SugarCo
Vangelo vivo. Dal Corpus Domini all'Assunta
Livio Fanzaga
Libro: Libro in brossura
editore: SugarCo
anno edizione: 1997
L'amore è un cane che viene dall'inferno
Charles Bukowski
Libro: Libro in brossura
editore: SugarCo
anno edizione: 1997
pagine: 160
Architettura classica
Jean-Pierre Adam
Libro: Libro in brossura
editore: SugarCo
anno edizione: 1997
Storia postale dell'antisemitismo nazista
Gustavo Ottolenghi, Moscati
Libro: Libro in brossura
editore: SugarCo
anno edizione: 1996
Non c'è niente da ridere
Charles Bukowski
Libro: Libro in brossura
editore: SugarCo
anno edizione: 1996
Magnificat. Il poema di Maria
Livio Fanzaga
Libro: Libro in brossura
editore: SugarCo
anno edizione: 1996
Che cosa significa pensare?
Martin Heidegger
Libro: Libro in brossura
editore: SugarCo
anno edizione: 1996
pagine: 287
Lo zen e la via del karate
Kenji Tokitsu
Libro: Libro in brossura
editore: SugarCo
anno edizione: 1996
pagine: 192
"Non solo forma di autodifesa, non solo sport agonistico, ma strumento e via per una migliore integrazione del sé nell'esistenza, il karate può essere capito, valutato e sfruttato a fondo solo se lo si ricollega al più generale fenomeno delle arti marziali e alla cultura orientale da cui, in forma tecnica diversa ma spiritualmente identica a quella attuale, ebbe origine quindici secoli fa. Riscoprendo queste origini e ripercorrendo le tappe della lunga maturazione delle arti marziali attraverso la citazione diretta degli scritti dei grandi maestri di sciabola dell'epoca dei samurai fino ai giorni nostri, questo libro ci fornisce un'affascinante teoria del "combattimento a mani nude" e del suo legame con la filosofia zen. "Perché ho preferito il karate alle altre arti marziali? Ho avuto la sensazione che, di fronte al dato reale della violenza esistente in seno alla società, la pratica delle arti marziali (sciabola, tiro con l'arco ecc.) avesse qualcosa di anacronistico. Il karate mi è sembrato più vicino alla violenza del tempo presente. Tuttavia non considero il karate come una forma di violenza destinata a servirmi... Io vedo nel karate un modo per mettere in causa il nostro rapporto con i nostri stessi gesti e in senso lato con il nostro corpo". (Dalla Introduzione).

