Scienze e Lettere
East and West. Nuova serie. Volume Vol. 5
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2025
pagine: 248
Traditions, translations and transitions in the cultural history of Tibet, the Himalayas and Mongolia
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2025
pagine: 376
Fate and immortality in Asia. A cross-cultural perspective
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2024
pagine: 248
Slovenia insolita. Una guida italiana al patrimonio culturale sloveno
Paolo Trichilo
Libro
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2024
Fecit: firme di artisti ed artigiani nel mondo antico. Scritti in onore di Alfredo Buonopane
Giulia Baratta
Libro
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2024
Archivi e biblioteche al tempo del Covid-19
Luca Al Sabbagh, Daniele Santarelli
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2024
pagine: 120
Questo volume raccoglie una parte importante degli interventi del convegno on line “Archivi e biblioteche al tempo del Covid-19. Problematiche e nuove prospettive”, trasmesso sul canale YouTube Parresia il 26 e 27 maggio 2022. I saggi raccolti intendono offrire ai lettori elementi di riflessione a partire da problemi cronici e da un recente passato decisamente infelice, volgendo però lo sguardo al futuro, con la speranza che sia più roseo e sorrida un po’ di più agli studiosi, che senza biblioteche e archivi non avrebbero ragione di esistere; così come ai funzionari archivisti e bibliotecari che tanto generosamente faticano in situazioni lavorative non facili e banali, spesso, nonostante ciò, risolvendo molti problemi agli studiosi e in generale facilitando di molto il loro lavoro. Il volume è dedicato proprio a loro, che nel momento peggiore per la cultura e per la società italiana hanno stretto i denti e si sono adoperati per spalancare le porte alla bellezza del nostro patrimonio archivistico e bibliotecario, valorizzandolo e facendone conoscere l’importanza. Grazie a loro, i cittadini hanno potuto comprendere la ricchezza del nostro paese, nel momento in cui ne sono stati privati dalla disgrazia della pandemia. Mai come in questi anni la parola “resilienza” è tornata prepotentemente in auge, facendo balenare la consapevolezza che, come la Storia insegna, la tragedia globale potrà sempre essere dietro l’angolo ed è la capacità di adattamento che spinge il genere umano a soverchiare le difficoltà e a dominarle, trasformandole in opportunità.
Acta ad archaeologiam et artium historiam pertinentia. Volume Vol. 23
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2024
pagine: 244
Acta ad archaeologiam et artium historiam pertinentia. Volume Vol. 24
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2024
pagine: 244
La ricerca, l'avventura e l'amicizia. Corrispondenze tra Giuseppe Tucci, Francesca Bonardi, Luciano e Tullio Petech, Sven Hedin, Étienne Lamotte
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2024
pagine: 152
Les briqueteries et l'opus doliare estampillé de la famille des Domitii. L'analyse et l'intégration des estampilles dans l'histoire d'un patrimoine sénatorial. Volume Vol. 1-2
Claudia Gatta
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2024
pagine: 872
Between the land and the sea: on villae maritimae in the Roman West-Entre la tierra y el mar: sobre las villae maritimae en el occidente romano
Giulia Baratta, Joseph Benedito
Libro
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2024
pagine: 304
Le prime relazioni culturali tra l'Iran e la Nuova Italia. La fotografia iraniana e italiana dell'Ottocento. Catalogo della mostra (Palazzo Mattei di Paganica, Istituto della Enciclopedia Italiana 15-21 febbraio 2024)
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2024
pagine: 112
"Le relazioni tra Iran e Italia hanno radici antiche che si consolidarono durante il periodo della dinastia safavide (XV secolo) grazie alle missioni italiane giunte alla corte di Persia. Elementi comuni quali il ricco patrimonio culturale e la straordinaria longevità delle rispettive civiltà hanno contribuito a stringere un rapporto che trova suo obiettivo primario nel consolidamento della pace e dell’amicizia tra i due popoli. La dinastia Qajar, fondata da Agha Mohammad Khan Qajar, governò la Persia per quasi centrotrenta anni, dal 1794 al 1925, rappresentando un periodo molto importante e delicato nella storia dell’Iran, che vide l’avvicinamento e la combinazione tra modernità e tradizione. Le testimonianze a noi giunte confermano il legame tra l’arte e politica e l’espansione delle relazioni tra la Persia e l’Occidente, la cui influenza, particolarmente forte con l’avvio della rivoluzione industriale, finì per condizionare diversi ambiti della società iraniana segnando l’arrivo della prima ondata del modernismo nel Paese, al pari di quanto avvenuto altrove nel mondo. In questo periodo diversi fattori, quali i frequenti viaggi dei sovrani persiani e dei membri della corte in Europa, nonché la partenza di studenti iraniani per l’Occidente e la contestuale presenza di cittadini europei – turisti, diplomatici, militari, uomini d’affari – in Iran, contribuirono al rafforzamento delle relazioni internazionali. Naseroddin Shah credeva in uno sviluppo del Paese che si giovasse anche degli scambi con l’Occidente. Nel corso dei suoi quasi cinquant’anni di regno, in tre diverse occasioni – nel 1873, 1878 e 1889 – visitò alcuni Paesi occidentali – primo sovrano persiano a farlo –, quali Russia, Germania, Belgio, Gran Bretagna, Francia, Svizzera, Austria e Italia, per conoscere la civiltà e la tecnologia occidentale; le sue osservazioni sono riportate nei suoi diari di viaggio. Nel corso dei suoi viaggi all’estero conobbe la macchina fotografica, per la quale sviluppò una grande passione, e decise di diffonderne la conoscenza in Iran invitando artisti europei, fra i quali alcuni italiani, in modo da avviare un processo di documentazione fotografica dei palazzi e della corte, e insegnare l’arte della fotografia agli Iraniani [...]" (dall'introduzione di Mohammad Taghi Amini Direttore dell’Istituto Culturale dell’Iran, Roma)

