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66thand2nd: Vite inattese

Vertical, il romanzo di Gigi Riva

Vertical, il romanzo di Gigi Riva

Paolo Piras

Libro: Libro in brossura

editore: 66thand2nd

anno edizione: 2024

pagine: 192

Per molti, nella storia del calcio italiano, Gigi Riva è stato l’ultimo degli eroi. Ai suoi tempi, tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, la televisione non aveva ancora cancellato l’epica dello sport, il racconto dei testimoni contava più delle immagini. E Riva, nel breve volgere della sua straordinaria carriera, è riuscito a trasformarsi davvero in un personaggio epico, cantato e raccontato da compagni e avversari, tifosi e non tifosi, giornalisti e scrittori. Gianni Brera lo ha chiamato «Rombo di Tuono», ma è stato Gianni Mura a trovare la definizione più calzante, più letteraria: «Hombre Vertical». Un uomo che non si piega ai guadagni facili, alle lusinghe dei potenti, alle scelte di comodo. Ancora oggi il nome di Riva evoca insieme la forza e la correttezza, il talento e l’integrità. Un’isola intera, la Sardegna, lo ha eletto per sempre a monumento della propria identità – lui che non era nemmeno sardo, ma lombardo di Leggiuno, «sponda magra» del lago Maggiore. Perché? Bisogna dipanare con pazienza e stupore tutto il filo della sua romanzesca avventura, dai lutti dell’infanzia allo scudetto vinto col Cagliari (il primo di una squadra del Sud), dalle leggendarie imprese messicane al cammino esemplare come team manager della Nazionale, per capire appieno il percorso di un uomo che ha attraversato la povertà, il dolore, la rabbia, la gioia, la sfortuna, la gloria, l’orgoglio, la serenità, senza mai smettere di essere vertical.
17,00

Michael Jordan, la vita

Michael Jordan, la vita

Roland Lazenby

Libro: Libro in brossura

editore: 66thand2nd

anno edizione: 2024

pagine: 792

Nel marzo del 1982 un diciannovenne di Wilmington, North Carolina, segna i due punti che regalano il titolo nazionale ai Tar Heels. Inizia così la leggenda di Michael Jordan, un ragazzo destinato a trasformarsi di lì a poco in un’icona della cultura americana, capace di trascendere lo sport e di abbattere le barriere etniche e generazionali. Il suo stile sarebbe stato imitato da milioni di ragazzi che sognavano di essere «like Mike», come recitava uno spot del Gatorade, celebre quanto i video girati per la Nike con Spike Lee. Le sue acrobazie e il suo «sesto senso cinestetico» hanno rivoluzionato la Nba, che MJ disertò all’apice del successo, in seguito all’omicidio del padre, per tornarvi dopo due anni e conquistare una serie di primati senza precedenti. Ma per quanto perfetta nelle sue epifanie sul campo, l’immagine di Jordan nascondeva delle zone d’ombra – la passione per il gioco d’azzardo, i contrasti in seno alla famiglia – che questa biografia esplora per tentare di ricomporre la doppia personalità del campione, dalla quale scaturiva quel feroce agonismo con cui soggiogava avversari e compagni di squadra. Di Michael Jordan, l’«arcangelo dei canestri», Roland Lazenby ci offre un ritratto completo, partendo dall’infanzia trascorsa con l’indomito bisnonno Dawson, contrabbandiere di whisky e zatteriere, per arrivare all’avventura deludente come manager, senza mancare di ricostruire da ogni punto di vista la straordinaria epopea dei Chicago Bulls, ovvero la cavalcata sportiva più avvincente di tutti i tempi.
25,00

La squadra che sogna. Storia dell'Italia di Julio Velasco

La squadra che sogna. Storia dell'Italia di Julio Velasco

Giuseppe Pastore

Libro: Libro in brossura

editore: 66thand2nd

anno edizione: 2024

Alla fine degli anni Ottanta, apparentemente all’improvviso, dopo un lungo periodo di sconfitte e mediocrità, la Nazionale italiana maschile di pallavolo fa uno strepitoso balzo in avanti e si trasforma nella squadra più forte del mondo. Cambiano le teste, i risultati, le prospettive: cambia la vita. L’allenatore argentino Julio Velasco, con metodi innovativi e soprattutto con grande abilità psicologica, motiva un gruppo di giocatori che, in una progressione irresistibile, si scoprono campioni. I nomi di Bernardi, Cantagalli, Gardini, Giani, Lucchetta, Papi, Tofoli e Zorzi diventano noti a tutti gli italiani, la pallavolo entra nelle case di milioni di nuovi appassionati e si fa fenomeno di costume. Per anni giochiamo meravigliosamente, vinciamo sempre e vinciamo tutto. Quasi tutto, perché ci sfugge il traguardo che Europeo dopo Europeo, Mondiale dopo Mondiale, World League dopo World League, si trasforma in ossessione: la medaglia d’oro alle Olimpiadi. Come accadde nel calcio con l’Ungheria del 1954 e l’Olanda degli anni Settanta, questo non è certo l’unico caso paradossale di una squadra troppo forte per raggiungere il massimo obiettivo. Quell’oro ci è sfuggito ma, per citare una delle frasi più famose del nostro ct, «quien me quita lo bailado», nessuno ci toglierà mai i balli che abbiamo ballato. E infine quel trofeo è arrivato, a Parigi 2024, conquistato dalle Azzurre allenate da Velasco e guidate da Paola Egonu. Con piglio vivace e competenza sicura, mettendo lo sport sempre al centro ma senza dimenticare la società, Giuseppe Pastore racconta la «Generazione di Fenomeni». Racconta un gruppo indimenticabile di atleti che ha scritto la storia di uno degli sport più amati del nostro paese, a cominciare da Julio Velasco, maestro psicologo filosofo, del gioco e della vita.
18,00

Quattro re. Leonard, Hagler, Hearns, Durán e l'ultima grande èra della boxe

Quattro re. Leonard, Hagler, Hearns, Durán e l'ultima grande èra della boxe

George Kimball

Libro: Libro in brossura

editore: 66thand2nd

anno edizione: 2024

pagine: 348

È opinione condivisa tra addetti ai lavori e semplici appassionati che la boxe non abbia mai conosciuto un’epoca più gloriosa di quella narrata in questo libro, durante la quale, come scrive Pete Hamill nella prefazione, «gli uomini che si dedicavano allo sport più violento in assoluto erano anche artisti». Grazie a una singolare concomitanza temporale, e alla loro vicinanza in termini di peso e stazza, nel corso degli anni Ottanta del Novecento «quattro re» – Ray «Sugar» Leonard, «Marvelous» Marvin Hagler, Thomas «The Hitman» Hearns e Roberto «Manos de piedra» Durán – incrociarono per nove volte i guantoni con l’intento di stabilire a chi spettasse il titolo di sovrano assoluto della dolce scienza. Ne nacquero altrettante battaglie furiose, ciascuna a suo modo memorabile, capaci di concentrare sul ring un’impressionante quantità di talento, coraggio e violenza, e di salvare il pugilato da un declino che sembrava irreversibile. Dopo aver raccontato quelle sfide in presa diretta ed essere stato al fianco dei protagonisti prima e dopo i loro trionfi e le loro sconfitte, il pluripremiato giornalista George Kimball documenta l’enorme impatto che questa irripetibile epopea ha avuto non solo sul mondo della nobile arte, ma sull’intera società americana del dopo Vietnam.
20,00

Trentacinque secondi ancora. Tommie Smith e John Carlos: il sacrificio e la gloria

Trentacinque secondi ancora. Tommie Smith e John Carlos: il sacrificio e la gloria

Lorenzo Iervolino

Libro: Libro in brossura

editore: 66thand2nd

anno edizione: 2024

pagine: 288

Città del Messico, 16 ottobre 1968. Due atleti con i pugni alzati, i guanti neri, la testa china, i corpi immobili sopra al podio. È la premiazione dei 200 metri, i due uomini sono Tommie Smith e John Carlos. Sul secondo gradino, anche lui con una spilla del Progetto olimpico per i diritti umani, c’è l’australiano Peter Norman. Una foto, tra le più celebri del Novecento, immortala quel gesto di protesta inatteso. «Mostrano sempre l’immagine. Ma non raccontano mai la storia» ricorderà un giorno Carlos. Perché da allora i nomi e i corpi dei tre protagonisti saranno sospinti «nelle sabbie mobili dell’oblio». Squalificati a vita dalle Olimpiadi, rimarranno soli a fronteggiare le minacce di morte e l’ostracismo dell’establishment. A mezzo secolo di distanza, Lorenzo Iervolino si incarica di ricostruire quella storia, di riempire quel vuoto. Muovendosi tra finzione letteraria e un attento lavoro di ricerca, Trentacinque secondi ancora ripercorre la battaglia di Smith e Carlos dall’infanzia, segnata dalla segregazione razziale, fino alla gara della vita, per approdare al tardivo riscatto civile, politico e sportivo. Una battaglia che si salda alle inquietudini dell’America del secondo dopoguerra: i linciaggi e gli scioperi, Malcolm X e Martin Luther King, l’ascesa delle Black Panthers e l’attivismo del professor Harry Edwards, l’ispiratore della protesta. Che ci rammenta, ancora oggi, come una «vittoria finale» non sia possibile. Ogni generazione dovrà raccogliere il testimone lasciato da quei corridori.
23,00

Solo. Walter Bonatti dal K2 al Dru

Solo. Walter Bonatti dal K2 al Dru

Diego Alverà

Libro: Libro in brossura

editore: 66thand2nd

anno edizione: 2024

pagine: 192

Il 21 agosto 1955, dopo aver passato cinque giorni e quattro notti da solo sul pilastro sud-ovest del Petit Dru, una guglia di ghiaccio e granito nel massiccio del Monte Bianco, Walter Bonatti si trova in un punto cieco: bloccato su un piccolo gradino che sporge appena dalla parete verticale. Non può andare avanti e nemmeno tornare indietro. Oltre quei pochi centimetri di roccia su cui poggiano i suoi scarponi, il nulla, «un’aerea assenza di materia che affascina, schiaccia e risucchia». E pensare che aveva deciso di tentare l’impresa del Dru per esorcizzare il ricordo di una situazione altrettanto impossibile, verificatasi poco più di un anno prima dall’altra parte del mondo, quando era rimasto per una notte all’addiaccio in mezzo a una bufera di neve sotto la cima del K2, a ottomila metri di quota. Bonatti sente di essere di fronte al momento più difficile della sua carriera, ma anche al più esaltante: ha l’occasione di riscattarsi dalle polemiche in cui è stato trascinato dopo la spedizione nel Karakorum; e soprattutto di mettersi di nuovo alla prova, accettando la possibilità della fine. D’altra parte, per lui arrampicarsi è sempre stato qualcosa di intimo e personale. Scalare non significa conquistare una vetta, ma avventurarsi nell’ignoto, fronteggiare l’imprevedibile, sentirsi parte della montagna, assorbirne gli elementi, «la pietra e le venature, il gelo, il vuoto e il vento». In questo libro Alverà ripercorre magistralmente la parabola avvincente di un uomo che, sfidando prima di tutto sé stesso, ha scelto la scalata come un modo per comprendere la propria umanità, e giungere all’essenza delle cose.
17,00

Argento vivo, l'Italbasket da Euro 2003 alle Olimpiadi 2004

Argento vivo, l'Italbasket da Euro 2003 alle Olimpiadi 2004

Marco Gaetani

Libro: Libro in brossura

editore: 66thand2nd

anno edizione: 2024

pagine: 208

Si parte con la rocambolesca tournée in Cina di una selezione ancora sperimentale, lungo la strada si prende il bronzo agli Europei del 2003 in Svezia, e poi si conquista l’argento alle Olimpiadi di Atene del 2004, finendo dietro solo all’Argentina di Manu Ginóbili. Si comincia tra lo scetticismo di tutti, finito il ciclo dei Myers e dei Fučka, e si arriva alla partita più bella mai giocata da una nostra Nazionale di basket. Il cammino degli azzurri di Carlo Recalcati, per tutti «Charlie», non è stato certo facile: il suo non era un gruppo di predestinati, ma un insieme di uomini in grado di ribaltare i pronostici, incarnando in maniera perfetta il concetto di squadra ed esaltando così ogni singola goccia di talento a disposizione. «In un paese come il nostro, in cui il secondo è il primo dei perdenti, l’Italbasket del 2004 è una clamorosa eccezione. Non è la squadra che ha perso la finale olimpica, ma è quella che ha vinto l’argento». A vent’anni da quell’impresa, Marco Gaetani incontra Gianluca Basile, Massimo Bulleri, Giacomo Galanda, Davide Lamma, Denis Marconato, Gianmarco Pozzecco, Rodolfo Rombaldoni, Matteo Soragna e Carlo Recalcati, ma anche Dino Meneghin e Flavio Tranquillo, e con il loro prezioso contributo racconta il biennio che ha portato la pallacanestro italiana a vivere il suo momento di maggiore gloria.
17,00

I destini di Monica Seles

I destini di Monica Seles

Davide Morganti

Libro: Libro in brossura

editore: 66thand2nd

anno edizione: 2024

pagine: 150

Negli anni Ottanta Steffi Graf travolge il tennis femminile. È giovanissima, il suo dominio pare destinato a durare per lunghi anni, ma ecco che nel 1991 e nel 1992 Steffi perde regolarmente con un'avversaria più piccola di lei, Monica Seles. Nulla sembra poterla fermare. Ma nel 1993, quando è al numero 1 del ranking mondiale, accade l'inimmaginabile: Seles viene accoltellata da un fanatico tifoso di Graf. Da qui la vita di Monica cambierà. In questo libro intenso ed emozionante, Davide Morganti racconta i destini di Monica Seles, i successi, le sconfitte, le cadute e le risalite, ciò che è accaduto e ciò che sarebbe potuto accadere.
16,00

La partita. Argentina-Inghilterra 1986

La partita. Argentina-Inghilterra 1986

Andrés Burgo

Libro: Libro in brossura

editore: 66thand2nd

anno edizione: 2024

pagine: 304

Quella del 22 giugno 1986, ai Mondiali in Messico, quando l’Argentina affrontò l’Inghilterra allo stadio Azteca, è forse la partita di calcio più leggendaria della storia. L’Argentina vinse con una doppietta di Maradona: il primo gol, segnato di mano; il secondo, inscritto nel firmamento delle opere d’arte. Questo libro, ricchissimo di testimonianze e interviste, ricostruisce ogni minuto di quella partita e di quella giornata: dal momento in cui i giocatori argentini si svegliarono come membri di una squadra in cui nessuno credeva (si erano qualificati con prestazioni deludenti), fino alla notte che li accolse come guardia pretoriana di un dio, Diego Armando Maradona, che proprio dopo questo incontro fu consacrato come essere mitologico. Attraverso il ritratto vivissimo di un’epoca, e di due nazionali costrette dalla guerra delle Falkland/Malvinas a farsi carico di una rivalità che superava i confini dello stadio, Andrés Burgo racconta la storia vera nascosta dietro la leggenda.
18,00

Sette secondi al massimo. I Phoenix Suns di Nash e D'Antoni

Sette secondi al massimo. I Phoenix Suns di Nash e D'Antoni

Jack McCallum

Libro: Libro in brossura

editore: 66thand2nd

anno edizione: 2024

pagine: 336

A metà degli anni Zero, una squadra entusiasmante e controversa cambia per sempre il modo di giocare a pallacanestro. E un giornalista di una testata prestigiosa, seguendo quel viaggio dall’interno, anticipa la rivoluzione del racconto sportivo che di lì a qualche anno si sarebbe sublimata con l’avvento dei social network. Il connubio di queste due trasformazioni irreversibili dà vita a un libro che in un certo modo, come ricorda nella sua appassionata prefazione Dario Costa, è un documento storico, oltre che un atto d’amore per questo sport e per il mondo che lo circonda. Nella stagione 2005-2006, l’universo Nba è attraversato dal ciclone dei Phoenix Suns, allenati da Mike D’Antoni (già amatissimo playmaker della Olimpia Milano) e guidati in campo da Steve Nash: la loro filosofia «corri e tira» – spesso da tre e in sette secondi al massimo – dimostra al pubblico che un altro basket è possibile. Tanto che negli anni successivi l’idea di «correre come il vento e far piovere triple come coriandoli a un matrimonio» sarà adottata e portata all’estremo da tutte le franchigie della lega, a cominciare dai devastanti Golden State Warriors di Steph Curry. Dopo essere entrato a far parte dello staff tecnico dei Suns, Jack McCallum vive in presa diretta nove mesi folli e memorabili, offrendo ai lettori uno sguardo in soggettiva che dalle viscere delle arene arriva fin dentro le teste di giocatori, coach e dirigenti, senza filtri e tantomeno autocensure. Proprio lì dove la dedizione all’obiettivo – affermare la propria identità e il proprio credo – si traduce in un’ossessione irrinunciabile. Anche a scapito della vittoria.
20,00

Alessandro Del Piero, il primo della classe

Alessandro Del Piero, il primo della classe

Patrizio Ruviglioni

Libro: Libro in brossura

editore: 66thand2nd

anno edizione: 2024

pagine: 224

Oggi Alessandro Del Piero riceve solo applausi e onori. In tv viene accolto come un maestro, le poche volte in cui va allo stadio i tifosi della Juventus lo osannano senza sosta, dimenticandosi perfino della partita. Tutti, anche gli avversari di un tempo, ne parlano bene, raccontano le sue tante prodezze, ripetono che è stato un grandissimo campione, una bandiera, un capitano pieno di valori, un ragazzo modesto e intelligente. Insomma, Del Piero raccoglie consensi ovunque, nonostante sia uno dei simboli più potenti della squadra «divisiva» per eccellenza. Ma quand’è che abbiamo cominciato ad amarlo così tanto? Non è successo con i primi gol «alla Del Piero», né con la vittoria in Champions League del 1996, né con gli scudetti a cavallo del Duemila. Non è successo quando era un giovane pieno di ricci, colpi e invenzioni, pronto a prendersi il mondo. Abbiamo iniziato a volergli bene davvero soltanto dopo: quando ha perso, quando ha deluso con la sua squadra e con la Nazionale, quando molti lo davano per finito e invece ha trovato con umiltà la forza interiore per rialzarsi, conquistando perfino un Mondiale. È successo quando si è tolto la maschera di ragazzo prodigio, ha smesso di apparire invincibile e ha mostrato le sue umane debolezze. È lì che si è stretto il legame più forte, perché nella sua storia, pur così straordinaria, possiamo trovare un riflesso di noi.
18,00

Pantani era un dio

Pantani era un dio

Marco Pastonesi

Libro: Libro in brossura

editore: 66thand2nd

anno edizione: 2024

pagine: 272

In quasi dieci anni di professionismo Marco Pantani ha vinto poco più di una trentina di corse, un bottino modesto se paragonato a quelli di Coppi o Merckx, Moser o Cipollini. Eppure il Pirata ha conquistato la storia e il popolo del ciclismo come da tempo nessuno riusciva a fare. Perché era uno scalatore che veniva dal mare. Perché è decollato sul Mortirolo e sul Galibier ma è precipitato nella cocaina e nella depressione. Perché inseguiva l’amore ma finiva a puttane. Perché era un uomo solo. Nel ventennale della scomparsa, 66thand2nd propone una nuova edizione corredata da un ultimo capitolo inedito di Pantani era un dio, in cui Marco Pastonesi ha ricostruito la carriera del Pirata raccogliendo le testimonianze di chi lo ha frequentato da vicino: i suoi gregari, i dirigenti sportivi, gli amici delle piadinerie. Una polifonia di voci inattese che restituiscono la Romagna da cui non si è mai separato, le montagne che lo hanno consacrato a mito, gli scalatori del passato di cui è stato erede, e le debolezze dell’uomo: il doping, qui raccontato da una prospettiva che scardina i luoghi comuni sul fenomeno, e la droga. «Se Pantani era un solista, e un solitario,» scrive l’autore nell’introduzione «questo libro è il coro delle tragedie greche, è la banda che accompagna un feretro nei funerali di New Orleans, è cento cantastorie che raccontano le gesta di un guerriero, di un bandito, di un pirata, ed è anche una cartina geografica. Qui non c’è giudizio, non c’è sentenza, non c’è verdetto, non c’è ordine di arrivo né classifica generale. Ognuno ha la sua versione».
17,00

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