Edizioni di Pagina
La corsa dei contrari. Antropologia teatrale
Eugenio Barba
Libro: Copertina morbida
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2019
pagine: 192
Elaborando ulteriormente le esperienze e gli orizzonti teorici inaugurati dall'Odin Teatret, nel 1979 Barba fonda l'International School of Theatre Anthropology (ISTA), un laboratorio itinerante di studi comparati sui princìpi della tecnica dell'attore, dando il nome di antropologia teatrale a questo campo di studi. La riflessione iniziata nel 1964, quando Barba si era recato in India a studiare il teatro Kathakali, ne "La corsa dei contrari" (1981) si sviluppa e articola in tre saggi che qui riproponiamo in una nuova edizione. Nel primo, partendo dall'esperienza dell'Odin Teatret, l'autore indaga sulla natura della trasformazione delle funzioni sociali implicate dal nuovo teatro di gruppo. Il secondo verte sulla formazione dell'attore. Il terzo e ultimo saggio risponde a un quesito: «In quali direzioni può orientarsi un attore occidentale per costruire le basi materiali della sua arte?». Qui Barba riprende tutte le fila del suo discorso per mettere a fuoco quelle «precise e utili regole pratiche» che, affinate da pratiche antiche, acquistano l'autorità di vere e proprie leggi del comportamento. Introduzione di Francesco Cappa.
Il castello di Elsinore. Volume Vol. 79
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2019
«Il castello di Elsinore» è una rivista semestrale di teatro profondamente radicata nell'Università italiana. Nata nel 1988, la rivista raccoglie nel suo comitato scientifico quasi la metà degli ordinari di Storia del teatro in Italia e illustri studiosi di università straniere. La rivista è articolata in tre sezioni (talvolta quattro): la prima, intitolata Saggi, comprende rigorosi studi critici su personaggi e opere della storia del teatro e dello spettacolo; la seconda, Materiali, raccoglie e cura documenti, lettere e riflessioni di poetica; la terza, Spettacoli (e/o Libri), recensisce e analizza gli avvenimenti più significativi della stagione teatrale italiana e straniera. I temi di cui la rivista si occupa sono svariati e attraversano l'intera storia del teatro europeo, dal teatro greco alla Commedia dell'Arte, dal teatro rinascimentale italiano al teatro nordico di Ibsen e Strindberg, dal simbolismo europeo a Pirandello.
Opere teatrali. Volume Vol. 4
Salvestro cartaio detto il Fumoso
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2019
«Finora le commedie popolari senesi sono state lette nella prima edizione che capitava sotto mano. Ci si deve invece convincere che questi testi vanno trattati con lo stesso metodo filologico con cui trattiamo quelli di Cicerone e Petrarca, che la tradizione va censita e valutata come quella di qualsiasi altro testo», lamentava uno studioso del calibro di Michele Feo; e, di fronte al rigoglio storico-critico che il tema poteva aver registrato almeno a partire dalla celebre monografia sul "Teatro dei Rozzi" di un esordiente Roberto Alonge (1967), ammoniva: «noi riteniamo che sia giunto il momento di non scrivere più saggi critici. I compiti veri sono quelli del nuovo catalogo scientifico, della costituzione e edizione dei testi nel loro complesso, accompagnati da commento linguistico, storico e folklorico». A tale esigenza risponde la presente edizione, dedicata all'opera teatrale del Fumoso, scrittore di punta della tradizione senese. Penultima commedia dell'autore, "Capotondo" introduce per la prima volta il personaggio del 'cittadino' (non una mera astrazione sociale della duratura opposizione città-campagna, ma un'entità politica molto definita nella Siena del tempo), determinando un radicale ripensamento del trattamento rappresentativo della realtà contadina. La "scena" cittadina e quella del contado si illuminano reciprocamente, e i villani (in particolare il personaggio più comicamente prevedibile, quello del marito cornuto) assumono una dignità scenica sinora inedita.
Il teatro di Dario Fo. Tra contaminazione e reinvenzione: spunti e riflessioni
Gabriella Capozza
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2019
Dario Fo nel suo teatro recupera una molteplicità di poetiche, temi, personaggi, tecniche recitative, modalità attoriali e stilistiche appartenenti a un patrimonio artistico antico e recente che contamina e rielabora, dando vita a un'arte che appare un "unicum" nel panorama teatrale contemporaneo: un groviglio denso e prorompente di elementi non ascrivibile a categorie precostituite, che affascina, spiazzandolo, il lettore-spettatore. Si impone con forza il vitalismo paradossale dei suoi personaggi che, facendo lo sberleffo alle norme del vivere civile e, come dice lo stesso Fo, «giocando con il dogma come il "clown" gioca con la bomba innescata», esprimono la propria ottica rovesciata e parodica rispetto a quella dominante. Preziosa e insostituibile la collaborazione di Franca Rame, impareggiabile compagna di vita, che, intrecciando i termini 'arte' e 'vita', ha immesso nel teatro di Fo il corposo patrimonio attoriale che si è andata costruendo nel tempo all'interno di una delle ultime famiglie d'Arte del Novecento. Interessantissima la lingua utilizzata da Fo, una lingua 'costruita' che, come tutto il suo teatro, attraverso continue manomissioni, contaminazioni e una fantasia dirompente ricrea sul palcoscenico la primigenia "vis" di un popolo millenario.
Gysbreght van Aemstel
Joost Van den Vondel
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2019
In una notte di Natale intorno al 1300, Amsterdam viene conquistata con l'inganno. Dopo un lungo assedio, i nemici, fedeli al Conte d'Olanda Floris V, hanno finto di partire, riuscendo a far entrare dentro le mura una nave colma di soldati: il Cavallo di Mare. A nulla vale l'eroica difesa di "Gijsbreght van Aemstel", signore della città. L'angelo Raffaele gli impone di prendere la via dell'esilio, lenendo il dolore dell'addio con la profezia della futura grandezza di Amsterdam: il Secolo d'Oro del pubblico in sala. La sala è quella del primo teatro in pietra della Repubblica delle Province Unite, lo Schouwburg di Jacob van Campen, inaugurato proprio con la tragedia Gysbreght van Aemstel di Joost van den Vondel il 3 gennaio 1638, nonostante la resistenza del concistoro calvinista della città, ostile ai rituali cattolici nella messinscena. Modelli tragici ed epici – in primis l'"Eneide" – vengono convocati in un'opera tutt'altro che encomiastica. Nel consesso teatrale gli abitanti di Amsterdam, città imperatrice dei mari che si avvia allo zenith della propria potenza, vengono invitati a riflettere in modo complesso e problematico su luci e ombre del passato: non solo quello lontano della contea d'Olanda medievale, ma anche quello più prossimo della Rivolta contro la Spagna e della Riforma protestante, come le stragi di religiosi cattolici che vengono attualizzate in terribili scene di martirio. La tragedia ha conosciuto una fortuna secolare, divenendo appuntamento fisso del capodanno per la popolazione di Amsterdam. Oltre alla prima traduzione italiana e a studi interpretativi, se ne offre l'edizione critica, comprensiva della versione messa a stampa nel 1729, che accoglieva la prassi teatrale dell'epoca. La tradizione spettacolare, interrotta con il cambiamento dei repertori nel 1969, è stata rinnovata dal 2012 al 2014 e nel 2016 dalla compagnia Het Toneel Speelt di Ronald Klamer: un allestimento significativo che ha dato l'avvio al nostro progetto e che qui presentiamo.
Storie di tenebre nella storia di Puglia
Mariano Rizzo
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2019
In un giorno senza tempo, un pescatore prossimo al ritiro e uno scrittore francese affamato di storie si incontrano per caso sulle rive del Golfo di Taranto; nonostante le abissali differenze, tra i due si stabilisce un'inconsueta amicizia sulle ali dei racconti che il primo narra all'altro. Si tratta di oscure fiabe ormai dimenticate entro le quali si celano creature ancestrali e tenebrose, saldamente radicate nella terra di Puglia e in perenne lotta con l'uomo. Ognuna di esse mette in luce episodi e personaggi smarriti nel flusso implacabile della storia, e aggiunge un tassello all'ambigua relazione tra i due uomini, togliendo di volta in volta un velo su ciò che ciascuno nasconde all'altro, fino ad approdare a una sconvolgente rivelazione. Nato per essere letto ad alta voce, a metà strada tra il racconto gotico, la narrazione storica e il multiforme romanzo barocco, Storie di tenebre è prima di tutto un atto d'amore nei confronti del patrimonio storico e folklorico della Puglia.
Archivio di etnografia. Volume Vol. 1-2
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2019
pagine: 164
«Archivio di etnografia», al tredicesimo anno di pubblicazione nella nuova serie, è una rivista del Dipartimento delle Culture europee e del Mediterraneo: architettura, ambiente, patrimoni culturali (DiCEM) dell'Università della Basilicata diretta da Ferdinando Mirizzi. Il numero doppio 1-2/2018 dell'"Archivio di etnografia" è dedicato al tema degli archivi di interesse demoetnoantropologico e all'impiego del loro contenuto in chiave artistica e/o performativa. Aprono il fascicolo l'editoriale di Ferdinando Mirizzi e l'introduzione a cura di Pietro Clemente. Seguono quattro sezioni tematiche. La prima, "Antropologia e archivi", propone i saggi di: Francesco Faeta, il quale riflette sulla connessione tra memoria contemporanea e configurazione degli archivi, soffermandosi sugli archivi fotografici; Mario Turci, che si interroga sugli aspetti relativi alle sfide dell'esporre etnografico come pratica museale e di scrittura patrimoniale; Francesco Marano, il quale descrive le poetiche d'archivio, presenti nell'arte contemporanea, che confinano con interessi e obiettivi dell'etnografia; Nicola Scaldaferri, che delinea due esperienze di pratica artistica e ricerca etnografica, a cura di Steven Feld e Yuval Avital, realizzate a Matera nel 2019. La sezione "Istituzione e archivi" presenta i contributi di Piero Cavallari e Camillo Brezzi: il primo riporta la storia, le ragioni istitutive e le attività dell'ex Discoteca di Stato, ora Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi (Roma); il secondo descrive il percorso storico dell'Archivio Diaristico di Pieve Santo Stefano (Arezzo). In "Etica e archivi" vi sono il saggio di Véronique Ginouvès, riguardante questioni giuridiche ed etiche e la necessità di realizzare strumenti di ricerca archivistica completi riguardo alle ricerche sul campo, e i due articoli di Jean-François Bert e Mélanie Dulong de Rosnay, incentrati, rispettivamente, intorno a questioni etiche e di accessibilità relative all'uso degli archivi e sulle linee guida pratiche a supporto delle attività degli archivi online legate al diritto d'autore. Chiude il fascicolo la sezione "il Progetto I-DEA", contenente due scritti: Chiara Siravo presenta un report su obiettivi, attività e sviluppo del Progetto I-DEA, un progetto del programma culturale di Matera Capitale Europea della Cultura 2019; mentre Vita Santoro riporta il contributo di attività fornito allo sviluppo di tale progetto da parte degli antropologi del DiCEM dell'Università della Basilicata.
Il castello di Elsinore. Volume Vol. 78
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2018
«Il castello di Elsinore» è una rivista semestrale di teatro profondamente radicata nell'Università italiana. Nata nel 1988, la rivista raccoglie nel suo comitato scientifico quasi la metà degli ordinari di Storia del teatro in Italia e illustri studiosi di università straniere. La rivista è articolata in tre sezioni (talvolta quattro): la prima, intitolata Saggi, comprende rigorosi studi critici su personaggi e opere della storia del teatro e dello spettacolo; la seconda, Materiali, raccoglie e cura documenti, lettere e riflessioni di poetica; la terza, Spettacoli (e/o Libri), recensisce e analizza gli avvenimenti più significativi della stagione teatrale italiana e straniera. I temi di cui la rivista si occupa sono svariati e attraversano l'intera storia del teatro europeo, dal teatro greco alla Commedia dell'Arte, dal teatro rinascimentale italiano al teatro nordico di Ibsen e Strindberg, dal simbolismo europeo a Pirandello.
La commedia italiana. Tradizione e storia
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2018
Sono qui raccolti i saggi che studiosi di varia provenienza e formazione hanno dedicato a differenti aspetti della commedia italiana. Il volume ne fornisce una ricognizione non limitata alla sola letteratura drammatica, ma estesa anche alla tradizione spettacolare, con ampio spettro teorico e cronologico, dal Medioevo alla contemporaneità. Fondamentali monografie sono state dedicate, nel passato e recentemente, a singoli autori o secoli. Importanti studi analizzano il fenomeno per sottogeneri, mentre non esiste un contributo che affronti in modo organico il tema della commedia italiana dalle origini ai giorni nostri. Il volume è un primo tentativo di colmare questo vuoto, presentando i risultati di molteplici esperienze che, in ambiti diversi – dagli interventi di latinisti esperti di volgarizzamenti plautini, a quelli di studiosi della letteratura italiana, del teatro e del cinema –, hanno contribuito negli ultimi decenni a una revisione e a un arricchimento di questo campo di studi.
Michele Savonarola «medico humano». Fisiognomica, etica e religione alla corte estense
Gabriella Zuccolin
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2018
Questo studio dedicato a Michele Savonarola (1385-1466), medico accademico a Padova e poi medico della corte estense dal 1440, ricostruisce il contesto della sua figura e delle sue opere nell'ambito delle attuali riflessioni sui temi della filosofia e della cultura di corte, e della corte di Ferrara in particolare. Il volume si concentra inoltre sulla produzione di Savonarola che eccede l'ambito medico, considerandola all'interno del generale progetto pedagogico per la corte estense sviluppato dopo il 1440. Alla presentazione dell'opera fisiognomica, lo "Speculum physionomiae", seguono l'analisi del modello etico e politico proposto da Savonarola nel "Del felice progresso di Borso d'Este", trattato sul buon governo in doppia redazione, latina e volgare, e la prima edizione dei due "Confessionali", destinati rispettivamente ai laici e ai religiosi. Questo insieme di testi testimonia con efficacia l'intento fortemente unitario del progetto savonaroliano, in cui medicina, filosofia, trattatistica di corte e preoccupazioni etico-religiose si compenetrano e saldano a vicenda, delineando l'ideale di un medico che si preoccupa della salute dell'uomo in tutte le sue dimensioni: un "medico humano", come Savonarola stesso si è definito.
«Realitas obiectiva». Elaborazione e genesi di un concetto
Francesco Marrone
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2018
pagine: 512
L’invenzione del concetto di realitas obiectiva è da sempre associata al nome di René Descartes. Integrando questa nozione nella prima prova dell’esistenza di Dio elaborata nelle sue Meditationes de prima philosophia, Descartes avrebbe sancito, secondo un’opinione assai diffusa, l’irruzione del vocabolario della realitas nel quadro della metafisica moderna. Così inteso, nella prospettiva dell’interpretazione ordinaria, il gesto cartesiano sarebbe dunque inaugurale. Per quanto affascinante, questa lettura non appare tuttavia sufficientemente fondata. Quando Descartes si serve per la prima volta della nozione di realitas obiectiva, quest’ultima poteva già vantare una storia plurisecolare – una storia che, pur caratterizzata da importanti mediazioni, riconduce a Duns Scoto e ai principali rappresentanti del cosiddetto scotismo formalista. L’indagine qui condotta intende dar conto di questa storia ancora non adeguatamente indagata. Attraverso una disamina del vocabolario scotista, il volume si propone di riscostruire una genealogia della nozione di realitas obiectiva che permetta di individuare, prima e a prescindere da Descartes, il contesto teorico entro il quale essa è stata effettivamente elaborata.
Tre carteggi con Lucio Ridenti. Anton Giulio Bracaglia, Guglielmo Giannini, Tatiana Pavolova
Franco Perrelli
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2018
pagine: 232
Questo volume ricostruisce, in una chiave per molti aspetti nuova, il panorama della scena italiana sullo sfondo della complessa transizione dal fascismo al dopoguerra. Ciò avviene attraverso l'analisi di tre carteggi inediti che il regista d'avanguardia Anton Giulio Bragaglia, il commediografo fondatore del qualunquismo Guglielmo Giannini e l'attrice Tatiana Pavlova, tramite della regìa russa nel nostro paese, hanno intrattenuto con Lucio Ridenti, dal 1926 al 1968 direttore della più longeva e diffusa rivista italiana di teatro, «Il Dramma». Su questa traccia, sono ripercorsi sia gli spettacoli, sia le polemiche, sia gli eventi storici, con i passaggi legislativi e politici di quel tormentato, delicato periodo di storia nazionale, la cui comprensione appare essenziale al fine di cogliere la struttura profonda della scena italiana novecentesca e il suo latente, ma acuto conflitto di culture, fra la resistenza di una peculiare grande tradizione teatrale, con radici nel Rinascimento, e una razionale normalizzazione in una chiave europea.

