Skira
Ralph Rumney. Un ospite internazionale a casa Boschi Di Stefano
Elena Di Raddo
Libro: Copertina morbida
editore: Skira
anno edizione: 2019
pagine: 78
Ralph Rumney è un fuori serie a cui è giusto riassegnare un ruolo preciso nel panorama artistico italiano che, con la sua fattiva presenza, ha concorso a internazionalizzare. Per qualità e tematiche è vicino agli autori amati dai Boschi Di Stefano negli anni cinquanta del Novecento e compagno di strada di molti di loro. Ha conosciuto e lavorato con Baj, Fontana, Manzoni, per citare solo i più noti, con i quali condivide esperienze e progetti. In questo volume Elena Di Raddo traccia un primo consuntivo biografico e critico dell'opera di Ralph Rumney, protagonista oggi sommerso dalla molteplicità dei nomi e degli eventi che hanno caratterizzato l'avanguardia del situazionismo. La collana "Visti da vicino" vuole infatti rimettere a fuoco, una a una, le personalità e le poetiche degli artisti scelti dai Boschi Di Stefano come amici, spesso, prima che come autori.
La dinastia. 25 anni di Hockey Club Milano Quanta
Libro: Libro rilegato
editore: Skira
anno edizione: 2019
pagine: 287
Hockey. Strana parola, di etimologia incerta. E, in ambito sportivo, di molteplice utilizzo: prato, ghiaccio, pista. E inline: uno sport giovane, dinamico, divertente e alla portata di tutti. Nella sua massima espressione italiana, l'hockey inline ha sede al Quanta Club di Milano. Lì c'è la casa della squadra più vincente nella storia di questo sport, l'Hockey Club Milano Quanta. Venticinque trofei in venticinque anni: un'avventura iniziata sul ghiaccio dell'Agorà come Hockey Club Milano 24 e proseguita al Quanta Club sui pattini in linea. Questo libro ripercorre le imprese dei Rinoceronti rossoblu, dalle finali beffa contro il Bolzano su ghiaccio a metà degli anni novanta, fino all'incredibile sequenza di successi nell'inline che prosegue ininterrotta dal 2012. Una dinastia appassionante, destinata a lasciare un segno indelebile nella storia dello sport nazionale.
Giulio Romano a Mantova. «Con nuova e stravagante maniera»
Libro: Libro in brossura
editore: Skira
anno edizione: 2019
pagine: 278
«La mostra "Con nuova e stravagante maniera: Giulio Romano a Mantova" è il frutto di un partenariato eccezionale che unisce il musée du Louvre e il Palazzo Ducale di Mantova. Questo accordo permette di presentare nelle sale di Palazzo Ducale settantadue disegni di Giulio Romano scelti all'interno del ricco fondo di disegni dell'artista conservato al Louvre, il più importante oggi noto. Un po' più della metà di questo insieme proviene dall'acquisto, nel 1671, per le collezioni reali di Luigi XIV, della prestigiosa raccolta riunita dal banchiere di origine tedesca Everhard labacn (1618-1695), all'epoca considerata come una delle più belle in Europa. Il fondo di disegni di Giulio Romano del Louvre venne quindi arricchito nel corso dei secoli. Di eccezionale qualità fin dagli inizi, esso rivela la grandezza di un artista che fu certamente un pittore degno di nota, ma soprattutto un disegnatore straordinario. La presentazione dei disegni del Louvre, accompagnati da una quarantina di opere provenienti da altre istituzioni, offre al pubblico la possibilità di percorrere tutta la carriera di Giulio Romano, l'allievo di Raffaello che più di tutti fu influenzato dal suo stile e dal suo modo di lavorare. Entrato giovanissimo nella bottega del maestro, Giulio, alla scomparsa di Raffaello nel 1520, assunse la direzione di tutti i grandi cantieri di cui il Sanzio era responsabile. Poi, nel 1524 si trasferì alla corte di Federico II Gonzaga a Mantova, luogo in cui, con la benevolenza del marchese, riuscì a esprimere al meglio la propria creatività. Rapidamente, Giulio assunse la direzione di tutte le opere di architettura e decorazione, creando così numerosi capolavori come Palazzo Te visto fare da Raffaello a Roma, Giulio seppe onorare le numerose richieste del marchese riservandosi l'esclusività dei progetti grafici e posizionandosi alla testa di una bottega capace di tradurre a stucco e a fresco i suoi disegni. Questa mostra, presentando al pubblico i disegni del Louvre preparatori all'apparato decorativo di Palazzo Ducale, si propone di ricreare oggi i legami tra le opere e i luoghi. Eccezionalmente, questi fogli verranno esposti accanto alle opere finite per illustrare le relazioni che all' epoca esistevano sui cantieri gonzagheschi tra il maestro, i collaboratori e gli allievi: tra questi pensiamo a Fermo Ghisoni, Anselmo Guazzi e in particolare a Giovan Battista Bertani, colui che gli succederà in quanto "prefetto delle fabriche" del duca di Mantova a partire dal 1549. Vari disegni della mano di questo artista verranno presentati nell'ultima parte della mostra dedicata all'eredità di Giulio Romano in seno al Palazzo Ducale e nel territorio mantovano. In questa sezione il pubblico potrà in particolare ammirare alcuni disegni inediti delle collezioni del Louvre preparatori alle decorazioni dell'appartamento della Rustica eseguiti alla "maniera del maestro" sotto la direzione di Bertani.» (Xavier Salmon)
Thomas Stearns alla Venini 1960-1962
Libro: Libro rilegato
editore: Skira
anno edizione: 2019
pagine: 238
Alla fine del 1960 Thomas Stearns (1936-2006) giunse a Murano, con una borsa di studio del governo italiano e una Fulbright Travel Grant, per sviluppare le sue ricerche sul vetro, avviate durante gli anni della sua formazione prima alla Vemphis Academy of Art e successivamente alla prestigiosa Cranbrook Academy of Art, Bloomfield Hills, MI. Grazie alla notevole apertura di Ludovico de Santillana - succeduto nella direzione della vetreria a Paolo Venini dopo la sua morte (1959) -, l'artista americano poté sperimentare le potenzialità del vetro soffiato avvalendosi della straordinaria perizia di "Checco" Ongaro, unico tra i maestri che si rese disponibile alla realizzazione dei suoi progetti. Durante i due anni di permanenza alla Venini, dove dalla fine del 1961 fu assunto come guest designer, Stearns ebbe la possibilità di dedicarsi alle sue ricerche artistiche, accanto alle quali sviluppò anche serie di carattere commerciale. Egli realizzò opere estremamente originali, spesso distinguibili per le forme asimmetriche e organiche e l'impiego di colori opachi di grande matericità, generalmente accostati al vetro trasparente. Nel 1962, in occasione della XXXI triennale di Venezia, la Venini scelse di presentare anche sei pezzi dell'artista giudicati meritevoli della medaglia d'oro, che però non gli venne assegnata quando si seppe che l'autore non era italiano. Il volume illustra per la prima volta l'intera produzione vetraria di Thomas Stearns, che comprende prove, prototipi, pezzi unici, piccole serie, ma anche manufatti entrati nel catalogo della fornace. Si passa da opere come il celebre "Cappello del Doge" alle suggestive "Facciate di Venezia" per arrivare alla "Sentinella di Venezia", straordinaria scultura in vetro di grande ricchezza policroma che rappresenta l'apice della sua ricerca artistica compiuta a Murano.
Life is a vortex
Linda Loppa
Libro: Libro in brossura
editore: Skira
anno edizione: 2019
pagine: 238
Cinquant’anni di esperienza professionale di una delle figure più riconosciute a livello internazionale nel settore della formazione della moda Un libro di Linda Loppa non può essere semplicemente un’autobiografia. Diventa un “oggetto”. Bianco su nero, piccolo formato come una scatola da aprire con cura. Pagine nere e parole bianche per raccontare la scoperta di una filosofia di vita, un metodo di lavoro o pensieri scritti in momenti speciali della sua vita. Il suo linguaggio è semplice, fresco e diretto. Riflette i suoi stati d’animo e il suo carattere ed è supportato da immagini, diagrammi e didascalie. Irrequieta, indagatrice e progressista, Linda Loppa scrive mentre aspetta in aeroporto o seduta in treno, scrive quando è arrabbiata o delusa, ma anche, e soprattutto, per ispirare e motivare le persone. Cinquant’anni di esperienza professionale vivono al fianco di immagini dell’infanzia e dell’adolescenza mentre scopre, impara e trova istintivamente nel mondo e una nicchia al suo interno; il risultato è un viaggio alla scoperta della sua vita privata e professionale in cui i momenti privati e sociali si mescolano con le esperienze culturali, fondendosi per creare una storia personale. L’architettura, l’arte e la moda sono i leitmotiv nella vita di Linda e in queste pagine, ma anche gli incontri memorabili con le persone fantastiche che l’hanno ispirata. Condividere frammenti, intuizioni, conoscenze e dubbi può stimolare e ispirare; a volte viene rispettata una cronologia, a volte no, perché ogni giorno è un nuovo inizio e un processo di apprendimento senza regole.
I macchiaioli. Storia di una rivoluzione d'arte
Libro: Copertina morbida
editore: Skira
anno edizione: 2019
pagine: 112
Nella seconda metà dell'Ottocento Firenze è una delle capitali culturali più attive in Europa, vero e proprio punto di riferimento per molti intellettuali provenienti da tutta Italia. Intorno ai tavoli di un caffè cittadino, il Caffè Michelangelo, si riunisce un gruppo di giovani artisti accomunati dallo spirito di ribellione verso il sistema accademico e dalla volontà di dipingere dal vero, secondo nuovi criteri di rappresentazione della realtà: sono Telemaco Signorini, Giovanni Fattori, Vincenzo Cabianca, Cristiano Banti, Raffaello Sernesi, Odoardo Borrani, Giuseppe Abbati, Silvestro Lega... i futuri "macchiaioli". Sull'esempio della scuola di Barbizon, i pittori macchiaioli escono a dipingere en plein air, trasformando radicalmente l'idea di pittura di paesaggio e anticipando, per molti aspetti, le ricerche degli impressionisti francesi. Ma la loro azione di rinnovamento dell'arte italiana si estende anche ad altri generi pittorici: loro campi di sperimentazione sono il soggetto storico e quello tratto dalla vita quotidiana. In pieno Risorgimento, in un periodo straordinario per la storia italiana, i macchiaioli sovvertono le consuetudini artistiche, accendendo una rivoluzione che si rivelerà fondamentale per la nascita della pittura moderna.
L'Italia fatta a mano. I beni culturali viventi. Dialogo con Antonio Carnevale
Davide Rampello, Antonio Carnevale
Libro: Copertina rigida
editore: Skira
anno edizione: 2019
pagine: 118
«Sarebbe un errore pensare ai beni culturali soltanto in termini di oggetti d'arte. Beni culturali non sono solo la pittura, la scultura e l'architettura che secoli di storia ci hanno lasciato in eredità e che si aggiungono alle creazioni di artisti del presente. Esiste un altro patrimonio, meno conosciuto e meno valorizzato, che merita questa definizione, ed è il lavoro manuale dell'uomo: quell'insieme di attività che ha trasformato il territorio in frutti dell'agricoltura e in risultati dell'allevamento; che ha fatto rivivere i materiali in prodotti dell'artigianato; che ha saputo coniugare la tradizione con l'innovazione, attraverso i secoli, fino a oggi. L'Italia è anche questo. E forse l'Italia dei beni culturali è oggi soprattutto questo, visto che il nostro Paese ha ceduto il primato della creatività artistica ormai da qualche secolo, mentre le tradizioni dell'Italia fatta a mano" hanno saputo rivivere attraverso le generazioni, assegnando al nostro Paese una reputazione planetaria legata al saper fare, alla qualità dei prodotti, alla loro unicità e rarità. È di questi beni culturali che si parla in questo libro. E sono beni culturali "viventi" perché l'accento - in queste pagine - cade sempre sull'uomo: non soltanto sul suo lavoro, ma anche sul modo in cui, nelle storie di persone diverse, il mestiere, la vita, i luoghi, la memoria e un'idea personale di futuro si sono legati e hanno dato un significato nuovo alle parole "tradizione", "innovazione", "qualità"». (Antonio Carnevale). Prefazione di Ilvo Diamanti.
Giuseppe Santomaso. Pittura animata. Ediz. italiana e inglese
Libro: Copertina rigida
editore: Skira
anno edizione: 2019
pagine: 192
Giuseppe Santomaso (Venezia, 1907-1990) è una figura fondamentale nell'arte della seconda metà del XX secolo: nella sua pittura, ha voluto coniugare la millenaria tradizione cromatica e luministica della pittura veneta con le sollecitazioni più radicali delle avanguardie internazionali. Nasce così la sua pittura "animata" da una vibrazione continua, nella quale tutto concorre a restituire l'immagine distillata della vita e dell'esperienza che di essa facciamo attraverso i sensi e le emozioni, purificata dal filtro del pensiero e dell'immaginazione. Questa monografia ricostruisce il percorso creativo dell'artista, tra i più precoci e decisivi interpreti italiani della pittura non figurativa, oltre che tra i principali animatori di raggruppamenti radicali come il Fronte Nuovo delle Arti e il Gruppo degli Otto, ponendo l'accento sulla vocazione internazionale che ha da sempre caratterizzato la sua opera, sia nei dialoghi creativi sia nelle relazioni personali (come quella con Peggy Guggenheim). Oltre a un ampio saggio critico, riporta una significativa selezione di scritti dell'artista, preziose fotografie e documenti d'epoca, una mappatura iconografica selezionata di opere di Santomaso presenti in musei e collezioni di tutto il mondo e un'appendice bio-bibliografica.
Humanitas campus. Architettura per la società e la conoscenza. Ediz. italiana e inglese
Libro: Copertina morbida
editore: Skira
anno edizione: 2019
pagine: 160
La modernità dell'architettura pensata per l'uomo, dunque la bellezza mai fine a se stessa ma sempre con l'uomo al centro. Un ospedale architettonicamente bello e innovativo, un Policlinico e un Politecnico: attività clinica, ricerca, didattica sono da sempre le tre anime di Humanitas. Humanitas nasce ed è così.
Sheela Gowda. Remains. Ediz. italiana e inglese
Libro: Copertina rigida
editore: Skira
anno edizione: 2019
pagine: 240
Pubblicato in relazione alla mostra "Remains" in Pirelli HangarBicocca, il volume presenta per la prima volta nella sua completezza la trentennale attività di Sheela Gowda, mettendone in luce i caratteri principali e la complessità. Risultato di un'approfondita conoscenza della pratica dell'artista, il saggio di Geeta Kapur offre una riflessione sull'intero corpus dei lauori di Gowda. Il catalogo presenta inoltre un testo di Pablo Lafuente nato dal-maggio dell'autore e delle co-curatrici della mostra a Bangalore nel 2018, che ha dato la possibilità di conoscere a fondo il contesto quotidiano in cui Sheela Gowda opera. Il libro include un testo firmato da Nuria Enguita e Lucia Aspesi che apre a uno sguardo sslla tematica dell'antropomorfismo in relazione all'opera dell'artista. Oltre a questi contributi, il catalogo offre al lettore l'opportunità di ascoltare diverse voci di autori, curatori, critici e storici dell'arte che negli anni hanno instaurato un legame con il lavoro di Sheela Gowda. In stretta collaborazione con l'artista è stata realizzata una selezione dei suoi lavori a partire dal 1988 fino al 2019. Ogni opera è introdotta da una didascalia estesa e da un testo appositamente commissionato o tratto da una precedente pubblicazione, fornendo per la prima volta una visione ampia e articolata della produzione di Sheela Gowda. Questi contributi mettono in luce punti di vista eterogenei, in quanto forniscono riferimenti storici legati al lavoro dell'artista, sottolineano alcuni passaggi cruciali del suo percorso e permettono di contestualizzare la sua pratica all'interno di un discorso contemporaneo. I testi sono corredati da immagini che hanno costituito elementi di ispirazione per Gowda e da disegni preparatori e acquerelli realizzati dalla stessa artista. Un'estesa sezione del libro è dedicata alla narrazione fotografica del percorso espositivo di "Remains" in Pirelli HangarBicocca.
Langa. Ediz. italiana e inglese
Michele Pellegrino
Libro: Copertina rigida
editore: Skira
anno edizione: 2019
pagine: 215
Le Langhe, soggetto di queste fotografie raffinate e riflessive di Michele Pellegrino, sono una zona affascinante e selvaggia della provincia piemontese di Cuneo entrata nell'immaginario collettivo globale per i suoi vigneti, i paesaggi e le sue produzioni di qualità e riconosciuta dal 2014 patrimonio mondiale UNESCO. Il presente volume indaga l'anima autentica di questi territori - rendendo omaggio, senza rappresentarli, agli uomini e alle donne che li hanno plasmati nei secoli - e ce li restituisce per quello che sono: luoghi ultraterreni, scorci di un mondo sospeso sopra il nostro mondo, che appartiene al cielo quanto alla terra.
Pablo Atchugarry. Alla conquista della luce. Ediz. italiana e inglese
Libro: Copertina rigida
editore: Skira
anno edizione: 2019
pagine: 208
Lo spirito creativo di Pablo Atchugarry, artista capace di interrogare il marmo attraverso un gesto di seduzione tattile che travalica e vanifica l'idea del tempo Alla Conquista della Luce presenta 25 sculture in marmo del maestro, oltre alle sculture nel grigio del bardiglio e alle 15 sculture in bronzo. Un'arte classica e moderna al contempo quella di Atchugarry: una classicità che rimanda all'antica cultura greco-romana e a successivi agganci barocchi che l'aiutano a proiettare nello spazio misteri assoluti di linee e di forme. La conquista dell'astrazione da parte di Pablo Atchugarry passa infatti attraverso una classicità che rimanda all'antica cultura greco-romana e a successivi agganci barocchi che l'aiutano a proiettare nello spazio misteri assoluti di linee e di forme. Infatti queste sue forme si nutrono della ritmica rincorsa dei vuoti e dei pieni nel rievocare talora il transito di un dinamico panneggio che assorbe e diffonde la luce. E un simile incanto emerge sia dal candore del marmo di Carrara, sia dal grigio del bardiglio: lo possiamo ammirare nelle venticinque opere in rassegna che rinnovano la magia narrativa della pietra. Pari seduzione scaturisce inoltre dalla quindicina di bronzi che sono conquistati e accarezzati da un variabile monocromatismo. L'imponente opera La danza della vita, che costituisce l'avvio dell'intero percorso contemplativo, entra decisamente nella filosofia del processo indagatore tipico di Pablo Atchugarry: si tratta di un albero d'ulivo, ormai disseccato, scavato e interrogato da appositi attrezzi per farlo rivivere come opera d'arte, per elevare i contorcimenti e gli sviluppi radicolari a sublime narrazione. Proprio come succede al blocco di marmo a cui l'artista chiede di rivelare l'anima ovvero quella realtà michelangiolescamente custodita nel suo interno. Il volume, che illustra illustra questo viaggio dell'artista alla conquista della luce, è introdotto dai testi di Luca Bochicchio, Luciano Caprile e Tiziana Leopizzi.

