Biografie generali
Higuita. Locura e sentimento
Claudio Metallo
Libro: Libro in brossura
editore: Garrincha Edizioni
anno edizione: 2024
pagine: 112
Lo scorpione. Il portiere che fa gol. Le sue maglie sgargianti. La visita a Pablo Escobar. Tutto questo è René Higuita. Ma tutto questo non è tutto, perché Claudio Metallo, scandagliando René Higuita e se stesso ci porta oltre Higuita diventa una scoperta.
Asprilla. La leggenda di Eldorado
Ivano Brindisi
Libro: Libro in brossura
editore: Garrincha Edizioni
anno edizione: 2024
pagine: 122
Un pazzo, un ribelle. Faustino Asprilla era la scheggia impazzita del parma di Nevio Scala, quello dei miracoli. Giocate al limite del possibile, la spensieratezza che fa rima con follia. Una vita al limite anche dopo. Ivano Brindisi, anche attraverso fonti dirette, ci porta dentro Faustino Asprilla. Dentro un mondo.
Di Bartolomei. Il cuore dentro alle scarpe
Lorenzo Latini
Libro: Libro in brossura
editore: Garrincha Edizioni
anno edizione: 2024
pagine: 132
La classe di Ago. L'eleganza di Ago. I tormenti di Ago. Storia bella e drammatica quella di Agostino di Bartolomei, e Lorenzo Latini ha il merito di guardarci dentro, mescolando il Dibba collettivo, quello che tutti hanno conosciuto, e quello suo più intimo. Riuscendoci benissimo.
Leonesse. Le guerriere del Rinascimento
David Salomoni
Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2024
pagine: 248
Chi l’ha detto che le donne del Rinascimento erano destinate unicamente a indossare splendidi abiti come Monna Lisa? O a passare la vita tra seduzione, inganni e trame come Lucrezia Borgia? In realtà in Italia è esistita una tradizione importante di donne dedite all’arte della guerra: feudatarie, capitane di ventura, donne cavaliere e anche popolane. Se Matilde di Canossa è la prima, e forse la più conosciuta, altre sono state all’epoca capaci di suscitare sconcerto e terrore per l’audacia delle proprie imprese: da Caterina Sforza a Cia Ordelaffi, da Orsina Visconti a Bona Lombardi – la Giovanna d’Arco italiana. Donne al comando di eserciti in difesa dei propri castelli, è il caso di Donella Rossi, e battaglioni interamente femminili, come quelli che combatterono a protezione di Siena e della sua indipendenza durante l’assedio dei fiorentini nel 1555. Quello che emerge da queste storie avventurose e che oggi appaiono quasi leggendarie, è un tema trascurato dagli storici: quello di una vera e propria educazione militare impartita alle donne dai padri e più spesso dalle madri o dalle nonne, che hanno dato vita a una via femminile alla guerra. Per secoli è stato facile idealizzare queste donne combattenti, imbalsamandole nel ruolo di figure eccezionali e irripetibili, quasi letterarie, addomesticandone la portata rivoluzionaria. Oggi, finalmente, possiamo provare a restituire a queste donne la loro verità di soggetti attivi, anche nella violenza estrema della guerra.
La mia canzone d'amore per te. Il bello di essere il tuo papà
Ivanhoe Spalluto
Libro: Libro in brossura
editore: Rizzoli
anno edizione: 2024
pagine: 204
«L’11 gennaio era stato un giorno zero non solo per te ma anche per la mia vita, che in qualche modo adesso aveva la possibilità di ricominciare insieme alla tua. È così che l’ho vissuto, con un carico di gioia e di novità che mi facevano vedere un futuro diverso e migliore per tutti noi.» Per chi lo segue sui social, Ivanhoe è un ragazzo biondo, dallo sguardo limpido, che canta a squarciagola chiuso in macchina, con gli occhi persi in quelli di suo figlio Jasper; le due voci si completano. Un’immagine indelebile di complicità, affetto, gioia e condivisione. Per questo arriva dritta al cuore di chi si imbatte nel suo profilo. Ma dietro questa spensieratezza, c’è la sua storia commovente: da bambino e ragazzino, giovane fratello maggiore alle prese con problemi più grandi di lui, cocciutamente ribelle, difficile coi professori e irrequieto, con addosso un carico di sofferenza che fatica a tenere sulle spalle da solo, ma con la capacità di prendersi cura di un fratellino e una sorellina che hanno bisogno di lui. Dietro l’angolo, un buio lo tormenta, finché non arriva suo figlio Jasper: un raggio di sole che riempie tutto di luce, gioia, amore. E con lui la musica, la serenità, finalmente a portata di mano, e la capacità di reinventare non solo la vita, ma anche i sogni.
Morgana. Il corpo della madre
Michela Murgia, Chiara Tagliaferri
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2024
pagine: 416
Si conclude con questo terzo volume lo straordinario progetto letterario e politico a cui Michela Murgia e Chiara Tagliaferri hanno dato vita nel 2019 attraverso un podcast di grande successo che è poi diventato il primo libro della celebre serie: "Morgana. Storie di ragazze che tua madre non approverebbe". Da allora quelle “ragazze fuori dagli schemi”, la cui ultima preoccupazione è compiacere gli altri, si sono esponenzialmente moltiplicate, non solo nei luminosi racconti delle autrici, ma anche nel vasto pubblico di ascoltatori e lettori, dando luogo a una meravigliosa esperienza collettiva, un intrepido esercito di Morgane, fatto di donne – ma anche di uomini, persone in transizione e queer –, che in quelle storie di libertà e coraggio si sono viste e riconosciute.
Il corpo come elemento plasmabile dell’identità e la maternità nelle sue più intricate declinazioni sono i soggetti politici che le due scrittrici hanno scelto di mettere al centro di questo capitolo finale. E, come scrive Chiara Tagliaferri nella Prefazione al libro: “Troverete Morgane terroriste, ragazzine che arrivano da Nazaret per cambiare il mondo, madri che non smettono di marciare intorno all’obelisco di Plaza de Mayo, scrittrici senza corpo o rinchiuse in campane di vetro, pioniere del femminismo e della chirurgia estetica... Le loro storie mostrano un mondo liberante ricco di fecondità alternative, tutte diverse, nel quale nessuna è una madre migliore o peggiore delle altre”. Maria di Nazaret, la madre non madre per eccellenza, Elena Ferrante che si è imposta in tutto il mondo prescindendo dalla sua presenza fisica, David Bowie che si è divertito a cambiare pelle di continuo, “le madri due volte” di Plaza de Mayo, Sylvia Plath, Goliarda Sapienza e tante altre. E per finire, la stessa Michela Murgia, madre, amica, sorella, intellettuale e donna dalle molte vite, raccontata attraverso la voce della sua famiglia queer e dei suoi amici più cari.
Bruciano più che mai queste Morgane e la luce che sprigionano non smetterà mai di far brillare tutte le deviazioni del nostro cammino.
Perdere tempo mi viene facile. Autobiografia musicata di un meridionale in libera uscita
Rocco Papaleo
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2024
pagine: 300
“Devo ammettere che spesso m’ingarello in queste questioni futili, roba per chi ha tempo da perdere; e non tutti ce l’hanno, lo capisco, bisogna essere concreti e produttivi, altro che sogni. Ma io il mio tempo da perdere me lo sono guadagnato facendo sacrifici.” Riflessioni, aneddoti, interi racconti, ma anche poesie e addirittura canzoni composte alla bisogna: Rocco Papaleo, in questo originalissimo rendiconto di sé, ci regala il libero accesso alla sua formidabile creatività. Ed è un universo di parole, scritte e recitate, a volte anche cantate, frutto di un estro eclettico e variegato che l’autore riesce a coltivare attraverso uno dei suoi talenti: la capacità di perdere tempo. Se è vero che una persona è ciò che ricorda di sé, quello che emerge in modo gioiosamente disordinato dal setaccio di "Perdere tempo mi viene facile" è che Papaleo è una persona profonda, divertita e divertente, fantasiosa, figlio puro di una famiglia semplice della Basilicata degli anni Sessanta. Ci racconta della prima volta al mare, evento epifanico che gli suggerisce quella che sarà la sua caratteristica del saper galleggiare nella vita. Poi la prima chitarra, che gli svela la grande passione per l’amore e per il lato femminile del mondo. E vari incontri fra cui, chissà se vero o sognato, quello con Paolo Conte in un piccolo ristorante di Asti. Tante, tantissime poesie (“per dire a qualcuno mi piaci uso sempre una poesia”) e diverse sorprendenti canzoni in stile cantautorale. Il testo di un ex ragazzo che ha intrapreso il suo personalissimo coast to coast da Lauria verso l’affermazione del suo naturale e composito talento. Davvero un bel risultato per chi, come dice lui, “è cresciuto in un piccolo paese ma ha fatto grandi sogni”.
Bada come la fuma. Da Firenze alla conquista del mondo
Tommaso Mazzanti
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori Electa
anno edizione: 2024
pagine: 184
Da ragazzo di bottega nella gastronomia di famiglia a imprenditore di successo, Tommaso Mazzanti ha fatto dell'Antico Vinaio e delle sue schiacciate un brand internazionale, simbolo del food made in Italy. Dalla gastronomia di famiglia alla guida di un brand made in Italy conosciuto a livello mondiale, un istinto naturale per il business sembra essere la caratteristica distintiva di Tommaso Mazzanti, prima "Vinaino" e giovane ragazzo dietro al banco, oggi imprenditore pronto a conquistare il mondo. Ma questa non è solo la storia di Tommaso, è soprattutto quella dell'Antico Vinaio e di una famiglia che ha investito in un progetto senza mai smettere di crederci. Da una piccola via di Firenze, oggi con oltre cinquecento dipendenti, l'Antico Vinaio scala le classifiche di TripAdvisor e, con le sue schiacciate in "limited ediscion", il menù − anche ora che ha un profilo internazionale − non rinuncia al gusto italiano puntando all'eccellenza dei prodotti tipici del territorio, senza mai smettere di essere fiorentino. Tante le aperture in giro per il mondo, tra Roma, Napoli, Torino, gli Emirati Arabi e gli Stati Uniti, ma soprattutto Milano, quella più emozionante, la città dove Tommaso Mazzanti ha deciso di vivere insieme alla sua famiglia, per restarci, per la prima volta lasciando la sua Firenze. E tanti sono gli ospiti che l'Antico Vinaio ha incontrato nel suo percorso, come Lenny Kravitz, Ron Howard, Tom Hanks e Joe Bastianich, prima amico e poi socio. Un sogno che si è realizzato grazie all'impegno, al duro lavoro e alla volontà di esprimere tutto il proprio potenziale.
Privata e confidenziale. La vita attraverso le lettere ad amici e familiari
Winston Churchill
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2024
pagine: 288
Nel 1935 Winston Churchill ha sessant'anni. Dalla casa di campagna di famiglia, scrive all'amata moglie Clementine e le racconta di come stia sperimentando un nuovo modo di parlare in pubblico, più rilassato e colloquiale, che sembra deliziare tutti in parlamento. Nella stessa lettera si lamenta di quanto stia male la barba al figlio, si duole per la loro capra bruna morta accidentalmente, gioisce per quella bianca che invece aspetta dei capretti e, tra una cosa e l'altra, riferisce di come, a quanto pare, la Germania sia velocemente diventata la più grande potenza armata d'Europa. È così, bilanciando le grandi svolte della storia mondiale con i dettagli della vita familiare, che questo libro traccia una minuziosa e sorprendente biografia di Churchill attraverso la corrispondenza più intima che spedì nel corso della sua vita. Come un controcanto alle biografie ufficiali, lo vediamo fuori dal parlamento, lontano dai palcoscenici e dalle vibranti dirette radiofoniche, quando si sedeva al tavolo, in vestaglia da camera, e scriveva ai familiari e agli amici – che, certo, spesso erano del calibro del primo ministro Asquith, del presidente americano Roosevelt, dell'indipendentista irlandese Éamon de Valera o del presidente francese Charles de Gaulle. Ma non solo: troviamo le lettere di un Winston bambino che implora la madre di essere portato al circo, o di un Churchill adolescente che mostra già la sua vena polemica lamentandosi dello stato in cui versano le aule in cui studia. E scopriamo, leggendolo coi nostri occhi, il primo affacciarsi di un pensiero, quello di fare politica: quando il futuro primo ministro ha vent'anni, e scrive che forse più della carriera militare è la politica la sua strada, «un bel gioco da giocare, per cui vale davvero la pena aspettare una buona mano». Attraverso il dramma, l'immediatezza, le tempeste, le depressioni, le passioni e le sfide della sua straordinaria carriera, queste lettere ci portano nella storia del Novecento attraverso la vita di un uomo sì esemplare, ma anche e soprattutto un essere umano con le sue emozioni, le sue fragilità e un ego gigantesco.
Lego. Una storia di famiglia
Jens Andersen
Libro: Libro in brossura
editore: Salani
anno edizione: 2024
pagine: 416
Oggi Lego è un simbolo per i bambini e gli adulti di tutto il mondo e i suoi mattoncini colorati sono molto più di un giocattolo. Ma pochi conoscono la storia di questa azienda globale, una storia ricca di colpi di scena, di intuizioni, di gravi crisi e di coraggio. Tutto ha inizio nel 1916, in un laboratorio di falegnameria nella campagna danese. Ole Kirk Kristiansen è un giovane artigiano che costruisce case in legno per i contadini della zona. È un ragazzo sorridente, generoso e infaticabile. Purtroppo per lui, è anche perseguitato dalla sfortuna: per due volte la sua attività viene distrutta, prima da un incendio, poi da un fulmine, e quando le cose cominciano a girare bene ci pensa la Grande depressione a mettergli i bastoni tra le ruote. Ma Ole non è tipo da arrendersi e, con l'economia mondiale in ginocchio e il legno che scarseggia, ha un'idea: produrre mobili in miniatura e giocattoli, macchinine, paperelle, yo-yo. La svolta è vincente e nel 1934 nasce ufficialmente la Lego – il nome è la contrazione di un'espressione danese che significa ‘gioca bene' – ma il vero colpo di genio, quello capace di cambiare per sempre l'intera industria dei giocattoli, arriva dopo la guerra, quando Ole scopre la plastica e inventa un sistema rivoluzionario per incastrare i mattoncini. Con la partecipazione diretta dei Kristiansen, tuttora proprietaria della Lego, questo libro ricostruisce l'appassionante storia di una famiglia attraverso tre generazioni e l'epopea di un mattoncino immortale che ha acceso la nostra immaginazione.
La bellezza nel destino. Le api, il principe, l'eredità della famiglia Barberini
Urbano Barberini
Libro: Libro rilegato
editore: Sperling & Kupfer
anno edizione: 2024
pagine: 304
Tre api d'oro su sfondo azzurro: il simbolo di una delle famiglie più importanti della nobiltà italiana. La storia appassionante dei Barberini e di un principe moderno. L'ultimo erede di una delle dinastie più prestigiose dell'aristocrazia italiana è oggi il piccolo Maffeo. Suo padre, il principe Urbano Riario Sforza Barberini Colonna di Sciarra, rievoca per lui in questo libro le avvincenti vicende famigliari attraverso quattro secoli di sfide, passioni, trionfi e cadute. Dal primo Maffeo destinato a diventare Papa Urbano VIII, uomo di potere e di cultura, che fece della bellezza una missione, a Cornelia Costanza che nel Settecento fu la promotrice del primo rococò italiano. Da Maffeo Sciarra, imprenditore, politico e mecenate di fine Ottocento che diede voce, tra gli altri, a Gabriele D'Annunzio e Matilde Serao, fino ai protagonisti del Novecento: il pilota Urbano della regia aeronautica italiana, che nel 1942 precipitò e scomparve in mare; la sorella Stefanella, femminista ante litteram; la giovanissima vedova Nadia, che seppe farsi carico della gestione dei beni di famiglia. Una dinastia che è uno scrigno di appassionanti scoperte, in cui si alternano palazzi sfarzosi, nobili dissipatori, donne imperiose e bellissime, contese secolari, terribili tragedie. Infine, l'ultimo Urbano, attore cinematografico e teatrale di grande spessore, impegnato da anni in una coraggiosa battaglia per la tutela dell'ambiente e la cura dell'arte, che in queste pagine affida al figlio e a tutti noi l'essenza di un valore eterno: «Ti auguro di imparare e di restituire, di ascoltare e riferire, di apprezzare la parola e il silenzio, la lentezza e la parsimonia, e, soprattutto, di cercare la bellezza».
Il partigiano della breakdance. Dalla Russia ad Amici, dalle strade ai grandi palchi
Roman Froz
Libro: Libro in brossura
editore: Cairo
anno edizione: 2024
pagine: 191
«Dove vuoi arrivare pulendo il pavimento con la schiena? La breakdance non ha futuro.» Molto prima di vedere i breaker alle Olimpiadi di Parigi 2024, Roman non sentiva altro. Arrivato a otto anni dalla Russia, ha iniziato a ballare per le strade di Conversano prima e di Milano poi, inseguendo un sogno irrealizzabile perché in Italia, allora, non esistevano strutture, non esistevano competizioni ufficiali. Non esisteva, semplicemente, la breakdance. Non era niente. Non aveva futuro, per molti, ma il futuro è quella fionda che ti spedisce tanto più avanti quando più indietro va lo slancio del passato e quello di Roman arriva fino alla Seconda guerra mondiale, evocato dal suo nonno ispiratore: «Abbiamo liberato Vienna dai nazisti» gli racconta «ma il nostro compito non è finito. Combattiamo tutti i giorni, per tutti coloro che non possono farlo, per ogni uomo, donna e bambino che sogna la libertà». La libertà che sognava da ragazzino, Roman l’ha trovata nella breakdance, con cui ha battagliato contro una lingua nuova, una cultura lontana, il giudizio di chi lo additava come il «russo», quello «diverso». Il russo italiano, però, ha fatto strada e l’Italia l’ha fatta con lui, arrivando ai vertici delle classifiche mondiali, fiera di essere la bandiera sul petto di un vincitore, salvo poi radiarlo per essersi esibito a Mosca senza autorizzazione. Del resto le sfide in questa disciplina si chiamano «battle», forse perché bisogna sempre lottare contro qualcosa. Contro il tempo, la gravità, la fatica, il talento degli avversari, le istituzioni e il passato, indicato nel luogo di nascita, che non ti lascia mai e diventa storia. Quella di Roman Froz, il partigiano della breakdance.

