duelli tra cercatori… Storie strambe, misteriose, intime, nascoste fra le foglie e dietro i massi proprio come i porcini. Nel bosco i due fratelli riscoprono l’intimità dei gesti e dei corpi: ridono, corrono, ritrovano parole dell’infanzia che possono essere dette solo in quell’intrico di sentieri, tronchi e muschi. Parlano di soldi, di lavoro, dei problemi di tutti i giorni come di quelli del mondo. Aspettano il temporale, maledicono la siccità che li spinge a faticare il doppio, si preoccupano di nascondere la jeep per evitare che qualcuno la veda lungo la strada, fanno la guerra ai cinghiali e alla loro astuzia nello scovare le tartufaie, ammutoliscono se vedono passare una cerva poco più in là. In questo libro sussurrato e commovente, Sandro Campani scava tra le radici con profondità e spensieratezza. Una guida sentimentale per cercatori di funghi e di ricordi, che ci regala tutto lo stupore della prima volta in cui i cani tornano scodinzolando e in bocca hanno un tartufo.
Astenersi principianti
Paolo Milone
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2023
pagine: 144
Davanti alla fine, siamo tutti principianti: e siccome l'arte del distacco non la possiamo imparare, tanto vale affezionarsi a questa Signora acquattata nell'armadio, cercando le parole per farcela un po' amica. Ognuno procede a modo suo, ci mancherebbe, ma qui c'è un piccolo prontuario portatile: una cassetta degli attrezzi fatta di poesia, paura, favole, silenzio, coraggio, lacrime, sorrisi: «mille pozioni per uccidere la notte». Paolo Milone accende il buio con le sue folgorazioni, e ha l'avventatezza di farlo persino con leggerezza. Perché non possiamo sapere quale, ma di queste strade, una sarà la nostra. «Esistere nel corpo è una cosa bellissima. Non ci sono altri posti per essere noi stessi». La morte è l'unica certezza che abbiamo nella vita, ma noi allontaniamo il pensiero ogni giorno, con pervicace distrazione. Eppure basterebbe fermarsi un istante... Ecco perché è fatto di istanti, questo libro inaspettato. Di quegli attimi preziosi in cui esitiamo in cerca di una strada, e all'improvviso ci accorgiamo che la vita e la morte fanno gli stessi scherzi, perché semplicemente sono un'unica cosa. In fondo cosa c'è, dopo la morte? C'è un paese dove non siamo mai andati: «Per me, per esempio, la Norvegia». Di ciò di cui non si può parlare, non bisogna tacere. È stato Paolo Milone a dimostrarcelo, conquistando il cuore di tanti lettori con "L'arte di legare le persone". E ora, con la stessa sensibilità e col medesimo ardire, affronta un'arte persino più difficile. Incredibilmente finisce per confortarci anche questa volta, rendendo vivo e vicino ciò che tanto ci affanniamo a tenere lontano. Il distacco in fondo è una mano tesa, un gioco che non conosciamo ancora, uno spasimante per cui ci facciamo belli tutta la vita.
Rumore bianco
Don DeLillo
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2023
pagine: 424
Fin dalla sua prima apparizione nel 1985, Rumore bianco di Don DeLillo si è imposto come un vero e proprio romanzo di culto, apice del postmoderno americano: non a caso il successo di critica e di pubblico culminò con la vittoria del National Book Award. Meno scontato era prevedere che nei decenni successivi Rumore bianco avrebbe continuato a essere la più precisa, divertente e inquietante mappa per orientarsi nei tempi nuovi e sconosciuti in cui la civiltà occidentale stava entrando. È come se, nei quasi quarant'anni che ci dividono dall'uscita del libro, la realtà si fosse messa di impegno per adeguarsi e coincidere sempre più con l'immaginazione di DeLillo. Oggi più che mai quelle di Rumore bianco sono le pagine a cui tornare per fare i conti con la nostra ossessione per le merci, la fascinazione per i disastri, la dipendenza drogata dall'informazione, il terrore in tutte le sue varianti, la paura che come una frequenza bassissima penetra costantemente nelle nostre vite, «onde e radiazioni», «il culto delle star e dei morti». Ma questo classico moderno è anche, e qui sta ulteriormente la grandezza di DeLillo, la satira feroce di chi ama i concetti più delle persone, una commedia famigliare esilarante, la tenerissima storia di un matrimonio, sghembo e fallibile, umano e pieno d'amore. Rumore bianco è diventato così uno dei romanzi più influenti e amati dagli scrittori delle generazioni successive, a partire da David Foster Wallace e Jonathan Franzen, e tanti altri autori anche italiani. Nel 2022, Noah Baumbach ne ha tratto un film con Adam Driver e Greta Gerwig distribuito da Netflix e presentato come film d'apertura alla 79a Mostra di Venezia. Einaudi lo ripropone in una nuova traduzione a firma di Federica Aceto che ne restituisce la freschezza e l'incredibile modernità, tanto che anche chi l'ha già letto avrà l'impressione di scoprirlo ora per la prima volta.
Terreno comune
Naomi Ishiguro
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2022
pagine: 384
Bicicletta e vento in faccia: solo così Stan può sfuggire alle prese in giro dei compagni e all'atmosfera pesante di casa. Un pomeriggio d'autunno, nel parco dove ama passare il tempo solo e in pace, conosce un ragazzo nuovo in città e diverso da tutti gli altri: è gentile, non va a scuola e vive in una roulotte. «Zingaro», lo definisce sprezzante il capo dei bulli. L'amicizia può resistere alle differenze e ai pregiudizi? E allo scorrere del tempo? Stan ha tredici anni e si è appena iscritto a una scuola nuova. Timido, studioso e occhialuto, non ha ricevuto l'accoglienza che sperava. Huxley e i suoi scagnozzi cominciano a tormentarlo già sullo scuolabus. La situazione non è rosea nemmeno a casa: il padre è morto e la madre si trascina triste e stanca. Ma un giorno Stan conosce Charlie, un ragazzo di tre anni più grande. Charlie è uno fico, che fa pugilato e che non ha paura di sporcarsi con il grasso della bicicletta. Si definisce «viaggiante», ma gli altri lo chiamano «rom», e certi anche «zingaro». Fatto sta che sa un sacco di cose interessanti e, incredibile a dirsi, vuole essere suo amico. È pronto addirittura a prendere le sue difese contro i bulli della scuola. A un certo punto, però, la faccenda si complica e il loro rapporto subisce, letteralmente, un brutto colpo. Una decina di anni dopo, a una festa a Londra, Stan e Charlie si rincontrano. Stan studia giornalismo, Charlie lavora in un magazzino. Birra dopo birra, ha anche messo su un po' di pancia. Stan si mostra caloroso, questo sì, ma dietro quella giacca di tweed e quei bei discorsi astratti da intellettuale è rimasto qualcosa della persona di un tempo? La solidarietà passata resta valida anche a parti invertite?
Il quartetto Razumovsky
Paolo Maurensig
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2022
pagine: 152
Tre amici si ritrovano dopo molti anni. Sono tedeschi, ora vivono negli Stati Uniti e in un passato che nessuno di loro vuole fare ricordare hanno suonato di fronte a Hitler, suscitando l'ammirazione della Germania intera. In quei giorni sciagurati di musica, applausi e grandi ambizioni erano un quartetto, ma quando ritrovano Victoria, la suadente violoncellista, lei non sembra nemmeno riconoscerli. In ricordo della giovinezza si preparano ora per un nuovo concerto insieme, l'ultimo, ma a pochi giorni dal debutto la morte violenta di Max Brentano, il carismatico violinista del gruppo, fa tornare a galla una storia di gelosia, odio e rancore. Una storia, a distanza di tempo, ancora ferocemente nazista. Perché il personaggio che dice «io» in questo libro, oltre a suonare il violino nel quartetto Razumovsky, durante il Reich veniva soprannominato «il Torturatore». E dopo la caduta del regime, la sua unica speranza di sopravvivere è stata scomparire nel nulla, dall'altra parte dell'Atlantico. Con un nome fittizio, Rudolf Vogel ha trovato rifugio nelle comunità tedesche del Montana, dove scrive infimi romanzetti di genere, sentendosi braccato e cercando di non destare troppi sospetti. Ben presto, però, la preda scopre di poter tornare a indossare i panni del predatore, e quando incontra i compagni del quartetto sa di dover chiudere una volta per tutte il cerchio della sua ossessione. Il commiato di Paolo Maurensig è una storia drammatica e potente, un romanzo in tre atti che ci interroga sull'impeto della memoria e sulla persistenza della colpa quando la colpa non sbiadisce, mettendoci di fronte all'ostinata e tragica fascinazione di alcuni uomini per il male assoluto. In un'altra vita, poco più che ragazzi, i membri del quartetto Razumovsky avevano avuto l'onore di esibirsi davanti al Führer. Adesso, dopo più di trent'anni di silenzio, si riuniscono per suonare Beethoven in una piccola città del Montana. Ma a pochi giorni dal concerto il primo violino muore per un colpo di pistola: chi l'ha ucciso, e per nascondere cosa? I movimenti perfetti della musica classica, il fantasma tenace del nazismo, l'eco di uno sparo che riporta a galla vecchi segreti. Con questo romanzo, che suona come un congedo, Paolo Maurensig è tornato per l'ultima volta sui temi che l'hanno consacrato alla grande letteratura con "La variante di Lüneburg" e "Canone inverso", ponendoci la domanda più spaventosa di tutte: con quale passo ci avviciniamo alla fine?
Assoluzione
Jeff VanderMeer
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 464
Quando mette le mani sui diari della prima spedizione, il vecchio Jim non sa che scoprirà segreti indicibili
Buddha sulla riva
Durian Sukegawa
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 248
Lungo le sponde del fiume Tamagawa, alla periferia di Tokyo, dopo anni di carcere e sofferenza, Bota ha trovato un rifugio sicuro insieme ad altri senzatetto come lui. Non lontano da quelle rive, la giovane Eri lotta per liberarsi dalle mani violente del patrigno e da una collezione di amicizie e amori sbagliati. Eri e Bota forse non si conoscono, eppure sono uniti da un legame indissolubile. Le loro vite scorrono parallele, sfiorandosi appena. Ma proprio da quell’invisibile, speciale contatto nasce una nuova speranza. Dall’autore di “Le ricette della signora Tokue”, un ritratto delicato e poetico del Giappone degli ultimi, e un invito a riconoscere l’importanza di chi ci sta vicino, anche solo con il cuore. Casa, lavoro, una moglie e una figlia, una vita perfetta: Bota ha perso tutto per un solo, gravissimo errore. Dopo il carcere, si ritrova per strada, uno dei tanti invisibili relegati ai margini di una Tokyo immensa e indifferente. È stanco Bota, di tirare avanti tra gli stenti, dei rimorsi, e vuole sparire prima che sia il dolore a cancellarlo. Con un obiettivo chiaro raggiunge una zona periferica attraversata dal fiume Tamagawa e tenta di congedarsi dal mondo, ma viene miracolosamente tratto in salvo da un gruppo di senzatetto come lui. Quelle persone accolgono Bota nella loro piccola comunità sulle rive del fiume, gli insegnano ad arrangiarsi raccogliendo e rivendendo lattine vuote, a riconciliarsi con il passato, a non arrendersi. In quel microcosmo di esistenze dimenticate, Bota trova nuove ragioni per restare. Non lontano da quelle sponde, Eri, sedici anni di sogni calpestati, combatte per sottrarsi a un destino che sembra già scritto. Suo padre, di cui non sa neanche il nome, è morto – così le ha detto sua madre – e per tutta la vita Eri ha dovuto fare i conti con le molestie e le umiliazioni di un patrigno dispotico. Costretta ad andarsene di casa dopo aver avuto problemi con la legge, Eri cerca di non affondare, assecondando i desideri di uomini avidi e fidandosi di chi la inganna lasciandole intravedere un bagliore di affetto. Saranno una rivelazione e un evento inatteso a indicarle la strada verso il vero cambiamento. Eri e Bota forse non si conoscono, eppure sulle rive di quel fiume si ancorano l’uno all’altra inconsapevolmente. Perché Eri e Bota sono uniti da un legame indissolubile, così potente da custodire in sé le infinite, luminose possibilità del futuro.
Qui e oltre
Hal Lacroix
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2025
pagine: 344
In fuga dall’anarchia e dal collasso climatico, seicento persone sono salite a bordo di un’astronave per affrontare il viaggio, lungo trecentosessant’anni, verso un pianeta che si ritiene abitabile. Nel corso del suo cammino stellare, la Mondonave attraverserà i momenti di crisi e le fasi di prosperità di ogni storia umana. E come in ogni storia umana saranno le passioni, le speranze e i sogni a decidere la sua rotta. Quando la giovane Franika si rende conto che l’umanità a bordo della Mondonave è in pericolo, sono passati centodiciotto anni dal giorno in cui un selezionato gruppo di seicento persone ha lasciato la Mondoterra prossima al collasso alla volta del pianeta HD-40307g. La durata prevista del viaggio è di trecentosessant’anni. La generazione che sbarcherà sul pianeta sarà la settima. Nell’anno 118, però, serpeggiano scetticismo e timori, e il futuro della Missione sembra a un tratto vacillare. Ellissoide rotante nello spazio, arca generazionale, società senza denaro né internet, senza animali, vento e acqua, la Mondonave è nata dal visionario progetto di un miliardario che all’ultimo minuto non si è imbarcato; è un ecosistema delicato che sfrutta avanzate tecnologie di supporto vitale; a seconda dei punti di vista, è un «trionfo di perseveranza e cooperazione» o un «ergastolo autoinflitto». Alcuni ritengono che i tre secoli abbondanti necessari per raggiungere la meta non saranno altro che un lungo e noioso viaggio spaziale, ma le pulsioni umane e le forze della storia si agitano anche in un guscio che attraversa le galassie. Nel corso degli anni, la Mondonave conosce l’epidemia e la rivolta, epoche buie e altre di fermento, generazioni di umani nati da embrioni congelati e di uccelli robot che migliorano costantemente le proprie abilità: un condensato di tensioni, ideali, processi storici e piccole rivoluzioni che scaturiscono dalla scalpitante individualità dei membri dell’equipaggio. Tra loro – intrepidi e sognatori, giovani e vecchissimi, guardiani e giocatori – si stagliano le figure di due cronisti, gli storici di questo mondo lanciato verso l’ignoto: unici a esercitare la scrittura, a distanza di trecento anni l’uno dall’altra testimoniano la vita sulla Mondonave e il progressivo avvicinamento all’agognato pianeta su cui, forse, la storia potrà iniziare di nuovo.
Sonnenallee
Thomas Brussig
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2025
pagine: 144
Micha e Mario, Cespo, il Talpa e Miriam – un’adolescenza, la loro, consumata a pochi passi dal Muro di Berlino. L’Ovest è proprio dietro l’angolo, con le sue promesse di libertà, eppure sembra irraggiungibile. E c’è sempre il rischio di morire, sí, ma un doppio vinile dei Rolling Stones nascosto sotto la giacca può anche salvare la vita, mentre una folata di vento può trasportare oltrecortina una lettera d’amore. «Un romanzo ordinario, – osserva Jonathan Franzen nella sua postfazione, – potrebbe mettere in luce la tristezza della loro condizione. Un romanzo straordinario, pur riconoscendo il lato triste di quella condizione, ne mette in luce il lato comico». E “Sonnenallee”, scanzonato e imprevedibile com’è, ha dato voce a un’intera generazione.
Luna di miele verso il nulla
Akimitsu Takagi
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2025
pagine: 280
Tokyo, anni Sessanta. Segnata da una cocente delusione, la giovane Etsuko ritrova la speranza di un matrimonio romantico quando incontra il timido professore universitario Yoshihiro. Figlio di un criminale politico e fratello di un presunto omicida, non è il genero ideale, ed Etsuko convola a nozze contro la volontà dei genitori. Ma le ombre del passato minacciano la serenità futura: alla vigilia della luna di miele, dopo una telefonata misteriosa, Yoshihiro scompare. Sul caso indaga il sostituto procuratore Kirishima, il primo, tormentato amore di Etsuko... Dopo una cocente delusione sentimentale, dall'inquietudine dei suoi ventisei anni Etsuko vede davanti a sé solo una distesa di angoscia, tanto più che nel Giappone del secondo dopoguerra le coetanee hanno già marito e focolare da tempo. Il padre, noto avvocato della Tokyo altolocata, corre ai ripari promettendola in moglie a un collega suo pupillo. Quell'accordo ha i confini di una prigione, e quando Etsuko incontra per caso Yoshihiro, timido professore universitario, intravede la via di fuga che porta alla felicità. In poche settimane tra i due giovani nasce un'intesa speciale. Anche se le ombre del passato di Yoshihiro incombono minacciose – un padre che ha partecipato al tentativo di colpo di Stato del 1945 e un fratello presunto omicida – e mille ostacoli si oppongono all'idillio, Etsuko è determinata a suggellare quell'unione con le nozze, persino contro il volere dei propri genitori. Il giorno tanto atteso arriva. Dopo la cerimonia, i coniugi si ritirano in hotel per la notte. Qui Yoshihiro riceve una telefonata misteriosa e dice di doversi recare con urgenza all'università, ma assicura che tornerà presto e che il mattino seguente partiranno per la luna di miele secondo i piani. Etsuko aspetta invano: Yoshihiro è scomparso. Il caso viene affidato al brillante sostituto procuratore Kirishima, una vecchia conoscenza della novella sposa. Anzi, molto di più: il suo primo, tormentato amore... In questo romanzo pubblicato originariamente nel 1965, il maestro del giallo Takagi Akimitsu intesse una trama avvincente e restituisce un ritratto autentico del Giappone dei primi anni Sessanta: l'influenza di una borghesia colta e agiata vittima delle convenzioni, l'ambiente ipocrita dell'università, i maneggi segreti del mondo dell'industria, le tensioni che attraversano una società che guarda al futuro seppure ancora prostrata dalle ferite della Storia.

