Marsilio Arte
Paolo Pellegrin. L'orizzonte degli eventi-Event horizon
Libro: Libro rilegato
editore: Marsilio Arte
anno edizione: 2023
pagine: 224
Paolo Pellegrin è tra i più importanti fotoreporter contemporanei internazionali. Testimone dei conflitti della contemporaneità e degli effetti del cambiamento climatico, ha realizzato servizi in tutto il mondo. Il catalogo racconta la sua attività sul campo attraverso oltre 300 foto, incluso un inedito reportage in Ucraina e altre immagini mai pubblicate scattate dal 1995 al 2023. L’orizzonte degli eventi, la mostra a lui dedicata alle Stanze della Fotografia a Venezia, sarà visitabile fino al 7 gennaio 2024.
Buone nuove. Donne in architettura-Good news. Women in architecture
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio Arte
anno edizione: 2023
pagine: 256
Dalle pioniere d’inizio Novecento alle professioniste di oggi, dai collettivi multidisciplinari ai grandi studi internazionali, Buone nuove documenta la presenza sempre più forte e autorevole di nuovi soggetti nel tessuto produttivo e nel panorama creativo dell’architettura contemporanea, con un’attenzione particolare alla questione di genere e alla presenza delle donne. Attraverso saggi, interviste, biografie e progetti, il volume racconta le vite e il lavoro di oltre cento protagoniste del pensiero e della pratica architettonica in Italia e in tutto il mondo.
Vittore Carpaccio. Dipinti e disegni
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio Arte
anno edizione: 2023
pagine: 352
Nuove ricerche e studi condotti da Peter Humfrey, uno dei maggiori esperti al mondo di arte veneziana del Rinascimento, sono confluiti nella mostra monografica dedicata Vittore Carpaccio – esposta prima alla National Gallery of Art di Washington e poi nelle sale dell’Appartamento del Doge di Palazzo Ducale –, nonché nel catalogo, curato dallo stesso Humfrey. Conosciuto soprattutto per aver catturato lo splendore di Venezia al volgere del XVI secolo, Carpaccio ha incarnato nei suoi dipinti l’essenza stessa della città, un vivace e multietnico crocevia tra Occidente e Oriente. Le sue grandi tele narrative, dipinte per le confraternite veneziane, hanno dato vita alla rappresentazione della storia sacra, e i suoi numerosi piccoli dipinti hanno decorato le case delle famiglie veneziane benestanti. Carpaccio era anche un abilissimo disegnatore e preparava a lungo i suoi dipinti, sia con schizzi preliminari che con studi meravigliosamente raffinati, che ritroviamo nel volume. Il catalogo ripercorre le fasi della carriera del maestro narratore della Venezia a cavallo fra Quattrocento e Cinquecento: un viaggio affascinante attraverso i lavori del grande pittore, carichi di strabiliante modernità, che – con la loro ricchezza e varietà di costumi, architettura e paesaggi – ci proiettano in un tempo e un luogo distanti cinque secoli. L’opera, riccamente illustrata, presenta un’accurata scelta di dipinti e disegni con splendidi dettagli con fotografie eccezionali, scattate dopo i numerosi restauri compiuti sulla gran parte di tele e tavole, che permettono una lettura del tutto inedita del lavoro di Carpaccio. Esperti e studiosi internazionali firmano i saggi: Andrea Bellieni, Linda Borean, Joanna Dunn, Deborah Howard, Peter Humfrey, Susannah Rutherglen e Catherine Whistler approfondiscono ciascuno fasi della produzione, tecniche pittoriche e interpretazioni critiche dell’opera del pittore. Oltre duecento pagine sono poi dedicate alle schede, curate da Peter Humfrey, Sara Menato e Susannah Rutherglen, che analizzano i quadri e i cicli dipinti da Carpaccio e dalla sua bottega.
Chronorama. Tesori fotografici del XX secolo
Libro: Libro rilegato
editore: Marsilio Arte
anno edizione: 2023
pagine: 432
Chrono, riferito allo spazio-tempo, e orama, riferito alla vista, sono i cardini di quella che sarà una delle più importanti mostre di fotografia di questo terzo decennio del XXI secolo. Basata su un’acquisizione senza precedenti da parte della Pinault Collection dell’archivio di Condé Nast, Chronorama raccoglie circa 400 stampe e illustrazioni d’epoca originali – alcune mai viste prima d’ora – scattate tra il 1910 e il 1979. Il volume presenta i lavori di oltre 150 artisti internazionali, tra cui Irving Penn, Helmut Newton, Edward Steichen, Cecil Beaton, Diane Arbus. Attraverso le produzioni dei più influenti fotografi e illustratori, le riviste del leggendario gruppo editoriale, Vogue, Vanity Fair, House & Garden, GQ e Glamour, hanno ridefinito l’estetica del loro tempo. Ripercorrendo gli eventi clou, i fenomeni sociali, le personalità illustri, i sogni e le tragedie del XX secolo, l’archivio Condé Nast si fa testimone dell’età d’oro della fotografia: nella preziosa galleria di scatti, ritroviamo i ritratti di Charlie Chaplin, James Joyce, Henri Matisse, Ernest Hemingway, Mick Jagger, Catherine Deneuve, Karl Lagerfeld, Richard Avedon e molti altri. Matthieu Humery – curatore della mostra – e Andrew Cowan – consulente storico – nell’introduzione affermano come l’opera fornisca una panoramica definitiva sul secolo scorso: attraverso la condivisione di un «immaginario collettivo, la mostra rende eterne e in alcuni casi offre una seconda vita alle opere». Il catalogo, organizzato cronologicamente, accosta all’apparato iconografico i testi critici firmati da storici della fotografia e studiosi, che introducono ciascuna decade e raccontano i retroscena delle immagini selezionate. Dopo l’intervento di François Pinault, lo straordinario contributo di Anna Wintour, che riflette sulle scelte coraggiose che l’arte deve prendere per tradurre il proprio tempo in immagini – e la prefazione del Direttore di Palazzo Grassi Bruno Racine, seguono i testi inediti di Sylvie Aubenas, Nancy Barr, Susanna Brown, Philippe Garner, Matthieu Humery, Paul Martineau, Rubin Muir, Ivan Shaw.
Alberi! 30 frammenti di storia d'Italia
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio Arte
anno edizione: 2022
pagine: 80
È possibile raccontare la storia d'Italia attraverso i suoi alberi? Questo volume, come la mostra, prova a farlo utilizzando gli alberi per parlare delle storie del nostro Paese attraverso lo sguardo di questi testimoni silenziosi, che ci hanno accompagnato nei grandi eventi come nella vita di tutti i giorni. Alberi che sono la nostra autobiografia, ma anche parte del polmone della terra, che sanno rigenerarsi e sono un esempio per tutti noi. Sedentari osservatori che con il passare del tempo, seppur immobili, si costruiscono presente e futuro “mangiando” ostacoli e trasformando il paesaggio dove hanno messo radici. «Sono alberi che ci raccontano di viaggi e di esotismo, di esplorazioni, di commerci – osserva Michelangela Di Giacomo, curatrice di M9, nell'apertura del volume–; alberi che ci parlano di progetti politici, di Risorgimento, di piccole patrie e di sogni imperiali, di miracoli economici e di inquieti modernismi; alberi che ci riportano l'eco lontana di santi e briganti, di partigiani e di stregoni, di mestieri scomparsi e di mani antiche e sapienti. Alberi che ci parlano di noi, come italiani, di chi eravamo e di chi siamo diventati e che, a ben vedere, potrebbero aprirci qualche spiraglio su che cosa vorremo diventare e sul Paese che vorremmo abitare». Dallo smisurato Ficus di Palermo al “Fico a testa in giù” del Tempio di Mercurio di Baia; dal Platano di Marengo piantato da Napoleone, all'unica sequoia sopravvissuta all'onda del Vajont, fino all'Albero Finto Botanicamente Corretto, simbolo non più solo del Natale nei salotti degli anni Cinquanta, ma spettatore degli spazi pubblici che abitiamo. Oltre ai testi dei tre curatori, il volume si arricchisce di specifiche descrizioni di trenta alberi, venti per altrettante regioni, narrati dalla penna di Daniele Zovi, a cui sono stati aggiunti dieci alberi “anomali” raccontati dalla storica del paesaggio Annalisa Metta. Ad accompagnare i testi, i disegni realizzati appositamente per la mostra e il libro da Guido Scarabottolo, uno dei più celebri illustratori italiani contemporanei.
Giulia Cenci. The hollow men. Ediz. italiana e inglese
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio Arte
anno edizione: 2025
pagine: 96
Non voglio una concentrazione univoca, ma un’immersione totale, in cui si è quasi distratti dal tutto. Un’esperienza ampia, imperfetta, caotica, come è la realtà.
Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene
Libro: Libro rilegato
editore: Marsilio Arte
anno edizione: 2025
pagine: 160
Le dolci Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, riconosciute Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 2019, non rappresentano soltanto un paradiso per gli intenditori, ma sono anche una testimonianza dell’armonia tra uomo e natura. Georg Tappeiner, celebre per le sue straordinarie fotografie delle Dolomiti, è riuscito magistralmente a catturare, con luce e colore, l’essenza di questo territorio unico. Le sue fotografie sono molto più che semplici immagini: esse ci trasmettono l’anima del paesaggio, invitandoci a soffermarci e a riscoprire la bellezza del quotidiano. Tuttavia, non è stata solo la natura a modellare questo territorio, ma soprattutto l’intervento dell’uomo. La zona rappresenta una simbiosi unica di natura, cultura e secoli di tradizione vinicola, ed è un esempio eccezionale di come esseri umani e paesaggio possano lavorare insieme in armonia. Questa bellezza, che Tappeiner cattura nelle sue opere, si trasforma in un linguaggio universale attraverso la fotografia, capace di emozionare e ispirare.
Juergen Teller 7½. Book design: Juergen Teller e Dovile Drizyte. Ediz. italiana e inglese
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio Arte
anno edizione: 2025
pagine: 256
Questo libro d’artista, realizzato dallo stesso Juergen Teller insieme a sua moglie e partner creativa Dovile Drizyte, racconta il progetto più intimo e personale del celebre fotografo: attraverso un excursus sugli ultimi anni del suo percorso umano e artistico, Teller offre al pubblico un diario privato che si apre allo sguardo esterno. Una galleria di fotografie che si concentra sul recente rinnovamento artistico di Teller, che da sette anni e mezzo è arricchito dal sodalizio con Dovile Drizyte, con la quale il fotografo condivide un’intensa ricerca espressiva. «Abbiamo trascorso insieme, io e Dovile, ogni singolo giorno degli ultimi sette anni e mezzo. Ci siamo sposati, abbiamo messo al mondo nostra figlia Iggy, abbiamo lavorato e fatto tutto insieme, in coppia. Ogni mattina preparo il caffè per noi. […] Ogni mattina mi sveglio con un sorriso sulle labbra, preparo il caffè e inizio a lavorare», scrive Juergen Teller, e in queste pagine si respira la dimensione umana di questi scatti vivi, palpitanti, imperfetti, che sradicano e ribaltano qualsiasi convenzione di genere, forma e sguardo. Il catalogo accompagna la mostra Juergen Teller 7½, curata da Mario Codognato e allestita nei meravigliosi spazi del Palazzo Giardino di Sabbioneta (Mantova): le fotografie di Teller dialogano con la Galleria degli Antichi, tra le più estese d’Italia con la sua lunghezza di oltre 95 metri, e la Sala degli Specchi, grande ambiente affrescato storicamente adibito alle feste di corte.
Cortina 1956. Le prime olimpiadi bianche in Italia
Massimo Spampani
Libro: Libro rilegato
editore: Marsilio Arte
anno edizione: 2025
pagine: 256
Il 26 gennaio 1956 si aprono a Cortina d’Ampezzo i VII Giochi olimpici invernali, i primi disputati in Italia: un evento di portata storica, che rappresenta non solo il debutto per il Paese sulla scena dei Giochi, ma anche un momento di rinascita e orgoglio nazionale che ha contribuito a plasmare l’identità culturale di Cortina, trasformandola in una delle capitali mondiali degli sport invernali. Dopo settant’anni, la città ampezzana torna al centro del palcoscenico olimpico. In occasione dei XXV Giochi Olimpici e i XIV Giochi Paralimpici invernali 2026, Fondazione Cortina e Marsilio Arte pubblicano il volume di Massimo Spampani Cortina 1956. Le prime Olimpiadi bianche in Italia, curato da Eleonora De Filippis, con il patrocinio del Comune di Cortina d’Ampezzo, nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026. Con il supporto di prezioso materiale fotografico e documentario – in gran parte inedito, recuperato da numerosi archivi storici italiani – Massimo Spampani nel volume Cortina 1956. Le prime Olimpiadi bianche in Italia restituisce al lettore l’atmosfera di un’epoca unica – quella di un’Olimpiade “romantica” –, la forza di una comunità che seppe fare della bellezza e dell’ospitalità la sua cifra distintiva, raccontando dettagli e aneddoti inediti, e mettendo in evidenza la capacità dell’Italia di preparare e costruire un evento di portata storica, con straordinaria serietà e credibilità. «C’era nell’aria una sorta di euforia, di fiducia nel futuro, era come toccare con mano che l’Italia, anche nell’organizzazione sportiva ai più alti livelli, era rinata. Finalmente era concesso anche alla nostra nazione, reduce da poco più di dieci anni dal disastro della Seconda guerra mondiale, di poter dimostrare le proprie possibilità e capacità organizzative in un evento di risonanza mondiale. E questa grande occasione veniva dagli sport della neve e del ghiaccio. Erano lo sci, il bob, il pattinaggio la grande scommessa su cui si metteva in gioco il prestigio dell’Italia», scrive Spampani. Il volume si apre con i saluti di Domenico De Maio, Education and Culture Director della Fondazione Milano Cortina 2026 e di Stefano Longo, presidente della Fondazione Cortina; Francesco Chiamulera propone una riflessione sul valore storico e culturale delle Olimpiadi del 1956 e sul loro impatto sulla città; Eleonora De Filippis racconta l’evoluzione dell’immagine di Cortina a livello internazionale attraverso un’originale selezione di manifesti pubblicitari, soffermandosi anche sull’eccezionale rinnovamento urbano e tecnologico della città in occasione dei VII Giochi olimpici invernali.
La potenza dello sguardo. Sulla fotografia di Luigi Ghirri
Riccardo Panattoni
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio Arte
anno edizione: 2025
pagine: 176
Perché ogni volta che si scorre la produzione di Luigi Ghirri emergono tratti talmente peculiari da rivelare sempre qualcosa di nuovo, di inaspettato, che ci consente di farlo uscire dal cliché in cui si corre il rischio di collocarlo? E perché, mentre guardiamo una delle sue fotografie, viene voglia di vederle tutte in sequenza, ognuna mostrando un lato irrinunciabile del nostro stesso modo di guardarle? Per indagare sul mistero che le opere di Ghirri non cessano di evocare, Riccardo Panattoni prende le mosse da quattro tra le più celebri e, mescolando percezioni visive e riflessione filosofica, mette in discussione le modalità di esperire e di pensare il tempo, lo spazio, le relazioni e il paesaggio come «nostra cifra epocale». Si interroga sul permanere dell’umano in un mondo in cui la moltiplicazione delle immagini a un ritmo sempre più vertiginoso è ormai assurta a paradigma e che l’opera di Ghirri costringe a tornare sulla linea di confine tra conosciuto e ignoto, tra assenza e presenza, tra memoria e futuro. Nella speranza che la fotografia possa continuare a essere anche oggi quello che è stata fin dall’inizio per Luigi Ghirri: «una grande avventura, del pensiero e dello sguardo, un giocattolo magico che riesce a coniugare il grande e il piccolo, le illusioni e la realtà, il tempo e lo spazio, la nostra adulta consapevolezza ed il fiabesco mondo dell’infanzia».
Yukinori Yanagi. Icarus. Ediz. italiana e inglese
Libro: Libro rilegato
editore: Marsilio Arte
anno edizione: 2025
pagine: 220
Yukinori Yanagi (Fukuoka, 1959; vive e lavora a Momoshima, Giappone) è uno dei più influenti artisti giapponesi contemporanei. È noto per l’esplorazione di temi complessi legati alla sovranità, alla globalizzazione e ai confini, che indaga attraverso installazioni site specific di grandi dimensioni. Il suo lavoro si addentra anche nella storia giapponese, in particolare del nazionalismo, evocando gli intricati sistemi di immagini simboliche che danno forma alla comprensione dello spazio e dell’identità. Ad accompagnare la mostra presso Pirelli HangarBicocca è una monografia che esplora le tematiche ricorrenti nel percorso di Yanagi, esaminando le influenze e gli sviluppi della sua pratica nel corso degli anni. Il volume include saggi di studiosi e critici internazionali, tra cui un testo di approfondimento della curatrice Mami Kataoka, che contestualizza l’opera di Yanagi nel panorama artistico globale, e un contributo della storica dell’arte Reiko Tomii incentrato sull’influenza della memoria storica contemporanea, in particolare del Giappone, nel lavoro dell’artista, oltre a una conversazione tra Yanagi e i curatori della mostra intorno al progetto espositivo. Insieme a un’ampia documentazione fotografica di tutte le opere installate in mostra, il volume raccoglie le schede dettagliate dedicate ai lavori esposti, redatte da studiosi e arricchite da una selezione di immagini storiche e d’archivio.
Dolomiti. Un paesaggio tutelato
Antonio G. Bortoluzzi, Manuel Cicchetti
Libro: Libro rilegato
editore: Marsilio Arte
anno edizione: 2025
pagine: 244
Un arcipelago di vette complesso e maestoso, tanto imponente quanto fragile, che attrae lo sguardo allo stupore, alla meraviglia e all’incanto: sono le Dolomiti, un mosaico naturale unico e prezioso, tra i più straordinari al mondo. Non solo un paesaggio da ammirare, ma un patrimonio da custodire con cura, rispetto e responsabilità. Il volume Dolomiti. Un paesaggio tutelato, edito da Regione del Veneto e Marsilio Arte, racconta il paesaggio dolomitico attraverso il suo connubio con l’uomo, una convivenza delicata, consapevole e possibile. Le splendide fotografie di Manuel Cicchetti, accompagnate dalle parole di Antonio G. Bortoluzzi, restituiscono questo equilibrio tra maestosità naturale e presenza umana, in un viaggio visivo e letterario che accompagna il lettore alla scoperta di luoghi vissuti, plasmati e custoditi dall’uomo, dove natura e cultura si fondono in una relazione armoniosa e in continuo divenire. Gli scatti di Manuel Cicchetti rappresentano il cuore visivo di questo racconto. Il suo sguardo, attento e rispettoso, coglie non solo la grandiosità dei panorami dolomitici, ma anche i segni della presenza umana: un sentiero scavato nella roccia, un’abitazione incastonata nella valle, una strada di alta montagna. Le sue fotografie, realizzate con cura e sensibilità, rivelano la delicata armonia tra l’opera del tempo e quella dell’uomo, tra persistenza e trasformazione, nel respiro delle stagioni. Le parole di Antonio G. Bortoluzzi accompagnano e approfondiscono questa narrazione visiva, scavando nella memoria e nelle tradizioni delle comunità dolomitiche. I suoi testi restituiscono voce a un sapere antico, fatto di gesti misurati e di relazioni fondate sulla responsabilità. Sono storie di vita quotidiana, di lavoro nei campi e lungo i pendii, di cura silenziosa per un ambiente fragile, che richiede attenzione costante. Con uno stile sobrio ma profondo, Bortoluzzi ci invita a osservare questi luoghi con occhi nuovi, riconoscendo nell'equilibrio tra scoperta e protezione la chiave per immaginare un futuro sostenibile. Il libro costituisce il terzo capitolo della collana dedicata ai siti UNESCO della Regione del Veneto (Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene; Venezia e la sua laguna), che offre al pubblico una narrazione inedita, contemporanea ed emozionale che ha la capacità di trasmettere quel senso di meraviglia di cui abbiamo tutti bisogno per tornare ad amare i nostri paesaggi e a prendercene cura. La pubblicazione è accompagnata da una mostra diffusa, che raccoglie gli scatti di Manuel Cicchetti e i testi di Antonio G. Bortoluzzi. L’esposizione itinerante partirà da Cortina d’Ampezzo, in un percorso che vedrà successivamente coinvolti i territori “ritratti”.