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Ianieri

Mia divina Eleonora

Mia divina Eleonora

Daniela Musini

Libro

editore: Ianieri

anno edizione: 2008

pagine: 96

Eleonora Duse. Un'attrice. Una donna. Una leggenda. Così, semplicemente, si potrebbe sintetizzare lo straordinario percorso esistenziale ed artistico della più acclamata interprete teatrale di tutti i tempi. Il testo è un omaggio alla sua vita, costellata di successi e di eccessi, di gioie accecanti ed amarezze struggenti, ma soprattutto alla sua anima di donna appassionata e fragile, volitiva e vulnerabile. La vicenda si svolge in una stanza d'albergo a Pittsburgh, negli Stati Uniti, dove la Divina si trovava per una tourneé, che sarebbe stata l'ultima della sua sfolgorante carriera. Il percorso temporale si snoda a partire proprio dal suo ultimo giorno di Vita, il 21 Aprile 1924, attraverso il racconto evocativo e suggestivo della propria vicenda professionale e privata, che la Duse stessa consegna a Madeleine, sua governante-dama di compagnia. Si assiste, pertanto, a continui slittamenti temporali, e all'avvicendarsi sulla scena di altri personaggi: Arrigo Boito (poeta e librettista di Verdi), suo grande amore, Sarah Bernhardt, sua fascinosa rivale, e Gabriele d'Annunzio, con il quale costituì un vitalissimo sodalizio artistico e visse, come s'è detto, una struggente storia d'amore. Ma la protagonista assoluta è lei, solo lei: Eleonora Duse.
9,00

La Santa fabbrica del Vittoriale nel carteggio inedito D'Annunzio-Maroni

La Santa fabbrica del Vittoriale nel carteggio inedito D'Annunzio-Maroni

Franco Di Tizio

Libro

editore: Ianieri

anno edizione: 2008

pagine: 784

L'ultimo tratto della parabola esistenziale di Gabriele d'Annunzio, contrassegnata dalla progressiva claustrazione nel Vittoriale, ebbe come testimone Gian Carlo Maroni, che di quella sontuosa dimora fu, per così dire, geniale coautore insieme col Poeta e, dopo la morte di questo, custode fedele. Ma, dal fitto carteggio intercorso tra i due, qui collazionato e commentato da Franco Di Tizio, emerge non tanto l'opera professionale dell'architetto Maroni, quanto piuttosto il suo speciale legame affettivo col "Comandante", quella devozione sincera, quell'accettazione intelligente degli sbalzi d'umore, quella continua e piena disponibilità anche ai minimi desideri di lui, sicché negli ultimi anni è lo stesso d'Annunzio a riconoscere nel "caro caro Gian Carlo" il proprio vero e unico "fratello". Dal carteggio, in controluce, traspaiono gli atteggiamenti del Poeta nei confronti del regime fascista e del suo "Capo": dalla rivendicazione dei propri meriti di precursore alla fervida adesione, in chiave combattentistica, all'impresa etiopica, dal disdegno per gli orpelli accademici alle perplessità sull'alleanza con la Germania hitleriana.
48,00

Dante e San Francesco

Dante e San Francesco

Corrado Gizzi

Libro: Libro rilegato

editore: Ianieri

anno edizione: 2008

pagine: 256

Alla morte di San Francesco, nel 1226, i suoi seguaci erano diverse migliaia e in pochi anni crebbero prodigiosamente. All'epoca di Dante il Francescanesimo rappresentava l'espressione più alta della religiosità e l'ideologia comune, per non dire esclusiva, degli Artisti. Strettamente legato al Francescanesimo è l'ideale pauperistico e il tema della povertà non solo veniva dibattuto, ma era al centro della vita civile e religiosa. Il dibattito degenerò in una polemica sulla povertà tra Conventuali e Spirituali che dilaniò l'Ordine francescano e tutta la Cristianità. Gli Spirituali erano per l'osservanza rigida e integrale della povertà e della regola francescana, secondo l'esempio personale di San Francesco. La corrente spirituale fu duramente perseguitata e definitivamente condannata da Giovanni XXII nel 1323. I suoi maggiori esponenti furono Pietro Olivi (1248, 49-1298) e Ubertino da Casale (1259 c. dopo il 1329) autore dell' Arbor vitae composto nel 1305. Entrambi furono lettori di teologia nello studio di Santa Croce a Firenze. Il loro insegnamento fu di una enorme importanza e si svolse nel periodo in cui l'Alighieri afferma di essersi dato alla filosofia "ne le scuole de li religiosi e a le disputazioni de li filosofanti" (Conv. II -xii - 7). Il poeta conobbe forse entrambi e subì il fascino del loro insegnamento.
38,00

O cortiço

O cortiço

Aluísio Azevedo

Libro

editore: Ianieri

anno edizione: 2008

pagine: 300

"Il cortiço" fu pubblicato nel 1890 a Rio de Janeiro, la città che fa da sfondo alla vicenda. È la storia del portoghese João Romão, padrone d'una bettola "negli anditi del quartiere di Botafogo", e della sua caparbia ansia d'arricchirsi ed elevarsi socialmente, per la quale non guarda in faccia a nessuno. Simbolo della sua ascesa economica - e vero protagonista del romanzo, coi suoi pittoreschi personaggi ricchi di pregnante umanità - è il cortiço, abitazione collettiva delle classi umili composto da modesti alloggi con uso comune degli spazi pubblici interni.
16,00

Mai ci parlerà l'aragosta

Mai ci parlerà l'aragosta

Marco Sclarandis

Libro

editore: Ianieri

anno edizione: 2008

pagine: 88

Scrivere in versi mi ha salvato letteralmente la vita. Se è servito a me, potrebbe essere utile a qualcun altro. Paragono queste poesie a farmaci omeopatici, che sebbene sia forse impossibile sapere come e perché funzionino, molti ne traggono giovamento. Le chiamerei "carmeopatici". Se subentra la noia, sospenderne immediatamente la lettura.
10,00

Nicola De Arcangelis editore. La passione civile, la testimonianza culturale

Nicola De Arcangelis editore. La passione civile, la testimonianza culturale

Luigi Lucarelli

Libro: Libro rilegato

editore: Ianieri

anno edizione: 2008

pagine: 402

Nel panorama storiografico sull'editoria abruzzese c'è ancora un vuoto da colmare, ancora un debito di riconoscenza da estinguere: quello col tipografo-editore di Casalbordino Nicola De Arcangelis (1863-1933), geniale impressore di tante voci alte e libere della cultura regionale e nazionale. Il lavoro è teso non solo a ricostruire la sua coraggiosa impresa, ma anche a soppesarne la presenza e l'incidenza nel tessuto socioculturale abruzzese. Non solo la sua biografia, il suo lavoro e la sua produzione, dunque, ma un'indagine più penetrativa nelle motivazioni personali, nella cornice storica e nell'emanazione civile. E tutte lo acclarano nitidamente, sia come figura imprenditoriale - che vibrava all'unisono con un'azienda imperniata sull'"uomo" De Arcangelis, col suo entusiasmo, ingegno e socialità - sia come operatore culturale, capace, pur tra retaggi socio-culturali e frustrazioni ambientali, di ritagliarsi uno spazio e una ragione nel mondo editoriale fra Otto e Novecento, attestandosi soprattutto come testimone e promotore della rinascita della cultura regionale; averne curato con stile e rigore la vestizione e la divulgazione è ciò che gli rende principalmente onore e merito. E molte sue edizioni ancora si stagliano esemplari e ancora grondano inchiostro indelebile, per avere in quell'epoca gettato il seme e il sasso della riscossa identitaria abruzzese.
25,00

Raffaele Ragione. Impressionista napoletano

Raffaele Ragione. Impressionista napoletano

Domenico Di Giacomo, P. Luigi Di Giacomo

Libro: Libro rilegato

editore: Ianieri

anno edizione: 2007

pagine: 180

49,00

Abbà Seitan. Giovanni Chiarini dalla Maiella alle Ambe

Abbà Seitan. Giovanni Chiarini dalla Maiella alle Ambe

Corrado Gizzi

Libro

editore: Ianieri

anno edizione: 2007

pagine: 200

Giovanni Chiarini (1849-1879) a 27 anni ottenne di far parte della prima Grande Spedizione Italiana in Africa Equatoriale, con il compito di studiare la lingua, gli usi e i costumi della popolazione e di attendere alle osservazioni di geologia, meteorologia e topografia. In solo tre anni svolse una vasta opera di studio e ricerca, grazie alla conoscenza delle lingue (in pochi mesi apprese l'arabo, l'adal e l'amarico), la completezza della scienza, l'acutezza di osservazione, la curiosità sempre desta e il privilegio che aveva di poter accedere ai segreti della natura, quasi godesse di una seconda vista. Nel breve arco di 30 anni concluse l'avventura, la sua scomparsa segnò la fine della Spedizione. Accanto al protagonista sono delineate personaggi di rilievo: Antinori, Cecchi, Martini, Menelik e quel singolare amante dell'avventura, Augusto Franzoi, che a 33 anni intraprese un viaggio in Africa per riportare in patria i resti mortali di "suo fratello" Abbà Seitan, così chiamato Chiarini tra la popolazione galla.
25,00

Passi affrettati

Passi affrettati

Dacia Maraini

Libro: Libro in brossura

editore: Ianieri

anno edizione: 2007

pagine: 64

9,50

Francesco Ippoliti. Un anarchico abruzzese agli inizi del Novecento

Francesco Ippoliti. Un anarchico abruzzese agli inizi del Novecento

Oliviero La Stella

Libro

editore: Ianieri

anno edizione: 2007

pagine: 64

Francesco Ippoliti, era nato il 12 febbraio 1865 da Silverio Ippoliti, un piccolo proprietario terriero, e da Rachele Ottavi. Compì gli studi a Napoli dove si laureò in Medicina e Chirurgia. Qui si formò in un'atmosfera repubblicana e positivista, per abbracciare successivamente la dottrina anarchica del socialismo, manifestando idee anarchiche in corrispondenza col noto anarchico di Roma Temistocle Ponticelli. Determinante, per la sua formazione politica, fu il rapporto con Monticelli, figura di rilievo nella storia del movimento anarchico italiano e il marchigiano Ottorino Manni con il quale strinse amicizia. Divenne "il medico dei poveri". Si dedicò infatti ad assistere soprattutto la povera gente, dalla quale non pretendeva alcun pagamento. Il Principe Torlonia, prosciugando il Fucino, il terzo lago italiano quanto a grandezza, strappò dalle acque fece 16.000 ettari di terreni da coltivare, istituendo un suo feudo e governato secondo regole medievali, sostenuto dal clero e dalle forze dell'ordine corrotte. Ippoliti, rappresentò il vero spirito della rivolta, incitando i contadini alla ribellione del "regime feudale" nei movimenti di lotta contro lo sfruttamento del loro lavoro. Francesco Ippoliti, morì solo e dimenticato il 7 gennaio del 1938. Abbracciò l'anarchia e fu francescano al tempo stesso, anche se non uomo di fede. Decise di spogliarsi di ogni bene, per essere coerente con la sua scelta: "Povero fra i poveri, per non essere complice".
10,00

Dante e il purgatorio

Dante e il purgatorio

Corrado Gizzi

Libro: Libro rilegato

editore: Ianieri

anno edizione: 2007

pagine: 232

Il Purgatorio è diviso in nove parti: L'Antipurgatorio, il Purgatorio vero e proprio con 7 gironi o balzi o comici, e il Paradiso terrestre. Nei 7 gironi sono puniti i 7 vizi capitali, la cui disposizione è inversa a quella dell'Inferno, andando dal peccato più grave a quello meno grave: superbia, invidia, ira, accidia, avarizia, gola, lussuria. In ogni girone le anime, oltre alla pena alla quale sono condannate, devono meditare sugli esempi del vizio punito e su quelli della virtù opposta premiata. Per esempio, i superbi, oltre a portare sulle spalle un gran masso e a recitare il Pater noster, devono meditare sugli esempi di superbia punita e su quelli di umiltà premiata. Nei 7 gironi, gli esempi descritti da Dante sono complessivamente 53. Il catalogo contiene saggi di Corrado Gizzi, Carlo Fabrizio Carli, Renato Civello, Mario Marti, Gianfranco Ravasi, Giorgio Segatoe la riproduzione, a colori, delle opere esposte da otto artisti italiani: Laura Barbarini, Massimo Campi, Loris Cordenos, Barbara Fragogna, Gabrie Pittarello, Paolo Profaizer, Ruggero Savinio e Vincenzo Scolamiero.
55,00

Tutte le poesie

Tutte le poesie

Nicola Moscardelli

Libro: Libro rilegato

editore: Ianieri

anno edizione: 2007

pagine: 832

Nicola Moscardelli (Ofena 1894 - Roma 1943), poeta, prosatore, saggista, autore di teatro, è rimasto finora immeritatamente escluso da una conoscenza approfondita. Compiuti gli studi liceali a L'Aquila, si trasferì a Firenze dove, con le sue prime raccolte poetiche significative (Abbeveratoio, 1915; Tatuaggi, 1916), prese parte attiva al gruppo di "Lacerba" e ad altre suggestioni tra crepuscolarismo e futurismo. Gli anni della guerra rappresentarono un momento straordinariamente significativo per l'apertura a rapporti più ampi: attraverso la pubblicazione di una rivista di sperimentazione lirica come "Le Pagine" (1916-1917), Moscardelli ed altri giovani intraprendenti interloquirono con i vertici dell'avanguardia europea ospitando per primi in Italia gli interventi dei dadaisti. Con i primi anni Venti, stabilitosi definitivamente a Roma, manifestò la volontà di intrecciare relazioni intellettuali e professionali che avrebbero contribuito a costruire l'immagine di un intellettuale a tutto tondo, impegnato nell'esplorazione della dimensione teleologica, nell'operare in funzione di una crescita morale e spirituale. Raccolta dopo raccolta il poeta accentuò sempre più la distanza dalle correnti coeve, attraversando le plaghe della filosofia e dell'esoterismo, indirizzandosi verso un misticismo totalizzante, un umanesimo ritrovato, una religiosità laica, un cristianesimo adottrinale.
45,00

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