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Astrolabio Ubaldini: Civiltà dell'Oriente

Dzokchen. Commentario a «L'illuminazione della saggezza primordiale» di Düdjom Rinpoché

Dzokchen. Commentario a «L'illuminazione della saggezza primordiale» di Düdjom Rinpoché

B. Alan Wallace

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2025

pagine: 320

Lo Dzogchen, o ‘Grande perfezione’, è un insegnamento centrale nella scuola Nyingmapa del buddhismo tibetano. Il testo principale tradotto in questo volume, L’illuminazione della saggezza primordiale di Düdjom Rinpoché, si concentra su tre temi: un riferimento alle pratiche preliminari fino a śamatha (l’acquietarsi della mente); gli insegnamenti su vipaśyanā (la visione discriminante, o profonda), con un’attenzione particolare alla natura reale dei fenomeni fisici esterni e dei fenomeni mentali interni; infine, un’introduzione alla visione dell’effettiva natura della realtà. È un sistema diretto e non elaborato, che non ha bisogno di visualizzazioni, ma è in grado di generare lo stesso risultato delle pratiche più impegnative e avanzate dello ‘stadio di completamento’ buddhista. La via dello Dzogchen è la progressione di śamatha, vipaśyanā e tekchö, ‘il taglio netto’ fino alla purezza originaria della consapevolezza. La traduzione del testo di Düdjom Rinpoché e il sapiente commentario di Wallace, che a sua volta si ispira al commento orale di Gyatrul Rinpoché, conducono passo dopo passo a sperimentare la consapevolezza pura.
29,00

La meditazione vivente. Il «Japjī» di guru Nānak tradotto e commentato

La meditazione vivente. Il «Japjī» di guru Nānak tradotto e commentato

Paolo Ricci

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2025

pagine: 264

Il Japjī è la principale composizione di guru Nānak (1469-1539), il fondatore del sikh dharma. È il poema di apertura del Guru Granth, il libro designato come undicesimo guru, che raccoglie gli inni di numerosi poeti-mistici del movimento della bhakti. Il Japjī è un invito rivolto a tutti gli esseri umani a cercare la verità dentro se stessi, nella propria natura, nel dono straordinario della propria unicità, un invito a stabilire una relazione personale con il mistero dell’essere, libera da qualsiasi disposizione dogmatica e dalla necessità di aderire a qualche religione particolare. Una via che abita nel mondo e riconosce l’umanità e la dignità di ogni essere, senza divisioni di sorta. Questo volume presenta la traduzione e il commento integrale del testo, accompagnando il lettore attraverso la struttura poetica e simbolica del Japjī. L’opera di Nānak si colloca in un orizzonte spirituale e culturale che attraversa l’India tra il XII e il XVII secolo: un mondo in cui mistici hindu, sufi e bhakta condividono il linguaggio dell’esperienza interiore, dell’ascolto e dell’unità. Nei suoi versi, essenziali come formule e luminosi come mantra, si raccoglie il nucleo del messaggio sikh: la tensione dell’umano verso l’Uno (ek), principio e misura di tutte le cose.
25,00

Come meditare sugli stadi del sentiero. Una guida al lamrim

Come meditare sugli stadi del sentiero. Una guida al lamrim

Kathleen McDonald

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2025

pagine: 376

Nel buddhismo esistono diverse concezioni riguardo a come conseguire lo stato chiamato ‘illuminazione’, ‘risveglio’ o ‘buddhità’. Le pratiche richieste per raggiungere tale stato variano dall’essere un requisito indispensabile al non servire affatto, a seconda delle differenti dottrine. Da un lato ci sono visioni che sembrano paradossali, come quella della scuola zen, secondo cui l’illuminazione non è qualcosa di ottenibile, né di raggiungibile, e nessun mezzo può condurre a essa: consiste piuttosto nell’attuare in sé uno stato che è lì da sempre, che si ‘accende’ in un modo improvviso. L’illuminazione, quindi, sarebbe sempre presente, fin dall’inizio. Dall’altro lato, il buddhismo tibetano ha elaborato metodi precisi al fine di condurre il praticante all’obiettivo finale. Il lamrim, ad esempio, il ‘sentiero graduale’ o ‘gli stadi del sentiero’ verso l’illuminazione, è un percorso che spiega come progredire passo dopo passo dall’attuale stato non illuminato fino a raggiungere lo stato illuminato di un buddha. Numerosi testi di lamrim sono stati redatti in Tibet fin dall’XI secolo. Kathleen McDonald riprende tale tradizione e spiega dettagliatamente come meditare sugli stadi del sentiero, accompagnando il lettore con precisione, chiarezza ed entusiasmo in questo viaggio interiore, offrendo istruzioni pratiche, consigli e incoraggiamento a ogni tappa. Grazie alla sua lunga esperienza come praticante e insegnante, l’autrice riesce ad anticipare i dubbi e le difficoltà dei meditanti, con una presentazione che resta fedele alla tradizione ma è attenta alle esigenze attuali. Con la sua ricca introduzione e le oltre sessanta meditazioni guidate, il testo traccia una panoramica completa degli insegnamenti buddhisti nella tradizione tibetana ed è consigliato a chi vuole contemplarli in modo sistematico, nella pratica quotidiana o durante un ritiro, ma anche a chi si avvicina a loro con curiosità, desideroso di scoprire come possano contribuire al benessere proprio e altrui.
34,00

Il potere della mente. Trovare la libertà in ogni situazione

Il potere della mente. Trovare la libertà in ogni situazione

Khentrul Lodro (Rinpoche)

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2025

pagine: 296

Se la mente è inquieta, pace e felicità sono impossibili. Ecco perché il Buddha ha detto: “Doma la mente in modo completo”. Domare la mente è un processo: consiste nel coltivare pensieri ed emozioni positive e apprendere come ridurre i pensieri e le emozioni negative. Soltanto così è possibile mitigare le cause che generano la sofferenza e creare le condizioni che portano alla felicità. Con l’intento di diffondere un addestramento che sviluppi il pieno benessere della mente, Khentrul Lodrö Thayé presenta il celebre testo tibetano Sette punti chiave dell’addestramento mentale redigendo un ampio commento basato sulla tradizione orale delle istruzioni essenziali, che si sofferma in particolare su come praticare gli insegnamenti nella vita quotidiana. Da monaco tibetano vissuto a lungo in altri paesi per portare i precetti del Dharma, durante le sue lezioni egli ha spiegato questo testo più di ogni altro, arrivando a ritenere che l’addestramento mentale sia ciò di cui le persone hanno più bisogno. Il testo originario, o ‘testo radice’, è costituito da una serie di affermazioni concise, attribuite al grande studioso e maestro indiano Atiśa, vissuto nell’XI secolo. Ciascuna affermazione è enunciata singolarmente, seguita dalla spiegazione del suo significato e da una sezione che contiene istruzioni concrete per la pratica. L’autore spiega come applicare ogni affermazione basandosi sulla sua profonda conoscenza delle scritture buddhiste, sulle istruzioni ricevute dai suoi maestri e sulla sua esperienza di praticante esperto. Prefazione di Tsultrim Lodrö.
28,00

Scienza e filosofia nei classici buddhisti indiani. Volume Vol. 3

Scienza e filosofia nei classici buddhisti indiani. Volume Vol. 3

Gyatso Tenzin (Dalai Lama)

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2025

pagine: 490

Il terzo volume della serie concepita e redatta sotto la supervisione di Sua Santità il Dalai Lama, un’opera in quattro volumi che costituisce un compendio delle indagini scientifiche e filosofiche del buddhismo indiano sulla natura della realtà, presenta ed esamina approfonditamente i principi delle scuole di filosofia dell’India. Nel subcontinente indiano, già dal primo millennio, i proponenti delle varie scuole filosofiche scrivevano opere dossografiche esponendo una sorta di storia o enciclopedia della filosofia. Si elencavano le diverse posizioni dottrinali, in una gerarchia che culminava nel punto di vista della propria scuola di appartenenza, al fine di dimostrare come i propri principi fossero superiori a quelli degli altri. Secoli più tardi, anche il Tibet sviluppò la sua tradizione di opere dossografiche sui principi filosofici (grub mtha’), spesso centrate sulle quattro scuole classiche della filosofia buddhista. Quest’opera, che in tibetano è intitolata Compendio di filosofia, è redatta nel solco di tale tradizione, ma vi aggiunge un tocco di modernità. Espone i principi delle scuole hindu classiche Sāṅkhya, Yoga, Vaiśeṣika, Nyāya, Mīmāṃsā e Vedānta, della scuola Jaina, nonché i punti di vista della scuola materialista Lokāyata; passa poi alla presentazione delle principali scuole di pensiero buddhiste indiane Vaibhāṣika, Sautrāntika, Cittamātra (o Yogācāra) e Madhyamaka, ordinandole come gradini progressivi in una scala di comprensione che scende sempre più in profondità. Ma piuttosto che adottare una prospettiva polemica al pari dei suoi antichi predecessori, il compendio si propone di indagare ogni tradizione nel modo più autentico possibile, riferendosi e citando i testi sacri di ciascuna scuola in modo da concedere a ogni singola tradizione filosofica la possibilità di parlare di sé.
38,00

La meditazione chán. La pratica nel buddhismo cinese antico

La meditazione chán. La pratica nel buddhismo cinese antico

Aldo Tollini

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2024

pagine: 232

Nel buddhismo, il percorso che conduce alla liberazione è tradizionalmente centrato sul rispetto di regole morali e sull’esecuzione di rituali, oltre che sulla pratica meditativa. Oggi tuttavia, soprattutto nella visione moderna occidentale, la meditazione è considerata il fulcro dell’insegnamento buddhista, o addirittura una pratica che trascende il buddhismo stesso e ogni altra forma religiosa, in grado di condurre il meditante a conquistare una visione universale. Spesso è anche considerata uno strumento salutista o terapeutico, e praticata al fine di ottenere benefici psicofisici. Oppure è intesa come un metodo psicologico funzionale ad accedere ai recessi più profondi e inconsci della mente, e utile ad acquisire uno stato di acquietamento, o a controllare ed eliminare le dispersioni mentali e rafforzare la capacità di concentrazione. In questo volume, dedicato al Chán cinese, la meditazione è intesa nel senso tradizionale, cioè come pratica religiosa; il suo scopo è quello di favorire la conoscenza della realtà attraverso un’attività psicofisica regolamentata, puntando a far cogliere, e successivamente abbandonare, lo stato di ignoranza, confusione e dipendenza che genera la sofferenza e l’illusione, e condurre a stati di coscienza più elevati. L’autore presenta i testi delle varie scuole e dei maggiori maestri, traducendoli dagli originali cinesi, secondo uno sviluppo cronologico che consente di osservare l’evoluzione nello spazio e nel tempo della concezione e della forma di questa pratica. Pur senza pretese di esaustività, il percorso testuale proposto esamina i testi più rappresentativi del Chán, commentandoli e collocandoli nella loro dimensione specifica.
21,00

Tesori dal crinale del ginepro. Le profonde istruzioni-tesoro alla dākinī Yeshe Tsogyal

Tesori dal crinale del ginepro. Le profonde istruzioni-tesoro alla dākinī Yeshe Tsogyal

Padmasambhava

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2024

pagine: 180

Una raccolta di insegnamenti della tradizione dzogchen del buddhismo tibetano, così eccellenti da essere definiti terma o ‘tesori nascosti’. Queste istruzioni-tesoro contengono autentici punti chiave sul piano concettuale e istruzioni sulla pratica: la preziosità consiste nel fatto che nella loro completezza offrono l’essenza di molti altri insegnamenti. Per loro tramite Padmasambhava, insigne maestro buddhista dell’VIII secolo, trasmette tutta la sua saggezza e perfezione spirituale a Yeshe Tsogyal, sua discepola e compagna tantrica, considerata l’emanazione di un buddha femminile. In forma di dialogo, la ‘Regina del lago’ pone al ‘Nato dal loto’ (il racconto agiografico vuole che Padmasambhava sia nato con le sembianze di un bambino di otto anni da un fiore di loto galleggiante sul lago Dhanakośa, nel regno di Oḍḍiyāna) numerosi quesiti diretti a chiarire i metodi per liberare la mente da tutti gli ostacoli e gli oscuramenti interiori che determinano l’umana sofferenza e dunque il persistere dell’esistenza samsarica. Le risposte del maestro mostrano puntualmente come l’unica via che porta al risveglio della mente, per sua natura primordialmente pura e incontaminata, sia la visione della vacuità, da raggiungere attraverso la pratica meditativa. Tuttavia, la vacuità senza la compassione non è mai indicata come strada che conduce all’illuminazione. Per ottenere i migliori risultati, esorta Urgyen Rinpoche negli insegnamenti introduttivi, è bene unire alla comprensione della vacuità una genuina devozione e compassione, che sono come il calore estivo che scioglie i ghiacci dell’inverno, vale a dire i mezzi più efficaci. Queste, negli insegnamenti della Grande perfezione o dzogchen, diverranno devozione spontanea e compassione senza sforzi verso tutti gli esseri. Prefazione del traduttore dal tibetano di Erik Pema Kunsang. Insegnamenti introduttivi di Tulku Urgyen Rinpoche.
18,00

Il profumo del bene. Meditare è cambiare il mondo

Il profumo del bene. Meditare è cambiare il mondo

Corrado Pensa, Neva Papachristou

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2024

pagine: 312

La meditazione di consapevolezza è uno strumento fondamentale per imparare a riconoscere ciò che è veramente presente, perché genera un’importante comprensione: se si desidera un’esistenza più felice non c’è tempo da perdere, ma le risorse necessarie per conseguirla sono presenti in ciascuno di noi, e possono condurre verso una vita più autentica, che non proceda in balìa del caso e delle abitudini mentali ma tragga ispirazione dai propri talenti, mettendoli al servizio della comunità. Grazie alla pratica è possibile accorgersi della tendenza alla svalutazione di sé, alla rabbia, all’ingratitudine e al rimuginio e trasformarla in un’occasione di crescita. Ogni passo compiuto in direzione del bene allontana dal mare in tempesta degli inquinanti (l’attaccamento, l’avversione e la confusione) e avvicina alla serenità e alla chiarezza mentale. Corrado Pensa e Neva Papachristou affrontano in questo volume il percorso del cammino interiore e la sua urgenza, per poi concentrarsi sulla pratica come strumento di liberazione. A completare il testo, le meditazioni guidate sull’amore, sulla muditā e sull’umiltà forniscono uno strumento utile a capire che il praticante può portare un cambiamento concreto nella società in cui è immerso, e che la vita di ciascuno può essere una testimonianza del bene. Quando passeggiamo nella natura, dicono gli autori nell’Introduzione, veniamo abbracciati dal profumo dei fiori, e lo stesso avviene percorrendo le strade del Dharma: il profumo del bene pervade ogni cosa, e permette di diventare in prima persona il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo.
26,00

I fondamenti del buddhismo

I fondamenti del buddhismo

Rupert Gethin

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2024

pagine: 312

Pubblicato per la prima volta nel 1998, questo volume di Rupert Gethin rappresenta ancora oggi un’insuperata introduzione al buddhismo. Molti sono i manuali che si propongono di fornire un orientamento alla tradizione buddhista, ma con questo lavoro uno dei maggiori studiosi del buddhismo antico è riuscito a offrire una vasta riflessione su temi estremamente ricchi e articolati, al fine di renderli chiari e comprensibili senza mai banalizzare la loro complessità, fornendo così al lettore una chiave di accesso a un mondo filosofico e religioso variegato. L’opera abbraccia una narrazione ragionata sulla figura del Buddha, argomenta ipotesi sulla formazione delle scritture tradizionali e degli ordini monastici, esaminando anche il rapporto di questi ultimi con il contesto laico, ed espone un’analisi critica degli insegnamenti fondamentali del buddhismo, fornendo un quadro diacronico chiaro della genesi delle varie scuole e tradizioni buddhiste diffuse in tutta l’Asia e oggi anche in Occidente. Contiene inoltre una sezione dedicata alle problematiche relative agli stati meditativi e all’Abhidharma, in cui viene illustrato anche il lessico tecnico impiegato. Insegnamenti dottrinali, ottenimenti meditativi e opere di riferimento sono sintetizzati magistralmente attraverso utili schemi. Benché possa essere considerato un testo accademico per competenza e accuratezza, lo stile chiaro ed esauriente che lo caratterizza lo rende accessibile a ogni lettore interessato all’argomento. Il volume è corredato anche da un cospicuo apparato bibliografico, tematico e generale, relativo a fonti primarie e di letteratura secondaria, che può essere usato come un prezioso strumento di studio e approfondimento.
30,00

La magia del Vajrayana

La magia del Vajrayana

Ken McLeod

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2024

pagine: 256

Le forme, le pratiche e i rituali del Vajrayāna, il ‘sentiero di diamante’ del buddhismo tibetano, hanno avuto origine dai culti religiosi e magici dell’India antica e poi del Tibet, dove sono stati trasmessi di generazione in generazione nel corso di più di un millennio. In Tibet, il Vajrayāna si è sviluppato con innumerevoli lignaggi e tradizioni, ciascuna con le proprie iniziazioni, testi di pratica, commenti, trattati filosofici e rituali. Che cosa significa vedere una persona vivente, il proprio maestro, come il Buddha? Qual è la relazione tra preghiera e meditazione? Come fa una divinità a provocare estasi, intuizione, compassione, saggezza o altre qualità spirituali? A che scopo tutte queste divinità e questi rituali? Basandosi sulla sua lunga esperienza di praticante e insegnante, e sulle trasmissioni ricevute da alcuni dei grandi maestri della tradizione buddhista tibetana, l’autore risponde a questi interrogativi e presenta con un linguaggio semplice ed evocativo, che mantiene lo stile dell’istruzione diretta da maestro a discepolo, alcune delle pratiche più importanti e complesse della tradizione vajrayāna: dalle meditazioni preliminari al guru yoga, dalla visualizzazione di Tārā all’evocazione del protettore Mahākāla, fino al rituale di offerta al fuoco. Il testo è un distillato della comprensione e dell’esperienza della pratica spirituale di questa antica tradizione tibetana. Ciascuna pratica viene descritta dettagliatamente nelle sue fasi progressive, seguendo le istruzioni contenute in diversi manuali tradizionali, qui tradotti e commentati per la prima volta per un pubblico più ampio.
24,00

Sotto il cielo. Tianxia: un antico sistema per un mondo futuro

Sotto il cielo. Tianxia: un antico sistema per un mondo futuro

Tingyang Zhao

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2024

pagine: 282

Il concetto di tianxia, elaborato per la prima volta più di tremila anni fa durante la dinastia Zhou, considera il mondo nella sua interezza come soggetto politico. Analizzare i problemi prendendo come unità di riflessione tutto ciò che sta ‘sotto il cielo’ (tianxia) permette di progettare un ordine politico in grado di dare conto in modo sorprendentemente efficace di una realtà globalizzata. Non si tratta di una fantasia idealistica, non promette la felicità universale, è piuttosto un sistema che mira a garantire pace e sicurezza, e il punto chiave di questo progetto consiste nel rendere infruttuose le strategie concorrenziali o di conflitto, o più precisamente nel rendere inutile qualunque azione volta a distruggere l’altro, così da garantire che la coesistenza diventi condizione di esistenza. Gli imperi che hanno dominato in lungo e in largo in passato, non diversamente da quelli che dominano oggi, si basano su un concetto di stato-nazione e su interessi nazionali; partire dal mondo per riflettere sul mondo significa immaginare una grammatica del pensiero completamente diversa: il concetto di tianxia comporta infatti l’inclusione di tutto quel che prima era esterno (internalizzazione), e anche sul piano logico consente di eliminare concetti come ‘nemico mortale’, ‘irriducibile’, ‘assolutamente altro da sé’, ‘spiritualmente alieno’, e cancella del tutto la nozione di ‘eresia’. Sono queste le premesse da cui parte Zhao Tingyang per esporre la sua teoria di filosofia politica; attraverso continui rimandi al pensiero cinese classico e contemporaneo e alla filosofia occidentale, che vanno da Xunzi a Hobbes, dal Daodejing di Laozi a Per la pace perpetua di Kant, da Li Zehou a John Rawls, il filosofo delinea una visione radicata in un passato antico e al contempo proiettata verso il futuro, tracciando una strada che soddisfi tanto i criteri di compatibilità di Confucio quanto quelli di compossibilità di Leibniz e porti a un sistema mondiale foriero di vantaggi condivisi, distaccato dalla logica della ricerca del massimo interesse egoistico, nel rispetto del limite ontologico costituito dall’ordine naturale.
25,00

La salute originaria della mente. Una prospettiva buddhista sulla psicologia

La salute originaria della mente. Una prospettiva buddhista sulla psicologia

Chögyam Trungpa

Libro: Libro rilegato

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2024

pagine: 254

Negli anni sessanta del secolo scorso, Chögyam Trungpa Rinpoche è stato il primo maestro a creare un ponte diretto tra gli insegnamenti buddhisti tradizionali e le concezioni occidentali della psicologia e della personalità umana. Il presente volume raccoglie importanti scritti sulla meditazione, sulla mente e sulla psicologia tratti dalle sue opere complete. La prima parte contiene i saggi sulla meditazione, “non una pratica religiosa, ma un mezzo per chiarire l’effettiva natura della mente e dell’esperienza”. Viene spiegato come cominciare e come proseguire, e sono presentati gli strumenti necessari per intraprendere il viaggio: il corpo, la postura e il respiro. La seconda parte è centrata sulla mente e sullo sviluppo dell’io nella prospettiva buddhista. Qui il punto di partenza è lo ‘spazio fondamentale’, una dimensione dell’essere umano descrivibile come uno spazio completamente aperto, uno stato di intelligenza vigile e trasparente che è un carattere originario di tutti e con cui tutti possono ristabilire un contatto. Sono poi esposte le diverse facoltà della conoscenza e dell’intelligenza, i ‘sei regni buddhisti dell’esistenza’, interpretati come stati emotivi e atteggiamenti nei confronti di se stessi e dell’ambiente circostante; e ancora, le ‘cinque famiglie dei buddha’ viste come cinque differenti tipologie di persone con caratteristiche e stili peculiari. La terza parte raccoglie gli scritti dedicati all’applicazione della psicologia e della meditazione buddhista alla psicoterapia occidentale e, più in generale, al lavoro con gli altri nel contesto di una relazione terapeutica. È posto l’accento sull’importanza dell’esperienza diretta nel lavoro psicologico, che si sostanzia con un percorso di formazione basato sull’osservazione in prima persona della mente propria e degli altri. Il riconoscimento di una salute mentale innata è ciò che distingue la psicologia buddhista. Attraverso la pratica della meditazione si giunge infine, in maniera più o meno diretta, a ciò che era presente fin dal principio: Trungpa lo definisce ‘la bontà fondamentale’, un nucleo perfettamente sano. Nei testi classici è chiamato anche ‘natura di buddha’, o ‘purezza primordiale’, ‘la vera natura della mente’, ‘l’essenza del Dharma’. È la salute mentale che possediamo dalla nascita. Prefazioni di Daniel Goleman e Kidder Smith.
22,00

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