Lingua
O Dicionário portugues. Dizionario portoghese-italiano, italiano-portoghese
Giuseppe Mea
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Zanichelli
anno edizione: 2010
pagine: 2230
La novità principale di questa terza edizione di "O Dicionário português" è costituita dall'aggiornamento del lemmario in conformità all'"Acordo Ortográfico da Língua Portuguesa de 1990". La riforma è intervenuta sulle parole di uso molto frequente: per aiutare il lettore, sono state mantenute le voci con la vecchia grafia e accanto è indicato un rinvio alla nuova. Ogni lemma, articolato nelle eventuali accezioni, presenta sempre la trascrizione fonetica ed è arricchito da informazioni grammaticali, esempi contestualizzati, termini tecnici, frasi idiomatiche, proverbi e varianti. Entrambi i volumi sono stati strutturalmente rivisti, le sezioni aggiornate con l'inserimento di numerosi neologismi portoghesi e italiani e una particolare attenzione è stata dedicata all'impostazione grafica, così da rendere la consultazione e la comprensione ancora più rapide. Oltre 142 000 voci, circa 450 000 traducenti, 118 000 tra locuzioni, proverbi ed esempi.
English language learning in domain-specific contexts: a case study
Martin Solly
Libro
editore: Cortina (Torino)
anno edizione: 2003
pagine: 224
Le lingue e il linguaggio. Introduzione alla linguistica
Sergio Scalise, Giorgio Graffi
Libro
editore: Il Mulino
anno edizione: 2002
pagine: 276
L'istinto del linguaggio
Steven Pinker
Libro
editore: Mondadori
anno edizione: 1998
pagine: 504
Il linguaggio è una delle più straordinarie caratteristiche umane. A soli quattro anni un bambino conosce migliaia di parole e ha la capacità di costruire frasi così complesse, dal punto di vista grammaticale e sintattico, da surclassare la più potente intelligenza artificiale. Può una struttura così articolata crearsi da zero, per pura imitazione degli adulti, come hanno ritenuto in molti? Già negli anni Sessanta Noam Chomsky aveva risposto con un'ipotesi ardita: a tutte le lingue del mondo è sottesa una stessa "grammatica universale" e il cervello del bambino, fin dalla nascita, è predisposto a usarla. Steven Pinker va oltre e dimostra che non solo l'uomo ha un istinto ereditario del linguaggio, ma che questo istinto, come la proboscide dell'elefante, è frutto dell'evoluzione naturale. Esistono allora i geni del linguaggio? Sì, è la risposta rivoluzionaria di Pinker. Di più: esiste un linguaggio mentale astratto, il "mentalese", che dà forma ai pensieri e che noi traduciamo, di volta in volta, nella nostra lingua madre. In un mondo di sempre più frequenti e profondi scambi non sempre pacifici tra culture diverse, la teoria di Pinker rende meno incolmabili le distanze, delineando una nuova e più unitaria visione dell'uomo.

