Artemide: Proteo
Bottoni, cappelli e... L'accessorio dell'abbigliamento fra moda e letteratura
Margherita Di Fazio
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2014
pagine: 230
Anche l'accessorio dell'abbigliamento, come ogni elemento del nostro mondo "reale", può entrare nell'universo "finzionale" della letteratura. In quali forme? In quale rapporto con la trama narrativa? I bottoncini sull'abito di Odette de Crecy, il cappello fiorito di myosotis e di delicate piante acquatiche di Prascovie Labinska, il guanto dell'armatura e quello della sfida, gli occhiali di don Abbondio, l'ombrello di Mary Poppins, il ventaglio di Lady Windermere, il giglio di Francia tatuato sulla candida spalla di Milady quali funzioni svolgono all'interno dei rispettivi testi? Vivono nella rappresentazione letteraria solo "mimeticamente", come parte dell'abbigliamento dei personaggi, oppure concorrono anche al procedimento costruttivo in atto, diventando uno dei tasselli fondamentali nell'insieme dinamico della narrazione? Su questi e su altri problemi s'interroga il presente volume, indagando, attraverso sette percorsi esemplificativi, i testi letterari europei (soprattutto italiani) dell'Ottocento e del Novecento.
Tracce. Memoria e fotografia nella letteratura tedesca contemporanea
Nicola Ribatti
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2014
pagine: 552
Negli anni successivi all'unificazione tedesca il panorama politico-culturale della Germania è stato dominato dal tema della memoria e della tradizione memoriale degli eventi legati soprattutto al passato nazionalsocialista e alla Shoah. Nell'ambito di questo "memory boom" sono numerosi i cosiddetti "romanzi generazionali" (Generationenromane) che si sono confrontati con il tema del ricordo e del confronto tra generazioni. Questi testi sono altresì accomunati da una particolare attenzione per il medium fotografico, evocato indirettamente attraverso la descrizione linguistica (il classico procedimento dell'ekphrasis) o inserito direttamente nel testo (è il caso dei cosiddetti iconotesti o fototesti letterari), che assume un ruolo fondamentale per il processo memoriale descritto nelle opere. A partire dall'immagine fotografica, autori come Sebald, Maron, Timm, Drawert, Beyer e altri, si interrogano non solo sul suo "statuto ontologico", ma anche e soprattutto sulla possibilità che la letteratura stessa ha di rammemorare e far rivivere il passato.
Un luogo per spiriti più liberi. Italia, italiani ed esiliati tedeschi
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2014
pagine: 150
Gli studi raccolti in questo volume intendono approfondire il rapporto esistente tra gli intellettuali e gli artisti che, sfuggendo al pericolo hitleriano, ebbero a che fare con l'Italia, sia perché la scelsero come luogo d'esilio, di residenza o di transito, sia perché la consideravano un riferimento culturale. I saggi qui contenuti contribuiscono ad arricchire il vasto mosaico delle relazioni letterarie e culturali sviluppatesi tra l'Italia e i paesi di lingua tedesca, cercando di analizzarere le risposte date da artisti e letterati di entrambi i paesi di fronte a fenomeni come le persecuzioni, l'esilio, la guerra, lo sterminio di massa in uno dei periodi più bui della storia d'Europa. Vengono qui prese in considerazione in particolare le esperienze di Stefan Zweig e Thomas Mann, nei loro rapporti con l'Italia e con i suoi mediatori culturali, come Lavinia Mazzucchetti e Giuseppe Antonio Borgese; di autori come Alexander Sacher-Masoch, Hilde Domin, Dinah Nelken e Hilde Spiel; di figure quasi fantasmatiche come la Luise von Landau di cui parla Walter Benjamin; di artisti figurativi che eleggono la costiera amalfitana a luogo di residenza, come Irene Kowaliska e Kurt Craemer.
Women in translation-Donne in traduzione
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2014
pagine: 198
"Bella e infedele", secondo la definizione di Gilles Menage, seducente, elusiva, mai scontata, la traduzione e stata spesso accostata all'immagine della donna e partecipa dell'essenza stessa della femminilità per il suo potere simbolico che si manifesta proprio nell'abilita di congiungere due mondi, due culture, due lingue e, non di rado, due donne distanti per secoli, tradizioni e usanze. Se tradurre e concedersi un'altra possibilità di leggere l'ordine delle cose nell'universo scomposto della letteratura in un'altra sonorità linguistica, la traduzione al femminile e del femminile cui spetta anche il merito di aver dato voce a numerose scrittrici destinate a rimanere confinate nel silenzio da certa cultura patriarcale - apre a nuove possibilità nell'interpretazione testuale e critica. La raccolta "Women in translation" vuole far luce sul significato attuale della presenza delle donne nel mondo della traduzione attraverso la rivisitazione di una serie di agenti - traduttori, scrittori, personaggi fittizi che si chiamano donne, una categoria per niente monolitica, ne omogenea. I saggi del volume nascono dall'incontro di numerosi traduttori e traduttrici con straordinarie figure di donne reali o fittizie.
Giorgio Manganelli. Amore, controfigura del nulla
Giorgio Biferali
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2014
pagine: 110
Un dramma recitato dall'archetipo materno prima, e dalla fredda brevità coniugale poi, che ha suscitato un violento scompiglio organico, rendendo impossibili ulteriori relazioni, rapporti, vicinanze, se non nell'abuso di un sentimento oramai disfatto. Manganelli, di conseguenza, ha abbandonato il focolare domestico, definitivamente spento, e s'è diretto alla corte effimera dell'eternità, dov'era ubicata una donna secolare, equivoca, menzognera, tirannica: la letteratura. Ne aveva percepito il richiamo, bisognoso e al contempo disperato, la richiesta di soccorso immediato. Era stata maltrattata, fraintesa, speculata, reclusa nei giardini del senso, della storia e soprattutto - del realismo piatto, della mimesi tesa meschinamente all'adulazione del lettore, affamato di riconoscersi nei racconti di chi cercava riconoscimenti. La letteratura era divenuta il "fascino indiscreto della borghesia", perduta nella sterilità dei premi e delle lodi fittizie. Manganelli, coltissimo "giocoliere del linguaggio", incline allo svelamento delle ombre e ad una sincera esposizione dei drammi, ha voluto dissacrare la vergogna ipocrita dei cosiddetti scrittori leggibili, ribadendo l'eroismo del suo "umile" corteggiamento.
Women in love. Ritratti di donne in letteratura
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2014
pagine: 276
Scrive Emily Dickinson: "Che l'amore sia tutto quel che c'è/è ciò che sappiamo dell'amore". E Rimbaud: "L'amore è da reinventare, si sa". Queste parole introducono al tema dell'amore con la semplicità e l'originalità della grande poesia capace di evitare la banalità di una parola usurata fino a sembrare vuota di significato. Un tema universale, l'amore, che ha percorso la letteratura occidentale in tutte le epoche, riflettendo concezioni filosofiche e strutture sociali molto diverse. Dai miti classici all'amore cortese al teatro rinascimentale, dal romanticismo al realismo alle riscritture moderne e postmoderne, l'amore viene continuamente reinventato e studiato. Nelle pagine di molti scrittori si trovano figure femminili memorabili, muse ispiratrici e immagini di bellezza idealizzata, femmes fatales destinate a portare rovina e scatenare guerre, eroine tragiche e vittime sacrificali. La donna oggetto d'amore e desiderio, sublimato e irraggiungibile, romantico e sentimentale, passionale e carnale. Rare, ma non del tutto assenti, le voci femminili che hanno cantato l'amore in passato, mentre nella modernità con sempre maggiore frequenza le donne scrittrici parlano d'amore da una prospettiva femminile, con corpo di donna. La donna come soggetto d'amore e di scrittura. Il titolo "Women in Love" evoca solo in lontananza il romanzo di D.H. Lawrence, ma è inteso come riferimento più ampio e ambivalente al tema delle donne innamorate e del ruolo delle donne nell'amore...
Franz Hessel. Il flaneur ritornato
Beatrice Talamo
Libro
editore: Artemide
anno edizione: 2014
pagine: 144
Il "flaneur ritornato" si rifà alla nota definizione di Walter Benjamin che celebra la novità della scrittura hesseliana. Il libro su Franz Hessel, dunque, flaneur a Parigi ma anche a Berlino, ripercorre la vita e la produzione narrativa di un autore, ancora poco noto al pubblico italiano, ma molto prolifico sia nei romanzi che nella prosa breve, la forma più in voga nei primi decenni del Novecento. L'apparente leggerezza con cui Hessel sembra smarrirsi per le strade delle sue più amate città, e che anzi teorizza come condizione imprescindibile di godimento esistenziale, non deve farci perdere di vista la realtà in cui lo scrittore si trova a vivere: l'isolamento e l'angoscia sotterranea in un momento storico e culturale complesso e lacerato. Accanto a sé fino alla fine - pur con improvvisi abbandoni e momenti di crisi violenta - avrà però la moglie Helen, la famosa Kathe del romanzo di Roché "Jules e Jim", da cui Truffaut trarrà il film di culto. Nel famoso triangolo ri-raccontato da ognuno dei tre protagonisti, emergerà un altro tratto della personalità di Franz Hessel, ambiguo e inspiegabile: in ognuna delle donne che compaiono nei suoi romanzi, (anche nell'ultimo, ritrovato postumo e incompiuto) emerge e "domina" Helen - l'indimenticabile Jeanne Moreau del film - la quale nella vita reale, a più di 80 anni, potrà dire il suo 'sì' al grande film di Truffaut.
La vita oltre l'opera. I concetti della Kunstkritik di Walter Benjamin (1919-1925)
Fabio A. Scrignoli
Libro
editore: Artemide
anno edizione: 2014
pagine: 288
Questo lavoro si concentra sul concetto di "critica d'arte", nella fattispecie "critica letteraria", in relazione ad una particolare e focalizzata costellazione temporale dell'attività di Walter Benjamin, quella degli anni che vanno dal 1919 al 1925, periodo in cui vedono la luce tre fra le più importanti opere della sua produzione globale: la dissertazione Der Begriff der Kunstkritik in der deutschen Romantik, il saggio Goethes Wahlverwandtschaften e il trattato Ursprung des deutschen Trauerspiels. Attraverso un lavoro di confronto sistematico tra questi testi, sinora mai intrapreso negli studi su Benjamin, la nostra ricerca prova a verificare come i concetti della Kunstkritik e le immagini di pensiero elaborate nelle Goethes Wahlverwandtschaften costituiscano modelli già maturi che poi l'autore riprenderà nell'Ursprung des deutschen Trauerspiels, dove gli stilemi critici, considerati da sempre più significativi e caratterizzanti, in realtà trovano precisi ed analoghi riferimenti; riprese "successive" che, da un punto di vista di teoria e prassi critiche, nulla aggiungono all'esemplarità dei Begriffe elaborati nel saggio sul romanzo goethiano. Si vuole in sostanza dimostrare la centralità assoluta delle Goethes Wahlverwandtschaften per la Kunstkritik del "primo" Walter Benjamin.
Pat O'Regan, Michele Ghio e gli altri. Un agente segreto tra i partigiani di None e dintorni
Simone Baral, Matteo Comello
Libro
editore: Artemide
anno edizione: 2014
pagine: 144
Chi è il capitano Pat? Perché una spia alleata si nasconde nella casa di un dottore nella tranquilla cittadina di None presidiata dai fascisti? Due giovani storici tentano di ricostruire le vicende di Patrick O'Regan, agente segreto di sua Maestà britannica, seguendolo da Cipro a Torino nell'ultimo duro anno della Resistenza piemontese. Accurate ricerche in archivi militari londinesi recentemente desecretati hanno permesso di gettare nuova luce sul passato di un uomo che collaborò a stretto contatto coi partigiani del pinerolese e su cui finora si avevano poche informazioni, rari ritratti lasciati dai protagonisti di quei drammatici eventi. Raccontare di O'Regan significa anche scrivere di Michele Ghio, maggiorente nonese, negli ultimi mesi di lotta a capo della banda partigiana locale. Questo volume è inoltre l'occasione per rileggere parte della Resistenza piemontese da un'ottica inusuale e originale: attraverso gli occhi del ventiquattrenne inglese O'Regan la storia di None e dei partigiani della zona finisce di diritto nel contesto europeo del secondo conflitto mondiale. Orefazione di Alberto Cavaglion.
La memoria inesorabile. Forme del confronto con il passato tedesco dal 1945 a oggi
Massimo Bonifazio
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2014
pagine: 181
Dal 1945 a oggi l'interesse per il nazionalsocialismo, non solo in letteratura, non è mai scemato in Germania; si può dire anzi che sia andato sempre aumentando. La stessa constatazione si può fare per l'Olocausto: l'accrescersi della distanza temporale non ne fa un fenomeno pallido e scolorito, ma sembra anzi portarlo paradossalmente sempre più vicino a noi e renderlo sempre più concreto. Negli ultimi decenni, però, anche le sofferenze patite dai tedeschi durante e dopo la guerra - i bombardamenti, la fuga davanti all'avanzata dell'esercito sovietico, l'allontanamento coatto dai territori orientali dello scomparso Reich - hanno avuto un ruolo sempre maggiore nel discorso pubblico. Questo libro intende ripercorrere la "storia della memoria" tedesca degli ultimi settant'anni con i suoi "ricordi in competizione", analizzando ad esempio le trasformazioni simboliche che hanno investito nel tempo alcuni monumenti (come la Neue Wache di Berlino) e soprattutto le tendenze della letteratura, che in questa storia continua ad avere un ruolo centrale.
L'assoluto leggero di Mallarmé
Federica Spinella
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2014
pagine: 260
"L'assoluto leggero di Mallarmé" indaga, attraverso l'analisi dell'intera opera mallarmeana, il concetto di assoluto all'interno della produzione dell'autore. Partendo dall'ipotesi che questo concetto sia fondamentale per comprendere il modo in cui la sua produzione si pone in rapporto tanto alla classicità letteraria quanto alla modernità, e seguendo l'idea che la poetica di Mallarmé proponga al Novecento una possibile forma di "sopravvivenza dell'aura" nei tempi moderni. Attraverso una riscoperta del fondamentale valore dell'aura nella tradizione poetica occidentale, in particolare grazie a dei raffronti con "Le Metamorfosi" di Ovidio e il "Canzoniere" petrarchesco, si arriva a riconoscere nella poesia di Mallarmé e nella complessa concezione teorica che a questa si accompagna, un assoluto leggero, composto di aria e di vento.
Il turno di notte. La poesia portoghese nel secondo Novecento
Virginiaclara Caporali
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2014
pagine: 263
Nel 1987 la casa editrice Frenesi pubblica a Lisbona l'antologia poetica Sião (Sion). Un libro scomodo, che ha l'audacia di affiancare ai grandi nomi del canone poetico portoghese quelli di poeti grosso modo sconosciuti; inventando una tradizione instabile, perché priva dell'avallo delle istituzioni, però energica e senza debiti: disinvolta. Una produzione di certo poco letta e poco studiata nel momento in cui viene alla luce: un "turno di notte", appunto, come la definisce Antonio Cabrita. E la poesia che si afferma dopo il 1974, finita la dittatura, e che si realizza in contesti eterodossi, dando voce a tematiche fino ad allora troppo rischiose per venire affrontate apertamente: la sessualità, la dissidenza, il margine; l'improduttività come scelta esistenziale. Curata dai poeti Paulo da Costa Domingos, che ne è anche l'editore, Al Berto, uno dei massimi esponenti della sua generazione, e Rui Baião, Sião si offre come "azione collettiva", garantendo ai poeti della nào-geracào degli anni Settanta e Ottanta un luogo in cui manifestarsi come gruppo, palesando identità eterogenee ma condivise. All'analisi del contesto storico-culturale dell'epoca e dei metodi di lavoro della casa editrice Frenesi, dove la relazione fra autori ed editore risulta studiatamente centrata sull'affetto piuttosto che su ragioni di mercato, segue la traduzione con testo a fronte dei poeti che rappresentavano, alla fine degli anni Ottanta, la "contemporaneità".

