Skira
Razionalismi esaltati nostalgici radicali 1967-1973. Eretici italiani dell'architettura razionalista
Libro: Copertina morbida
editore: Skira
anno edizione: 2021
pagine: 168
Le varie contaminazioni dell'ossatura sperimentate negli anni dopo la fine del conflitto bellico non fugano il dubbio che l'architettura italiana abbia intrapreso una generosa discesa nei territori della cultura tecnica e figurativa locale, artigiana e popolare, al fine di espiare la collisione prodottasi tra il razionalismo e il fascismo. Dopo che il razionalismo "retorico" ha subito il processo di redenzione all'insegna di un realismo costruttivo e locale, all'inizio degli anni sessanta si assiste all'inattesa rinascita di alcune sue forme originarie che tutti ritenevano scomparse e relegate nelle pagine dei libri di storia di Zevi e Benevolo. Il riapparire di quelle forme attraversa la fase del giudizio critico di coloro che si erano allontanati da quelle origini perché compromesse con il regime. In certi casi il giudizio arriva ad attribuire un carattere fascista alla nuova razionalità, non cogliendo il moto ideale che sospinge gli autori di quella sorprendente mossa del cavallo da cui prende il via l'ultima fase novecentesca delle vicende del razionalismo italiano, quella del "razionalismo esaltato". Soltanto un'assunzione critica del razionalismo, meditata in termini storici, critici e poetici, consente a Giorgio Grassi e Aldo Rossi di procedere oltre i vari realismi costruttivi e di inoltrarsi in quell'ultima fase.
Razionalismo retorico per il regime fascista 1914-1944. Eretici italiani dell'architettura razionalista
Libro: Copertina morbida
editore: Skira
anno edizione: 2021
pagine: 496
L'architettura italiana ha conosciuto la nascita, l'affermazione, il trionfo e quindi la fine passeggera dell'ossatura, nella forma tecnica del calcestruzzo armato, per la definizione della tendenza del razionalismo nelle sue varie declinazioni, da retorico a emozionale, a esaltato, nell'arco di decenni che va dagli anni dieci agli anni settanta del Novecento. Non esiste un inizio per le vicende dell'ossatura del razionalismo che sia da individuare nei soli sviluppi della tecnica perché questi ridurrebbero l'ossatura a essere il corollario inanimato di una visione che apparirebbe, nelle sue sfaccettature culturali, ideologiche e politiche, indifferente a essa, lasciandola confinata nella dimensione costruttiva o tutt'al più discutendone l'astrazione figurativa conferita ai suoi lineamenti in determinati periodi della sua affermazione.
Brixia. Parco archeologico di Brescia romana
Libro: Copertina morbida
editore: Skira
anno edizione: 2021
pagine: 80
In età romana Brescia - Brixia - era una delle città più importanti dell'Italia settentrionale, situata lungo la cosiddetta via Gallica, che collegava alcuni tra i più significativi centri di origine celtica a nord del Po, allo sbocco di vallate alpine di antico insediamento (la valle Camonica e la valle Trompia), tra il lago d'Iseo e il lago di Garda, e immediatamente a nord di una fertile ed estesa area di pianura, organizzata a partire dall'età augustea con imponenti lavori di ottimizzazione agraria (centuriazioni). Nell'area archeologica situata al centro del tessuto urbano sono ancora visibili gli edifici più antichi e più significativi della città: il santuario di età repubblicana (I secolo a.C.), il Capitolium (73 d.C.), il teatro (I-III secolo d.C.), il tratto del lastricato del decumano massimo, su cui insiste oggi via dei Musei. Oltre a questi edifici di età romana, fanno parte dell'area anche palazzi nobiliari di età medievale, rinascimentale e moderna, importati e cresciuti direttamente sulle rovine antiche (palazzo Maggi Gambara e casa Pallaveri, entrambi di proprietà comunale). Nel 1830, a seguito di scavi intrapresi in quest'area, nel Capitolium fu posta la sede del Museo Patrio, a inaugurare la vocazione museale di quest'area e la storia stessa dei musei di Brescia. Dal 1998, è stato avviato un progetto organico di recupero dell'area archeologica volto a un completo recupero archeologico e architettonico, nella sua valorizzazione e nella completa e definitiva apertura alla fruizione pubblica. Così da restituire al pubblico la più importante porzione urbana della città di epoca antica e completare un percorso archeologico tra i più significativi e meglio conservati d'Italia, riconosciuto Patrimonio mondiale dell'umanità dall'Unesco nel 2011. Nel volume i seguenti testi: Archeologia, città e musei. Una storia che parte da lontano, La visita dell'area archeologica, L'area archeologica dopo l'età romana, Il Capitolium di Brescia Patrimonio mondiale dell'Unesco. Con testi di Antonio Dell'Acqua, Francesco Franzoni, Francesca Morandini, Anna Patera.
Alfred Seiland. Imperium romanum. Fotografie 2005-2020
Libro: Libro rilegato
editore: Skira
anno edizione: 2021
pagine: 144
Attraverso un’ampia selezione di immagini tratte dal lavoro monumentale Imperium romanum di Alfred Seiland, il volume propone un grande ideale viaggio transcontinentale, toccando siti archeologici emblematici come Roma, Palmira, Samaria o Epidauro, in 40 paesi. L’artista austriaco ha viaggiato nei territori in cui si estendeva l’impero romano, dalla Siria alla Scozia e oltre, fermando sulla pellicola le diverse sfumature di interazione tra uomo e rovine. Il progetto artistico illustra, con fotografie talvolta iperrealiste e pop, talvolta simboliste e minimal, l’inestricabile e vitale rapporto tra le antichità romane e i luoghi della modernità. Le rovine romane emergono così in tutta chiarezza come il grande patrimonio comune di un’identità visiva europea, una sorta di minimo comune denominatore dell’arte moderna e dell’architettura contemporanea, la prima forma di globalizzazione dello sguardo. Attraverso le pagine del volume, il lettore è accompagnato a scoprire le trasformazioni delle città e del paesaggio: l’occhio del fotografo ne esalta il riuso talvolta consapevole talvolta casuale, e ironizza sul surreale dialogo tra le antiche glorie monumentali e i moderni tessuti urbanistici. Non è facile tradurre in scatti quello che può essere il significato dell’antico – o meglio delle rovine antiche – per la società contemporanea. Con questo progetto, costantemente in progress, Seiland è riuscito a far trasparire, nel mondo globalizzato, la traccia del senso di comunità che l’Impero romano ha lasciato: dal reperto archeologico nel museo alle vestigia archeologiche nel paesaggio attuale. Dai suoi scatti emerge il nuovo significato del concetto di integrazione paneuropea che l’impero romano aveva avviato e realizzato per l’arco della sua durata e che le vicende storico-culturali dei vari paesi hanno modificato, distrutto e adeguato.
Davide Macullo architects
Philip Jodidio
Libro: Libro in brossura
editore: Skira
anno edizione: 2021
pagine: 208
I macchiaioli. Una rivoluzione en plein air
Libro: Copertina morbida
editore: Skira
anno edizione: 2021
pagine: 120
Nella seconda metà dell'Ottocento Firenze è una delle capitali culturali più attive in Europa, vero e proprio punto di riferimento per molti intellettuali provenienti da tutta Italia. Intorno ai tavoli di un caffè cittadino, il Caffè Michelangelo, si riunisce un gruppo di giovani artisti accomunati dallo spirito di ribellione verso il sistema accademico e dalla volontà di dipingere dal vero, secondo nuovi criteri di rappresentazione della realtà: sono Telemaco Signorini, Giovanni Fattori, Vincenzo Cabianca, Cristiano Banti, Raffaello Sernesi, Odoardo Borrani, Giuseppe Abbati, Silvestro Lega... i futuri "macchiaioli". Sull'esempio della scuola di Barbizon, i pittori macchiaioli escono a dipingere en plein air, trasformando radicalmente l'idea di pittura di paesaggio e anticipando, per molti aspetti, le ricerche degli impressionisti francesi. Ma la loro azione di rinnovamento dell'arte italiana si estende anche ad altri generi pittorici: loro campi di sperimentazione sono il soggetto storico e quello tratto dalla vita quotidiana. In pieno Risorgimento, in un periodo straordinario per la storia italiana, i macchiaioli sovvertono le consuetudini artistiche, accendendo una rivoluzione che si rivelerà fondamentale per la nascita della pittura moderna.
La Fiera di Milano 1920-2020. Cento anni, infinite storie
Libro: Libro rilegato
editore: Skira
anno edizione: 2021
pagine: 272
“Le città sono un insieme di tante cose: di memoria, di desideri, di segni di un linguaggio; le città sono luoghi di scambio ma questi scambi non sono soltanto scambi di merci, sono scambi di parole, di desideri, di ricordi” (Italo Calvino). La Fiera di Milano è tutto questo: è il passato, la memoria di una città che voleva crescere e per crescere apriva con le prime esposizioni le sue porte all’Europa; ma è soprattutto il futuro, la capacità di rigenerarsi trasformandosi in modo forte, con progetti innovativi che ogni giorno la rendono sempre più attrattiva e internazionale. Tutto ebbe inizio il 12 aprile 1920, su iniziativa di otto imprenditori, quando nacque la prima Fiera Campionaria, organizzata sui bastioni di Porta Venezia, con 1200 espositori, di cui quasi un terzo stranieri. Già allora, un evento internazionale. La parola “internazionale” è quella che indica la visione e la lungimiranza con cui ci si apriva subito al mondo nel segno del “fare” e dell’intraprendere guardando all’innovazione e a quel mondo nuovo che si è sempre intrecciato con la storia di Milano. Oggi Fiera Milano è uno dei più grandi player fieristici e congressuali a livello internazionale e ha il compito coraggioso di accompagnare le imprese nel futuro “piantando” dentro e fuori i padiglioni i semi dell’innovazione e della creatività che derivano dall’incontro delle diverse culture aziendali, dallo scambio di conoscenze ed esperienze. Il volume contiene testi di: Roberto Arditti; Stefano Baia Curioni; Giorgio Bigatti; Gianpietro Borghini; Ferruccio de Bortoli; Luca Masia; Luca Molinari; Ferruccio Resta; Donata Sartorio; Fabio M. Storer; Anja Visini. Prefazioni di Carlo Bonomi, Attilio Fontana, Enrico Pazzali, Giuseppe Sala.
Pietrantoni. Corpo e mondo. Ediz. italiana e inglese
Libro
editore: Skira
anno edizione: 2021
pagine: 256
Il disegno è il contrappunto delle varie pratiche artistiche e progettuali di Marcello Pietrantoni. In oltre mezzo secolo, egli ha trasformato un album dai fogli bianchi, un album (da albus, bianco in latino), in un diario incessante, talvolta svelato, in altri tempi tenuto più a lato rispetto alle altre sue opere del periodo. Contrappunto fondante nel dare senso, metaforicamente, alle linee melodiche delle sue multiformi espressioni simboliche e creative.
Migrazione nello sconosciuto. Scritti di Giancarlo Sangregorio
Giancarlo Sangregorio
Libro: Libro in brossura
editore: Skira
anno edizione: 2021
pagine: 128
«La scelta di pubblicare un nucleo di poesie e prose poetiche dello scultore Giancarlo Sangregorio è stata a lungo meditata e solo di recente ha preso una forma più definita, che ha portato la Fondazione Sangregorio a realizzare questo progetto. Si tratta di pochi scritti dotati di una loro specifica autonomia eppure di inevitabile accesso alla comprensione delle opere. Emerge una visione artistica precisa, un "diario d'arte", come lo ha ben definito il curatore Davide Brullo. Un complesso di annotazioni spesso inattese, istantanee rivelazioni e riflessioni anche ad anni di distanza, improvvise accensioni il più delle volte annotate su cartoncini di scarto. Sui fogli occasionali dove Sangregorio, che non scrive mai con intenti pubblici, sembra agire intagliando e scavando per estrarre l'oggetto o l'immagine dalla pietra, da scultore appunto, che in qualche modo racconta la materia con la potenza e l'umiltà di chi è sempre rimasto vicino allo "spirito della cava"...» (Dall'Introduzione di Francesca Marcellini)
Monet, Cézanne, Van Gogh... Capolavori della Collezione Emil Bührle-Meisterwerke der Sammlung Emil Bührle
Libro: Libro rilegato
editore: Skira
anno edizione: 2021
pagine: 168
Fra le più importanti raccolte d’arte private al mondo, la Collezione Emil Bührle occupa un posto di rilievo per il cospicuo gruppo di opere impressioniste e postimpressioniste di qualità museale che ne costituisce il fulcro e che in questo volume è rappresentato da capolavori di Manet, Degas, Renoir, Monet, Cézanne, Gauguin, Van Gogh e altri ancora. Le opere, pubblicate a colori e corredate da schede di commento redatte da autorevoli storici dell’arte, illustrano i principi secondo i quali Bührle ha costruito la sua straordinaria raccolta: da un lato la volontà di mettere in relazione l’arte moderna con i risultati più alti della pittura europea dei secoli precedenti – di cui si fanno portavoce i capolavori di Canaletto, Strozzi, Delacroix e Corot – dall’altro la scelta di documentare in maniera esaustiva il percorso dei protagonisti dell’arte moderna, quali Manet, Degas, Van Gogh e Cézanne, delle cui fasi di produzione artistica viene proposta una parziale rassegna. Esemplare in questo senso è la presenza di opere di Claude Monet: dal paesaggio dipinto en plein air di Champ de coquelicots près de Vétheuil (circa 1879) fino alla rivoluzione di Le Bassin aux nymphéas, reflets verts (1920–1926), il catalogo pone l’accento sull’importanza di Monet non solo in quanto figura di riferimento per il movimento impressionista, ma anche come fonte di ispirazione per le generazioni di artisti successive. Pubblicato in occasione della mostra a Lugano, il volume presenta i contributi di Felix Baumann, Lukas Gloor e il catalogo delle opere.
Fotografie dall'impero ottomano. Bernardino Nogara e le miniere del vicino Oriente (1900-1915). Ediz. italiana e inglese
Libro: Libro rilegato
editore: Skira
anno edizione: 2021
pagine: 208
Il terzo volume della collana dei Quaderni fotografici dell’Archivio Storico Intesa Sanpaolo è dedicato a una raccolta fotografica inedita e suggestiva legata alla storia della Banca Commerciale Italiana, istituto di credito che nel 1907, insieme al gruppo di imprenditori veneti guidati da Giuseppe Volpi, aveva costituito a Ginevra la Società Commerciale d’Oriente (Comor), allo scopo di promuovere attività di finanziamento di impianti e infrastrutture come ferrovie, miniere, centrali elettriche e società di navigazione nel Vicino Oriente. La Comor aveva trasferito la sua sede a Milano nel 1912 ma poteva contare su diverse sedi nel bacino del Mediterraneo, tra cui quella di Istanbul, allora Costantinopoli, diretta dall’ingegnere Bernardino Nogara, fiduciario della Comit nel Mediterraneo e nell’Europa orientale, e figura di rilievo nella storia del Novecento. Il racconto fotografico ha inizio nell’impero Ottomano dei primi anni del Novecento, e si conclude con lo scoppio della Prima guerra mondiale. Protagonista è la famiglia Nogara, trasferitasi a Costantinopoli al seguito del capofamiglia. Tutte le immagini pubblicate in questo volume provengono dal fondo dell’Archivio Privato di Bernardino Nogara, una raccolta fotografica il cui valore va ben oltre gli interessi per la storia della banca. Si tratta di una rilettura di soggetti per lo più noti e studiati solo attraverso le immagini ufficiali, divulgate dall’Impero per mostrare all’Occidente la modernità della società ottomana. Un patrimonio visivo eccezionale che Intesa Sanpaolo ha deciso di valorizzare e rendere disponibile a tutti attraverso il proprio Progetto Cultura e l’Archivio Storico.
Palazzo Nervi-Scattolin. Venezia
Alessandro De Magistris, Federico Deambrosis
Libro: Copertina morbida
editore: Skira
anno edizione: 2021
pagine: 80
«Il viaggio attraverso i paesaggi urbani proposto da questa collana ha come obiettivo non solo la valorizzazione delle sedi storiche delle Banche del Gruppo Intesa Sanpaolo, ma anche l'approfondimento scientifico del ruolo degli istituti di credito nella pianificazione degli interventi architettonici delle città. Dalle ricerche iconografiche e documentali emerge un filo conduttore nel dialogo tra banchieri e tessuto della comunità che racconta gli esiti di una profonda condivisione di canoni estetici, funzionali e culturali. I tratti distintivi dell'architettura dei palazzi storici offrono quindi una risposta coerente alla crescita della società, con progetti di costruzione e restauro in grado di ispirarsi alle sollecitazioni del tessuto urbano in evoluzione. Un progetto editoriale di ampio respiro deve necessariamente contemplare la trattazione di diversi stili architettonici, prevedendo edizioni dedicate non solo alle sedi storiche. Questa guida, che propone un'analisi di Palazzo Nervi-Scattolin, segue il filone di studi sugli edifici contemporanei di proprietà del Gruppo e suggerisce un esame sui processi di trasformazione dell'architettura delle città. La costruzione di un edificio da destinare a sede della Cassa di Risparmio di Venezia, commissionata tra gli anni sessanta e settanta del Novecento, è paradigmatica del rapporto tra la città storica e l'architettura moderna. In parallelo alle opere di ristrutturazione di un altro palazzo Liberty in città, la ricerca di una risposta alle esigenze operative indusse la Cassa a promuovere una nuova realizzazione in grado di adattarsi alla conformazione lagunare. Le innovative soluzioni tecniche portarono alla costruzione di un edificio di indubbio interesse architettonico, che richiese non solo una progettazione appassionata e ingegnosa dal punto di vista strutturale, ma anche una particolare articolazione nei rapporti tra committenza e amministrazioni locali, con la partecipazione congiunta di due insigni progettisti. Emerge dal racconto una rinnovata testimonianza della capacità degli istituti di credito di connettersi alle sensibilità dei territori in cui operano anche attraverso la valorizzazione delle peculiari istanze culturali...» (dalla Prefazione di Gian Maria Gros-Pietro)

