Officina Libraria
Gatti di biblioteca
Michèle Sacquin
Libro: Libro rilegato
editore: Officina Libraria
pagine: 208
Sotto la penna di Michèle Saquin, conservatrice alla Bibliothèque nationale de France, scopriamo che i "gatti di biblioteca" passeggiano a centinaia sulle pagine dei libri, si rincorrono sui margini dei manoscritti medievali, si accucciano tra l'Adamo ed Eva di Dürer o fanno capolino dalla miniatura dell'arca di Noè. Selvatici o domestici che siano finiscono tutti nelle classificazioni di naturalisti come Buffon, che li detesta, o glorificati nei trattati di Moncrif e Champfleury, che li adorano. Candidi o lascivi posano per Callot, Hiroshige, Utamaro, Steinlen o Manet, Bonnard, Dufy, Picasso. Incarnano ogni sorta di ambiguità semantica grazie a Boucher, Toulouse-Lautrec, Foujita o Jules Chéret, e i loro "occhi belli misti d'agata e metallo", celebrati da Baudelaire, si fissano per l'eternità nell'obiettivo dei fotografi. Sorridenti secondo Grandville, o con gli stivali per Gustave Doré, spesso caustici e quasi mai innocenti, i gatti popolano le favole: da Esopo ai cantastorie persiani, da La Fontaine a Collodi, fino a guadagnarsi un posto nel panteon delle muse, condividendo l'intimità di poeti e scrittori come Montaigne, Hoffmann, Carroll, Hugo, Lear, Colette, Eliot, Kipling, Neruda... Prefazione di Pierre Rosenberg.
Il libro del tè
Kakuzo Okakura
Libro: Libro in brossura
editore: Officina Libraria
pagine: 192
l libro del tè (1906) di Okakura Kakuzo (1862-1913) è divenuto negli anni un classico dell'incontro tra Oriente e Occidente ed è stato molte volte tradotto. Nonostante il titolo, il libro non va considerato un manuale sul tè. È piuttosto un inno alla cultura, all'estetica, allo spirito del tè quale simbolo, paradigma, vessillo dell'anima asiatica. Venne scritto da un appassionato ricercatore giapponese, lo scopo della cui esistenza fu di rinnovare e diffondere i valori dell'Oriente nel momento in cui il suo stesso paese sembrava volerli rinnegare per quelli occidentali. Questa nuova edizione contiene un ricchissimo apparato di note che spiegano i contenuti del libro che l'autore aveva omesso di illustrare, e che le varie edizioni internazionali hanno solo limitatamente trattato. Inoltre contiene una postfazione in cui viene ricostruita l'esistenza di Okakura in riferimento alla sua missione interculturale e allo sviluppo della spiritualità universale attraverso l'estetica e la pratica del tè come stile di vita. Okakura visse in Giappone in un periodo di grandi idealità e di radicali trasformazioni individuali e sociali tra lo sbigottimento per la forza dell'Occidente e l'ansia d'imitazione. Scrisse Il libro del tè al culmine degli opposti movimenti dell'occidentalizzazione del suo paese e della diffusione in Occidente dello spirito orientale, con la sua arte e i suoi valori religioso-filosofici. È chiaro che per resistere alle complessità di un compito come questo e alle forze in gioco erano richieste una genialità fuori del comune e una profonda conoscenza di entrambi gli universi culturali, ma soprattutto un amore senza condizioni per il sapere e per lo sviluppo dell'individuo e della società. Nel caso di Okakura questo amore prese la forma dell'arte e fece di lui una figura eccezionale nella storia dell'incontro-scontro tra Oriente e Occidente all'epoca delle trasformazioni moderne di entrambi. A considerarla retrospettivamente, la formazione di Okakura sembra essere stata un percorso programmato passo per passo per rispondere allo scopo che sarebbe divenuto quello della sua esistenza. Il libro del tè è anche il fil rouge che lega una vita esemplare al proprio destino interiore: una suggestione archetipica per ciascuno di noi, oggi e sempre.
I film (e le serie) che ho visto e che vorrei vedere
Pietro Jellinek
Libro: Libro in brossura
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2025
pagine: 144
Il terzo volume della collana MyReviews è dedicato ai film, un’agenda agile nella quale raccogliere dati e impressioni sui lungometraggi e le serie tv viste, e su quelle che si vorrebbero vedere; sui personaggi indimenticabili che hanno segnato la nostra infanzia e, ancor di più, la nostra adolescenza, o sui registi che ci hanno impressionato negli anni della maturità... Sarà l’occasione per ripercorrere le storie che hanno cambiato il corso della nostra vita e che, tuttora, accompagnano il nostro quotidiano; annotare quelle che prima o poi si vorrebbero recuperare, confrontare gli adattamenti cinematografici tratti dai libri e, non di meno, appuntare iconiche location che un giorno ci piacerebbe visitare. Grazie a griglie pensate appositamente, ampio spazio è dedicato alle recensioni delle visioni in corso con un’ultima parte riservata a liste personalizzate da poter compilare in qualsiasi momento della giornata. I film e le serie che ho visto (e che vorrei vedere) è anche uno straordinario strumento di condivisione nelle serate in famiglia o tra amici, uno stimolo alla discussione e al confronto partendo dalle passioni e dai gusti di ognuno. Si tratti di un diario, anzi, di un’autobiografia, pagina dopo pagina, frame dopo frame, sapendo che, come scrive Joseph L. Mankiewicz: «Per scrivere la sceneggiatura di un buon film ci vogliono due anni, per girarla due mesi, per il montaggio due settimane, per dare gli ultimi ritocchi due giorni, per vederla due ore, e per dimenticarla due minuti».
Stai Keto: il risveglio della forza. Come, quando e perché entrare in chetosi per migliorare a ogni livello salute e performance rispettando la fisiologia umana
Fabrizio Rapuzzi
Libro: Libro in brossura
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2023
pagine: 208
Cosa penseresti se uno dei maggiori esperti di medicina evoluzionistica ti dicesse che la chetosi non è una moda del momento ma una delle vie metaboliche più antiche e migliori per la salute dellʼuomo? Molti di noi hanno sentito parlare della keto come di una dieta restrittiva, cʼè chi lʼha provata e si è sentito fiacco, chi crede che sia pericolosa per la salute “con tutti quei grassi”, chi si fa il tiramisù col philadelphia o la brioche con le proteine isolate del frumento perché è “a basso contenuto di carbo”, chi pensa che non si possa “andare forte” senza gli zuccheri e chi “saltare la colazione: sei matto?!” Fabrizio Rapuzzi, medico dello sport esperto in nutrizione evolutiva e triatleta di extra ironman, ci spiega come i chetoni non siano solo un eccezionale carburante da usare al posto dello zucchero, quando questo non può o non deve essere utilizzato. I chetoni sono soprattutto il segnale per il corpo di mettersi in modalità “cacciatore”, che si viva in un mondo di zanne e artigli o di merendine e divano: raggiungeremo così la massima efficienza fisica e mentale, migliorando salute, benessere e performance sportiva. In questo libro scoprirai che lʼuomo, qui definito Ketanthropus, nasce con la chetosi, che accompagna la nostra discesa dagli alberi e ci trasforma in fantastici animali di endurance capaci di correre, cacciare, digiunare. Imparerai che cosa sono i chetoni e come funzionano, quando e come si producono, i metodi per integrarli. Capirai che la loro presenza più o meno costante può essere utile come carburante unico o aggiuntivo, ma ancora più come innesco per attivare altre vie biochimiche indispensabili per una vita in salute, proteggendo da malattie neurodegenerative come Parkinson e Alzheimer, riducendo il rischio di sviluppare diabete, ipertensione o cardiopatia ischemica. Grazie agli strumenti di questo libro riuscirai a entrare in chetosi senza gli effetti collaterali della keto flu, imparerai a mangiare cibo vero e non “junketo”, giorno dopo giorno diventerai un efficiente fat-burner fino a sbloccare tutte le tue potenzialità di concentrazione, forza e resistenza che ti permetteranno di ottenere le migliori performance della tua vita mantenendo lʼequilibrio, in una parola “stando keto”.
Avori. Un'introduzione
Libro: Libro in brossura
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2020
pagine: 144
Gli avori, capolavori di un mondo lontano e raffinato, fanno parte delle cosiddette «arti minori», nonostante la loro altissima rilevanza storico artistica estesa dall’antichità al Rinascimento. Ecco finalmente la guida che fornisce tutti gli strumenti per avvicinarsi a conoscere questa arte così preziosa e regale, illustrata con splendide fotografie degli esemplari più significativi conservati presso il Museo Nazionale del Bargello, come la celebre Imperatrice Ariadne o il Flabellum di Tournus. La varietà dei manufatti eburnei è entusiasmante. Una molteplicità di tipologie (pedine e schacchi, valve di specchi, pastorali...), generi stilistici ed iconografici ripropongono secoli di storia con immagini di sovranità, di devozione e di vita cortese. Le sezioni illustrano, in maniera chiara e godibile, l’evoluzione di questa arte, a partire dagli avori etruschi e romani, passando per gli avori del Basso Impero (IV-VI secolo), gli avori bizantini, alto medioevali, carolingi e romanici, fino agli avori gotici e rinascimentali e a quelli orientali.
I Valadier
Alvar González-Palacios
Libro: Copertina morbida
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2019
pagine: 381
Il volume contiene una monografia dedicata alla famiglia di Luigi Valadier, il più famoso argentiere, fonditore di bronzi, disegnatore e ornatista del Settecento in Italia, che si tolse tragicamente la vita nel 1785. Negli undici capitoli di questo libro si raccontano le vite e l'attività di André Valadier, del suo più celebre figlio Luigi e del nipote ed erede della bottega Giuseppe, in un arco di tempo che va dal 1694 (anno del battesimo del capostipite) al 1799 (anno della morte, in esilio, di papa Pio VI). Nel mezzo si incontrano, tra i committenti dei Valadier, le più famose e influenti famiglie dell'aristocrazia romana di quel tempo, dai Borghese ai Chigi, dai Rezzonico agli Odescalchi, ma anche una clientela europea, tra cui il re di Svezia Gustavo III o il futuro zar di Russia Paolo I. Sulla scorta di una ricca e puntuale documentazione, di un'attenta analisi stilistica e di una dedizione ormai pluridecennale all'argomento, l'autore passa al vaglio le opere note e meno note (o inedite) dei Valadier, con l'ausilio di un corredo iconografico che affianca gli oggetti di volta in volta descritti ai materiali grafici provenienti dalla bottega (disegni preparatori e schizzi).
Megamuseo. Museo archeologico contemporaneo Aosta. Guida breve
Alessandra Armirotti, Giorgio Avati, Francesca Martinet, Luca Raiteri, Generoso Urciuoli, Marco Vigna, Maria Pina Garaguso
Libro
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2026
pagine: 64
Nel 1969 la scoperta fortuita di un torques in bronzo e poi di una grande lastra decorata a coppelle portò alla scoperta di un
Trading at the Edge of Empires. Francesco Carletti’s World, c. 1600
Libro: Libro in brossura
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2026
pagine: 560
Nel raccontare la sua circumnavigazione del mondo al volgere del XVII secolo, il fiorentino Francesco Carletti divenne il primo mercante europeo a lasciare un resoconto del viaggio condotto sulle rotte commerciali allora esistenti. Grazie ai lunghi soggiorni a Lima, Città del Messico, Manila, Nagasaki, Macao e Goa, oltre ai suoi viaggi attraverso le Americhe, il Pacifico e l'Asia, Carletti fornisce una prospettiva su un mondo in continua evoluzione, in cui le potenze e i commercianti europei si trovano a interagire, e spesso scontrarsi, con altri imperi e altre culture: lui stesso si meraviglia delle ricchezze peruviane, delle invenzioni cinesi, degli affari gujarati e dell'ascesa della Compagnia olandese delle Indie orientali. Come italiano, Carletti ha viaggiato “ai margini degli imperi” ("at the Edge of Empires"), fornendo una prospettiva unica sulle promesse e le minacce di un mondo - forse per la prima volta - "globale". Ex schiavista e contrabbandiere pentito, Carletti divenne commerciante di merce proveniente dalla Cina, facendosi da sé. In questo modo, la sua esperienza diviene un banco di prova fondamentale per osservare e analizzare lo sviluppo delle leggi europee che regolavano il commercio marittimo e i sistemi di potere del tempo. Per affrontare una così straordinaria gamma di temi, Trading at the Edge of Empires riunisce 24 contributi in lingua inglese di studiosi di ampia esperienza per porre nuova luce sulla storia e la figura di Carletti quale pretesto per osservare più da vicino, e in una prospettiva inedita, la prima età globale.
Mario Fiorentino. L’utopia della grande dimensione Dall'Asse Attrezzato al Corviale
Anna Veronese
Libro: Libro in brossura
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2025
pagine: 222
Mario Fiorentino (Roma, 1918-1982) è stato un attore di primo piano della scena architettonica del secondo dopoguerra ma, sebbene abbia progettato e realizzato interi quartieri di città, ricoprendo anche importanti ruoli politico istituzionali, solo raramente è ricordato tra i protagonisti di quella complessa stagione dell’architettura italiana. Questo testo mira a restituire una lettura approfondita del percorso professionale e intellettuale dell’architetto romano, concentrandosi sui lavori degli anni Sessanta e Settanta, culminati nel controverso progetto dell’edificio residenziale IACP a Corviale (1972-1981). Tenendo sempre sullo sfondo il dibattito scaturito da questo progetto, che tuttora non trova il suo esaurimento, la ricerca si basa sull’interpretazione di quest’opera come critica alla crescita disordinata e incontrollata di Roma nel secondo dopoguerra e, dunque, come tentativo di orientarne lo sviluppo. Corviale è analizzato qui fin dalla sua genesi attraverso l’analisi di documenti e disegni inediti, passandone in rassegna i possibili archetipi formali e riscoprendo il dibattito italiano e internazionale di quegli anni, incentrato sui problemi dello sviluppo urbano e su alcuni temi chiave che si configurano tra i filoni principali del volume: città-territorio, città-regione, grande scala e grande dimensione. Di quest’ultimo concetto in particolare si cerca di risalire a una definizione esaustiva attraverso l’analisi di alcuni progetti poco conosciuti di Fiorentino e di poco precedenti: l’Unità di abitazione per un quartiere alle Tre Fontane (1964-1969), lo studio per un Centro Direzionale secondario al Flaminio (1969-1971), il progetto per un insediamento residenziale a Tor di Quinto (1971-1972) e quello per l’Asse Attrezzato e il nuovo Sistema Direzionale di Roma (1967-1970). Si tratta di quattro casi studio che esemplificano la visione dell’architetto sullo sviluppo della città contemporanea e che confluiscono in vario modo nel processo compositivo che fu all’origine di Corviale.
Le stanze per la fantasia
Aldo Buzzi
Libro: Libro in brossura
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2025
pagine: 112
Negli ultimi mesi del 1944, Aldo Buzzi è sfollato ad Appiano Gentile a causa degli eventi bellici. Dopo aver dato alle stampe, durante l’estate, il Taccuino dell’aiuto-regista, ha subito messo mano a nuovi progetti. Uno di questi è Stanze per la fantasia, un volumetto composto da prose di vario genere. Buzzi lavora al libro con un certo impegno, e alla fine del 1946 la pubblicazione sembra ormai cosa fatta. Invece, per ragioni ignote, il dattiloscritto rimane inedito, e fa perdere le proprie tracce per quasi ottant’anni. Ritrovate fra le carte di Buzzi in una redazione molto avanzata, Stanze per la fantasia si presenta come un'opera compiuta, costituita da due scritti narrativi e da cinque «Note» di carattere saggistico. Fra queste ne spiccano un paio, più ampie, dedicate alla camera oscura e alle «macchine inutili» dell'amico Bruno Munari. Il testo viene finalmente restituito ai lettori, accompagnato per l'occasione da una ricca appendice nella quale spicca un carteggio inedito con Sebastiano Timpanaro senior. Un modo per entrare nell'officina del Buzzi scrittore, idiosincratico bricoleur della parola, e per cogliere già, in questa prova di (quasi) esordio, i tratti salienti della sua produzione matura.
Roma Seicento. La scultura
Alessandro Angelini
Libro: Libro in brossura
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2025
pagine: 168
Quando si pensa alla scultura del Seicento a Roma vengono subito in mente le celebri opere di Gian Lorenzo Bernini: dall’Estasi di Santa Teresa in Santa Maria della Vittoria alle celebri opere della Galleria Borghese, Apollo e Dafne, il David, il Ratto di Proserpina... Il concetto stesso di Barocco romano s’identifica con il suo nome, ma altri grandi scultori contribuirono a rendere estremamente sfaccettato e complesso il panorama straordinario della statuaria a Roma di quegli anni. Il percorso prende le mosse dalla produzione scultorea dei primi decenni del secolo, rappresentata da diverse personalità e da un accentuato cosmopolitismo, che tende poco dopo a polarizzarsi attorno alle figure di Bernini, Alessandro Algardi e François Duquesnoy. A un nuovo modo di confrontarsi con l’antico si accompagna una vigorosa tendenza al colorismo di matrice veneziana e una ricerca di effetti e toni di sorprendente originalità, analizzate attentamente in una lunga introduzione al volume che ambisce a essere una vera e propria guida della città. Questo libro espone, in modo lineare e secondo una serrata successione cronologica, quei fatti storico-artistici grazie a numerose tavole a colori, aggiornati apparati e una mappa di Roma in cui ritrovare le opere dettagliatamente analizzate in agili schede di approfondimento.
Giovan Battista Caporali e l’architettura. Opere e committenti a Perugia e Cortona nel primo Cinquecento
Anna Rebecca Sartore
Libro: Libro in brossura
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2025
pagine: 232
Il libro ricostruisce la figura poliedrica di Giovan Battista Caporali (Perugia, 1476 circa-1554), erudito pittore e commentatore di Vitruvio. Ne approfondisce la provenienza da una famiglia di pittori e miniatori, la formazione all’ombra del padre Bartolomeo e il dialogo serrato con Perugino, Pintoricchio e Raffaello. Si sofferma sull’amicizia con Pietro Aretino e sul suo rapporto con l’ambiente culturale perugino del primo Cinquecento, dove operava la sua vivace bottega. È in questo contesto che, nell’aprile 1536, fu stampato il Vetruvio in volgar lingua raportato, un’edizione riveduta dei primi cinque libri del De Architectura volgarizzato da Cesare Cesariano (Como, 1521). Il Vetruvio raportato presenta tuttavia contenuti e alcune xilografie inediti rispetto alla versione di Cesariano. In particolare, nel commento al testo vitruviano, Caporali inserisce brevi divagazioni sulla sua Perugia prima della costruzione della Rocca Paolina, una grande fortezza voluta da papa Paolo III e progettata da Antonio da Sangallo il Giovane, che, a partire dal 1540, avrebbe radicalmente trasformato l’assetto urbano della città. Attraverso un’analisi rigorosa e approfondita delle osservazioni e dei pensieri di Caporali, il volume offre una nuova prospettiva non solo sulle sue opere pittoriche e architettoniche, ma anche su quelle di altri artisti e architetti. Sono esaminati documenti, manoscritti e disegni coevi o di poco successivi che forniscono un quadro inedito di un periodo storico di transizione, denso di avvenimenti e cruciale per le sorti della città. Sono così passate in rassegna alcune delle più significative committenze architettoniche con cui Caporali ebbe a che fare tra il secondo e il terzo decennio del Cinquecento: l’ammodernamento del circuito murario medievale con la costruzione dei nuovi bastioni voluti da Giampaolo e Malatesta IV Baglioni; gli ambiziosi, seppur incompiuti, progetti del cardinale Francesco Armellini Medici, potente camerlengo di Leone X e arciprete della cattedrale di Perugia, tra cui il completamento del duomo di San Lorenzo e la realizzazione di un collegio per studenti in piazza del Sopramuro; la rilettura critica della villa del Palazzone, fuori Cortona, del cardinale filo mediceo Silvio Passerini, progettata tra il 1520 e il 1522, un tempo attribuita a Caporali ma ora assegnata ad Antonio da Sangallo il Vecchio sulla base di nuove evidenze documentarie.

