Einaudi: Frontiere Einaudi
L'odissea di Elizabeth Marsh. Sogni e avventure di una viaggiatrice instancabile
Linda Colley
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2010
pagine: 347
Un mondo in una vita. Questa è la storia della singolare esistenza di Elizabeth Marsh, una donna di umili origini che nella seconda metà del Settecento visse da protagonista la trasformazione del nostro vasto mondo e l'espansione commerciale del tentacolare Impero britannico. Una donna che accumulò fortune enormi, le perse tutte e tornò ad arricchirsi di nuovo. Che conobbe uomini di ogni genere e che viaggiò attraverso quattro continenti in cerca di avventura per terra e per mare. Concepita in Giamaica da un costruttore navale inglese e da una splendida mulatta indigena, Elizabeth nasce nel 1735 a Portsmouth, sede della Royal Navy britannica e vero fulcro dell'Impero marittimo di Sua Maestà. Cresciuta in un ambiente cosmopolita e stimolante, viaggia con i genitori nel Mediterraneo e nell'Atlantico e grazie alla sua singolare bellezza diviene una donna molto corteggiata. Promessa in sposa per calcolo politico a un brillante rampollo inglese, la giovane parte da sola alla volta dell'Inghilterra per raggiungerlo. A questo punto la Storia entra violentemente nella sua vita, e la sua esistenza comune si trasforma in un'esperienza fuori dall'ordinario. Un manipolo di pirati maghrebini intercetta la sua nave allargo del Portogallo e la rapisce per consegnarla al potente sultano del Marocco Sidi Muhammad. È solo l'inizio. Da allora, la storia della sua vita si intreccerà inevitabilmente con le vicende della Storia globale.
Riviera. La via lungo l'acqua
Giorgio Ficara
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2010
pagine: 181
Ogni viaggiatore fugge segretamente dall'angoscia di essere colui che attraversa il mondo senza conoscere nessun luogo. Ogni viaggiatore lo sa. I luoghi sono profondi. Se non ne conosci le storie, le parole e le cose, le storie annidate dentro le cose e le parole, stai solo calpestando un suolo. La Riviera che trovi in queste pagine è un viaggio più nel tempo che nello spazio. Dalle sue profondità arrivano fino a te che leggi Portofino, dall'epoca di Landless John a quella di Rita Hayworth, e Bordighera, Rapallo, dai giorni di Ezra Pound a quelli di Marcello Mastroianni, e la Genova dei Doria e dei marinai senza nome, Camogli, i caruggi e Portovenere, i leudi, che possono arrivare fino a Buenos Aires, i gozzi che scintillano - gialli, celesti, bianchi, verdemare - al sole, le case, le finestre e i capitani, che abbandonavano la paura appena levate le ancore e che sapevano uscire da ogni mare. E la buridda di pesce, il vermentino, il macramè, il camallo e il bacàn, parole e cose che nel tempo non hanno esitato ad attraversare l'oceano per suonare differenti eppure uguali anche agli antipodi. Accanto a cose, luoghi e parole ti trovi dentro alla storia del Saraceno, che viveva con i figli e i soldati in una torre a picco sul mare, a quella della bellissima polena naufraga al largo delle Azzorre, o a quella del Cristo miracoloso di Varazze.
Quaderni di Lanzarote
José Saramago
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2010
pagine: 190
I Quaderni di Lanzarote sono una specie di diario che Saramago iniziò a scrivere quando si trasferì nell'isola delle Canarie nel 1993, in seguito alla censura posta dal governo portoghese al suo Vangelo secondo Gesù Cristo. Come dice lo stesso Saramago, tutto iniziò così: "A gennaio la casa non era ancora finita e i miei cognati Javier e Maria, con la partecipazione simbolica di Luis e Juan José, mi portarono da Arrecife un quaderno di carta riciclata. Pensavano che avrei dovuto scriverci le mie giornate a Lanzarote; un'idea che del resto già mi ronzava in testa". Poiché molti pensano che scrivere un diario (e pubblicarlo) sia "un esercizio di freddo narcisismo", Saramago rassicura tutti dicendo che "il Narciso che oggi si contempla nell'acqua l'indomani distrugge con la propria mano l'immagine che contempla". Questo volume raccoglie una scelta di testi provenienti dalle oltre mille pagine dei cinque Quaderni che a tutt'oggi sono stati pubblicati in Portogallo.
Natura come cura. Un viaggio fuori dalla depressione
Richard Mabey
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2010
pagine: 242
Un giorno qualsiasi lo scrittore e naturalista inglese Richard Mabey si ferma, e tutto si ferma intorno a lui. Niente ha più senso, niente ha più colore. Smette di lavorare, si chiude in casa, non vuol più vedere nessuno. Ripete come una litania spezzata: "Sono stanco". Ma soprattutto si accorge di aver perso il legame per lui più importante, fonte di gioia e ispirazione: quello con il mondo naturale. Iniziano i momenti in cui proprio "non va". Momenti immobili e bui. Mabey è caduto in una depressione profonda. "Come un giovane pennuto che si invola dal nido, o come un uomo che fugge dalla fame o dalle tribolazioni devo migrare", dice. Lascia l'amata casa della sua infanzia tra le dolci colline delle Chilterns e si trasferisce in una fattoria isolata nelle pianure del Norfolk. Parte con poche cose, senza pentole o suppellettili, ma con un bagaglio messo insieme sulla base di criteri strettamente emotivi. Eppure, grazie all'aiuto del nuovo paesaggio che lo circonda, nel giro di qualche mese Mabey risale lentamente la china. E con allegra meraviglia ci regala la sua ricetta. Questo libro è il racconto di una rinascita, ovvero la storia di un misterioso rito di passaggio. Quando ritrova la forza di scrivere si accorge che, descrivendo la natura mutevole dei boschi che circondano la sua nuova casa, si sta invero riappropriando del proprio sé. Con genuino stupore si scopre nuovamente pronto ad aprirsi all'amicizia, agli affetti, all'amore.
Ultimo confine del mondo. Viaggio nella Terra del Fuoco
E. Lucas Bridges
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2009
pagine: 590
Ushuaia, ultimo confine del mondo. Il 27 settembre 1871, un uomo e una donna escono sul ponte della nave e si fermano immobili, uno accanto all'altra, a scrutare l'orizzonte. Quella che guardano è la loro nuova terra e futura dimora. Da tempo hanno lasciato l'Inghilterra e sono approdati in una regione desolata e selvaggia in cui vivono tribù senza legge, senza regole e senza dio. La Terra del Fuoco è ancora tutta dei fuegini. Appartiene alle loro usanze e credenze, alla loro intelligenza e ingenuità. Con il compito di portare il cristianesimo, Thomas e Mary Bridges vivono insieme alle popolazioni indigene, fianco a fianco. Con loro creano accampamenti e fattorie, costruiscono case in legno e lamiera smontabili pezzo a pezzo, tracciano le prime strade e allevano animali. Li nascono e crescono i figli, tra cui Lucas autore di questo libro scritto nel 1947 che racconta la storia dei Bridges. Dalla fine dell'Ottocento alla metà del secolo successivo, la vita della famiglia Bridges incrocia e accompagna la trasformazione e il viaggio della Terra del Fuoco, una terra mutevole e affascinante, tanto reale da sembrare finta. L'insediamento dei Bridges è attraversato dai per sonaggi più diversi: intere famiglie di indigeni, scaltri uomini di medicina, avventurieri privi di scrupoli, cercatori d'oro, scienziati, botanici. Tutti uomini in cerca di fortuna o in fuga da qualcosa. Personaggi ricchi di storie, fortemente romanzeschi nella loro spericolata e concretissima realtà.
L'arte di correre
Haruki Murakami
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2009
pagine: 156
Quando, nel 1981, Murakami chiuse Peter Cat, il jazz bar che aveva gestito nei precedenti sette anni, per dedicarsi solo alla scrittura, ritenne che fosse anche giunto il momento di cambiare radicalmente abitudini di vita: decise di smettere di fumare sessanta sigarette al giorno, e - poiché scrivere è notoriamente un lavoro sedentario e Murakami per natura tenderebbe verso una certa pinguedine - di mettersi a correre. Da allora, di solito scrive quattro ore al mattino, poi il pomeriggio corre dieci o più chilometri. Qualche anno più tardi si recò in Grecia dove per la prima volta percorse tutto il tragitto classico della maratona. L'esperienza lo convinse: da allora ha partecipato a ventiquattro di queste competizioni, ma anche a una ultramaratona e a diverse gare di triathlon. Scritto nell'arco di tre anni, "L'arte di correre" è una riflessione sulle motivazioni che ancora oggi spingono l'ormai sessantenne Murakami a sottoporsi a questa intensa attività fisica che assume il valore di una vera e propria strategia di sopravvivenza. Perché scrivere - sostiene Murakami - è un'attività pericolosa, una perenne lotta con i lati oscuri del proprio essere ed è indispensabile eliminare le tossine che, nell'atto creativo, si determinano nell'animo di uno scrittore. Al tempo stesso, questo insolito libro propone però anche illuminanti squarci sulla corsa in sé, sulle fatiche che essa comporta, sui momenti di debolezza e di esaltazione che chiunque abbia partecipato a una maratona avrà indubbiamente provato.
La ballata di Abu Ghraib
Philip Gourevitch, Errol Morris
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2009
pagine: 298
Di Sabrina Harman tutti dicevano che non avrebbe fatto mai male a una mosca. Nella sua unità in Iraq era considerata una che odiava assistere ad atti di violenza, o commetterli. Eppure Sabrina Harman e molti altri suoi commilitoni, fra cui Charles Graner, Lynndie England e Ivan Frederick, sono le stesse persone che ridono beffarde puntando il dito davanti a una piramide umana di prigionieri incappucciati, che sollevano festose il pollice accanto al cadavere di un uomo morto per le torture, che indifferenti stringono una cinghia intorno al collo di un detenuto nudo a terra. Questo libro è la storia di quelle fotografie, di quegli uomini e di quelle donne. Ma è soprattutto la storia agghiacciante di ciò che non si vede, di come quel luogo è diventato il cuore di tenebra del nostro presente, un luogo in cui i prigionieri - il 75 per cento dei quali è risultato poi innocente - venivano quotidianamente picchiati, denudati, umiliati, torturati, privati di dignità e diritti; a volte uccisi. È il racconto di come tutto ciò è diventato normalmente possibile e di come le istituzioni, ricorrendo a ipocriti eufemismi e a fumosi termini tecnici, hanno consapevolmente perseguito questo obiettivo. Ogni giorno ci dicono che siamo in guerra, che certi compromessi sono inevitabili, che fanno parte delle "regole del gioco". Per questo le fotografie di Abu Ghraib ci riguardano tutti: non possiamo ignorare l'orrore, non possiamo far finta che sia un male necessario.
Ritratto del dottor Gachet. Storia e avventure del capolavoro di Van Gogh
Cynthia Saltzaman
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2009
pagine: 420
Poche settimane prima di suicidarsi, Vincent Van Gogh dipinge il ritratto del proprio medico: Paul-Ferdinand Cachet. Il ritratto è quello di un vecchio seduto a un tavolo rosso. Un pugno scheletrico sostiene la testa, l'altra mano giace appoggiata sul tavolo con le dita leggermente allargate. Indossa un cappello color panna e una giacca blu scuro. La posa è quella classica della melanconia. O meglio, come scrive Van Gogh all'artista e amico Paul Gauguin, "nel mio ritratto il dottore ha l'espressione affranta del nostro tempo". Questo libro è la storia del quadro e delle incredibili vicende di cui fu il vero protagonista. Un'avventura che dura cento anni. Inizia nel 1890 e continua fino al 1990, quando il "Ritratto del dottor Cachet" approda a Manhattan e durante un'asta di Christie's, lotto 21, viene aggiudicato per 82,5 milioni di dollari. Il quadro viaggia ininterrottamente da Parigi ad Amsterdam, a Copenhagen, Berlino, Weimar, poi è di nuovo a Parigi, Francoforte, Berlino, Amsterdam, e infine a New York e Tokyo. Da una città all'altra, da un continente all'altro. Passa di mano in mano di molti proprietari: ricchi artisti d'avanguardia, galleristi famosi e senza scrupoli, collezionisti appassionati, direttori di museo che cercano di salvarlo dalla furia della propaganda di regime, ricchi banchieri e anche un membro dell'elite nazista.