Cesati: Strumenti di letteratura italiana
La narrativa del primo Bilenchi. Adolescenza, scrittura e riflessioni metaletterarie
Alessia Fetz
Libro: Libro in brossura
editore: Cesati
anno edizione: 2015
pagine: 252
Romano Bilenchi (Colle di Val d'Elsa 1909 - Firenze 1989) è un autore realista affascinato dal vissuto dei suoi giovani protagonisti, i quali giungono man mano, attraverso le loro piccole esperienze quotidiane, a una maggiore consapevolezza del reale. A tale tematica corrisponde una prosa narrativa che scorre in modo quasi inavvertibile verso la realizzazione finale. L'autrice del presente saggio si interroga sulla provenienza di questo particolare stile narrativo, esamina alla luce delle teorie freudiane i processi psichici dei protagonisti bilenchiani, ma avverte che non si possono separare i contenuti dalla scrittura, perché i primi passano attraverso il filtro della scrittura e vanno analizzati anche e soprattutto in rapporto ad essa. Considerando quindi il testo come totalità discorsiva, l'autrice mostra come Bilenchi abbia risolto la problematica narrativa del narratore moderno.
Il teatro di Dario Fo tra storia, politica e società
M. Pia De Paulis-Dalembert
Libro: Copertina morbida
editore: Cesati
anno edizione: 2015
pagine: 150
Dario Fo crea il suo teatro a partire dalla realtà storico-politica dell'Italia dal dopoguerra ad oggi. La sua reinvenzione di fatti, costumi e personaggi trae dalle forme della comicità la forza del paradosso, mentre la sua teatralità si avvale del corpo quale vettore di sensi, di una "phonè" ricca di modulazioni espressive e del dialogo con le arti plastiche. La sua drammaturgia va intesa quale pratica iscritta nella polis e performatività che pone lo spettatore al centro della costruzione del senso.
Letteratura di vino. Un viaggio enoico tra le pagine della letteratura d'Italia
Daniela De Liso
Libro: Libro in brossura
editore: Cesati
anno edizione: 2015
pagine: 220
Il volume, suddiviso in due parti, propone un viaggio "ebbro" tra le pagine della letteratura d'Italia. La prima parte delinea un excursus tra i versi di alcuni degli autori più rappresentativi della letteratura latina, di età imperiale. Da Virgilio ad Orazio, a Tibullo, a Marziale, la proposta dei versi enoici ambisce a guidare il lettore alle radici della letteratura italiana, evidenziando la cospicuità e la varietà delle suggestioni latine operanti soprattutto sui primi autori della tradizione letteraria italiana. La seconda parte si snoda intorno alle pagine di vino della nostra storia letteraria, dal Trecento al Novecento. Il viaggio a bordo di questo battello ebbro comincia nelle cantine ricche e povere del microcosmo umano del Decameron, accompagna nell'instancabile quête i paladini ed i saraceni di Ariosto, prosegue entrando nella grande macchina narrativa del Pentamerone, percorre i filari delle vigne manzoniane e di quelle verghiane, brunite dal sole di Sicilia; si ferma all'ombra delle tavernelle napoletane di fine Ottocento, percorre le Langhe di vino pavesiano e approda, infine, al sud di Alvaro e Scotellaro. Il vino, proteiforme creatura di Bacco, diventa lo strumento d'indagine di un mondo letterario in cui l'antico remedium doloris si fa alternativamente compagno e nemico di quel Bildungsroman che, in fondo, se ne sta tacito o urla prepotente tra le righe e i versi di ogni autore.
Letteratura, scienza e scuola nell'Italia post-unitaria. Pacoli Graf Trezza
Sebastiano Valerio
Libro: Libro in brossura
editore: Cesati
anno edizione: 2015
pagine: 95
Nel delicato passaggio che l'Italia visse subito dopo il raggiungimento dell'unità politica, fu chiaro come il sistema scolastico dovesse avere un ruolo centrale nel fondare in maniera solida le basi del nuovo stato unitario. Gli ideali del Risorgimento, che si erano nutriti di apporti culturali diversi, si scontravano con una realtà storica in cui a fatica riuscivano a diventare prassi politica, mentre nel panorama europeo nuove tendenze filosofiche si facevano strada, a cominciare dal Positivismo. La situazione italiana mostra una sua specificità e dei caratteri peculiari dovuti all'incontro-scontro, e talvolta alla contaminazione, con un hegelismo persistente e un classicismo che trovava in Carducci, e nel suo modello scolastico, il suo massimo esponente. Il volume cerca di "raccontare" una parte di questa storia, a partire dalle polemiche sorte proprio intorno al mondo culturale del Positivismo italiano, coinvolgendo importanti studiosi, teorici e letterati, ma anche personaggi minori; un dibattito che ha per palcoscenico anzitutto le riviste, e che spesso prosegue nelle scritture private.
Percorsi critici nel Settecento e nell'Ottocento
Fabio Danelon
Libro: Libro in brossura
editore: Cesati
anno edizione: 2014
pagine: 261
Il volume, composto di dodici saggi, propone quattro percorsi di studio e di analisi letteraria: lo svilupparsi dell'attività storiografico-letteraria a inizio Settecento nell'atmosfera della Repubblica delle lettere d'impronta muratoriana; la riflessione critica e storiografico-letteraria ottocentesca, anche in chiave di continuità e discontinuità rispetto a quella settecentesca; l'analisi di aspetti rilevanti, tematici e storico-stilistici, di romanzi italiani (Promessi sposi e Fede e bellezza), nonché della loro fortuna e influenza; l'attività di pubblicista e poeta di Niccolò Tommaseo. Percorsi autonomi, ma legati dall'intento comune di seguire alcuni momenti nodali nella trasformazione dell'agire letterario nel passaggio dalle società d'antico regime alla modernità.
Poesia sulla poesia. La «Vita Nova»: una scuola d'amore «novissimo»
Winfried Wehle
Libro: Copertina morbida
editore: Cesati
anno edizione: 2014
pagine: 155
Dopo l'edizione in lingua tedesca esce in Italia lo studio sulla "Vita Nova" di Dante di Winfried Wehle. La "Vita Nova" è la prima opera di sicura attribuzione a Dante, presumibilmente allestita tra il 1292 e il 1293 anche se lo stesso Alighieri parla già di una stesura di alcuni testi databile intorno al 1283. Certamente si tratta di un'opera dalla gestazione lunga riunita sotto il titolo di "Vita Nova" a partire dal 1290, anno della morte di Beatrice. Lo studioso tedesco, tra i maggiori dantisti viventi, propone una lettura assai innovativa dell'opera dell'Alighieri, da lui considerata dal principio alla fine, un libro dell'amor cortese. Wehle, necessariamente, sia dal punto di vista storico che da quello poetologico, vuole svincolare innanzitutto la "Vita Nova" dalla "Divina Commedia" e analizzarla in base alla sua particolare costituzione storica e letteraria. È quindi un'opera di poesia, ma è al contempo poesia sulla poesia - poetica e metapoetica in uno. Pur mostrandosi perfettamente inserita nella tradizione del suo tempo, la sovrasta, con l'esibizione di un'ardita, addirittura azzardata modernità contemporanea.
«Il nodo che... me ritenne». Riflessi intertestuali della «Vita nuova» di Dante nei «Rerum vulgarium fragmenta» di Petrarca
Alice Malzacher
Libro: Copertina morbida
editore: Cesati
anno edizione: 2013
pagine: 297
L'opera si propone di indagare il rapporto che lega Francesco Petrarca al suo più grande predecessore: Dante. Il tutto prendendo in considerazione un aspetto per lo più trascurato dagli studiosi: il rapporto tra i "Rerum vulgarium fragmenta" e la "Vita Nuova". Dopo una trattazione introduttiva che permette di centrare il tema d'indagine, partendo dal peso centrale dello stilnovismo dantesco e dei passi teorici della "Vita Nuova" che ne costituiscono il fondamento, la dissertazione si apre con un'analisi dell'ipotesto di "Donne ch'avete" e della prosa che la circonda in virtù della loro doppia funzione di manifesto poetologico e di prima esemplare messa in atto del nuovo stile. Nel terzo capitolo l'autrice si sofferma sui singoli componimenti dei "Rerum vulgarium fragmenta", alla vicenda amorosa che trova il suo epilogo nella morte della donna, tema centrale del quarto capitolo. Il dolore per la perdita dell'amata, Laura e Beatrice, non sancisce però la fine dell'attività poetica, proprium esclusivo delle due opere a confronto; all'analisi degli esiti letterari dei "Rerum vulgarium fragmenta" e della "Vita Nuova" è dedicato il quinto capitolo con cui il volume si chiude.
Perché lavorare? Ideologie del lavoro nella letteratura italiana del secondo Ottocento
Giuseppe Nencioni
Libro
editore: Cesati
anno edizione: 2011
pagine: 198
Le possibili vite di un artista. Andrea De Carlo e la varietà delle sue alterità immaginate
Cornelia Klettke
Libro
editore: Cesati
anno edizione: 2010
pagine: 216
I personaggi femminili nel teatro di Dario Fo e Franca Rame
Luciana D'Arcangeli
Libro
editore: Cesati
anno edizione: 2009
pagine: 336
In cinquant'anni di vita sulla scena Dario Fo e Franca Rame hanno accompagnato con una moltitudine di personaggi lo scorrere e il mutare della vita politico-sociale italiana contemporanea. Quello che era nato come teatro "borghese", perfettamente inserito nell'ottimistico clima culturale dell'Italia che si preparava al boom economico a cavallo tra la fine degli anni Cinquanta e l'inizio degli anni Sessanta, si è trasformato lentamente in teatro "politico", militante negli anni Sessanta, per arrivare al teatro "sociale" e civilmente impegnato negli ultimi anni. Questo volume segue l'articolarsi dei temi nell'opera della coppia, ed in particolare l'evoluzione che ha portato un cambiamento radicale nei suoi personaggi femminili, cambiandone il ruolo in scena. Con il loro lavoro, staccandosi dalle convenzionalità precedenti, la "compagnia" Fo-Rame ha consegnato per la prima volta nella storia del teatro una parità al ruolo comico femminile, permettendo e in qualche modo re-insegnando alle donne a ridere di loro stesse, a riappropriarsi della rappresentazione della loro fisicità, della loro sessualità, a vedere il ridicolo, il comico, il grottesco nella loro condizione di mogli, madri, amanti, figlie.
Elio Vittorini. Letteratura in tensione
Guido Bonsaver
Libro
editore: Cesati
anno edizione: 2008
pagine: 309
Dal fascismo rivoluzionario degli anni giovanili, alla lotta partigiana, sino alle polemiche con la dirigenza comunista nel dopoguerra, Elio Vittorini è stato uno scrittore per il quale militanza intellettuale e produzione narrativa sono sempre andati di pari passo. Per questo motivo la sua opera e la sua figura sono un passaggio obbligato per una comprensione del rapporto tra letteratura italiana e dibattito politico a metà del ventesimo secolo. Questo studio, versione radicalmente riveduta e aggiornata di un precedente saggio in lingua inglese, ripercorre l'intero arco dell'opera di Vittorini prestando particolare attenzione alla sua continua interazione con il contesto sociale e politico. L'utilizzo di materiale archivistico inedito e la conoscenza specialistica dell'autore nel campo della censura libraria hanno permesso la rivalutazione di importanti episodi come l'attacco censorio al romanzo maggiore, Conversazione in Sicilia. La sezione conclusiva del volume è inoltre dedicata all'approfondimento di cinque tematiche attraverso le quali valutare il contributo di Vittorini alla letteratura italiana del Novecento. Lo studio è introdotto da una prefazione di Demetrio Vittorini ed è accompagnata da una serie di immagini fotografiche, molte delle quali inedite.

