Bollati Boringhieri
Venezia e il ghetto. Cinquecento anni del «recinto degli ebrei»
Donatella Calabi
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2024
pagine: 256
Poco più di cinquecento anni fa, il 29 marzo 1516, il Senato della Serenissima Repubblica di Venezia deliberò che gli ebrei di diverse contrade cittadine si trasferissero «uniti» (cioè tutti) nella corte di case site in Ghetto, presso San Girolamo. Nasceva così il primo «recinto degli ebrei». Si trattava in età medievale del «geto de rame», il luogo in cui venivano riversati («gettati») gli scarti della lavorazione delle fonderie presenti nella zona. Nel corso dei secoli, e in tutti i continenti, questa parola veneziana sarebbe presto diventata sinonimo di segregazione. Nato come misura di confinamento, il Ghetto diviene in breve tempo un luogo effervescente e cosmopolita, che accoglie gli ebrei provenienti dai luoghi più diversi, spesso legati al commercio internazionale della Repubblica veneziana. La struttura architettonica delle sue case, inusuale per Venezia – con i suoi immobili sviluppati in altezza per far posto al numero crescente di abitanti confinati al loro interno –, si intreccia con la vicenda storica del luogo, decisamente centrale per l'Italia e per l'Europa. Qui sorgono i banchi di pegno dai quali passerà buona parte del prestito di denaro della potenza lagunare, ma nel Ghetto non mancano professioni liberali e attività culturali, che fanno di Venezia una delle capitali indiscusse del mondo ebraico. Con un approccio che abbraccia la città nel suo complesso, Calabi getta una nuova luce sulle relazioni e i rapporti che, nonostante le norme, esistevano tra la Comunità ebraica e il resto della società civile.
A cena con Darwin. Cibo, bevande ed evoluzione
Jonathan Silvertown
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2024
pagine: 272
Uova, latte e farina sono gli ingredienti fondamentali di una torta, ma sono anche il prodotto di milioni di anni di evoluzione e rappresentano in quel contesto una soluzione geniale al problema della riproduzione fuori dall'acqua. Per le uova, l'idea era circondare l'uovo fecondato con una piccola porzione di mare, arricchito di nutrienti, e chiudere il tutto in un guscio resistente alla disidratazione e alle infezioni. Anche il latte ha una storia analoga: è l'invenzione per eccellenza dei mammiferi, che avevano il problema di nutrire i loro piccoli senza poter deporre uova. La farina, infine, è l'equivalente vegetale dell'uovo: il sistema che hanno escogitato le piante per colonizzare la terraferma. Ogni cibo che mangiamo ha un'affascinante storia evolutiva alle spalle. A partire da questo, Jonathan Silvertown si diverte a illustrarci, tra un'infinità di storie affascinanti, uno strano menù evoluzionistico, composto di più portate. Nel viaggio incontriamo microbi, funghi, animali e vegetali, l'evoluzione del nostro senso del gusto e dell'olfatto, gli aromi che ci inebriano e quelli che ci repellono, sempre con la selezione naturale darwiniana a farci da bussola lungo il cammino.
La penitenza
Eliza Clark
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2024
pagine: 384
Sono passati quasi dieci anni da quando il brutale omicidio della sedicenne Joan Wilson – uccisa per vendetta da tre compagne di scuola – ha sconvolto la cittadina di Crow-on-Sea, e il giornalista Alec Z. Carelli pubblica ora il resoconto completo ed esaustivo di quanto è accaduto quella notte terribile, e di quali avvenimenti hanno portato all'atroce scomparsa di una ragazzina. Straordinaria, magistrale impresa di investigazione e ricerca, il libro di Carelli si basa su ore e ore di interviste a testimoni e familiari delle persone coinvolte, su una meticolosa ricerca storica e, soprattutto, sulla corrispondenza tra le responsabili dell'assassinio, inserendo a contrappunto alcuni stralci di podcast true crime che parlano della vicenda con tutt'altro piglio e approccio. Il risultato è un'avvincente fotografia di esistenze violate dalla tragedia e di una città incapace di venire a patti con l'accaduto. La domanda è: quanto di ciò che ci viene raccontato è accaduto davvero? Eliza Clark ci regala un romanzo dalla struttura straordinariamente ben articolata, dove la ricostruzione delle dinamiche e del movente procede ricreando un racconto variegato e multimediale (messaggi, trascrizioni, lettere, pagine di diario) e tracciando in maniera impeccabile la vita e la psicologia di ogni personaggio menzionato. E scrive un romanzo che è un riflettore puntato su come i casi di cronaca nera vengono trattati, e ricostruiti, in una narrazione spesso rielaborata, manipolata, che inevitabilmente cancella il confine tra la realtà e il racconto stesso di quella realtà.
L'America di Trump all'esame di uno psichiatra
Allen Frances
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2024
pagine: 352
All'indomani dell'elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti nel 2017, dopo lo shock iniziale, analisti politici e giornalisti si sono interrogati sulla sua effettiva capacità di rivestire quel ruolo, e più in generale sulla sua presunta sanità mentale. Non capita spesso di vedere sulle pagine del «New York Times» e del «New Yorker» la definizione di «narcisista» o «pazzo» accostata a un presidente in carica, e tuttavia è successo. È allora che Allen Frances, già estensore della voce «Narcisismo» delDSM-IV – la «bibbia» della psichiatria mondiale – chiamato in causa direttamente, ha deciso di dare una risposta chiara. Ebbene no, Donald Trump non è pazzo. I suoi comportamenti sono certamente divisivi e sopra le righe, ma l'uomo non rientra nello spettro clinico del narcisista. Forse però è il caso di analizzare il fenomeno che ne ha permesso l'ascesa, e perché milioni di persone abbiano affidato a una personalità tanto controversa il proprio destino. Allen Frances risponde con un'analisi impietosa del sistema democratico statunitense, valida per ogni Stato coinvolto dal fenomeno populista. La sua voce autorevole mette sul lettino dell'analista lo spirito di un intero paese. Una vera e propria indagine sulla psiche di una nazione, un lavoro essenziale per comprendere la crisi della democrazia in corso, ovunque nel mondo.
Cinquecento anni di rabbia. Rivolte e mezzi di comunicazione da Gutenberg a Capitol Hill
Francesco Filippi
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2024
pagine: 240
Nel Cinquecento, l'invenzione di Gutenberg – la stampa a caratteri mobili – fu il motore inconsapevole di una rivoluzione. La capillare diffusione di fogli stampati con la nuova tecnologia a basso prezzo portò chi non aveva mai avuto accesso al potere a prendere coscienza per la prima volta di istanze comuni. La rabbia sociale che ne esplose assunse una forma nuova e organizzata, da cui scaturì la Guerra dei contadini, alla fine repressa nel sangue nel 1525. Da allora il mondo non fu più come prima; da quel momento il potere iniziò a occuparsi dei mezzi di informazione per poterli imbrigliare e rendere innocui. Cinque secoli dopo – parliamo di noi –è accaduto qualcosa di molto simile. È il 6 gennaio 2021 quando il sogno della «più grande democrazia del mondo», incredibilmente, vacilla. Una folla inferocita, composta in maggioranza da uomini bianchi, dà l'assalto al Congresso degli Stati Uniti, a Capitol Hill. La rabbia popolare di quel giorno viene incanalata e organizzata dai social media. In entrambi i casi un nuovo mezzo di comunicazione, sfuggito ai filtri del potere, porta in superficie la rabbia di chi si sente escluso dalla narrazione dominante. In "Cinquecento anni di rabbia" Francesco Filippi discute una tesi affascinante: c'è uno stretto rapporto che intercorre tra le rivolte e i mezzi di comunicazione dal Cinquecento a oggi e senza dubbio quella a cui stiamo assistendo in questi anni è una rivoluzione, di cui noi siamo i protagonisti. Mai come ora abbiamo bisogno di fare un buon uso della storia per capire con maggiore profondità il mondo nel quale viviamo.
I funamboli della parola. Le traduzioni che hanno cambiato la storia
Anna Aslanyan
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2024
pagine: 288
I rapporti diplomatici raramente funzionano senza un esercito invisibile di traduttori e interpreti. Pur trascurati, alcuni di essi hanno alterato nel bene o nel male gli eventi della storia. Anna Aslanyan esplora i retroscena di astuzia e ambizione, eroismo e incompetenza, che hanno avuto come protagonisti i professionisti della traduzione. Dagli intrighi di corte risolti da zelanti interpreti al duello fra Nixon e Chruščëv, dal bombardamento di Hiroshima alle barzellette di Berlusconi alle cene del G8, dalla Brexit fino agli «shithole countries» menzionati da Trump, Aslanyan riflette sul ruolo dei traduttori. Anche nel prossimo futuro, quando la loro versatilità dovrà superare l'intelligenza di algoritmi sempre più efficaci. Le storie qui raccontate sono un omaggio ai professionisti della parola, che lavorando nell'ombra devono ottenere il senso corretto delle frasi, attraversare (e non violare) certi patti sociali, mantenere l'equilibrio culturale. Come un funambolo che danza nel vuoto, infatti, quella del traduttore è un'impresa creativa, che a volte tuttavia può diventare fatale.
La sopravvivenza delle civiltà. Dopo il 1177 a.C. Benvenuti nell'Età del ferro
Eric H. Cline
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2024
pagine: 352
In 1177 a.C. Il collasso della civiltà Eric Cline ci aveva descritto con la competenza dell'archeologo e il piglio narrativo del saggista di classe il crollo repentino dell'Età del Bronzo, avvenuto attorno alla data che dà il titolo al libro. Tutta l'area del Mediterraneo orientale, dall'Egitto all'Assiria, dagli ittiti ai cretesi, cedette di schianto sotto il peso di molteplici fattori concomitanti: l'invasione dei misteriosi Popoli del Mare, terremoti, siccità, collasso economico e crisi interne. Un mondo globalizzato e altamente interconnesso – così simile al nostro e che sembrava intramontabile – non resse l'urto e crollò. Ma cosa avvenne dopo? Molte delle civiltà della tarda Età del Bronzo dell'Egeo e del Mediterraneo orientale erano in rovina, il commercio internazionale, un tempo florido, era azzerato. Un mondo che aveva vantato grandi imperi, una relativa pace e una notevole architettura monumentale era andato perduto ed era iniziata la cosiddetta «Epoca Buia». Ma nell'arco di quattro secoli l'umanità antica diede vita a una storia di resilienza, trasformazione, successo (e talvolta fallimento) in un'epoca di caos e riconfigurazione. Il crollo delle antiche, potenti civiltà creò nuove circostanze alle quali le persone e le società dovettero adattarsi. Quelle che non ci riuscirono scomparvero dalla scena mondiale, ma altre si trasformarono, dando vita a un nuovo ordine mondiale che comprendeva fenici, filistei, israeliti, neo-ittiti, neo-assiri e neo-babilonesi. Il libro racconta la loro storia fino alla rinascita della Grecia, segnata dai primi Giochi olimpici del 776 a.C., e descrive anche come, in mezzo al caos, siano emerse innovazioni che hanno cambiato il mondo, come l'uso del ferro e dell'alfabeto. Non sono pochi gli insegnamenti per il mondo d'oggi. Perché alcune società sopravvivono agli shock mentre altre no? I quattro secoli successivi al 1177 a.C. non furono dunque un'indistinta Epoca Buia, bensì un periodo travagliato, certo, ma ricco di scoperte e nuove opportunità.
La vita in pugno
Rita Bullwinkel
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2024
pagine: 224
Reno, Nevada, 2020: otto ragazze giovanissime si scontrano nel corso di due giornate di un campionato di boxe, due a due, per eliminazione diretta, fino alla proclamazione della vincitrice. Vediamo le ragazze sul ring, sotto i riflettori e sotto l'occhio pubblico, agguerrite, aggressive, dominate dalla voglia di dimostrarsi potenti. Ma la straordinaria bravura di Rita Bullwinkel accende i riflettori anche sulla loro sfera privata. E se ciascuna ha una motivazione per essere lì – ambizioni famigliari cui accondiscendere, un trauma non ancora superato, volontà di perfezionismo – in loro c'è molto di più: la tensione, la paura di deludere, la voglia di essere acclamate ma anche di essere da qualche altra parte, lontane da quel conflitto insieme adrenalinico e logorante. Le ragazze si guardano, ambiscono ad avere la meglio sull'altra, ma sotto sotto vorrebbero anche essere amiche, scambiarsi confidenze, complimentarsi per il taglio dei capelli... Rita Bullwinkel rivela in questo suo romanzo d'esordio un talento enorme, una capacità di indagine sulle motivazioni e anche sull'inevitabilità dell'aggressività femminile. Ci offre una grande metafora della vita, una riflessione su come le donne vengano messe in competizione e come quella competizione venga vista dallo sguardo pubblico. "La vita in pugno" è un romanzo elettrico e frenetico sul desiderio, l'invidia, la follia e anche il piacere fisico che motivano le donne a combattere, anche quando, e forse specialmente, nessun altro le guarda.
Dimmi chi sono
Una Mannion
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2024
pagine: 304
Quando Deena Garvey scompare nel 2004 lascia una figlia e una sorella. La figlia di Deena, Ruby, cresce in campagna, dove impara a cacciare, a seminare il giardino, a evitare di far arrabbiare suo padre. A non chiedere mai dov'è la madre assente. La sorella di Deena, Nessa, rimane in città, immobilizzata dalla disperazione. Sa chi è l'uomo responsabile della scomparsa di sua sorella, ma non può provarlo. Non ancora. Nel corso di quattordici anni, a cinquecento chilometri di distanza, queste due donne lentamente cominciano a scoprire i segreti e le bugie al centro della loro famiglia, e la storia di manipolazione e controllo che le ha forgiate entrambe ma in maniera così diversa. Riusciranno a ritrovarsi in tempo? Riusciranno a dare risposta alla domanda che ha improntato la loro vita: che cosa è davvero successo a Deena Garvery? Sotto l'apparenza magnetica di un thriller, "Dimmi chi sono" si rivela un romanzo intimo e profondo sulla violenza di genere, sull'abuso domestico e sui meccanismi di controllo più subdoli, descritti dall'autrice in maniera completa e realistica, in tutta la loro potenza. La distruzione – di una vittima e delle due donne a lei più prossime – è il filo che lega le tre voci femminili che compongono questo romanzo: un annullamento che inizialmente avviene in maniera progressiva, sottaciuta, strisciante, e poi via via sempre più dirompente, fino a causare la scomparsa di Deena. Nessa, sorella di Deena, il colpevole lo conosce fin dall'inizio, e con lei il lettore: perché qui, a differenza dei thriller più classici, la sfida non sarà scoprire la verità, ma farla conoscere agli altri, farsi ascoltare. Un romanzo dal ritmo dirompente che suona come una voce necessaria, in grado di raccontare l'indicibile e di abbattere il muro del silenzio.
Cosa rispondere a un razzista. Storia, scienza, razza e realtà
Adam Rutherford
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2024
pagine: 144
«Questo libro è un'arma». C'è una guerra in corso e Rutherford, da genetista, non vuole esimersi dal combatterla. Il razzismo ha rialzato la testa, che si tratti della forma più plateale e grossolana praticata dai suprematisti bianchi o di quella più subdola e velata di chi sostiene che i neri sono più portati per la corsa, o gli ebrei più intelligenti. Sono tutte affermazioni prive di fondamento. Gli uomini non sono tutti uguali, certo. Ma classificarli lungo linee biologiche, a cui spesso si associano caratteristiche morali, non si può fare: se non incappando in una serie di contraddizioni che Rutherford analizza con grande competenza, ironia e determinazione. Tutti gli uomini sono parenti tra loro, e molto più di quanto si sospetti. Lo dice la genetica, con precisione matematica. Il razzismo causa da sempre enormi ingiustizie, e in troppi ancora cadono vittime delle sue semplificazioni consolatorie. «[…] né la razza né il razzismo hanno un fondamento scientifico. È nostro dovere opporci allo snaturamento della ricerca scientifica, soprattutto se utilizzato per giustificare il pregiudizio».
Fuggitivi. Mercenari nazisti nella guerra fredda
Danny Orbach
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2024
pagine: 352
Dopo la seconda guerra mondiale, gli Alleati giurarono di dare la caccia ai criminali di guerra nazisti «fino ai confini del mondo». Nella realtà, molti di loro non solo sfuggirono alla caccia, ma riuscirono semmai a rifugiarsi negli ingranaggi della guerra fredda, protetti dall'Occidente in cambio del loro aiuto nella lotta contro il comunismo. Reinhard Gehlen, fondatore dell'intelligence della Germania Ovest, accolse gli agenti delle SS nell'ovile, sopravvalutando le loro presunte capacità. La decisione, poco lungimirante, rischiò di compromettere la sicurezza nazionale, poiché il KGB scoprì presto che gli agenti nazisti erano facili da smascherare e da corrompere. Ma Gehlen non era stato certo l'unico a perseguire questa cinica strategia; i servizi segreti americani, sovietici, francesi e israeliani, nonché le organizzazioni nazionaliste e i movimenti indipendentisti si servirono tutti di ex agenti del Terzo Reich, considerati di insuperabile affidabilità. Infiltrati nei servizi di intelligence di tutto il mondo, i fuggitivi nazisti divennero pertanto trafficanti d'armi, spie, assassini e mercenari indipendenti, svolgendo ruoli cruciali nella guerra sotterranea tra le superpotenze. Dai ristoranti tedeschi di lusso ai porti jugoslavi infestati dai contrabbandieri, dai rifugi fascisti nella Spagna di Franco alle case sicure di Damasco e ai country club egiziani, queste spie crearono una fitta rete di influenza e di informazioni, diventando un ingrediente unico e infiammabile nelle lotte clandestine del dopoguerra. Grazie a rivelazioni appena desecretate provenienti dal Mossad e da numerosi archivi riservati, lo storico Danny Orbach rivela in Fuggitivi una storia a lungo dimenticata, descrivendo lo stupefacente cast di personaggi che ha fatto da sfondo alla guerra fredda. Avvolta nella segretezza ufficiale, offuscata dal mito e dalla propaganda, la straordinaria storia di questi agenti nazisti non era mai stata raccontata in modo così efficace.
Questa nostra strana storia
Claire Messud
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2024
pagine: 432
Giugno 1940. Parigi cade nelle mani dei tedeschi e Gaston Cassar, pied-noir fedele servitore della Francia, marito e padre devoto, addetto della Marina militare francese a Salonicco, dice addio alla moglie e ai figli, affidandosi alla volontà divina di ritrovarli alla fine della guerra. Ma sfuggire alla violenza del conflitto non è la stessa cosa del venirne risparmiati. Nel corso di settant'anni – tra il 1940 e il 2010 –, la famiglia dipieds-noirs Cassar vivrà in maniera itinerante, separata dal caos della Seconda guerra mondiale, in fuga da una complicata terra madre coloniale, e, dopo l'indipendenza algerina, privata del tutto della propria patria. "Questa nostra strana storia" ci racconta soprattutto la storia di una famiglia: del patriarca Gaston e di sua moglie Lucienne, il cui mito di “amore perfetto” sostiene la loro coppia e soffoca i figli; di François e Denise, fratelli affiatati resi ancor più uniti dalla stranezza della loro famiglia; del matrimonio tra François e la canadese Barbara, così diversi da un punto di vista culturale che a stento riescono a comprendersi; e della loro figlia Chloe, convinta che solo raccontando la loro storia tutta la loro famiglia riuscirà a trovare un po' di pace. Ispirandosi alle vicende realmente vissute dalla propria famiglia, Claire Messud raffigura la ricca vita interiore dei suoi protagonisti sullo sfondo dei sommovimenti sociali e politici di un mondo recentemente scomparso, tra Salonicco e l'Algeria, gli Stati Uniti, Cuba, il Canada, l'Argentina, l'Australia e la Francia. Con questo romanzo profondamente intimo, e insieme di ampissimo respiro, Messud ci tramanda le vicende di tre generazioni appartenenti a una famiglia nata sul lato sbagliato della Storia.

