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Arbor Sapientiae Editore

«L'Ipogeo delle Ghirlande» a Grottaferrata. Un esempio di sepoltura di età romana imperiale

«L'Ipogeo delle Ghirlande» a Grottaferrata. Un esempio di sepoltura di età romana imperiale

Francesca Wanda Zazzetta

Libro: Libro in brossura

editore: Arbor Sapientiae Editore

anno edizione: 2020

pagine: 106

Si esamina nelle sue potenzialità storiche, topografiche e archeologiche l'importante ipogeo detto «delle Ghirlande» databile al I sec. d.C. e riconducibile ad una famiglia dell'«élite» romana che viveva nei pressi di Tusculum. Ritrovato nel 2000 nel territorio di Grottaferrata, l'ipogeo risulta inserito nel complesso sistema viario che afferiva all'antico confine tra l'ager tusculanus e l'ager romanus. La struttura sotterranea si compone di una ripida scalinata d'accesso (dromos), di un piccolo vestibolo a pianta rettangolare e della cella sepolcrale, ancora intatta al momento del rinvenimento, sigillata da un grosso blocco di peperino, recante su tre lati le grappe di ferro originali, con due sarcofagi all'interno. Estremamente povero di arredi e decorazioni, in realtà il ritrovamento offre fondamentali informazioni sulle pratiche di inumazione del I sec. d.C., testimonianze epigrafiche e tracce organiche che hanno permesso di ricostruire i legami familiari, e financo sentimentali, tra i due defunti deposti: il giovane Carvilio e la madre, la nobile Aebutia Quarta, che portava un anello con l'ombra del volto del figlio, i cui corpi sono oggi conservati presso il laboratorio di antropologia a Tivoli, purtroppo divisi dal resto del corredo funebre: lo splendido anello di Carvilio, i sarcofagi e la parrucca. Il nome dell'ipogeo, con riferimento alle ghirlande, è stato scelto come segno privilegiato per la decodifica del sistema di simboli espresso all'interno del sepolcro, alludendo sia alle decorazioni dei sarcofagi che ai resti vegetali ritrovati sui corpi dei defunti. Una sepoltura eccezionale per le sue peculiarità di cui lo studio tenta una ricostruzione completa. Prefazione Giuseppina Ghini.
30,00 €

Larvae conviviales. Gli scheletri da banchetto nell'antica Roma

Larvae conviviales. Gli scheletri da banchetto nell'antica Roma

Maria Elisa Garcia Barraco

Libro: Libro in brossura

editore: Arbor Sapientiae Editore

anno edizione: 2020

pagine: 90

La larva convivialis era uno scheletro in miniatura snodabile che aveva la funzione, durante il banchetto romano, di ricordare la brevità della vita e di esortare quindi i convitati a godere dei suoi piaceri; allo stesso tempo era una dimostrazione di luxuria del padrone di casa che si prodigava a stupire i suoi ospiti con pietanze strabilianti e con l'immancabile memento mori ("ricordati che devi morire") forse anche come dimostrazione del legame con la filosofia epicurea che nel I sec. d.C. andava molto di moda nelle classi alte della società romana. Una chiara testimonianza di come doveva avvenire la presentazione della larva, sotto forma di marionetta, durante il banchetto si ha nel Satyricon di Petronio quando il padrone di casa, Trimalcione, fa gettare su tavolo dei suoi ospiti questi scheletrini e accompagna l'esibizione con motti sulla brevità della vita: larvam argenteam sic aptatam, ut articuli eius vertebraeque laxatae in omnem partem flecterentur. Si offre qui un repertorio completo degli esemplari ritrovati di questi particolari e raffinatissimi oggetti del corredo da mensa del banchetto romano.
18,00 €

Grecismi a Roma. Impurità linguistiche nel Latino: Ennio, Catone, Lucilio e Catullo

Grecismi a Roma. Impurità linguistiche nel Latino: Ennio, Catone, Lucilio e Catullo

Rossella Valastro

Libro: Libro in brossura

editore: Arbor Sapientiae Editore

anno edizione: 2020

pagine: 100

Le influenze greche nella lingua latina del periodo repubblicano: 1. Ennio 1.1. Prestiti lessicali 1.2. Calchi lessicali 1.3. Nomi propri greci con flessione latina o greca e genitivo omerico 1.4. Aggettivi e sostantivi composti 1.5. Sintassi 2. Catone 2.1. Nomi di piante: anticamente diffuse a Roma o di origine asiatico-africana 2.2. Attrezzi, strumenti e misure 2.3. Lessico medico 2.4. Lessico culinario 3. Lucilio 3.1. Grecismi popolari e già da tempo nel lessico latino 3.2. Grecismi indicanti beni di lusso 3.3. Lessico commerciale e marinaresco 3.4. Nomi di pesci 3.5. Nomi di ortaggi 3.6. Nomi di armi 3.7. Lessico ippico 3.8. Lessico teatrale e nomi di spettacoli o giochi 3.9. Lessico scientifico 3.10. Lessico filosofico 3.11. Lessico retorico e grammaticale 3.12. Grecismi poetici e dotti 4. Catullo 4.1. Grecismi di uso colloquiale 4.2. Grecismi dotti 4.3. Lessico nautico 4.4. Grecismi importati per mezzo dei traffici commerciali 4.5. Calchi lessicali 4.6. Sintassi Conclusioni Bibliografia.
15,00 €

Studio sulle menadi nella statuaria greca e romana

Studio sulle menadi nella statuaria greca e romana

Pasquale Ferrara

Libro: Libro in brossura

editore: Arbor Sapientiae Editore

anno edizione: 2020

pagine: 296

Nelle diverse produzioni artistico-figurative greche e romane, le figure di menadi sono ampiamente attestate, tanto da sole quanto con i personaggi del tiaso dionisiaco. Non si può dire che accada lo stesso nella produzione scultorea a tutto tondo, ambito ove raramente si riscontrano statue e sculture di menadi. Ne consegue l'assenza di uno studio unitario in cui gli esemplari scultorei sono raccolti, catalogati e discussi in maniera organica. Il presente volume ha dunque l'ambizioso obiettivo di colmare questa grave lacuna, che non può essere giustificata solo dallo scarso numero di esemplari con cui l'archeologo deve confrontarsi. Quello che finora è mancato è un metodo di analisi basato sui 'significanti'. Seguendo questo metodo è stato possibile costruire un catalogo puntuale, secondo la tradizione della Kopienkritik, delle sculture analizzate. Il risultato è stato un corpus analitico di base, che ha consentito di comprendere innanzitutto quali sono state e quali sono le difficoltà che l'archeologo incontra di fronte ai tipi scultorei delle baccanti. Le ricerche contenute in questo volume chiariscono così il valore semantico, la reale diffusione e le effettive peculiarità della baccante nel mondo antico. Il taglio storico-critico e l'organizzazione dei sei capitoli lasciano emergere l'evoluzione sia stilistica che semantica della menade in ambito scultoreo a partire dal IV secolo a.C. fino all'epoca tardo-antica. La discussione di questi aspetti precede il catalogo, che consta di cinquantadue schede, corrispondenti alle cinquantadue sculture di menadi. Il volume si chiude con tre significative appendici (manufatti destinati all'arredo; riconoscimenti dubbi; statue in passato identificate come menadi). Figure, tavole e una aggiornata bibliografia completano il quadro di un percorso senza tempo, come lo è il fascino delle menadi.
65,00 €

Piante icnografiche e prospettiche di Roma anteriori al secolo XVI

Piante icnografiche e prospettiche di Roma anteriori al secolo XVI

G. Battista De Rossi

Libro: Libro in brossura

editore: Arbor Sapientiae Editore

anno edizione: 2020

pagine: 196

Codex topographicus Urbis Romae, piante, carte e disegni della città dall'epoca medievale fino al Rinascimento (Antiche Piante di Roma, n. 8).
60,00 €

«Salpati di qui, giungemmo a Reggio» (At 28,13). Paolo di Tarso. Vita, viaggi e sosta a Reggio Calabria
20,00 €

Leone X e lo Studium Urbis. Fondazione, evoluzione e riforme della prima università romana

Leone X e lo Studium Urbis. Fondazione, evoluzione e riforme della prima università romana

Luca Tenneriello

Libro: Libro in brossura

editore: Arbor Sapientiae Editore

anno edizione: 2020

pagine: 100

Sulla prima Università romana una mole enorme di scritti - tra decreti, bolle, epistole e trattati a carattere storiografico - è stata prodotta nel corso dei secoli fino ai giorni nostri. Dagli imprescindibili classici Giuseppe Carafa e Filippo Maria Renazzi, meritevoli di aver raccolto e pubblicato l'ingente quantitativo di documenti, fino agli studi più recenti di alcuni professori della Facoltà di Lettere e Filosofia della stessa Università "La Sapienza" (e non solo), l'indagine su questo argomento ha sempre affascinato gli studiosi. Questo breve saggio, lungi dal ripercorrere in toto la storia della "Sapienza", prova a offrire al lettore uno spaccato della vita culturale sorta tra le mura dello Studium Urbis, l'antico nome del primo Ateneo romano. Dalla fondazione, per opera di papa Bonifacio VIII nel 1303, lo Studio cittadino ha subito nel tempo diverse trasformazioni i cui momenti fondamentali sono riproposti in una lettura agevole e schematica. Con particolare attenzione è stata invece condotta l'analisi sui tre documenti più significativi emanati da papa Leone X, al secolo Giovanni de' Medici, riguardanti lo Studium Urbis, di cui per la prima volta se ne presentano i testi con traduzione italiana. L'idea di fondo è dunque quella di vedere la storia dello Studium riflessa, per così dire, nelle bolle del "papa umanista" che alla vita culturale della Capitale della cristianità ha guardato con particolare favore. Con puntuale riferimento alle fonti e alla letteratura secondaria, il saggio presenta i rapporti tra l'Università e la città di Roma, tra il papato romano, in costante ascesa dal Quattrocento in poi, e l'ormai decadente e sempre più esautorato Comune capitolino, i quali nell'istituzione accademica vedranno un terreno di gioco favorevole per aggiudicarsi il controllo della Città Eterna. Per beneficio del lettore, in chiusura si propone un'Appendice di documenti con i testi e le traduzioni di tre importanti atti pontifici riguardanti lo Studium (la bolla di fondazione di Bonifacio VIII, la cosiddetta bolla di "rifondazione" di Innocenzo VII e il documento di Eugenio IV sul finanziamento dello Studium Urbis) e la Lettera di Lorenzo il Magnifico al figlio Giovanni, futuro Leone X.
20,00 €

Palmula. I datteri nell'antichità. Indagine antropologica e archeologica

Palmula. I datteri nell'antichità. Indagine antropologica e archeologica

Giuseppe Nocca

Libro: Libro in brossura

editore: Arbor Sapientiae Editore

anno edizione: 2020

pagine: 110

Un lungo viaggio nell'antropologia del cibo che percorre, in modo trasversale, anche l'archeologia, la letteratura classica e l'arte, e ci rivela aspetti del tutto inediti sulla palma in quanto tale e sul dattero quale suo frutto. Il dattero era, ed è, un vero e proprio integratore alimentare, poiché privo di proteine e grassi e ricco di molte vitamine, dunque è in grado di dare una vera e propria sterzata energetica oltre ad essere un potente remineralizzante del metabolismo. L'osservazione poi sulle caratteristiche vegetative della palma e sulla longevità delle sue foglie, rispetto ad altre essenze sempreverdi, proiettano nel tempo una condizione atemporale che trova la sua sintesi più perfetta nel concetto di immortalità. L'immortalità affonda la sue radici nella condizione umana della lotta e del superamento della sofferenza che sempre oscilla tra la fatica ed il ristoro, il dolore e la gioia, la lotta e la vittoria, la sconfitta ed il trionfo. La palma allora viene assunta sia come segno di un traguardo terreno raggiunto che come speranza ed augurio di un successo, di una vittoria, ove il futuro è intravisto some sublimazione dell'essere presente. In epoca romana la dolcezza del dattero era così apprezzata da costituire non solo un ingrediente delle ricette aristocratiche, ma anche un diffuso dono per gli auguri di inizio anno; nel dattero la dolcezza si coniuga all'incertezza del futuro nel tentativo di travalicare l'angoscia della quotidiana sofferenza. Nella dolcezza del dattero l'uomo ritrova il suo desiderio di serenità e di immortalità, poiché la dolcezza appartiene solo a Dio e, nel cingersi la testa con le foglie di palma, l'uomo tenta di proiettare in una dimensione soprannaturale una condizione squisitamente umana. I datteri permeano la cultura italiana non solo nelle espressioni artistiche e nella gastronomia, ma in modo più silente nella evoluzione degli antroponimi con radice semitica tamar, come Tammaro, dal termine tamr (dattero) di origine indeuropea.
35,00 €

Genius loci. Il nume tutelare nei contesti filologici di epoca romana

Genius loci. Il nume tutelare nei contesti filologici di epoca romana

Arduino Maiuri

Libro: Libro in brossura

editore: Arbor Sapientiae Editore

anno edizione: 2020

pagine: 80

Il Genius Loci può a buon diritto essere definito l'"anima dello spazio", ossia quel vigore interno e innato che conferisce un'essenza peculiare al territorio che lo ospita. Ancora oggi punti apparentemente sperduti, come le cavità della terra, serbano un fascino particolare, istillando nei presenti emozioni e suggestioni uniche. Questo vale naturalmente per gli angoli dominati dalla natura, sia che si tratti di vette, pianure, distese marine e desertiche, singoli anfratti o paludi limacciose. Ma a ciò si aggiunga anche l'aura sacrale effusa dalle strutture cultuali, come i templi e le chiese, a loro volta serbatoi infiniti, ancorché artificiali, di un'atmosfera inebriante. In questo breve resoconto si è tentato di operare uno sforzo ulteriore rispetto alla trattazione canonica e convenzionale, che risulta ovviamente un appannaggio elitario degli studi propri di una scienza specialistica quale l'architettura. Il nume tutelare dello spazio è stato, dunque, esaminato all'interno dell'opera degli autori latini, con una scelta mirata di materiali dell'aurea aetas del principato, ma senza rinunciare al prezioso conforto di testi vivaci e allettanti come quelli dei commediografi Plauto e Terenzio, più risalenti nel tempo e forse anche per questa ragione non meno suggestivi e originali. La presente ricerca, offrendo una congerie di testi fino ad oggi non ancora analizzati in una visione mirata e prospettica, offre dunque un repertorio utile per eventuali future analisi comparative.
15,00 €

Votive Statuettes of Adult/s and Infant/s in Ancient Italy. From the End of 7th to 1st c. BCE: A New Reading. Volume Vol. 1

Votive Statuettes of Adult/s and Infant/s in Ancient Italy. From the End of 7th to 1st c. BCE: A New Reading. Volume Vol. 1

Giulia Pedrucci

Libro: Libro in brossura

editore: Arbor Sapientiae Editore

anno edizione: 2020

pagine: 340

Questo libro in due volumi ha come principale oggetto di studio le statuette votive che rappresentano adulti con bambini (statuette di donne che allattano o che hanno con sé bambini, e di coppie formate da un uomo e una donna o due donne) provenienti dall'Italia antica (Etruria, Lazio antico, Campania, Magna Grecia e Sicilia). Attraverso l'analisi funzionale di questo materiale, la presente ricerca offre un ventaglio di possibilità sulle dinamiche e sugli agenti che si celano dietro l'atto di offrire oggetti votivi rappresentanti adulti e bambini. Il cuore dell'indagine è l'uso di un tipo specifico di ex-voto per comunicare con entità umane e transumane per dini religiosi e sociali, che verosimilmente va oltre il legame puramente biologico madre-figlio. A questo scopo, sono state prese in considerazione diverse variabili: legami biologici, status sociale e altri aspetti culturali, luogo di provenienza (spazi urbani e non urbani), sfera pubblica e privata, tipo di divinità coinvolte ed eventuali rituali messi in atto per onorarle; altri tipi di votivi e iscrizioni presenti nel contesto di ritrovamento delle statuette. Dai risultati ottenuti si può evincere l'importanza della prole per le famiglie e per l'intera comunità e la crescita dei bambini come un'attività condivisa da vari membri della famiglia in senso allargato. I confini tra femminile e maschile, infatti, nell'antichità sembrano essere stati molto più sottili di quanto siamo soliti pensare.
65,00 €

Piranesi. Antichità di Pompei

Piranesi. Antichità di Pompei

Laurentino García y García

Libro: Libro in brossura

editore: Arbor Sapientiae Editore

anno edizione: 2020

pagine: 165

Nel trecentesimo anniversario della nascita di Giovanni Battista Piranesi si presenta una raccolta di disegni e tavole meno note al grande pubblico, riguardanti le antichità di Pompei e i reperti conservati nel museo borbonico di Portici. Si tratta delle incisioni del periodo cosiddetto "documentario" in cui emerge il tratto dell'artista appassionato dell'antico che cerca di fissarlo prima della sua inevitabile distruzione. Sono tavole più filologiche, eseguite con l'intento di mostrare i monumenti e i reperti nel loro impianto funzionale e con dettagli che si avvicinano a delle illustrazioni scientifiche. I disegni, già eseguiti da Giovanni Battista e programmati per essere pubblicati, a causa della sua prematura morte, vennero rielaborati ed editi postumi dal figlio maggiore, Francesco Piranesi, fuggito da Roma per motivi politici nel 1799 e rifugiatosi a Parigi. Francesco riuscì a pubblicare, tra il 1804 e il 1807, tre tomi dedicati alle antichità magno-greche del regno di Napoli, le Antiquités de la Grande Grèce, aujourd'hui royaume de Naples. I primi due tomi hanno come secondo titolo Antiquités de Pompeïa, mentre il terzo, dedicato al museo di Portici, reca nel secondo titolo la dicitura Usages civils et militaires trouvés à Pompeïa et à Herculanum. In appendice si offrono anche i rarissimi disegni piranesiani dedicati alla Villa di Diomede a Pompei. L'introduzione traccia i dati salienti della vita, dei disegni e delle tavole riguardanti le città vesuviane, identificando tutti i coevi artisti e studiosi che ebbero a che fare con "i Piranesi", e mette in risalto i giudizi, positivi o negativi, che il loro lavoro ricevette, ferma restando l'importanza dell'impresa tipografica e dei profitti che le tavole decretarono per innumerevoli anni.
70,00 €

Annuario. Volume Vol. 60

Annuario. Volume Vol. 60

Libro: Libro in brossura

editore: Arbor Sapientiae Editore

anno edizione: 2020

pagine: 128

Questo volume dell'Annuario presenta una breve nota introduttiva per ogni singolo istituto, offre informazioni sulle biblioteche e sulle fototeche e registra la composizione del personale degli istituti e delle accademie per l'anno accademico 2018-2020. Per cenni sulla storia degli istituti, cfr. il volume Speculum mundi. Roma centro internazionale di ricerche umanistiche, introduzione di Massimo Pallottino, a cura di Paolo Vian, Roma 1992 (ristampa anastatica: Roma 1993); per la storia delle origini e dei primi anni dell'Unione, cfr. «Nobile munus». Origini e primi sviluppi dell'Unione Internazionale degli istituti di Archeologia, Storia e Storia dell'Arte in Roma (1946-1953). Per la storia della collaborazione internazionale a Roma nelle ricerche umanistiche nel secondo dopoguerra, a cura di Erland Billing, Carl Nylander e Paolo Vian, Roma 1996.
25,00 €

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