Marsilio: Romanzi e racconti
Il rivoluzionario e la maestra
Gaja Cenciarelli
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2026
pagine: 224
Adolfo Wasem e Sonia Mosquera furono rapiti nel 1972, in Uruguay, durante la dittatura militare. Per dodici anni furono sottoposti a torture indicibili. Wasem e tutto il comitato direttivo dei Tupamaros – tra cui il “presidente povero” Pepe Mujica – vissero in isolamento in cunicoli sotterranei chiamati calabozos, nel silenzio più assoluto. In una casa alla periferia di Roma, quarant’anni dopo la morte di Wasem, una donna, alle prese col suo ennesimo trasloco, trova un libro. La storia di Wasem le insegna che ciascuno può fare la rivoluzione a modo suo, e che aver perso i soldi, la famiglia, la casa, gli amici, non significa dover rinunciare alla libertà. Tutte le famiglie felici si assomigliano e ognuna è infelice a modo suo, dice uno dei capolavori della letteratura, ed è di certo vero. Ma lo è altrettanto che tutte le storie del mondo, anche quando sembrano slegate l’una dall’altra, distanti nel tempo e nella geografia, nella condizione politica e sociale, viaggiano unite da un filo che si chiama libertà: cercare di stare in piedi per poter cadere e rialzarsi, andare a capo. Gaja Cenciarelli, con la sfrontatezza che abbiamo amato in tutti i suoi romanzi, ci porta nella sua vita e in quella di Adolfo Wasem, per testimoniare come la rivoluzione è sempre possibile, anche quando si chiama “cambiare casa”. Queste sono le storie di un rivoluzionario e di una maestra, che poi sono una storia sola. Che è pure la nostra.
Ho servito la regina di Francia
Edoardo Pisani
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2026
pagine: 272
Questa è la storia di un amore fra Giorgio Mavi, un giovane uomo mai veramente divenuto adulto, e «la Passiotti», un’anziana professoressa condannata alla gogna pubblica. È la storia di una fuga a Parigi, fra tombe di grandi scrittori e misteriose librerie inglesi. E poi, è anche la storia di una sconfitta, perché quando morirà la nostra prima e ultima lettrice, cioè nostra madre, ogni libro ci sembrerà inutile e decideremo di non scrivere più, rifacendoci al silenzio di Rimbaud dopo i vent’anni, in Africa. Sì, è eccessivo, ma questo è un romanzo di eccessi. È, ancora, la storia di una rivalsa, perché grazie alla «regina di Francia» – la mitica professoressa, ormai abbandonata in un ospizio terrificante – il nostro giovane eroe scoprirà il significato ultimo della letteratura e forse della vita stessa: la ribellione degli sconfitti e degli esiliati, il blasone di chi non ha più niente da perdere e che perciò si permette non tanto di salvarsi quanto di esistere e, per questo, meravigliarsi. Giorgio Mavi aveva un padre, folle e buffo, sul punto di impazzire, e viveva una vita che non sopportava, mentre la professoressa Passiotti sarebbe morta in un ospizio senza mai più leggere i libri che amava: adesso, però, è cambiato tutto, e tutti e tre sono in viaggio per la Francia, di notte. Ho servito la regina di Francia è un romanzo che si concede il lusso della bellezza e della meraviglia, e questo strano terzetto di italiani a Parigi saprà non soltanto divertirvi ma anche commuovervi; quanto alla regina di Francia, ha in serbo un’ultima sorpresa per il suo giovane servitore e amico, e per noi che leggiamo. Un romanzo di corsa, allegro e compito, pieno di decoro, inconvenienti e occasioni. Che fa la rivoluzione, senza mai perdere la tenerezza.
Dopo la festa
Stevo Grabovac
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2025
pagine: 384
Una telefonata dell’Associazione per le persone scomparse porta Stevo a riaprire gli archivi in cui suo padre, morto da poco, aveva scrupolosamente raccolto le testimonianze sui crimini di guerra commessi dal 1992 al 1995 nella ex Jugoslavia. Invitato a collaborare con l’associazione, Stevo viene a conoscenza di un episodio sconvolgente, sul quale nessuno ha mai pensato di dover fare luce: nell’estate del 1992, nella provincia di Bosanski Brod si perse ogni traccia dei bambini rom che viaggiavano su tre autobus verso l’Unione Europea, bambini che non erano né bosgnacchi né croati né serbi; bambini di nessuno che non potevano essere esibiti negli scontri sulla memoria collettiva, e per i quali nessuno ha mai invocato giustizia. In un labirinto di ricordi e inganni, Stevo scava nella memoria, dispiegando brillantemente un mosaico di storie di padri e figli, e intanto si interroga sul ruolo della scrittura e sulla possibilità di mettere il male sulla pagina, nero su bianco. La sua è l’esplorazione tormentata e appassionata di un uomo che raccoglie il testimone del padre, la sua eredità morale insieme all’eredità della scrittura, facendo così proprio l’imperativo di opporsi all’ingiustizia con il cuore aperto e una macchina da scrivere. Da una voce inconfondibile del panorama letterario dei Balcani, capace di raccontare le ferite, lo smarrimento, la solitudine e l’amore con sincerità, e anche leggerezza, quello di Stevo Grabovac è un romanzo che tocca corde universali, dispiegando la forza quieta delle storie che non finiscono quando si gira l’ultima pagina.
La disobbediente
Mavie Da Ponte
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2025
pagine: 224
Monda l’ha sempre saputo: non vuole figli. Non ne avrà, il suo corpo disobbediente non si presterà al dovere sociale né all’istinto animale della riproduzione, e la sua vita non si adatterà a una tacita norma che, da sempre, vede nelle donne creature nate solo per metterne al mondo altre. All’inizio del romanzo, Monda ha trentacinque anni. Alle spalle una formazione accademica che ha promesso molto e non ha mantenuto nulla, un fidanzato che ama, sembrava aver accettato la sua decisione, ma adesso non è più così sicuro. Nel momento in cui Monda sta per cedere alle pressioni di lui, la sua natura ribelle riaffiora e s’impone, prepotente e vitale, e le fa cambiare strada. Perché forse si nasce disobbedienti, ma bisogna esercitarsi, e Monda ha cominciato molto presto: per la storia famigliare, i vuoti affettivi, gli abbandoni che l’hanno costruita, per il suo carattere riottoso e per il suo desiderio di esistere in prima persona, di dire «io» senza paura, di farsi riconoscere in quanto Monda, in quanto donna, in quanto essere umano capace di decidere, di amare e scegliere. "La disobbediente" è la storia di una millennial che rifiuta la maternità biologica ma si ritrova a fare i conti con altre maternità, altri amori, altri percorsi di crescita: infatti essere madre, a volte, significa uscire da se stessi e imparare a dire «noi».
La governante
Csaba dalla Zorza
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2025
pagine: 245
Vista da fuori, la sua vita non mostra nessuna sbavatura, solo la precisione tipica di ciò che viene deciso a tavolino. Una donna che ha avuto tutto: marito, figli, una bella casa, una posizione professionale invidiabile. Ha avuto tutto ciò che per molti dovrebbe dare la felicità. Per il suo sessantesimo compleanno decide di farsi un regalo: seguire un desiderio nascosto, lasciare ciò che ha per andare altrove. Un pezzo alla volta, la donna apre a chi legge il suo cuore, come l’armadio in cui custodisce la sua collezione di porcellane. Riprendono così aria pezzi di un’esistenza di cui nessuno ha mai avuto conoscenza. Una confessione in bilico tra il desiderio di essere e la necessità di apparire. Una donna che ha coperto con la forza di volontà le sue fragilità, che ha dovuto lottare contro la cosa più grande che la vita potesse metterle davanti: se stessa. La famiglia, il giudizio degli altri, la paura di essere inadeguata sono stati punti fermi ai quali aggrapparsi, ma anche da cui scivolare. Sino al giorno in cui capisce che accettare di essere come sei, anche quando non corrisponde all’idea che gli altri hanno di te, alle aspettative che nutrono, è l’unico modo per iniziare a vivere davvero.
Il mestiere di morire
Gusti Da Pozzo
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2025
pagine: 256
Gusti Da Pozzo, all’anagrafe Augusta Da Pozzo, sapeva di aver scritto un’indagine sul dolore. Quattro quaderni che contengono ritagli di giornali, discorsi politici, poesie, osservazioni. Siamo negli anni Cinquanta del Novecento e Gusti Da Pozzo è rinchiusa in un sanatorio non lontano da Napoli, dove sarebbe morta nel luglio del 1953. Come tutti, Gusti aveva paura di morire, lo scrive nell’ultima pagina dell’ultimo quaderno, e aggiunge che sarebbe morta la notte stessa. Gusti è stata una socialista, è stata una donna sana che ha attraversato lunghe malattie, e in queste pagine, resoconti, osservazioni, memorie, ciò che appare e traspare è tuttavia la vita, coi suoi inciampi che l’intelligenza e in particolare l’intelligenza delle donne riesce a mutare in occasioni. L’occasione di gridare contro le ingiustizie, contro le malattie che si pensano estinte e invece esistono e falcidiano le vite. Come tutti quelli che muoiono giovani, Gusti Da Pozzo scrive con forza e non con debolezza, scrive del futuro e al futuro e non al passato. Ed è per questo che, a distanza di più di settant’anni, le sue righe ci parlano. E ci dicono: guardate, amate il sole, la luna e la verità.
La ragazza delle renne
Ann-Hélen Laestadius
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2024
pagine: 512
A nord del circolo polare artico, nella Lapponia svedese, è inverno. Poche ore di luce pallida sono tutto ciò che il sole ha da offrire prima che il paesaggio sia nuovamente avvolto da un buio compatto. In quelle terre estreme la piccola Elsa, nove anni, si allontana sugli sci dal villaggio sami in cui vive per raggiungere la zona di pascolo delle renne di famiglia. Quel giorno segna profondamente la sua infanzia: davanti ai suoi occhi spalancati, un uomo uccide brutalmente un piccolo di renna, il suo Nástegallu, quello che lei ha scelto nel branco e a cui le è stato permesso di incidere l’orecchio, secondo l’usanza della sua comunità. L’uomo e la bambina si guardano, si riconoscono. Poi l’uomo la minaccia, e la bambina decide di tacere. Porterà a lungo con sé quel segreto come un peso oscuro sul cuore. Dieci anni dopo, un tempo costellato di rischi e ulteriori massacri di animali, quando Elsa si ritrova a essere lei stessa il bersaglio di chi, mosso dall’odio, si è macchiato del sangue di Nástegallu, qualcosa si spezza. E il senso di colpa, la paura e la rabbia che ha dentro da allora le piombano addosso come una valanga, portandola a un ultimo, tragico confronto. Romanzo di formazione e canto d’amore per un mondo che sta scomparendo, basato su una storia vera, "La ragazza delle renne" mette a nudo le tensioni che sorgono quando la modernità si scontra con una cultura tradizionale e con strutture patriarcali profondamente radicate, mentre la xenofobia è in aumento e i cambiamenti climatici mettono a repentaglio la sopravvivenza di un popolo che custodisce una sempre più fragile eredità indigena. E nello splendido scenario di favolosi paesaggi invernali, dove le renne corrono libere su distese infinite e sotto cieli immensi, l’orecchio di un cucciolo segretamente preservato in una scatola diventa il simbolo di tutto ciò che potrebbe andare perduto. Di tutto ciò che, forse, è già andato perduto.
Manca il sole ma si sta bene lo stesso
Irina Turcanu
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2024
pagine: 240
"Manca il sole ma si sta bene lo stesso" è la storia raccontata dallo sguardo di Ina, che osserva una famiglia – la sua – che si pensa al riparo dalla grande Storia, dalle piaghe sociali che emergono come reazione all’infelicità dei più, di tutti. Dopo la caduta del regime comunista, i coniugi romeni Rubanencu sono affascinati dalla democrazia e dalla libertà di commercio, e tentano la strada dell’imprenditoria. Falliscono. Provano a reinventarsi cambiando città. Ma è dura vivere con decenza in un paese alla deriva. Nasce allora l’idea di fuggire, lasciando le proprie certezze, per offrire altro, il meglio, a se stessi, a Ina, la bambina che ormai è diventata un’adolescente. L’Italia, vista da fuori, è la terra promessa: tutti i risparmi dei Rubanencu vengono incanalati in questa ossessione. Adattarsi a un nuovo mondo, però, richiede un grande sforzo. È come rinascere e affacciarsi a una seconda vita con il peso del ricordo della precedente. Il padre crolla. La madre resiste. La figlia subisce il dono delle nuove opportunità. In questo romanzo c’è l’Italia vista da altrove, attraverso il tubo catodico, attraverso La piovra, Domenica In e gli occhi di una bambina che assiste al crollo del regime comunista romeno. È una storia in cui, anche se manca il sole, proprio come in una poesia di George Cosbuc che unisce Ina e suo padre, in qualche modo, per un qualche tempo, si riesce a stare bene lo stesso.
Le favole del comunismo
Anita Likmeta
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2024
pagine: 160
Le favole del Paese delle Aquile raccontano di asini, meli, operazioni volte a salvare una ragazza pazza con la coda di cavallo, e di fogli che una volta piantati possono far germogliare non solo agli e cipolle, ma pure case. Il Paese delle Aquile è il più felice che ci sia. Anche se non c’è l’acqua corrente, anche se ci sono più bunker che mucche, anche se la mamma di Ari l’ha lasciata dai nonni perché è rimasta incinta troppo giovane per poter lavorare, e anche se quando cade il muro di Berlino altro che fine immediata della dittatura: nel Paese delle Aquile ci sono solo disordine e omicidi e uomini con la faccia coperta. Certo, quando cade il muro di Berlino molti partono per l’Italia, diretti alla riva opposta al Paese delle Aquile che è il più felice di tutti. Ma Ari e i nonni no, loro restano. I nonni si sentono troppo vecchi per partire, e allora Ari aspetta che la madre - partita sulla nave che hanno preso tutti gli altri - torni a prenderla. Ci sono due Ari in questo romanzo: una è la bambina che vive in Albania tra gli anni Ottanta e Novanta, ed è senza scarpe, perché le scarpe non devono essere consumate e dunque si va scalzi; l’altra è una giovane donna che di scarpe ne ha moltissime, così come ha l’acqua corrente, e oggi vive nel centro di Milano, in un appartamento elegante, passando ore sotto la doccia perché gli shampoo biologici non fanno abbastanza schiuma. Le due si somigliano, un po’ perché sono belle e la bellezza è tutta uguale, un po’ perché sono la stessa Ari.
Ricco quanto il re
Abigail Assor
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2024
pagine: 192
Sarah ha sedici anni. Oltre alla pelle color terracotta, agli occhi allungati e alle gambe da gazzella, non possiede nulla, ma sa bene cosa vogliono i ragazzi. Così, quando incontra Driss, che invece ha tutto ma non ha mai dato un bacio, si adopera in ogni modo per essere sua. Sposarlo significherebbe dimenticare la baraccopoli in cui vive, liberarsi di una madre che pesa centodieci chili e si concede a chicchessia pur di riuscire a fare la spesa, lasciarsi alle spalle la fame e accedere di diritto al bel mondo di Casablanca. Sotto un sole pericoloso come un naufragio, su distese di sabbia rovente, ai bordi di piscine da sogno e in feste dove la droga passa di mano in mano, si consuma un amore capace di raccontare la ferocia dei rapporti sociali, l’oppressione delle donne (a qualunque classe appartengano) e il desiderio adolescente di fuggire altrove. Per le ragazze come Sarah, però, baciate dalla fortuna di un corpo che fa impazzire gli uomini ma condannate a un destino stabilito dal censo e dal genere, l’altrove rischia di essere davvero troppo distante. Da una delle autrici più promettenti della scena letteraria francese, un romanzo di formazione struggente, romantico e pop, vitale e ricco di atmosfera, che dà voce a chi non ne ha, e attraverso l’incontro di due anime lontanissime e simili esplora tutte le sfumature dell’ingiustizia, del privilegio e della ricerca ostinata di un altro futuro possibile.
Amar. Favola laica
Rossana Rossanda
Libro: Libro rilegato
editore: Marsilio
anno edizione: 2024
pagine: 96
Amar è un uomo che ha moglie e figli e vive seguendo i precetti di Ben Maimon, filosofo, teologo e medico ebreo andaluso, noto nel mondo latino come Maimonide. Siamo poco dopo l’anno Mille e Amar, insieme alla moglie e ai figli, vive in accordo con gli insegnamenti del maestro cercando di aiutare gli altri; finché, come in un maleficio, si trova a dover affrontare la morte dei figli, uno dopo l’altro. Quando anche l’ultima chiude gli occhi, Ben Maimon gli assicura, con parole che alle orecchie di Amar suonano come una beffa, che sarà l’ultima. Ed è così che Amar decide di chiedere a Dio di sollevarlo dalla morte, di allontanarlo dalla morte, di non farlo morire. Che cosa imparerà Amar in questa sospensione di mortalità lo racconta Rossana Rossanda in una favola che è immaginifica e politica; anzi, più precisamente, immaginifica e dunque politica, se la politica è la disciplina nella quale esercitarsi per pensare non solo al benessere privato ma pure a quello di un’intera comunità e infine di un intero mondo. Senza la nostra finitezza, e la certezza di essa, c’è la possibilità di conoscere, e soprattutto di amare? In occasione del centenario della nascita dell’autrice, torna in libreria una riflessione che in poche pagine, scritte con limpidezza e passione, tesse il dolce canto dei nostri limiti.
La ragazza unicorno
Giulia Sara Miori
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2024
pagine: 128
Nel giorno del suo compleanno, il 27 gennaio 2022, alle 18.41, il signor Cattaneo esce dal suo ufficio, viene rapito da due loschi figuri e portato, bendato, in un luogo che, quando riapre gli occhi, scopre essere tutto bianco. Il signor Cattaneo medesimo ha avuto in consegna abiti che sono essi stessi tutti bianchi. I due rapitori hanno l’aspetto dei rapitori: cappello, occhiali da sole, sigaretta in bocca. Lo interrogano sul suo lavoro, sui suoi gusti, sulla moglie dalla quale ha divorziato e che non sente da cinque anni, sulle sue abitudini sentimentali, per non dire sessuali. Il signor Cattaneo risponde, in qualche modo non ha paura, in qualche modo capisce che i due che gli stanno di fronte somigliano a qualcuno che ha già visto e, soprattutto, sanno sul suo conto più cose di quante ne sappia lui stesso. Ma chi è la ragazza unicorno? E cos’ha a che fare con quest’uomo apparentemente anonimo e senza pretese? Con un racconto veloce e preciso, comico e tragico, Giulia Sara Miori, che con quest’opera esordisce nel romanzo, insegue – come i due rapitori – un uomo incapace di guardarsi dentro. Un uomo che rifiuta di capirsi, e che dopo essersi capito per caso e non per intenzione, ovviamente, rifiuta di assolversi. Sembrerebbe quest’uomo, il signor Cattaneo, un eroe contemporaneo, e in qualche modo lo è, questo suo rifiuto dell’introspezione è infantile e titanico. Al signor Cattaneo viene data l’occasione di vivere e osservare ciò che è, una nuova coscienza, ma decide che con questa chiarezza non ci farà niente di niente. Tra Kafka e Bulgakov, un esordio fulminante dove la realtà si confonde con la finzione. Il romanzo per tutti coloro che neanche quando vengono rapiti riescono a guardarsi dentro.

