Il tuo browser non supporta JavaScript!
Vai al contenuto della pagina

Lastaria Edizioni: Riprese

Favole morali

Favole morali

Ludvig Holberg

Libro: Libro in brossura

editore: Lastaria Edizioni

anno edizione: 2025

pagine: 358

Per La Fontaine l’animale è uno strumento musicale su cui accordare una morale. Per Holberg è una lente d’ingrandimento puntata sulle crepe della Ragione. Le sue creature, lungi da essere meri simboli di vizi, sono incarnazioni delle storture dei sistemi umani. Sono filosofi che errano per sillogismo, cortigiani che si estinguono in dispute di protocollo, teologi la cui logica è impeccabile quanto la loro crudeltà. Quest’uomo del Nord comprese che l’autentica natura dell’inferno non è il caos, ma l’eccesso di ordine. Per dannarsi l’anima non occorrono pervicaci concupiscenze; basta un prontuario applicato alla lettera. Non si esce migliori dai sentieri di queste favole, ma un poco più informati sulla grottesca natura della commedia umana.
17,51

Essere o non essere. Romanzo in tre parti

Essere o non essere. Romanzo in tre parti

Hans Christian Andersen

Libro: Libro in brossura

editore: Lastaria Edizioni

anno edizione: 2024

pagine: 282

È il 1857 quando Hans Christian Andersen pubblicò in contemporanea in danese, inglese e tedesco il suo quinto romanzo, prendendo in prestito il titolo dal più noto dei versi shakespeariani. Protagonista lo studente Niels Bryde, giovane e brillante orfano predestinato dai genitori adottivi a diventare un pio e devoto pastore. Le nuove scoperte della scienza e il vivace ambiente culturale di Copenaghen mineranno la Fede semplice e infantile di Niels e lo condurranno prima a mettere in dubbio la veridicità delle Scritture e poi a rinnegare qualsiasi idea di trascendenza. Abbandonati gli studi teologici e instradato alla carriera medica, Niels attraverserà un pezzo della storia danese del XIX secolo. Sarà testimone della fondazione di Silkeborg, la città industriale che cambiava il profilo dello Jutland contadino; servirà come medico da campo durante prima guerra dello Schleswig e assisterà i contagiati durante l’epidemia di colera che funestò Copenaghen nel 1853.
18,00

Lungo i fiumi di Babilonia. Sermoni di guerra (1940-1944)

Lungo i fiumi di Babilonia. Sermoni di guerra (1940-1944)

Kaj Munk

Libro: Libro in brossura

editore: Lastaria Edizioni

anno edizione: 2024

pagine: 400

Questi sermoni, che intendo raccogliere in un libro, non sono scritti per l'Eternità, ma per il presente. Sono destinati a svolgere un lavoro per questo istante e poi essere dimenticati. Ma dopotutto è pensiero cristiano ciò che, fatto per il presente, è altresì fatto per l'Eternità. (Sermone 42). Questo pronunciava il pastore luterano Kaj Munk una domenica del 1941 dal pulpito della piccola parrocchia di Vederso, comunità di poco più di settecento anime nella profonda provincia danese. Quel curato di campagna non era una figura anonima per il suo tempo, era infatti noto in tutto il Nord Europa come uno dei più affermati drammaturghi contemporanei, “l’Ibsen del XX secolo” come ebbero a chiamarlo. Oltre alla stesura di copioni teatrali, Munk si dedicò con costanza alla pubblicazione di numerosi contributi giornalistici e componimenti poetici. Nonostante ciò, non trascurò mai i suoi doveri come pastore di anime, primo tra tutti la predicazione. Il presente volume raccoglie le omelie pronunciate e pubblicate dal 1940 al 1944, secondo la selezione operata dall’Università di Aalborg e dedicata ai testi composti all’indomani dell’invasione nazista in Danimarca.
22,00

Un idealista e altri drammi

Un idealista e altri drammi

Kaj Munk

Libro: Libro in brossura

editore: Lastaria Edizioni

anno edizione: 2024

pagine: 418

Vi ho ingannato, vi ho maltrattato e tormentato, ho dato per scontata la vostra obbedienza e ho risposto alla vostra disobbedienza con castighi e supplizi – in breve, sono stato come Yahweh per voi… (Un Idealista, Atto X). Così, all’apice della sua lucida follia, re Erode arringa la sua attonita corte, inorridita e terrorizzata dalle atrocità di cui durante il suo lungo regno il sovrano si è macchiato. Colui che siede fermamente sul trono e calca saldamente la corona sul proprio capo non è un folle omicida, almeno non solo, ma un uomo che ha scelto di conquistare il regno per potersi vendicare del popolo ebraico e del Dio di Giacobbe, ritenuti responsabili dell’esilio millenario della sua stirpe e del furto della sua legittima eredità. È il re di un popolo che detesta, il vassallo di un impero che non serve, un genio votato a una sola vocazione: il potere e il suo mantenimento. Chi però riuscisse per un momento a distogliere lo sguardo dall’orrore dei suoi delitti scoprirebbe un uomo dalle qualità eccezionali che ha impegnato ogni forza, affetto e scintilla della sua genialità a perseguire la missione di cui si è autoinvestito. Praticamente, Un Idealista.
22,00

Tre discorsi edificanti, 1844

Søren Kierkegaard

Libro: Libro in brossura

editore: Lastaria Edizioni

anno edizione: 2026

pagine: 222

Nel giugno del 1844, nel pieno di una stagione intellettuale febbrile, Søren Kierkegaard consegna alla sua tipografia di fiducia un libriccino dal titolo Tre discorsi edificanti. Redatti parallelamente alle opere pubblicate dietro pseudonimo dello stesso anno (Briciole di filosofia, Il concetto dell’angoscia, Prefazioni), questi discorsi rappresentano il contrappunto essenziale della sua produzione: la voce diretta dell’autore, senza maschere, proprio là dove la riflessione speculativa si raccoglie nel gesto più semplice e insieme più arduo, ovvero quello dell’“edificare”. Non prediche, ma “discorsi”, come Kierkegaard insiste a precisare nelle sue pagine: parole rivolte a quel singolo che ascolta, e nelle quali anche l’autore impara, si espone, si lascia mettere in questione. L’edificante diviene così una categoria esistenziale: né moralistica né omiletica, ma un movimento interiore che chiama a scavare in profondità per poter realmente non solo elevarsi, ma “edificarsi”. I tre discorsi qui presentati seguono un itinerario teologico ed esistenziale di sorprendente coerenza. In Pensa al tuo Creatore nella tua giovinezza (Qo. 12,1), Kierkegaard restituisce in una sorta di breviario anche innegabilmente poetico la sua celebre nozione di “verità preoccupata”, interrogando la giovinezza come tempo del radicamento e della scelta, lontano da ogni fuga nell’astratto. In L’aspettativa di una beatitudine eterna (2 Cor. 4,17), la figura di Paolo di Tarso diventa paradigma dell’uomo che vive nell’attesa, perplesso lungo il crinale tra aspettativa e prospettiva, in una vita che non è evasione dal presente, ma trasformazione del peso quotidiano alla luce dell’eterno. In Egli deve crescere, io diminuire (Gv. 3,30), Giovanni Battista incarna l’umiltà come compimento del proprio compito: non l’alba, ma il tramonto che fa spazio all’Altro, gesto emblematico della fede come sottrazione e atto d’amore, un farsi da parte che accoglie il proprium novum di colui che viene per restare. Ne risulta un piccolo libro di rara intensità: severo e ospitale insieme, capace di parlare alla coscienza del lettore contemporaneo con la stessa forza con cui, nel 1844, Kierkegaard rivolse il suo appello a “quel singolo” intenzionato a prendere sul serio la propria interiorità e, con essa, l’enigmaticità della vita, la fragilità della giovinezza e l’eterno interrogativo sul senso ultimo dell’esistenza. Questa nuova edizione critica, fondata sul testo dell’ultima e più autorevole versione danese dei Søren Kierkegaards Skrifter, propone la traduzione integrale dei Tre discorsi edificanti 1844 e dell’ampio apparato di note che li accompagna. Il volume è impreziosito da tre prefazioni inedite di Joakim Garff – tra i maggiori interpreti contemporanei di Kierkegaard e direttore del Centro di Ricerche Søren dell’Università di Copenaghen – che, rivolgendosi direttamente ai lettori italiani, getta nuova luce sulla genesi, il tono e la posizione dei Discorsi edificanti all’interno del fervido laboratorio kierkegaardiano degli anni 1843-44. La curatela è di Giulia Longo, traduttrice e studiosa del pensiero di Kierkegaard, autrice della lunga introduzione che apre il volume. La sua lettura, attenta alle sfumature linguistiche, bibliche e filosofiche del testo originale, ricostruisce con accuratezza la costellazione intellettuale del periodo e il ruolo dei Discorsi edificanti nel percorso dell’autore, mostrando la portata esistenziale della categoria dell’“edificante”. La traduzione, condotta direttamente sugli SKS, restituisce una voce di Kierkegaard limpida e rigorosa, preservandone la densità concettuale e la finezza letteraria, e offrendo al lettore italiano un accesso nuovo, affidabile e interiormente coinvolgente a uno dei testi più essenziali dell’intero corpus kierkegaardiano.
15,00

Estetica e mistica secondo santa Teresa d'Avila e san Giovanni della Croce

Michel Florisoone

Libro: Libro in brossura

editore: Lastaria Edizioni

anno edizione: 2026

pagine: 200

Pubblicato in un’unica e rara edizione nel febbraio del 1956 a Parigi, Esthétique et Mystique è un breve ma denso saggio che indaga la possibilità di ricostruire una teoria coerente dell’arte a partire dalle opere e dal pensiero dei due fondatori del Carmelo riformato: Teresa d’Avila e Giovanni della Croce. Michel Florisoone, curatore al museo del Louvre di Parigi e uno dei più eminenti critici della sua generazione, in questo studio si discosta dall’analisi dell’opera d’arte in senso stretto per favorire una lettura più ampia e integrale capace di coniugare la dimensione estetica alla riflessione teologica e spirituale. Sostenuto dai molti riferimenti alle fonti primarie che puntellano il saggio, l’autore riesce a mettere in luce l’importanza, non affatto trascurabile, attribuita dai due Dottori carmelitani al godimento del Bello e della Bellezza, considerato come frutto autentico dell’elevazione spirituale e delle più alte vette mistiche. Ribaltando il pregiudizio secondo cui l’ascesi carmelitana sarebbe dominata da un rigorismo estremo e da una totale rinuncia a tutto ciò che riguarda il sensibile, Florisoone dipinge invece una Teresa dotata di un attento e ricercato gusto per il bello naturale e un Giovanni non solo poeta, ma anche e anzitutto artista figurativo. Il saggio si conclude con una breve riflessione sull’opera de El Greco, figura cardine della rivoluzione artistica del Siglo de Oro e profondo conoscitore della mistica carmelitana, segnata però, si dirà, da un profondo fraintendimento tra “l’estasi e l’evasione”. A motivo di ciò la sua arte non sarà in grado di perseguire le vette tracciate da Teresa e Giovanni e per lui l’autore riserverà un giudizio lapidario che forse chiama in causa lo stesso lettore: “Il vero dramma di El Greco è senza dubbio questo: comprendere la sublimità della mistica e non poterla toccare con mano.”. Citato da Hans Urs von Balthasar nel terzo volume del suo monumentale Gloria e ancora menzionato in nota ai principali studi contemporanei sull’iconografia carmelitana, l’edizione del 1956 è oggi praticamente introvabile. In occasione del centenario della proclamazione di san Giovanni della Croce come Dottore della Chiesa, la presente traduzione offre ai lettori italiani l’opportunità di accedere integralmente a questo prezioso testo, finora conosciuto quasi esclusivamente attraverso estratti e riferimenti bibliografici.
16,00

Il libro su Adler. Dell'autorità e della rivelazione

Søren Kierkegaard

Libro: Libro in brossura

editore: Lastaria Edizioni

anno edizione: 2023

pagine: 494

Dicembre 1842. Adolph Peter Adler, pastore delle piccole comunità danesi di Hasle e Rutsker, nella lontana isola di Bornholm, sconvolge la società del suo tempo dichiarando di aver ricevuto una Rivelazione direttamente da Gesù Cristo sul problema dell’origine del male e di averla trascritta sotto dettatura nei suoi Sermoni. Il pastore Adler è davvero un Apostolo, come pretende di essere, o i suoi scritti sono frutto esclusivo del suo genio poetico? La Chiesa Ufficiale si pronuncerà rapidamente per la rimozione del pastore dal suo incarico, ma a Copenaghen si discuterà ancora a lungo di quello che sarà presto definito Il Caso Adler. Ai temi dell’Autorità e della Rivelazione, del Genio e dell’Apostolo, proprio a partire dalla vicenda di quel pastore che fu anche suo compagno di studi in giovinezza, Kierkegaard dedica il volume che avete tra le mani. Un’opera ponderosa e impegnativa, certamente la più sofferta della sua produzione e quella dalla più turbolenta vicenda editoriale. Otto lunghi anni di riflessione, tre stesure manoscritte, appunti e riscritture innumerevoli per un’opera mai definitivamente chiusa e che l’autore rifiuterà di dare alle stampe. Solo nel 1872 Barfod radunerà e selezionerà il materiale di quello che fino ad allora era non più che un “libro fantasma”, ormai tardi per poter godere della stessa fortuna che avrebbe avuto quando il nome di Adolph Peter Adler era sulla bocca di tutti a Copenaghen. Ancora oggi Il Gran Libro, così come lo stesso autore lo definisce nelle pagine del Diario, rimane sorprendentemente tra i testi più sconosciuti e meno commentati dell’intera bibliografia kierkegaardiana. A distanza di cinquant’anni dalla prima e limitatissima edizione italiana, la presente recupera, oltre alla traduzione di Cornelio Fabro, gli apparati contenenti appunti, note e prefazioni non incluse nelle versioni manoscritte, nonché ampi brani tratti dagli scritti adleriani. Una raccolta di testi fondamentali per poter leggere in Kierkegaard l’emergere e l’evolversi dei temi e delle questioni, relative soprattutto al rapporto del Singolo con la Chiesa Ufficiale, che si faranno sempre più presenti fino a diventare cruciali nell’ultima fase della sua produzione. Prefazione di Ingrid Basso.
25,00

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.