Rosenberg & Sellier: Dubbio&Speranza
Dare ragioni. Il soggetto, l'etica, la politica
Charles Larmore
Libro
editore: Rosenberg & Sellier
anno edizione: 2008
pagine: 152
Vita di Mosè
Carlo Maria Martini
Libro: Copertina morbida
editore: Rosenberg & Sellier
anno edizione: 2013
pagine: 214
"Dire che il volumetto di Carlo Maria Martini è delizioso è dire poco. Esso è tutto da gustare, sia per la saporosa conoscenza e analisi del testo biblico, sia per il gradevole stile espositivo, sia anche per l'interessante sfondo culturale giudaico e patristico, per non dire della viva sensibilità per le concrete esperienze quotidiane. Sicché l'autore si dimostra nello stesso tempo uomo di scienza e uomo di spirito... due dimensioni complementari che non dovrebbero mai disgiungersi" (Romano Penna). Martini mette in luce le svolte inattese e decisive della storia di Mosè. Il giovane principe d'Egitto è ricco di cultura ma distaccato dalla realtà, finché per rompere con le traumatiche esperienze passate si ritira nell'isolamento. Il Dio di Israele irrompe però nella sua vita di ottantenne per trasformarlo in guida e in legislatore. Un grande scritto di formazione morale.
Il vescovo
Carlo Maria Martini
Libro: Copertina morbida
editore: Rosenberg & Sellier
anno edizione: 2011
pagine: 92
Il cardinale Carlo Maria Martini propone una riflessione inedita, frutto della sua esperienza personale, su una figura istituzionale molto nominata nei mezzi di informazione ma forse non sempre davvero conosciuta. Dalla domanda "come si diventa vescovi?" al racconto delle relazioni amichevoli, critiche o polemiche con credenti e non credenti si arriva alle caratteristiche che rendono il vescovo capace di vivere e di annunciare il Vangelo nel mondo postmoderno. Un libro intenso che si prende cura della parola "vescovo", per toglierla dai riflettori della banalizzazione quotidiana e per renderla accessibile a tutti, chiarendo dubbi e curiosità.
Vertigini della ragione. Schelling e Nietzsche
Emilio Carlo Corriero
Libro
editore: Rosenberg & Sellier
anno edizione: 2008
pagine: 216
Il pensiero e l'ordine del mondo. Schizzo di una teoria della conoscenza
Clarence Irving Lewis
Libro
editore: Rosenberg & Sellier
anno edizione: 1983
pagine: 256
Clarence Irving Lewis (1883-1964) è stato uno dei padri della logica «non classica» moderna, e un deciso assertore della formulabilità e legittimità di sistemi di logica alternativi rispetto a quello classico. Con la "Survey of symbolic logic" (1918) e soprattutto con la "Symbolic logic" (1932), scritta in collaborazione con C.H. Langford, egli mostrò come fosse possibile costruire sistemi matematicamente ineccepibili, in cui la relazione di implicazione aveva proprietà parzialmente diverse da quelle classiche. Ma, forse più ancora che alla pura e semplice formulazione di sistemi di logica, Lewis era interessato alle conseguenze filosofiche dell’esistenza di una pluralità di logiche alternative: e con "Lo spirito e l’ordine del mondo" (1929), egli intese trarre esplicitamente queste conseguenze, per quanto riguarda la teoria della conoscenza. L’insieme degli strumenti concettuali mediante i quali l’esperienza viene organizzata (l’«a priori») non poteva più essere considerato come unico: ci si trovava piuttosto in presenza di una pluralità, in linea di principio illimitata, di schemi concettuali alternativi di pari legittimità matematica, la scelta tra i quali andava affidata essenzialmente al criterio dell’efficacia nell’organizzazione dell’esperienza. È questo il «pragmatismo concettuale» teorizzato da Lewis, sulla scorta di James e Dewey, ma soprattutto di Peirce: lo schema concettuale da preferirsi è quello la cui applicazione nella costituzione dell’esperienza consente previsioni più attendibili, perché sistematicamente verificate. La rigidità dell’a priori kantiano si frantuma in un dialogo ininterrotto tra sistemi di costrutti, elaborati mediante una pura analisi concettuale, dati d’esperienza più o meno strutturati, e previsioni più o meno esattamente verificate. La conoscenza scientifica è il risultato – provvisorio, e in un certo senso relativo – di questo dialogo, la cui sede non è tanto un’ideale comunità di scienziati, quanto la concreta comunità umana, mossa – non senza conflitti interni – da un bisogno vitale di organizzazione dell’esperienza in vista della sopravvivenza.