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Morcelliana: Storia

La compagnia divisa. Il dissenso nell'ordine gesuitico tra '500 e '600

La compagnia divisa. Il dissenso nell'ordine gesuitico tra '500 e '600

Michela Catto

Libro: Copertina morbida

editore: Morcelliana

anno edizione: 2009

pagine: 256

La storia della Compagnia di Gesù è puntellata da continui scontri: papi che intervennero nel tentativo di modificarne l'Istituto, ordini religiosi pronti a denunciarne la sua natura ereticale, poteri laici ostili pronti ad accusarla di trame eversive contro lo Stato. Tutti aspetti che andarono ad alimentare uno specifico antigesuitismo di matrice cattolica e contribuirono a costruire una immagine dell'ordine gesuitico come corpo compatto e braccio armato del papato romano. Sul finire del Cinquecento la Compagnia di Gesù fu segnata da un movimento di contestazione interna al quale parteciparono gesuiti di diversa formazione, tutti legati dall'intento di ricondurre l'ordine gesuitico allo spirito del fondatore, sant'Ignazio di Loyola. La seconda generazione di gesuiti manifestò ostilità verso la storia del proprio ordine religioso, e attraverso una intensa attività di denuncia giunse a mettere in discussione i pilastri dell'organizzazione gesuitica, come la figura del generale eletto a vita o il sistema interno di professione religiosa. Tra le diverse anime da sempre presenti nella Compagnia si accese un'aspra lotta che mise a rischio la sopravvivenza stessa dell'ordine, e la battaglia che allora si scatenò intorno all'eredità del Loyola lascia emergere i conflitti attraverso cui si compì la ridefinizione dell'identità gesuitica, e i mezzi e le forme mediante cui si strutturò il suo rapporto con la Controriforma cattolica.
18,00 €

Cristianesimo e cultura nell'Italia del Novecento

Cristianesimo e cultura nell'Italia del Novecento

Massimo Marcocchi

Libro

editore: Morcelliana

anno edizione: 2008

pagine: 336

I saggi accolti in questo volume riguardano intellettuali cristiani del Novecento (teologi, letterati, storici) e la casa editrice Morcelliana di Brescia. Tessuto connettivo è il rapporto tra religione e cultura, che si esprime nella ricerca di una "fede pensata" e nell'aspirazione a una religione colta, in cui la religione deve essere illuminata dalla cultura e la cultura animata dalla religione.Gian Battista Montini, Mario Bendiscioli, Giuseppe De Luca, Carlo Manziana, Igino Righetti, Nello Vian, Giuseppe Tovini, Giulio Bevilacqua, Carlo Colombo, Emilio Guano, Cesare Angelini: una costellazione di figure nelle quali si è declinata la ricchezza - spirituale e culturale - del cattolicesimo italiano contemporaneo.
22,00 €

Storia della diocesi di Piacenza. Volume 2\1

Storia della diocesi di Piacenza. Volume 2\1

Libro: Copertina morbida

editore: Morcelliana

anno edizione: 2008

pagine: 336

26,00 €

Canonizzazioni e infallibità pontificia in età moderna

Canonizzazioni e infallibità pontificia in età moderna

Pierluigi Giovannucci

Libro: Copertina morbida

editore: Morcelliana

anno edizione: 2008

pagine: 288

Il dibattito storiografico recente sulle questioni inerenti la santità canonizzata tocca problematiche assai ampie. Il contributo specifico che questo volume porta al cantiere della ricerca sulla santità è soprattutto di tipo storico-concettuale: suo obiettivo principale è infatti l'illustrazione di alcuni aspetti teorici, dotati tuttavia di rilevanti ricadute pratiche, relativi alle canonizzazioni cattoliche tra XVI e XVII secolo. Il libro si articola in due sezioni: la prima dedicata alla ricostruzione della genesi e del significato di un fondamentale criterio di canonizzazione moderno, quello della virtù in grado eroico, la seconda al problema dell'infallibilità pontificia nelle canonizzazioni, visto attraverso gli scritti di teologi e canonisti che se ne occuparono tra il tardo Medioevo e il Settecento.
16,50 €

David M. Turoldo, Camillo de Piaz e la Corsia dei Servi di Milano (1943-1963)

David M. Turoldo, Camillo de Piaz e la Corsia dei Servi di Milano (1943-1963)

Daniela Saresella

Libro: Libro in brossura

editore: Morcelliana

anno edizione: 2008

pagine: 240

Gli anni della Corsia dei Servi coincidevano con i primi anni di pace e i primi esperimenti di una vita civile e religiosa nella libertà: le figure del conflitto, i morti uccisi per strada, le vendette politiche e le giustizie affrettate, pur presenti e tragiche, erano vissuti come in lontananza, rispetto ad un presente che appariva illuminato da una speranza quotidiana nel fare e nel vivere. Padre Davide e padre Camillo erano fratelli maggiori. Convivevano con le nostre incertezze ma sembravano fruire di una grazia speciale, forse quella che il catechismo indicava come frutto dei sacramenti: erano liberi, molto più liberi di noi, era questo forse il segno visibile di quella grazia. Avevano partecipato alla guerra dalla parte che ritenevamo giusta; erano stati e rimanevano antifascisti, ed il loro antifascismo sembrava accordarsi perfettamente con il loro cristianesimo, sembrava anzi in qualche modo dipenderne.La Corsia dei Servi è stata la loro opera, e questo libro ne traccia la storia con grande intelligenza.(dalla Premessa di Michele Ranchetti)
16,00 €

La Pira e la civiltà cristiana tra fascismo e democrazia (1922-1944)

La Pira e la civiltà cristiana tra fascismo e democrazia (1922-1944)

Domenico Giovannoni

Libro: Copertina morbida

editore: Morcelliana

anno edizione: 2008

pagine: 289

Il libro di Pietro Giovannoni è dedicato all'itinerario politico ed intellettuale di Giorgio La Pira nel periodo che va dalla nascita alla caduta del regime. Si tratta di capire le modalità con cui il futuro sindaco di Firenze aveva raccordato questo tema agli assetti politici dell'Italia fascista dove la sua presenza pubblica, nel mondo cattolico cittadino come in quello accademico e nazionale, si stava facendo sempre più rilevante ed autorevole. In questa linea il volume si dipana scevro da ogni preoccupazione apologetica. Giovannoni interroga una documentazione, edita ed inedita per rispondere alla domanda sulle reali posizioni politiche e culturali espresse dal personaggio. Dall'iniziale entusiasmo verso Mussolini, interpretato come il portatore a livello planetario delle indicazioni vaticane circa l'organizzazione della vita collettiva, si passa ben presto, già verso la metà degli anni Venti, alla freddezza per la mancata rispondenza della politica, in particolare estera, del regime all'esigenza di instaurare nel mondo la civiltà cristiana.
20,00 €

Chiesa cattolica tedesca e Terzo Reich (1933-1934)

Chiesa cattolica tedesca e Terzo Reich (1933-1934)

Martino Patti

Libro: Copertina morbida

editore: Morcelliana

anno edizione: 2008

pagine: 368

Nella proposta di una poco nota documentazione si trova il primo merito di questa edizione di testi curata da Martino Patti. Il volume presenta in versione italiana un gruppo di saggi pubblicati tra l'inverno del 1933 e l'estate del 1934 dall'editore Aschendorff di Münster nella collana Reich und Kirche. La serie aveva - come si dichiarava esplicitamente - lo scopo di favorire "l'edificazione del Terzo Reich". Lo si conseguiva con la pubblicazione di saggi volti a "diffondere e corroborare la comprensione del legame indissolubile tra i princìpi del nuovo Stato e quelli della Chiesa". In tal modo si sarebbero adeguatamente chiariti i compiti di collaborazione cui i cattolici erano tenuti verso il regime costituitosi in seguito all'ascesa al cancellierato di Hitler. In effetti, se tra i collaboratori alla collana figura l'esponente politicamente più in vista del mondo cattolico, quel Franz von Papen che non poco aveva fatto per aprire al Führer la strada del governo, vi compaiono anche alcuni tra i nomi più prestigiosi della cultura cattolica tedesca assai meno caratterizzati sul piano politico: dal teologo Michael Schmaus allo storico Joseph Lortz; dall'orientalista Franz Gustav Taeschner al filosofo Josef Pieper. In tal senso Martino Patti pone il problema di una più precisa storicizzazione del percorso compiuto dal cattolicesimo - tedesco in primo luogo, ma anche dalle sue espressioni di governo romano - nei confronti del nazismo.
25,00 €

Domenico Bollani, vescovo di Brescia. Devozione alla Chiesa e allo Stato nella Repubblica di Venezia del XVI secolo

Domenico Bollani, vescovo di Brescia. Devozione alla Chiesa e allo Stato nella Repubblica di Venezia del XVI secolo

Christopher Cairns

Libro: Copertina morbida

editore: Morcelliana

anno edizione: 2008

pagine: 408

Nato a Venezia nel 1513 da una famiglia aristocratica, non più ricca, ma pur sempre dotata di prestigio, Domenico Bollani compì gli studi di diritto nell'università di Padova. Entrò ben presto al servizio della Serenissima, assolvendo numerosi uffici politici e diplomatici. Entrato a far parte del Senato veneziano, fu riconosciuto "senator di grandissima prudenza" e pertanto investito nel 1555 della luogotenenza del Friuli in una situazione difficile per epidemie, carestie, fermenti popolari e diffusione dell'eresia, e nel 1558 dell'ufficio di podestà di Brescia.Il 15 marzo del 1559, alla morte del card. Durante Duranti, il Bollani fu nominato da Paolo iv Carafa vescovo di Brescia, con una prassi, non nuova nella Repubblica veneta, di trasferimento da un ufficio secolare ad un ufficio ecclesiastico.L'abilità diplomatica, il realismo, la capacità di mediazione, lo spirito pragmatico del Bollani si rivelarono anche nella trama dei complessi rapporti, fatti di tensioni, di polemiche e di rappacificamenti, tra la Serenissima, gelosa della sua sovranità, e il Papato. In Bollani era vivissima la devozione agli ideali sia della Riforma cattolica sia dello Stato veneziano, cosicché nelle dispute tra Roma e Venezia, a proposito della pubblicazione nei domini veneziani della bolla In Coena Domini e delle attività inquisitoriali, la sua azione fu mediatrice e pacificatrice.
30,00 €

Donne tra saperi e poteri nella storia delle religioni

Donne tra saperi e poteri nella storia delle religioni

Sofia Boesch Gajano, Enzo Pace

Libro: Copertina morbida

editore: Morcelliana

anno edizione: 2007

pagine: 512

Il volume intende giocare esplicitamente la relazione maschile/femminile nel confronto fra religioni, scegliendo come campo di indagine specifico la correlazione fra poteri e saperi. Potremmo dire si sia seguito, sia pure implicitamente, il suggerimento di Anna Scattigno: "un passo avanti per restituire allo studio dell'esperienza religiosa delle donne un approccio meno ideologico, oltre la realtà ormai individuata e descritta di una costante tensione tra discorsi normativi e pratiche di mediazione o trasgressive, potrebbe essere l'approfondimento della cultura e del sapere religioso delle donne". La struttura del volume riflette la volontà di contribuire, con un approccio comparatistico e multidisciplinare, ad approfondire temi ben presenti nella storiografia, a partire dalle motivazioni antropologiche, sociali, teologiche, che sono alla base della diversità, complementare o conflittuale, e di conseguenza a una diversa trasmissione dei saperi e a una diversa conoscenza della realtà, a un diverso esercizio di poteri, a pratiche spirituali e comportamentali differenziate, ma spesso interrelate, all'interno o all'esterno delle istituzioni ufficiali delle religioni monoteiste come pure nelle religioni antiche, orientali, africane, afro-americane.
32,00 €

Messico 1900-1930. Stato, Chiesa e popoli indigeni

Messico 1900-1930. Stato, Chiesa e popoli indigeni

Massimo De Giuseppe

Libro: Copertina morbida

editore: Morcelliana

anno edizione: 2007

pagine: 500

Il libro nasce con l'idea di rileggere le complesse relazioni tra Stato e Chiesa nel Messico di inizio '900 attraverso lo specchio della questione indigena. Ne scaturisce un percorso che parte dall'epoca liberale del "porfiriato", attraversa gli eventi rivoluzionari e si concentra sulla fase "ricostruttiva" degli anni Venti, intrecciando storia politica, sociale, culturale e religiosa. In quella stagione di modernizzazione si sviluppò un'azione dirompente da parte dello Stato che arricchì di nuovi elementi, miti e speranze, i progetti di costruzione nazionale e il confronto-scontro tra centro e "periferie". Al contempo la Chiesa cattolica cercò di riorganizzarsi, sia sul fronte sociale che missionario, ridefinendo la propria complessità. Fu in questo periodo di tensioni esterne e rivoluzioni interne, scontri verbali, leggi radicali, esperimenti sociali, scioperi del culto e lotte armate, che si registrò il riemergere della questione indigena, cruciale per gli equilibri (ideali e concreti) della nazione. In questa luce s'è cercato di rileggere fenomeni quali il rilancio missionario, il cattolicesimo sociale, lo zapatismo, le rivolte armate, le "missioni culturali" e le politiche di "defanatizzazione". Chiesa e indigeni erano infatti presenti, nella loro profondissima complessità, su tutti gli scenari verso cui si muoveva l'azione dei governi "rivoluzionari".
35,00 €

Il «partito romano». Politica italiana, Chiesa cattolica e Curia romana da Pio XII a Paolo VI

Il «partito romano». Politica italiana, Chiesa cattolica e Curia romana da Pio XII a Paolo VI

Andrea Riccardi

Libro: Libro in brossura

editore: Morcelliana

anno edizione: 2007

pagine: 352

Il "partito romano" ha una storia a cavallo tra la politica italiana, la Chiesa e la Curia romana. Per Alcide De Gasperi si tratta di una lobby ecclesiastica con cui fare i conti per la creazione e la conservazione del sistema politico da lui realizzato. La visione del "partito romano" è fortemente bipolare, critica verso il centrismo e il parlamentarismo degasperiano. In sostanza corrisponde a quella che è la geopolitica di una parte consistente della Curia romana, ben espressa dal card. Ottaviani: lo scontro epocale tra la Chiesa e l'"antichiesa", tra cristianità e comunismo. La storia del "partito romano" è la vicenda dell'opposizione alla politica degasperiana, ma anche dell'antagonismo con Giovanni Battista Montini, Sostituto della Segreteria di Stato con Pio XI e Pio XII e, dal 1954, arcivescovo di Milano, considerato il maggior sostegno in Vaticano del leader democristiano. Questo prelato rappresenta una visione riformista della Chiesa e milita per un rapporto meno conflittuale con il mondo contemporaneo. Non è l'avversario dei "romani" solo da un punto di vista politico, ma lo è principalmente nella vita della Chiesa. La prima edizione di questo volume, apparsa nel 1983, ricostruiva questa vicenda dalla fine della guerra mondiale sino al 1954, anno della morte di De Gasperi e del trasferimento di Montini a Milano.
21,00 €

I gesuiti al tempo di Claudio Acquaviva. Strategie politiche, religiose e culturali tra Cinque e Seicento

I gesuiti al tempo di Claudio Acquaviva. Strategie politiche, religiose e culturali tra Cinque e Seicento

Libro: Copertina morbida

editore: Morcelliana

anno edizione: 2007

pagine: 320

Esistono vari motivi che conferiscono al generalato di Claudio Acquaviva un'importanza particolare. Da qualunque punto di vista lo si osservi - sia da quello della storia della Compagnia di Gesù, che dell'educazione, della scienza, dell'espansione missionaria, dell'arte - questo generalato può essere letto come un momento di compimento. Il periodo che va dal 1581 al 1615 rappresenta il crocevia di un gran numero di linee convergenti: la realizzazione della Ratio Studiorum che riconosce e sostiene l'attività degli ormai più di cento collegi che risultano aperti alla fine del secolo. Il moltiplicarsi delle litterae indipetarum, le lettere di domanda d'invio nelle missioni indirizzate al generale, rispecchia l'ampiezza dell'impegno missionario (con la costituzione della prima missione in Cina nel 1582 e la fondazione, nel 1610, delle prime reducciones del Paraguay), in un'epoca anteriore alla creazione della Congregazione de Propaganda Fide. Se il più che trentennale governo di Acquaviva deve essere considerato - per comune consenso degli studiosi - un punto di svolta irreversibile nella costruzione della moderna identità dell'Ordine ignaziano, attraverso un processo di istituzionalizzazione che era rimasto incompleto nel periodo precedente, allora la necessità di indagare in profondità aspetti diversi e concorrenti connessi con lo sviluppo storico della Compagnia di Gesù diventa cruciale.
22,00 €

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