Il Saggiatore: La cultura
Lo sguardo nascosto. La danza dietro il sipario
Gérard Uféras
Libro: Libro rilegato
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 248
La danza, arte del non detto, non ha bisogno di parole. Con un linguaggio unico e senza tempo porta sulla scena la perfezione, ma anche l’insondabilità. Questo libro racconta gli artisti del Corpo di Ballo della Scala in modo inedito, con fotografie che indagano il senso dell’attesa, della complicità celata in un pas de deux, nel rapporto con maestri e coreografi. Sono immagini che parlano di silenzi, di relazioni e sentimenti, evocando un senso di intimità dalla quale il pubblico solitamente è lontano: il tempo della creazione, ma anche il tempo dell’attesa prima di entrare in scena o quello di un bacio rubato dietro il sipario. Testimone silenzioso, Gérard Uféras indaga l’esperienza umana attraverso la vita quotidiana della compagnia di balletto scaligera e accompagna il visitatore nelle stanze «segrete» della sala prove, del palcoscenico prima dello spettacolo, dietro le quinte del teatro.
La pelle del mondo
Montag
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 272
“La pelle del mondo” è un romanzo che esplora il confine incerto tra corpo e identità, tra natura e macchina. Racconta la storia di chi tenta di riscrivere la propria esistenza, immaginando un «uomo altrimenti». Tommaso è un ricercatore ossessionato dal funzionamento del corpo umano, ma la scoperta più difficile che fa riguarda se stesso: la sua mano destra smette improvvisamente di obbedirgli, trasformandosi in un arto estraneo e inutile. La malattia diventa per lui un trauma e una sfida: riparare, sostituire, migliorare. Deciso a non soccombere alla propria decadenza, si immerge in un mondo dove si intrecciano scienza, filosofia e ingegneria biomeccanica. In questo viaggio è affiancato da figure enigmatiche: Teresa, scultrice che modella corpi, e Jakob, teorico carismatico che predica il superamento dell’umano attraverso tecnologia e forza di volontà. Sullo sfondo c'è Scriba, entità che registra e modifica il destino del protagonista, un narratore sospeso tra macchina e memoria. Tommaso attraversa ospedali asettici e laboratori segreti in una ricerca tanto corporale quanto filosofica. Cosa significa abitare un involucro che tradisce? Cosa resta dell’identità quando la carne è sostituibile, la mente programmabile e la vita un progetto in continua trasformazione? Inseguendo l’orizzonte di una nuova condizione umana, si chiede se il cambiamento sia un’effettiva via di salvezza o una condanna inevitabile.
Il miracolo
Kaveh Akbar
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 152
“Il miracolo” è un racconto in versi, una meditazione che interroga il rapporto tra fede e dubbio, corpo e parola, memoria e silenzio. In questa raccolta Kaveh Akbar esplora la tensione che lega il sacro e l’umano, lasciando scivolare all’interno di ogni poesia frammenti di vita quotidiana e ritualità antiche, e cucendo ogni verso attorno a gesti semplici e universali come inginocchiarsi, respirare, ricordare. In una moschea deserta, la voce del muezzin rimbomba tra le mura vuote come un richiamo senza destinatario. Un uomo recita una preghiera con il fiato sospeso, mentre il ricordo di un padre severo si sovrappone alle parole della fede. La lingua è carne e suono, e nel mormorarla si intrecciano amore, rimpianto e incomprensione: le parole scelte da Akbar sono immagini sospese – il rintocco di una campana che vibra nell’aria, un tappeto steso per la preghiera – che si trasformano sulla pagina nei simboli concreti di un dialogo che non smette di risuonare in chi sa ascoltare. Come l’arcangelo Gabriele, che ordina di leggere nel vuoto, Akbar ci invita allora a scrutare nel respiro spezzato di coloro che ogni giorno indagano la vita sperando di trovarvi un senso, per scorgere in esso una bellezza impossibile. “Il miracolo” è il frutto di una ricerca poetica che riflette sulla possibilità della meraviglia in un mondo ferito ma ancora in attesa di redenzione. La sacralità, qui, non è qualcosa di intangibile, ma si manifesta nelle imperfezioni della vita e nella resistenza dei corpi, nella forza di chi cade e si rialza, con la voce piena di crepe, ma ancora capace di cantare.
Inabissarsi
Aldo Nove
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 224
“Inabissarsi” è il racconto di una discesa verso le profondità più intime dell’esistenza; un viaggio attraverso la memoria, l’arte e la riflessione che trasforma il respiro umano in un atto universale e necessario. Aldo Nove intreccia il proprio cammino con i grandi del mondo della poesia contemporanea come Milo De Angelis, Nicola Crocetti e Nanni Balestrini, in un confronto costante tra il presente e l’eco dei maestri. Nove esplora spazi interiori e simbolici, facendosi testimone di una ricerca poetica che è al tempo stesso personale e collettiva. Dal sogno di una barca che affonda alla visione di un palombaro che sfida il nulla, fino all’incontro con figure poetiche perdute, Inabissarsi si costruisce come un lungo, potente respiro. La narrazione accoglie il lettore in un percorso dove ogni esperienza – il dolore, la scoperta della poesia e il confronto con l’ignoto – si rivela un atto di inspirazione ed espirazione, metafora dell’eterno fluire tra presenza e assenza. Attraverso una lingua evocativa e visionaria, Aldo Nove si colloca nel solco della tradizione poetica italiana, ereditando l’intensità di un dialogo con il passato e il coraggio di un continuo rinnovamento. Questo libro ci invita a respirare profondamente, a immergerci nell’abisso per ritrovare la bellezza e il senso di ciò che ci rende umani.
Lettere della famiglia Mozart. Volume Vol. 3
Cliff Eisen
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 368
Nel marzo del 1773 i Mozart, padre e figlio, rientrano dal loro ultimo viaggio in Italia. Wolfgang ha diciassette anni e rimarrà a Salisburgo fino al 1778. È primo violino alla corte dell’arcivescovo Colloredo, con cui ha un rapporto ambivalente e da cui spesso cerca di fuggire con soggiorni a Monaco, Vienna, Augusta e Mannheim. La lunga permanenza nella città natale dirada la corrispondenza familiare, ma questo volume delle Lettere della famiglia Mozart offre il miglior quadro della vita dei suoi componenti: il padre Leopold, preciso cronista; la composta madre Anna Maria; la sorella Nannerl, avara di inchiostro; e Wolfgang, indefinibile anche nello stile epistolare. Le mancanze del carteggio sono colmate dai diari di Nannerl e di persone a loro vicine, che restituiscono nitore alla dimensione quotidiana dei Mozart: le visite agli amici, le messe, i balli, l’andirivieni della nobiltà locale; ma anche gli eventi insoliti – tra cui l’esposizione di un elefante – o le conferenze scientifiche cui tutta la famiglia partecipa. Ma è la musica la grande protagonista di questi scambi, ricchi di resoconti di sinfonie appena ascoltate e di attese di balletti cui si sta per assistere, di concerti ancora da organizzare o conclusisi da poco. Sono gli anni in cui Wolfgang compone La finta giardiniera e soprattutto molta musica strumentale, tra cui la serenata Il re pastore e i numerosi concerti e divertimenti per amici e mecenati: ormai è un giovane uomo, e sta costruendo la strada che lo porterà alle grandi opere dei futuri anni viennesi. Questo terzo volume, assieme ai precedenti I primi viaggi e il Grand Tour in Europa e I viaggi in Italia e all’archivio multimediale mozartiana.org, si inserisce nel progetto del Saggiatore di pubblicare uno dei più preziosi – e certo curiosi – epistolari del Settecento.
Salti mortali
Charlotte Van den Broeck
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 304
Quand'è che uno sbaglio diventa più grande della propria esistenza, o così eclatante che la vita stessa ci sembra una completa disfatta? Per anni, se avesse dovuto spiegare la parola «fallimento», a Charlotte Van den Broeck sarebbe bastato indicare la sagoma della piscina comunale della sua città natale, che, per via di difetti di progettazione, non è mai rimasta aperta per più di tre mesi di fila, fino alla chiusura definitiva. È da qui che prende avvio il desiderio dell’autrice di indagare il sottile confine tra gloria e disgrazia tracciato da creatività e ambizione: avventurandosi in prima persona in biblioteche dove i libri stanno marcendo per la troppa umidità e in caserme gigantesche in cui sono stati dimenticati i bagni, e passando per edifici celebri come la chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane a Roma o Villa Ebe a Napoli, Van den Broeck ricostruisce in queste pagine le storie di architetti che di fronte al disastro hanno scelto la morte o l'oblio e di geni incompresi destinati a essere ricordati solo per i loro errori, di irrimediabili difetti di costruzione contrapposti a una ricerca incessante di purezza e complessità; le stesse cose in fondo che, nel nostro piccolo, inseguiamo anche noi. A metà tra il memoir e il saggio narrativo, “Salti mortali” riesce a raccontare con ironia e profondità il rapporto ambiguo che da sempre esiste tra l'artista e la sua opera, e tra creazione e sacrificio. Un libro che ci mostra come sia solo davanti alle ceneri fumanti di una catastrofe che possiamo comprendere come sia anch'essa, a suo modo, una forma di capolavoro.
Roberto Longhi. Il mito del più grande storico dell'arte del Novecento
Tommaso Tovaglieri
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 608
Questo libro è il tentativo di ricostruire nelle sue varie sfaccettature il profilo storico e biografico di Roberto Longhi (1890-1970), il più grande studioso d’arte del XX secolo: un resoconto documentato e approfondito che non solo ne racconta le scelte e intuizioni, le amicizie e rivalità, ma testimonia anche il peso della sua eredità culturale sulle generazioni successive. Quando si affronta Longhi, è difficile uscire dalla mitologia che dopo la morte ha ammantato la sua figura. Come ci mostra in queste pagine Tommaso Tovaglieri, infatti, lungo la sua parabola esistenziale il critico ha toccato le vite di molti tra gli intellettuali più rilevanti del Novecento, trasmettendo a ognuno di essi qualcosa di fondamentale: dalla moglie Anna Banti all’allievo Pier Paolo Pasolini, da Gianfranco Contini ad Alberto Arbasino, da Giulio Carlo Argan ad Alberto Mondadori. Per riuscire a comprendere appieno come abbia raggiunto una tale influenza sul suo tempo, Tovaglieri lo segue passo dopo passo nel suo percorso: gli anni della formazione con mostri sacri quali Adolfo Venturi e Bernard Berenson; il periodo di insegnamento universitario a Bologna – quando esigeva dai suoi studenti che riconoscessero un artista da una porzione di dipinto delle dimensioni di un francobollo –; la fondazione di Paragone; la rivalutazione e consacrazione, da critico, di artisti quali Caravaggio, Piero della Francesca o il coevo Giorgio Morandi. Setacciando interviste e articoli, lettere e documenti privati, Tovaglieri dà vita a una biografia esaustiva e curiosa, da leggere come «un’allegoria dello studio della storia dell’arte». Un’opera che ci permette come mai prima non solo di riscoprire Roberto Longhi da una nuova prospettiva, ma soprattutto di fare nostro lo sguardo unico e inimitabile con cui ha letto e amato l’arte in tutta la sua storia
Termush
Sven Holm
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 176
Benvenuti a Termush, l’albergo di lusso più esclusivo del pianeta. Benvenuti a Termush, dove si spazzano via uccelli morti dagli ingressi dei bunker. Benvenuti a Termush, l’ultimo luogo al mondo al riparo dalla catastrofe nucleare. Scritto a metà degli anni sessanta e mai tradotto in Italia, questo classico della fantascienza scandinava è un’opera raggelante e attuale che racconta l’assurda normalità di un gruppo di sopravvissuti a un olocausto atomico. Il protagonista della storia è un uomo che ha prenotato molto tempo prima la sua stanza e la sua salvezza a Termush. Così passa le sue giornate fra la camera e la sala da pranzo, tra il parco e i corridoi, mentre attorno il personale della struttura tenta di pulire le superfici dalla polvere radioattiva e di schermare gli ospiti dalle notizie di morte e distruzione che arrivano dall’esterno. Eppure, in tutta questa farsa di benessere e spensieratezza, qualcosa si sta facendo strada, strisciante: una sensazione di inquietudine crescente. C’è qualcosa al di fuori di Termush, che sta tentando di entrare. E ci sono, forse, altri superstiti, che porterebbero con sé malattia e contaminazione. È possibile correre ai ripari quando non ci sono più ripari possibili? Termush è «un incubo incalzante», come lo definisce Jeff VanderMeer nella postfazione: un racconto delle fragili illusioni del capitalismo e della falsa sensazione di sospensione e protezione che offre ai pochi che possono permettersela. Perché se la sopravvivenza si può comprare e la fine si può procrastinare, non può esserci comunque redenzione: l’inevitabile non concede sconti. Postfazione di Jeff VanderMeer.
Economia dell'ottimismo. Perché la speranza evita il fallimento delle nazioni
Luciano Canova
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 208
Economia dell’ottimismo ci mostra quanto una visione carica di fiducia nel domani sia stata cruciale nella storia del pensiero economico e come possa ancora esserlo per noi e il nostro pianeta. Quella di Luciano Canova è una riflessione teorica e pragmatica sulle scelte umane e sulle loro conseguenze: perché, come ci dimostrano le innovazioni del XX secolo, è quando agiamo convinti di poter modificare la realtà in positivo che otteniamo miglioramenti duraturi per tutti. Se si guarda al mondo di oggi, pur con tutte le sue diseguaglianze e le sue crisi, non si può certo dire che non siano avvenuti progressi anche solo rispetto a mezzo secolo fa: calo vertiginoso della mortalità infantile, aumento costante dell’alfabetizzazione, diminuzione globale della povertà. Partendo da una smentita sia del pensiero nostalgico che porta a idealizzare il passato sia di quello apocalittico che dipinge un futuro a tinte fosche, Canova ci spinge a guardare con fiducia agli strumenti economici che stiamo mettendo in campo per portare il mondo su una strada di sostenibilità ambientale e pace sociale. Muovendosi tra economia, scienze comportamentali e psicologia, e attingendo alle riflessioni di premi Nobel come Esther Duflo o Amartya Sen, oltre che agli studi di Paul Romer e Erik Angner, questo libro invita ognuno di noi, nel proprio piccolo, ad accettare consapevolmente il rischio: a innovare, ad accogliere l’incertezza e a fronteggiare gli imprevisti, rimanendo in guardia contro i pericoli dati dall'eccesso di fiducia in se stessi e dai bias di conferma che ci portano a ignorare i problemi fino a quando non ci travolgono. Una prospettiva inedita, che non sminuisce i grandi problemi di oggi – il cambiamento climatico su tutti –, ma che afferma a gran voce che solo riconoscendoli e proiettandoci oltre di essi con positività potremo trovare soluzioni creative e realmente efficaci.
Limited edition. Un esperimento di teatro urbano
Davide Carnevali
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 152
Limited Edition è un’esplorazione culturale in cui teatro, architettura e urbanistica si fondono per creare una nuova visione della città e della drammaturgia. Quelle di Davide Carnevali sono narrazioni site-specific, storie che nascono e vivono in simbiosi con l’ambiente, e che indagano i luoghi attraverso la vita e i racconti di chi li abita. In queste pagine, Milano si trasforma in un palcoscenico in cui il lettore viene coinvolto in un esercizio immaginativo che lo conduce indietro nel tempo, a quando si progettava di «portare il mare» in città, proprio lì dove ora c’è il parco di Porto di Mare, nel quartiere Corvetto. Ispirandosi alle opere di Georges Perec, questo racconto-gioco svela i meccanismi nascosti della scrittura e trasforma gli spazi urbani in simboli di utopie fallite e possibilità rinnovate, in cui anche lo scarto diventa importante quanto il monumento. Ecco quindi che, se ogni luogo nelle sue specificità è unico, ogni operazione drammaturgica diventa un’«edizione limitata», irripetibile e non replicabile: un’occasione per interrogarsi sul concetto stesso di limite come spazio di integrazione tra campagna e città, tra naturale e artificiale. Per ripensare le nostre città, per immaginare nuovi futuri per loro e per noi. Prefazione di Antonio Longo e Gabriele Pasqui.
Diario
Witold Gombrowicz
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 928
Diario è un corpo a corpo con la scrittura lungo sedici anni: un’opera monumentale composta dalle riflessioni, dai giudizi e dalle confessioni che Witold Gombrowicz ha condiviso con i suoi lettori, denudandosi sotto il profilo umano e letterario. Sono i primi anni cinquanta quando Gombrowicz, esule a Buenos Aires, inizia a inviare alcuni suoi testi al mensile polacco Kultura. Da questa collaborazione nasceranno nel 1953 i primi frammenti del Dziennik, il «Diario», un progetto la cui stesura graduale e costante sulle pagine della rivista lo accompagnerà anche durante il suo ritorno in Europa attraverso Berlino, Parigi e Vence fino al 1969, anno della sua morte. Per lo scrittore si tratta di un’esplorazione senza precedenti nei meandri di sé e del proprio immaginario. Di mese in mese e di numero in numero, infatti, Gombrowicz spinge la propria scrittura sempre più nel profondo di se stesso, facendo emergere lo «scatenato ribollente groviglio» che compone il suo io contro il dominio delle «cieche forze della Collettività e della Storia». Ecco allora che all’interno della sua prosa cesellata le analisi del pensiero di Montaigne, Sartre, Nietzsche, Simone Weil si alternano ai commenti sull’attualità politica, le digressioni sulla musica (sua grande passione) si intrecciano agli interrogativi sull’inautenticità e l’incompletezza dell’uomo, le considerazioni sulla morte e il senso della vita si affiancano al racconto delle fatiche di individuo e scrittore, in un mosaico armonioso di appunti e annotazioni. Opera gemella di Kronos, il Diario testimonia un «percorso intellettuale ed esistenziale profondo e doloroso», in cui – come scrive Francesco M. Cataluccio nella sua introduzione – «Gombrowicz esprime compiutamente la sua filosofia nell’unico modo che gli è possibile», rivendicando «un sapere specifico: il sapere del molteplice».
Scritti scelti sull'architettura e la città 1956-1972
Aldo Rossi
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 584
Gli “Scritti scelti sull'architettura e la città” di Aldo Rossi sono i testi che più hanno plasmato l’idea contemporanea di pianificazione urbanistica. È il 1955 quando Aldo Rossi comincia a scrivere sulle pagine di Casabella. È ancora solo uno studente, ma in quei primi testi si intravede un ideale che prende forma riga dopo riga. Già nei suoi saggi giovanili sul neoclassicismo italiano, e soprattutto attraverso il confronto con l’opera di Étienne- Louis Boullée, Adolf Loos e Le Corbusier, possiamo scorgere i concetti su cui Rossi fonderà la sua idea di architettura: tra tutti la critica al «funzionalismo ingenuo» e l’interazione tra l’edificio e l’ambiente circostante. Questa raccolta ci permette di seguire, come su un piano cartesiano, l’evoluzione della sua teoria e dei suoi interessi storici testo dopo testo, dagli studi su Vienna, Berlino, Venezia e Milano fino allo sviluppo del fondamentale concetto di «città per parti»: una visione della metropoli non più come spazio fisico da colonizzare, ma come luogo in cui elementi di diversa origine vanno a combinarsi armonicamente. In un presente in cui i problemi spaziali della città si palesano quotidianamente nella vita dei cittadini e in cui l'architettura ha perso il proprio ruolo politico, la voce di Rossi risuona ancora più potente a delineare un altro modo di pensare e abitare il mondo: una visione in cui convivono poetica e tecnica, arte e pianificazione, e in cui solo guardando al passato si può immaginare il futuro della comunità.

