Pagine d'Arte
La nostalgia della bellezza
Raffaele La Capria
Libro: Libro in brossura
editore: Pagine d'Arte
anno edizione: 2012
pagine: 56
Si può parlare di "bellezza", in un tempo come il nostro così poco propizio alla contemplazione e così indaffarato in guerre e massacri? La bellezza è roba da esteti, da privilegiati in grado di apprezzarla e godersela - dicono -, non è democratica. "Se si parla di Bellezza si è subito sospettati di kitsch" lo diceva un artista come Balthus. Oggi nessuno sa cos'è la bellezza, e prevale l'opinione corriva e corrente che "è bello quel che piace". Sì, certo, non è facile definire a parole cos'è la bellezza, da quando gli dèi son diventati idee e concetti, metafore e simboli, e non si rivelano più come epifanie. Ma che c'è, distribuita in modi multiformi, sofisticati o mercificati, è senso comune. E che scoprire "quel che piace" sia non proprio così semplice, e in molti casi richieda un senso non comune, su questo non c'è dubbio. "Beauty is difficult". Guardare un'opera d'arte dovrebbe essere una specie di innamoramento, e ci si può innamorare in tanti modi; di un amore intellettuale, sensuale, platonico, cerebrale, contemplativo, eccetera dunque non escludo che anche "capire" può essere una specie di amore. Ma amore dev'essere. E l'amore, anche quello fisico, non vuole troppi pensieri.
Il razzismo. Paura dell'altro e diritti della differenza
Albert Memmi
Libro: Libro in brossura
editore: Pagine d'Arte
anno edizione: 2012
pagine: 96
Ci sono uomini che hanno la fortuna, o la sfortuna, di nascere e vivere in un ambiente chiuso e omogeneo che si modifica appena nel corso della storia. Altri invece, il caso vuole che vivano in un ambiente multiculturale e in continua evoluzione. Non è per mia scelta, ma per un caso se sono nato a Tunisi, in una famiglia di artigiani ebrei, se a 200 metri da casa mia c'era il quartiere arabo e forse a 500 metri la chiesa protestante... e poi c'erano spagnoli, maltesi... Che l'abbia voluto o meno, quando ho cominciato a ragionare e a esercitare la mia professione di sociologo la multiculturalità religiosa, di costumi, la diversità di rivendicazioni politiche, di speranze sono diventate una costante del mio pensiero e del mio lavoro.
Capri non più Capri
Raffaele La Capria
Libro: Libro in brossura
editore: Pagine d'Arte
anno edizione: 2012
pagine: 64
"Anche la percezione estetica viene modificata dal degrado, e quando in una delle devastate città del Sud si arriva finalmente, dopo aver attraversato stradine e vicoli pieni di immondizia e desolazione, alla chiesa o al monumento che si voleva visitare, come si può ammirarne la bellezza con gli occhi ancora offuscati da immagini di miseria e d'abbandono? Il bello viene infettato dal brutto che c'è intorno, e anche se la bellezza c'è, una specie d'infelicità si frappone tra lei e lo sguardo del visitatore. Il mondo che amammo? Era quel mondo di colori e trasparenze di cui Pissarro, Manet, Monet, con la loro luminosa soleggiata pittura en plein air, e Renoir, Degas, o Matisse affacciandosi al balcone della sua stanza, pare abbiano voluto lasciare l'ultima e meravigliosa immagine, per farci sentire più forte il dolore di averla perduta." (Raffaele La Capria)

