Booklet Milano
Barcellona. Trasformazioni contemporanee
Giacomo Delbene
Libro: Copertina morbida
editore: Booklet Milano
anno edizione: 2007
pagine: 453
Barcellona è una città sorprendente dal punto di vista architettonico e urbanistico, tanto per il professionista che sappia leggervi in concreto le tracce del sovrapporsi di momenti e piani quanto per il visitatore sensibile alla forma urbana. Negli ultimi decenni la capitale catalana è stata un crogiuolo di sperimentazioni progettuali, talvolta anche molto discusse, specie in un'ottica di conformismo rispetto agli stereotipi consolidati del fare città. Ma proprio questo spirito di rottura del canone ha permesso di avanzare formulazioni teoriche e proporre soluzioni costruttive originali, altrove impensabili. Gli interventi associati al periodo olimpico, il progressivo recupero del waterfront, la bonifica e la rivitalizzazione dei tessuti degradati, la nuova dotazione infrastrutturale e la politica di vitalizzazione degli spazi pubblici sono solo alcune delle direttrici seguite durante il processo di trasformazione avviato a partire dall'avvento delle amministrazioni democratiche. Questo volume è una guida attraverso i cambiamenti di cui la città è stata protagonista, corredata di approfondimenti, progetti, testimonianze.
Basi di semiotica letteraria
Denis Bertrand
Libro: Copertina rigida
editore: Booklet Milano
anno edizione: 2007
pagine: 272
Il manuale rappresenta un'iniziazione alla semiotica letteraria e, in generale, all'analisi testuale. Affiancando sezioni teoriche a indagini concrete sui testi, Denis Bertrand ricostruisce la storia concettuale della disciplina, dalla prima semantica strutturale degli anni Sessanta fino ai recenti sviluppi della cosiddetta svolta semiotica, che integrano alle precedenti acquisizioni teoriche sulla significazione le questioni dell'enunciazione, dell'emozione e della sensorialità.
Beethoven e le mondine. Ripensare la cultura popolare
Fabio Dei
Libro: Copertina morbida
editore: Booklet Milano
anno edizione: 2007
pagine: 139
Il tema della cultura popolare è stato a lungo l'interesse centrale degli studi antropologici in Italia. Negli ultimi vent'anni, tuttavia, il dibattito in proposito si è progressivamente esaurito e frammentato. Tentare di riprenderlo oggi significa confrontarsi con problemi, sia epistemici che politici, completamente diversi da quelli degli anni Settanta. La crisi dei concetti antropologici classici di cultura e identità ha cambiato radicalmente il modo di pensare e di rappresentare etnograficamente le appartenenze locali. Inoltre, è cambiato profondamente lo sfondo etico-politico di un possibile 'uso pubblico" della cultura popolare, e di ciò risentono le politiche di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale etnografico. Ma, soprattutto, una definizione di cultura popolare non può fare a meno di affrontare il rapporto tra l'ambito del folklore cosiddetto tradizionale e quello dell'industria culturale di massa. Se l'antropologia ha cercato a lungo di tenere separati i due campi, 'proteggendo" l'autentica tradizione dall'invadenza omologante della cultura di massa, oggi è necessario riconoscerne le relazioni e inserirle nel contesto di una teoria delle differenze culturali nella società contemporanea.
Il campus Vitra: una collezione di architetture
Francesca Argentero, Domitilla Dardi
Libro: Copertina morbida
editore: Booklet Milano
anno edizione: 2007
pagine: 88
Il campus dell'azienda svizzera Vitra rappresenta un caso unico di connubio tra il mondo dell'architettura e quello dell'industrial design. Nato alla fine degli anni Ottanta, in seguito a un devastante incendio dei cantieri produttivi dell'azienda, rispecchia il brillante progetto del suo amministratore, Rolf Fehlbaum, teso ad affermare la Corporate Identity Vitra attraverso due parallele operazioni di collezionismo. Da un lato la collezione delle cento sedute che hanno fatto la storia del design, i capolavori dei maestri del Novecento; dall'altro, quella architettonica con gli edifici del Campus di Weil-am-Rhein che ospitano la produzione e l'esposizione delle sedute storiche: il museo di Frank O. Gehry, la stazione dei vigili del fuoco di Zaha Hadid, il centro congressi di Tadao Ando, le fabbriche di Nicholas Grimshaw e Alvaro Siza. Il saggio analizza le opere dei singoli autori, sottolineando la filosofia che guida questa operazione di mecenatismo architettonico, mostrando il rapporto che lega sempre più strettamente i meccanismi di comunicazione di architettura e design, spiegando il senso di convivenze dissonanti, ma foriere di nuovi significati nel concetto di collezionismo contemporaneo.
Catastrofe: istruzioni per l'uso
Federica Morgia
Libro
editore: Booklet Milano
anno edizione: 2007
pagine: 104
Quali sono state, nel corso della storia, le catastrofi che hanno modificato irreversibilmente il rapporto dell'uomo con la natura? E quali le principali strategie di intervento messe in atto? Partendo dal significato che il termine catastrofe ha assunto prima in campo artistico - a partire dalla Poetica di Aristotele - e poi in ambito scientifico, l'autrice ricostruisce la storia dell'approccio dell'umanità all'evento catastrofico e alla tutela dell'ambiente, prendendo in considerazione tanto i fenomeni naturali (come i terremoti in Sicilia, in Friuli, in Irpinia, in Giappone, in Armenia, o lo tsunami che ha colpito il Sud-Est asiatico), quanto i disastri di cui sono gli uomini i diretti responsabili (gli esperimenti e gli incidenti nucleari, primo fra tutti quello di Chernobyl, o gli attacchi terroristici devastanti, come l'11 settembre). In entrambi i casi, l'architettura insegna ad assumere un atteggiamento costruttivo, proponendo interventi di prevenzione o di riduzione del danno: soluzioni tecnologicamente avanzate che corrono di pari passo con le ricerche artistiche, spesso foriere di elementi di arricchimento per la dimensione progettuale. Oltre a esaminare numerosi casi esemplari di risposte dell'uomo al disastro, l'autrice dialoga con quattro esperti - gli architetti Franco Purini e Francesco Venezia, l'urbanista Bernardo Secchi e l'artista lannis Kounellis - che, in modi diversi, si sono confrontati con il tema, sperimentando strategie di ricostruzione, risanamento e riuso.
Chattare. Scenari della relazione in rete
Libro: Copertina morbida
editore: Booklet Milano
anno edizione: 2007
pagine: 263
Gli scambi sono sempre più caratterizzati dalla mediatizzazione, dalla distanza spazio-temporale tra mittente e destinatario della comunicazione. Questa affermazione è particolarmente vera e densa di significati se applicata alle interazioni tramite chat, tipiche degli adolescenti (ma non solo). La smaterializzazione ingenera una serie di effetti a catena, che hanno ricadute su vari piani: dal linguaggio che si fa sempre più informale e gergale fino alla trasformazione cognitiva prodotta dalle "architetture del web", cioè dagli spazi configurati dalla rete. Per non parlare della rilevanza che acquisisce l'immaginazione, o dei cambiamenti nella sfera del desiderio. In questo volume, con il supporto dei dati emersi da una ricerca della Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza di Roma, si offrono gli strumenti per tracciare un quadro delle relazioni e dei codici che regolano il mondo delle chat.
Chorégraphie. Rivista di ricerca sulla danza. Nuova serie
Libro: Copertina morbida
editore: Booklet Milano
anno edizione: 2007
pagine: 190
La cultura e il potere. Conversazione sui «Cultural studies»
Miguel Mellino, Stuart Hall
Libro: Copertina morbida
editore: Booklet Milano
anno edizione: 2007
pagine: 66
La cultura è una forma di dominio del capitalismo? Quali sono i motivi del disfacimento delle sinistre istituzionali? Queste sono solo alcune delle questioni che vengono affrontate in questa intervista di Miguel Mellino a uno dei più brillanti intelllettuali inglesi, Stuart Hall. I due studiosi discutono di questioni fondamentali degli studi culturali e di fenomeni storici e sociali che investono l'attuale dibattito politico, come l'irruzione sulla scena britannica dei nuovi movimenti legati al postcolonialismo, l'ascesa della New Left, il femminismo, l'anti-razzismo, i limiti e il disfacimento delle sinistre di tipo istituzionali, la guerra globale. Il punto di vista di Hall incontra le teorie e le posizioni di alcuni mostri sacri della cultura come Marx, Gramsci, Althusser, Foucault, protagonisti di alcuni filoni critici da cui l'autore prende le distanze, definendo il suo percorso autonomo e determinato dai fenomeni contemporanei. In questo dialogo con Miguel Mellino, Stuart Hall definisce la cultura come campo privilegiato di esercizio del dominio da parte del capitalismo post-fordista e sostiene l'efficacia della critica che gli studi culturali possono promuovere contro questa forma di egemonia.
Culture planetarie? Prospettive e limiti della teoria e della critica culturale
Libro: Copertina morbida
editore: Booklet Milano
anno edizione: 2007
pagine: 331
Il volume intende ripensare le dinamiche della cultura e dell'interazione tra culture in una dimensione globale, grazie all'analisi delle implicazioni politiche che ogni presa di posizione in tema di appartenenza culturale porta con sé. A partire dal concetto di planetarietà proposto da Spivak, il volume discute il modello proposto dai Cultural Studies. La prima parte è dedicata proprio alle questioni delle "nuove subalternità" (sociali, etniche, di genere, culturali). Chambers e Curti si concentrano rispettivamente sul Mediterraneo come spazio di migrazioni, di intrecci e di confronti, e sull'identità femminile. Nella seconda parte si considera il problema degli ambiti disciplinari e delle prospettive di studio che tali questioni chiamano in causa: ecco allora il contributo di Cometa sulle forme di scrittura negli studi culturali a partire da Gramsci e Benjamin, quello di Forgacs sull'articolazione tra "Cultural Studies" e "Political economy of culture", e quello di Baratt, che discute la proposta del pluralismo democratico di Said. I I saggi di Rivera, di Leghissa e di Zoletto valutano l'apporto dell'antropologia, della filosofia e della pedagogia nella definizione dei problemi delineati.
Dibattito sull'etica. Idealismo o realismo
Charles E. Larmore, Alain Renaut
Libro: Copertina morbida
editore: Booklet Milano
anno edizione: 2007
pagine: 68
Il dialogo è sempre stato, fin dall'antichità, una degli strumenti preferiti dalla ricerca filosofica. Ed è il metodo che Charles Larmore e Alain Renaut hanno scelto per confrontare le rispettive visioni dell'etica in modo esplicito e diretto, anche attraverso lo scambio di lettere ed e-mail. Classiche, in effetti, sono le due parti in scena: da una parte il "realista" Larmore, che associa l'etica al semplice riconoscimento dell'autorità di ragioni oggettive; dall'altra il "kantiano" Renaut, che riconduce il punto di vista morale alla capacità del soggetto di costruire norme in base a cui regolare il proprio comportamento. La logica stessa del confronto spinge gli autori a criticare l'altrui posizione esponendosi al contrattacco dell'interlocutore e, viceversa, a chiarire le proprie tesi evidenziando i punti deboli della prospettiva rivale. Ne risulta un gioco di precisazioni e approfondimenti che permette di delineare non tanto due sistemi filosofici, quanto due diversi modi di svolgere le questioni di tondo dell'etica, mantenendo quell'apertura di spirito che caratterizza da sempre l'attitudine autenticamente filosofica.
Dimore del corpo. Profili dell'identità femminile nella Grecia classica
Laura Faranda
Libro: Copertina rigida
editore: Booklet Milano
anno edizione: 2007
pagine: 144
Vergini folli e donne esemplari, madri assassine e miti fanciulle relegate dalla storia nel silenzio della sfera domestica: questo volume trae dal panorama mitico ed epico-letterario della Grecia antica modelli rappresentativi di una nozione occidentale dell'identità (o dell'alterità) femminile. Attraversare l'alterità di questi soggetti femminili lungo le regioni del silenzio dove si plasmano le loro 'immagini' coincide spesso con l'affidarle all'eloquenza dei loro corpi, per ridisegnare attraverso le metafore i tratti della loro identità storica e antropologica. Lo scenario di questo lavoro è il corpo femminile e le sue dimore simboliche; corpo 'trasmettitore di contenuti sociali'; axis mundi, sulla cui superficie si disegna e si delimita la coscienza dell'io femminile e delle sue unità di riferimento.
Il disaccordo
Jacques Rancière
Libro: Copertina morbida
editore: Booklet Milano
anno edizione: 2007
pagine: 150
L'espressione "filosofia politica" non indica un preciso genere filosofico, né un ambito ben definito della filosofia. Al contrario, designa il terreno di uno scontro polemico in cui si manifesta il vero paradosso della politica: l'essere priva di un fondamento autonomo. La politica nasce infatti nel momento stesso in cui la comparsa di una fetta della società in soprannumero, il démos, mette in crisi l'ordine naturale del dominio e la suddivisione dei ruoli fra i vari gruppi. Di conseguenza l'eguaglianza, condizione non politica della politica, agisce solo come effetto dell'entrata in scena di questa parte litigiosa, che fonda la comunità politica come comunità del litigio. A partire da questo originario disinganno si crea una logica del disaccordo, lontana tanto dalla discussione consensuale quanto dal conflitto fra posizioni inconciliabili che oppongono torto e ragione in modo assoluto.

