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ABE

Durazzano nella Valle. Possessori, vescovi e patrioti che hanno lasciato il segno

Virgilio Iandiorio

Libro

editore: ABE

anno edizione: 2021

pagine: 96

L'UNCI Agroalimentare ha voluto presentare questo libro, in cui si narrano alcuni eventi accaduti nel nostro paese. Che cosa avverrà dopo questa pandemia, è difficile dire. Chi, come me, si interessa alla valorizzazione dei prodotti della nostra agricoltura, può guardare con fiducia al futuro del nostro territorio. Una grande agricoltura come quella delle nostre regioni meridionali, dà il determinante contributo del Mezzogiorno alla leadership italiana nelle produzioni vegetali fresche e di prima trasformazione. La produzione di vegetali connessa alla "dieta mediterranea" è tanto fondamentale quanto poco conosciuta nelle sue dimensioni italiane ed europee. Per capire tutto questo basti un semplice confronto, il valore della produzione di verdura e ortaggi freschi sia della Puglia sia della Campania è superiore a quello del Belgio. Ripensando alla nostra storia, possiamo guardare con fiducia al futuro. Costruiamo su solide fondamenta, quelle che i nostri antenati hanno a noi trasmesso, come pegno perenne di amore del luogo natale. Gennaro Scognamiglio Presidente Unci Agroalimentare.
30,00 €

Elementi di teologia ortodossa

Massimo Giusio

Libro

editore: ABE

anno edizione: 2021

pagine: 128

Il volume affronta, con uno stile scorrevole e manualistico, l'appassionante percorso della teologia ortodossa e si propone di offrire una completa introduzione allo studio ed all'apprendimento dei fondamenti della spiritualità, della vita pastorale e della liturgia del Cristianesimo d'Oriente. In cinque capitoli, l'autore unisce ad una trattazione delle principali tappe del pensiero teologico e patristico e delle vicende conciliari dai primi secoli, una analisi articolata delle principali differenze rispetto alla tradizione latina, una descrizione delle principali partizioni e classificazioni teologiche, della Trinità, dei Sacramenti, degli approfondimenti liturgici e rituali e dell'escatologia ortodossa. Si affronta poi una descrizione della geografia religiosa ortodossa in Italia, con i dati aggiornati del CESNUR. Il testo di rivolge a fedeli e studenti di teologia, ma anche a studiosi, ricercatori e a chi voglia avvicinarsi - senza pretese di completezza espositiva, rinvenibili in testi più specifici ed approfondimenti monografici - al mondo suggestivo della vita spirituale e mistica bimillenaria dei Cristiani d'Oriente.
18,00 €

Costantia. Costanza dei Claromonte o Chiaromonte di Sicilia. La sposa di De Capua ripudiata da re Ladislao

Arturo Bascetta, Sabato Cuttrera

Libro: Libro in brossura

editore: ABE

anno edizione: 2021

pagine: 124

I. Le Calabrie divise fra Napoli, Sicilia e Trinacria II. Del Balzo stacca «Taurento» e Sicilia citra: Principato Teate III. L'eredità di Federico: l'isola di Trinacria IV. Manfredi III: il vicario-viceré di Palermo capitolo i Trattative fra consuoceri - L'ascesa della famiglia Chiaromonte - Il declino della famiglia Durazzo - Le aspettative della Regina madre - Il Consiglio invia gli ambasciatori in Sicilia - Gli onori di Manfredi III che accettò il patto capitolo ii La bella siciliana e l'amore negato - Il Vicario impegna la figlia senza il Sì del Papa - Il monito degli Angioini lanciato al Conte - Le lacrime di Costanza per l'amato garzone - L'ultima notte nelle braccia del fidanzatino capitolo iii Il matrimonio del secolo - La partenza della sposa carica d'oro - Il saluto alla Sicilia e all'amore perduto - Costanza e la sua dote sulla barca del Viceré - La parola data per le nozze decise tre volte - Bonifacio investe Ladislao: ora lo sposalizio capitolo iv I reali a Gaeta: 3 anni di guerra - L'incoronazione a maggio del 1390 - Re a 14 anni coi magni viri delle ex Vicarie - Arriva la sconfitta e Margherita spende tutto - Il nemico é a Napoli: la dote per combatterlo - La guerra s'attenua, ma muore Manfredi - I 4 vicari siciliani allontanano gli Aragonesi - Manfredi muore, Re Martino invade la Sicilia - La riconquista di Ladislao: i Giustizierati capitolo v La regina ripudiata - Costanza perde l'eredità e anche il fratello - Le dicerie sulla madre vedova giunte a Corte - Il papa annulla il matrimonio - Margherita fa ripudiare la sposa dal Re - Enrico ritrova l'amata: si nasconde in convento - Costanza ripudiata promessa al suo ministro - Il vero amore di Ladislao si chiama Gesualdo capitolo vi De Capua ministro e sposo riparatore - La Regina retrocessa a Contessa - Enrico scompare: le nozze con De Capua - La sposa dal suocero che resta ucciso - Costanza resta col Conte, Ladislao si risposa - Il nuovo Regno di Dio a Neapulia di Napoli - 1410, torna il Regno di Sicilia a Castelnuovo - La novella di Masuccio già nata in questi anni - Nasce Maria e Andrea parte per Otranto capitolo vii Principessa d'Altavilla a Sepino - Principi e Conti d'Altavilla di Sepino - Gli ultimi anni di vita trascorsi a Riccia - Peste a Salerno: muoiono Margherita e il Re - Costanza è madre alla morte di Ladislao - La Principessa di Sepino seppellita a Riccia.
30,00 €

Margarita. Margherita d'Angiò di Durazzo. Volume Vol. 2

Arturo Bascetta, Sabato Cuttrera

Libro: Libro in brossura

editore: ABE

anno edizione: 2021

pagine: 124

Ella era Margherita, Regina vedova di Carlo III Durazzo e madre dell'erede Ladislao. L'altro che le stava seduto accanto, «dall'aria imbarazzata che aveva, dai modi suoi umili e servili, dalla fisonomia, sebbene scaltra, alquanto triviale», non era nobile, né cortigiano. Diceva la Regina: - Anche io e mio figlio siamo padroni di un Regno assai più grande della Sicilia, e ciò non ci toglie di essere affatto privi di danaro, e più poveri di qualunque mai. Margherita, dopo aver tanto patito e cercato «con tutti i mezzi possibili di vantaggiar le sue cose e quelle del suo partito, credette, che molto a ciò poteano contribuir le ricchezze e l'autorità». E non volendo farsi vincere da Manfredi in magnificenza e splendore, «fece trovare preparativi colossali. Convocò tutti i baroni suoi partigiani, i quali vennero con gran lusso d'abiti, d'armi e di gioie insieme alle loro mogli. Ella prese subito posto in una barca coperta di drappo d'oro, insieme al figlio del Principe di Riccia Andrea, al Duca di Sessa, ai Conti di Campobasso e di Loreto, e andò ad incontrare la fidanzata del figlio insieme a tutti i cortigiani. Margherita ci teneva alla Corte. Quando tutti i cavalieri furono fatti prigionieri non esitò a spendere l'intero tesoro della nuora per pagare il riscatto agli Angioni. La salvezza del reame ebbe un costo elevato, tale da dissanguare le casse di un re ancora sen za corona, ma ebbe i papi avversi, ma tutto il popolo dalla sua parte che lo elesse Re di Neapulia per acclamazione del governo dei Magni con la rinascita della Signoria di Napoli. Margherita fu l'artefice di tutto, dei matrimoni come dei divorzi del figlio dalle regine consorti. Né mancò di macchiarsi di sangue, quando fu il trono a richiederlo, per quella corona che lei non mise, pur essendo sovrana di almeno tre regni, sempre relegata a Gaeta. E quando le fu permesso di tornare a Napoli, era già ora di dire addio a questo mondo, nel suo Palazzo salernitano di Acquamela, dove si fece condurre dopo che i medici le assicurarono che, stavolta, per da maledetta peste, non vi avrebbe fatto più ritorno.
30,00 €

Stregonerie beneventane: 1648-1665

Arturo Bascetta, Sabato Cuttrera, Fabio Paolucci

Libro: Libro in brossura

editore: ABE

anno edizione: 2021

pagine: 128

Il passaggio dagli Aragonesi agli Spagnoli, almeno nella parte del Principato Ultra fra Apice ed Ariano, avvenne quindi con molta incertezza per via di un'altra lunga parentesi dei Francesi. I notai arianesi, infatti, nell'anno 1502, dicono che il territorio era a loro assoggettato, una volta che i Francesi entrarono anche a Milano. Nel 1502 il notaio aggiunge al titolo di Re di Napoli anche quello di Re di Sicilia, come risulta al f.206, regnante serenissimo umilissimo ut x.mo domini nostro domino Ludovisio dei grazia rege Franchosis Neapolis, Sicilie, Hiberius e Mediolanum Duce. Di Luigi Re di Napoli e Re di Sicilia si parla sempre nell'aprile del 1502, al f.209: Anno Domini Millesimo quinquaginti Secondo regnant serenissimo humilissimo et xmo Domino nostro Domino Ludovisio dei grazia Franchosa e Neapoli Sicilia et hetu reges et mediolanj Duce regno vero regis...
30,00 €

Un pugnale per Carlo III. L'assassinio del Re di Napoli nell'Ungheria del 1386

Arturo Bascetta, Sabato Cuttrera

Libro

editore: ABE

anno edizione: 2021

pagine: 128

L'esecutore materiale del delitto, Balázs Forgách, ebbe accesso alla sala del trono. Colpì il sovrano alla testa con la massima forza che avesse, adoperando un coltellaccio tenuto nascosto sotto il mantello. Il pugnale squarciò completamente il cranio, fino all'occhio sinistro del Re, accasciatosi esamine, mentre l'assassino lasciava la stanza con tutta calma. Il crudele esecutore, approfittando della confusione venutasi a creare, riuscì a fuggire dalla scena del crimine, mentre in molti accorrevano nella stanza, urlando di chiamare un dottore. Carlo III subì tre tagli: uno al viso, che gli fece perdere l'occhio sinistro, e due nella parte superiore del cranio. Stando al carteggio della Regina Maria, il bilanciere colpì più volte, ferendosi lo stesso assassino e Naccarella, sopraggiunta nella intrapresa lotta per il disarmo. Re Carlo, sebbene avesse subito la terribile ferita, non cadde, ma si alzò dallo sfortunato posto in cui sedeva e mosse passi lenti e fluttuanti, lasciando lunghe tracce di sangue sul pavimento d'oro e d'argento. Fatti pochi passi fu rinchiuso in una stanza fino alla settima ora della notte, e poi, per volere della Regina Elisabetta, fu trattenuto prigioniero con i pochi rimasti al suo seguito. Nel silenzio di quella notte, i complici delle regine e del palatino, irruppero selvaggiamente nella camera da letto del sovrano ferito. Lo tirarono fuori dalla porta e lo trassero prigioniero nella torre più alta. Carlo III di Napoli non ebbe più modo di profferir parola. Ma non era ancora morto.
30,00 €

Scartoffie beneventane. Volume Vol. 3

Arturo Bascetta

Libro

editore: ABE

anno edizione: 2020

pagine: 144

25,00 €

Boccaccio a Napoli. I primi amori, Fiammetta e le dame

Virgilio Iandiorio

Libro

editore: ABE

anno edizione: 2020

pagine: 144

In questo testo, oltre ad affrontare argomenti come la vita, le opere e gli "amori" e il percorso di Boccaccio da Firenze a Napoli, affronta argomenti poco noti come nobili e banchieri, centri di cultura a Napoli e contatti culturali col Regno. Fino ad addentrarsi in immagini che si susseguono fra le passioni amorose e il "Filocolo", visto come il primo romanzo italiano nell'illusione di nobiltà procacciata. Ma "Boccaccio a Napoli" è soprattutto nomi e cognomi, circostanze, volti di donne e di uomini che si amano. È centro di cultura nel Regno che si apre alle province. Ed ecco Boccaccio viaggiare con la mente nel Sannio. Iandiorio propone percorsi e strade, vie vecchie e nuove, attraverso le lettere, e affronta un periodo storico ingarbugliato con scioltezza e determinazione, anzi con gli amorosi sensi della corte dell'amore, viva sul viso delle dame che si scambiano effusioni e pensieri nobili...
25,00 €

Germaine de València. Germana de Foix

Arturo Bascetta

Libro

editore: ABE

anno edizione: 2020

pagine: 144

Carlo V, divenuto poi imperatore, fece risposare la giovane nonna e le concesse il titolo di viceregina della regione di Valencia. Germana lo accompagnò nel suo viaggio verso l'incoronazione a re di Spagna e a imperatore in Aquisgrana, dopo il matrimonio, nel giugno 1519, con un personaggio della sua corte, il marchese di Brandeburgo, fratello del principe elettòre che l'avrebbe spinto nella corsa politica. Carlo I re di Spagna divenne in fretta nuovo arciduca d'Austria, sostenuto dal marchese di Brandeburgo che gli preparò il terreno affinché i principi elettori gli concedessero il titolo imperiale. Perciò, nel mese di giugno, aveva favorito le nozze di Germana de Foix e Giovanni di Brandeburgo-Ansbach. Il matrimonio avvenne a Barcellona, con gran dispiacere delle corti di Castiglia e d'Aragona, perché Carlo mantenne a Germana il vitalizio di 50.000 fiorini lasciatogli dal defunto Fedinando, nonostante che la clausola testamentaria prevedesse di perderli in caso di nuova unione. Ma non solo. Carlo V creò Germana luogotenente generale del regno (così come il nonno aveva fatto per l'ex regina Giovanna la Vecchia di Napoli) e, tornato in Spagna, la nominò viceregina di Valencia (dove si recherà a prendere possesso della città nel dicembre 1523), assegnando al marito il titolo di capitano generale. Ma il secondo matrimonio di Germana fu ancora più infelice, restando presto sola, e senza figli, per la morte del Brandeburgo nel 1525. Diventata nuovamente vedova, un anno dopo, sposerà Ferdinando d'Aragona, duca di Calabria, il quale attuò una politica di repressione per i malumori scoppiati contro Carlo. In ogni caso, la viceregina non ebbe figli neppure dal tenente generale di Valencia finché visse (1490-1536), lasciando Ferdinando vedovo, ma non proprio desideroso di essere seppellito al suo fianco, nel monastero di San Michele, in quanto, secondo alcuni, si risposò nel 1541 con Mencìa de Mendoza (1508-1554) marchesa di Zenete...
30,00 €

30,00 €

La contessa di Lecce. Maria d'Enghien regina di sicilia

Arturo Bascetta

Libro

editore: ABE

anno edizione: 2020

pagine: 144

30,00 €

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