Nottetempo: Narrativa
L'inevitabile accade
Alessandro Gazzoli
Libro
editore: Nottetempo
anno edizione: 2026
pagine: 204
C'è un aneddoto che Alessandro sente raccontare fin da bambino e che per caso riaffiora nei discorsi in famiglia: sono imparen
Dove abita il dolore
Helen Garner
Libro
editore: Nottetempo
anno edizione: 2026
pagine: 312
Australia, 2005
Come ama il buio
Emanuela Cocco
Libro
editore: Nottetempo
anno edizione: 2026
pagine: 336
I corpi sono quattro, crollati sotto i colpi di arma da fuoco in punti diversi di un appartamento piccolo borghese alla perife
Leggere le onde
Lidia Yuknavitch
Libro
editore: Nottetempo
anno edizione: 2026
«Sono convinta che i nostri corpi siano portatori di esperienze», scrive Lidia Yuknavitch nel suo audace memoir "Leggere le on
La via delle stelle
Sandro Frizziero
Libro
editore: Nottetempo
anno edizione: 2026
pagine: 150
Lei è Ludo, lui non viene chiamato per nome. Sono una coppia di trentenni di oggi. “Amano i primi piatti, le passeggiate primaverili, i film di Tarkovskij, gli articoli di cancelleria. Sono entrambi professori di liceo, questo è un classico. Galleggiano nell’epoca post-ideologica definendosi di sinistra, ma affermando con orgoglio di non sentirsi rappresentati da nessuna forza politica”. Lui scrive, ha provato a sfondare a Milano nell’editoria, non ci è riuscito, ha avuto una storia con Nadiya, poi è tornato in Laguna, tra le nuvole di chironomidi e le ansie di sua madre. Spesso dorme da Ludo, a Venezia, spesso dopo il sesso fatica ad addormentarsi, per il bruxismo di lei. Pensa sempre al padre, morto improvvisamente cinque anni prima. Il padre amava osservare le stelle, la “voragine del cielo di raso”, sognava di assistere all’ultima eclisse totale di sole in Messico. Non ci è riuscito ma ha trasmesso questo desiderio, questo bisogno, al figlio e a Ludo. La via delle stelle segue le pieghe dell’animo e i moti dell’immaginazione.
Mendicare
Max De Paz
Libro: Libro in brossura
editore: Nottetempo
anno edizione: 2025
pagine: 132
Il Quinto arrondissement, il più antico di Parigi, è quello dei resti romani, del Panthéon, della Sorbona. Oggi, dice il giovane narratore di questo brillante romanzo d’esordio, lo riconosci invece dai borghesi ricchi e dal prestigio del denaro che ha scalzato quello della storia. Guardando bene, però, qualcosa stride ai margini del quadro: il quartiere è pieno di esclusi e drop-out – senzatetto, barboni, mendicanti che vivono per strada e intralciano i passanti coi loro cartoni unti e i loro fagotti. Il ragazzo è uno di loro, ha vent’anni e già una storia pesante alle spalle: un fratello maggiore rovinato dal crack, una casa popolare da cui la sua famiglia è stata sfrattata, una madre che non sa più dove sia. “Così ho finito per appoggiare il culo a terra. Poi le gambe, la spalla, la guancia”. Sull’asfalto della strada stringe rapporti tragicomici di sopravvivenza e complicità: con i suoi sgangherati compagni di elemosina guarda il mondo che finge di non vederli o non li vede proprio, e quelli che con una moneta si ripuliscono la coscienza. Ci sono giorni migliori, in cui una gaufre al cioccolato ha il sapore di una gioia ritrovata, e quelli peggiori, in cui la miseria abbrutisce e basta. Fin quando non incontra quello che sembra un mucchio di cappotti informe ed è invece Élise, una senzatetto anche lei, con cui trova qualcosa di luminoso, di caldo, che somiglia all’amore e alla voglia di combattere per uscire da “questo gran bordello, insieme”.
Mentre dorme il pescecane
Milena Agus
Libro: Libro in brossura
editore: Nottetempo
anno edizione: 2025
pagine: 144
Una lingua nuova, comica e potente, per raccontare la storia di una famiglia, la famiglia Sevilla Mendoza, sarda “sin dal paleolitico superiore”. Chi narra è la figlia che ama un uomo sposato dai gusti perversi: e di amore si parla molto in famiglia, e si parla molto di sesso, e di morte, e di Dio, di cui non si riesce mai a decidere se c’è o non c’è, se vuole o non vuole. E si parla della vita, che è come stare in bocca a un pescecane, che a volte si addormenta, e allora, se hai fortuna, riesci a sgusciarne fuori. Una storia profondamente originale, un modo di raccontare che non assomiglia a nessuno: l’improvvisa rivelazione di una grande scrittrice. Ritorna il primo formidabile romanzo di Milena Agus.
Beijing story
Tongzhi
Libro
editore: Nottetempo
anno edizione: 2026
pagine: 216
Nella Cina ricca e spietata di fine Novecento, un giovane capitano d'industria abituato a comprare tutto - anche l'amore di ch
Drive. Ediz. italiana
James Sallis
Libro
editore: Nottetempo
anno edizione: 2026
pagine: 156
Cresciuto in una famiglia adottiva e fuggito di casa quand'era ancora un adolescente, Driver ha imparato presto ad arrangiarsi
Gli amanti di Franz K.
Burhan Sönmez
Libro: Libro in brossura
editore: Nottetempo
anno edizione: 2025
pagine: 150
Berlino Ovest, 1968. Mentre una rivolta giovanile travolge l’Europa in piena Guerra Fredda, due uomini si fronteggiano al tavolo degli interrogatori. Il primo, Ferdy Kaplan, ha sparato a uno studente, uccidendolo. Il secondo, il commissario Müller, sta cercando di scoprire perché. In un botta e risposta serrato in cui il poliziotto tenta di stare dietro alle svolte di una strana vicenda, il passato di Kaplan viene a poco a poco rivelato: la storia d’amore con l’amica d’infanzia Amalya, la loro comune passione per Kafka, il movimento radicale in cui militavano. Tra il carcere e le udienze in tribunale emerge che l’obiettivo di Kaplan non era lo studente, bensì un uomo misterioso che camminava vicino al giovane ucciso per errore. L’anziano scampato all’omicidio, si scopre, è Max Brod, l’amico prediletto di Kafka cui lo scrittore aveva affidato le sue ultime volontà chiedendo che i suoi manoscritti fossero bruciati, e che aveva tradito queste disposizioni decidendo non solo di salvarli, ma di pubblicarli interamente. Così, l’interrogatorio di un assassino si trasforma in un dialogo stringente tra un appassionato amante di Kafka in cerca di “giustizia” e un commissario di polizia che impara sulla letteratura, e sulla “verità”, più di quanto avrebbe creduto possibile. Alla fine, sul caso e sui lettori resta sospesa l’ombra di una domanda: Brod è vittima o colpevole? In un originale tributo a un autore che sente congeniale, Burhan Sönmez scrive un romanzo d’amore e vendetta tra Parigi e Istanbul, Berlino Ovest e Tel Aviv, sullo sfondo delle tensioni che scuotono la Storia alla fine degli anni ’60.
8.6 gradi di separazione
Giulia Scomazzon
Libro
editore: Nottetempo
anno edizione: 2025
pagine: 168
La fine di una lunga e turbolenta relazione e un'inattesa battuta d'arresto spingono Alice, insegnante poco più che trentenne,
Um
Helen Phillips
Libro: Libro in brossura
editore: Nottetempo
anno edizione: 2025
pagine: 312
Un ago si accosta placido, inesorabile, al viso di May. La donna ha accettato di sottoporsi a una procedura sperimentale per alterare le sue fattezze – dopo aver perso il lavoro, quei soldi torneranno utili. A lei, al marito Jem, costretto a barcamenarsi tra mille impieghi, ai figli Lu e Sy. A eseguire l’operazione è un um, uno degli innumerevoli robot intelligenti che, in una società sconvolta dal cambiamento climatico e sempre più informatizzata, stanno soppiantando gli umani. È stato facile cedere a quell’opportunità di guadagno, così come è facile cedere all’incessante pubblicità e al desiderio nostalgico delle foreste della sua infanzia: May acquista per tutta la famiglia una vacanza di tre giorni al Giardino botanico, un costoso rifugio verde nel cuore della città, dove auspica per tutti un po’ di disconnessione per riconnettersi, invece, a una natura che appare sempre più estranea. E riavvicinarsi gli uni agli altri. La sua insistenza affinché tutti si separino dai loro dispositivi digitali avrà però conseguenze impreviste, e il Giardino non si rivelerà il balsamo che May sognava. Messa di fronte al pericolo, dovrà combattere per i suoi cari. Scritto in una prosa asciutta ma con straziante compassione, "Um" racconta il mondo dell’individualità e degli affetti in un futuro distopico che appare pericolosamente vicino al presente. Pagina dopo pagina, Phillips ruota il punto di osservazione fino a porci di fronte a uno specchio – e scopriamo allora che quell’enigmatica sillaba che dà il titolo al romanzo non descrive solo l’umanoide ma chiama anche in causa, e con urgenza, l’umano.

