Oltre Edizioni
Navi d'amianto
Lino Lava, Giuseppe Pietrobelli
Libro: Libro in brossura
editore: Oltre Edizioni
anno edizione: 2017
pagine: 236
Tutto si muove da dentro. Un nuovo incontro tra generazioni
Fulvio Di Sigismondo
Libro: Libro in brossura
editore: Oltre Edizioni
anno edizione: 2017
pagine: 172
"Credo che molte volte sia la presenza del senso di colpa a spingere le generazioni adulte a chiedersi ma che cosa posso fare per te? in una maniera quasi caritatevole, che secondo me non dovrebbe esistere, una generazione che mi guarda così io non la voglio, quello che io voglio, e qui parlo per me, è una generazione di adulti che mi riconosca." (dal dialogo con Anna) L'ansia e l'incertezza sono i due sentimenti più diffusi tra i giovani, ma anche tra gli adulti che dovrebbero istruirli e educarli. Che ruolo possono assumere oggi gli adulti che si confrontano sui temi dell'educazione, in un tempo complesso e difficile come quello che stiamo vivendo? Attraverso quali esperienze e atteggiamenti possiamo rigenerare una pratica costruttiva del presente e un desiderio rinnovato di futuro? Tutto si muove da dentro - Un nuovo incontro tra generazioni è un percorso di riflessione alimentato dal dialogo con giovani che raccontano, tra paure e speranze, la propria e originale visione del tempo che stiamo attraversando e delle sue contraddizioni. In esso narrazione e ascolto si propongono come fonte inesauribile di occasioni per pensare il proprio ruolo di adulti in rapporto alla funzione educativa e di sostegno alle nuove generazioni. L'obiettivo è muovere verso la definizione, non di soluzioni magiche, ma di prospettive possibili e atteggiamenti praticabili, finalizzati a rigenerare la qualità della presenza adulta e a superare il rischio, sempre più incombente, di uno stallo e di una resa che avrebbero il sapore di una definitiva sconfitta.
La strada delle donne infedeli
Milana Vukovic Runjic
Libro: Libro in brossura
editore: Oltre Edizioni
anno edizione: 2017
pagine: 310
"Le donne della nostra strada continuano a vivere nelle case in cui la loro esistenza è cominciata: festeggiano allo stesso indirizzo il loro decimo, trentesimo, cinquantesimo compleanno; portano i mariti nella casa natale e poi sgattaiolano via per incontrare i loro amanti." Una strada di Zagabria diventa, allo sguardo indiscreto e pettegolo di una sua abitante, una piccola Peyton Place, in cui tutte le donne, quasi la strada fosse stregata (e forse lo è), hanno uno o più amanti. Un romanzo all'insegna delle fantasie sessuali più sfrenate delle donne che, con l'ironia sorniona di una scrittrice controcorrente, mette alla berlina una certa società patriarcale per la quale solo gli uomini possono godere delle libertà , altrimenti proibite alle mogli.
Annegare il pesce
Mario Lunetta
Libro: Libro in brossura
editore: Oltre Edizioni
anno edizione: 2017
pagine: 480
Le ventuno narrazioni di "Annegare il pesce" funzionano come le tessere scompaginate di un puzzle che di tanto in tanto, misteriosamente, si ricompatti di colpo in una figurazione allarmante. Nessuna pacificazione, in questi testi intrisi di fredda pietà , di ironia labirintica e di duro sarcasmo. Nessuna banale speranza. Il mondo è quello che è; e Lunetta – pur nelle sfumature di un amaro umorismo – ha da offrire ai suoi lettori solo una lucida scrittura della crudeltà , senza sconti facili né promesse patetiche. Così, in queste pagine di delirante realismo, il cinismo politico e l'insensatezza dell'eros, i soprassalti della memoria e le nebbie del mito sembrano obbedire a una sola paradossale logica di prevaricazione e di arbitrio, in un gorgo di autodistruttività senza scampo. Il presente e il passato fino alle età più remote e leggendarie, mescolati come in uno shaker impazzito, lasciano intravedere con vivida energia allegorica, attraverso flussi di energia regolati da un'ottica straniante, il profilo disfatto di un'Italia e di un mondo le cui pulsioni profonde sembrano unicamente votate all'avidità , alla menzogna, alla prevaricazione e alla morte.
Giocando a scacchi nei gulag di Tito. L'odissea di un giovane fiumano
Emilio Stassi
Libro: Libro in brossura
editore: Oltre Edizioni
anno edizione: 2017
pagine: 180
«Portare la carriola era il lavoro più pesante perché bisognava spingere in salita e in certi tratti correre su tavole traballanti. Alle carriole in legno erano state inoltre rialzate le sponde e portavano quasi il doppio del carico. Venivano chiamate jeep. Spesso mi impegnavo in questo lavoro perché mi dava modo di giocare a scacchi – alla cieca – con un detenuto jugoslavo che incrociavo ogni tanto e che faceva parte di chi sa quale desetina. Le mosse d'apertura le facevamo al primo incrocio, raggiungendo di solito una posizione teorica nota ad entrambi. Poi seguivano le altre, una per una, qualche volta con una proposta aggiuntiva: "Se rispondi con la Torre in ciotto, io gioco il Re in accauno." Il ritorno era in discesa e quindi potevo pensare alla partita. L'invisibile scacchiera stava appoggiata sulla carriola e la vedevo perfettamente, come se fosse vera, e non era difficile valutare la posizione e fare le analisi necessarie. Un giorno stavamo giocando l'attacco Richter-Rauzer della Siciliana e nel corso del mediogioco ero venuto a trovarmi in una posizione molto promettente. A un tratto si udì, nelle nostre vicinanze, un crepitare di spari. Le carriole, le vanghe, le pale, rimasero paralizzate e un brivido freddo percorse l'intero schieramento. Si trattava di un tentativo di fuga verso l'al di qua o verso l'aldilà ? Le probabilità di riuscita erano pochissime perché la zona era quasi piana e solo in lontananza verdeggiava una linea d'alberi. Forse strisciando tra l'erba alta. Ma una volta individuati non c'erano più speranze. Il grande meccanismo si rimise in moto con una certa lentezza mentre il Cavallo nero della morte batteva i suoi zoccoli nella testa di tutti. Tornai con il pensiero alla partita, anche se non era facile trovare la giusta concentrazione. Attesi invano la sua mossa. Forse, dopo quel trambusto, aveva cambiato attrezzo di lavoro. Forse aveva tentato la fuga, verso qualche forma di libertà .»
Essere tedeschi. Qualche pensiero chiarificatore
Zafer Senocak
Libro: Libro in brossura
editore: Oltre Edizioni
anno edizione: 2017
pagine: 156
In questo libro il turco Zafer Senocak, nato a Istanbul ma residente in Germania dall'età di nove anni, racconta i problemi dell'integrazione propri di tutti coloro che hanno dovuto affrontare l'esperienza della migrazione. Lo fa con le armi della cultura, nella consapevolezza che, come scrive "ci si integra senza tensioni solo accogliendo la lingua del paese d'immigrazione, imparando a conoscerne gli usi e la memoria. L'integrazione non è una questione di adattamento meccanico: il suo successo presuppone empatia e capacità di immedesimarsi nell'altro." Un punto di partenza che lo ha fatto diventare uno tra i più interessanti scrittori di lingua tedesca.
Don Carlo Gnocchi. Una vita al servizio degli ultimi
Edoardo Bressan
Libro: Libro in brossura
editore: Oltre Edizioni
anno edizione: 2017
pagine: 204
La biografia di Edoardo Bressan dal titolo "Don Carlo Gnocchi" è certamente il testo su don Gnocchi più completo e con il maggior rigore storico. «L'annuncio della beatificazione di don Carlo – scrive l'autore in premessa – aggiunge il riconoscimento della Chiesa a una vita straordinaria, che porta un giovane sacerdote impegnato nell'educazione dei giovani a condividere accanto a loro la grande tragedia della seconda guerra mondiale. L'esperienza del dolore, consapevolmente vissuta "là dove si muore", è il seme della futura Opera di carità , che prende forma negli anni della Resistenza per poi segnare profondamente il dopoguerra con l'aiuto agli orfani dei caduti, ai mutilatini, alle vittime della poliomielite, trovando alla fine la risposta vera alla sofferenza presente nella storia». Il volume riprende con ampie modifiche e integrazioni, la parte dello stesso Bressan contenuta nel volume firmato con il compianto Giorgio Rumi "Don Carlo Gnocchi. Vita e opere di un grande imprenditore della carità ". «La Fondazione Don Gnocchi ha impresso nel proprio modo di operare lo stigma del fondatore – aggiunge nella prefazione il presidente Angelo Bazzari -. Questa severa, documentata e agile biografia, coronamento di un lungo percorso di studi, di ricerca e di passione da parte dell'autore, sappia infondere nel lettore quello stupore creativo davanti alle cose nuove che lo spirito sa suscitare anche nelle notti oscure della vicenda umana e faccia del beato don Carlo Gnocchi un "seminatore di speranza" e un "indimenticabile maestro di vita"».
Genaua Kainua Genua Ianua. Genova. Le molte vite di una città portuale dal Neolitico al VII secolo d.C.
Piera Melli
Libro: Libro in brossura
editore: Oltre Edizioni
anno edizione: 2017
pagine: 284
Un’esauriente e sistematica ma anche leggibile e accattivante trattazione della più antica storia di Genova. Dalle origini nel Neolitico medio al preludio del suo trasformarsi in grande capitale mediterranea e europea nell’VIII secolo, dalle capanne alle domus, da fondaco di pescatori alla sede vescovile. Ovvero preistoria, protostoria, età romana, tardo-antica e il primo, nebuloso e quasi sempre negletto, tratto dell’Alto medioevo. Un amplissimo periodo storico che di solito è sommariamente trattato nel primo capitolo delle tante “storie di Genova”. Una storia che gli sviluppi recenti dell’archeologia urbana consentono oggi, finalmente, di scrivere, restituendo a Genova e al resto della Liguria quella dimensione ancestrale che sola può spiegare il lento e graduale affermarsi di questa città e di questa regione come area chiave dei traffici politici, economici e culturali del Mediterraneo. L’Autrice è l’autorità indiscussa in materia, essendo stata come funzionaria responsabile della Soprintendenza la protagonista locale di quella felice stagione dell’archeologia urbana in Italia negli anni ’80 e ’90.
Cronache dal manicomio. Cesare Lombroso e il giornale dei pazzi del manicomio di Pesaro
Roberto Vecchiarelli
Libro: Libro in brossura
editore: Oltre Edizioni
anno edizione: 2017
pagine: 300
Nell'Ospedale Psichiatrico San Benedetto di Pesaro, grazie ad una esperienza voluta nel 1872 da Cesare Lombroso e portata avanti da un suo assistente e dai direttori successivi, il vissuto si trasforma in narrazione. Cesare Lombroso, medico direttore di questo ospedale, nel 1872, riordina quell'asilo e soprattutto fonda "un giornale manicomiale che inaugura primo in Italia per dare ai parenti notizie dei malati e a questi una tribuna ove far conoscere i migliori loro squarci letterari". Lombroso credeva che fosse necessario un rapporto diretto tra il manicomio e le famiglie dei folli. Infatti troppe volte era accaduto che queste, non avendo più notizie di un loro congiunto internato, non se ne preoccupassero più. Per ovviare a questa situazione e per "tenere occupati alcuni alienati di singolare ingegno, letterati e tipografi", fa pubblicare il bollettino intitolato Diario del San Benedetto in Pesaro stampato e redatto tutto per mano di alienati. Nelle pubblicazioni c'era anche l'insita volontà "di diffondere idee più esatte e più nobili sulle condizioni morali degli alienati e rialzarli agli occhi del volgo che considera spesso i dementi come bestie feroci".
Dal Parco «letterario» al Parco produttivo. L’eredità culturale di Francesco Biamonti
Libro: Libro in brossura
editore: Oltre Edizioni
anno edizione: 2017
pagine: 272
Un’area priva di forti connotazioni paesaggistiche – una classica “terra di mezzo” o se si preferisce un “paesaggio ordinario” secondo la Convenzione europea del Paesaggio o una “area interna” secondo il noto progetto nazionale – è al centro di un progetto locale di valorizzazione che coinvolge numerosi partner, differenti strumenti istituzionali e soprattutto diverse metodologie disciplinari. La scommessa, assistita dalla Compagnia di San Paolo, dal Comune di San Biagio della Cima e dall'Associazione Amici di Francesco Biamonti e sviluppata dai ricercatori dell'Università di Genova, affronta una ricerca multidisciplinare sulla storia e il paesaggio rurale di San Biagio della Cima (IM), al fine di mettere in luce elementi utili alla valorizzazione “produttiva” del paesaggio stesso e delle produzioni locali in esso inserite, saggiando virtù e limiti del contenitore “parco”. Tutelare per produrre/produrre per tutelare è la chiave proposta per costruire un’idea di “parco” alternativa a quella di stampo naturalistico e vincolistico. Un "parco produttivo” che si propone di superare i limiti del concetto di “parco letterario” proprio partendo della ricchezza dell'eredità di Francesco Biamonti e del suo sguardo analitico rivolto al paesaggio. L'indagine si è svolta alla scala topografica delle relazioni spaziali e sociali – la stessa dei romanzi di Biamonti – che si sono intrecciate e ancora si intrecciano negli spazi dei suoi “paesaggi individuali”: un concetto in grado di superare l’idea di un generico “patrimonio culturale diffuso” più o meno ampio e caratterizzato, ma comunque separato dai suoi produttori. La caratterizzazione del “paesaggio individuale” di San Biagio della Cima propone un approccio metodologico che, a partire dal singolo caso di studio, è estensibile a qualsiasi paesaggio rurale e alle relative politiche di valorizzazione, oggi sempre più attuali.
Un tranquillo viale alberato
Nada Gašić
Libro: Libro in brossura
editore: Oltre Edizioni
anno edizione: 2016
pagine: 280
Con il romanzo Un tranquillo viale alberato, Nada Gasic (1950) ha esordito nella narrativa. Il romanzo, se a prima vista sembra inserirsi nel filone realistico, si caratterizza in particolare per le sue atmosfere noir. La trama si sviluppa intorno a una tranquilla via di Zagabria, vicino alla piazza Kvaternik, un bel quartiere tra il centro della città e il bellissimo parco di Maksimir, dove i più diversi segreti pullulano dietro le tende attentamente tirate delle case. Il romanzo disegna le vite di numerosi abitanti della città il cui destino è fortemente marchiato degli avvenimenti degli anni novanta, cioè il periodo successivo al disfacimento della ex Jugoslavia e di quella che in Croazia viene chiamata “guerra patriottica”. Il retroscena politico e storico traspare però tra le righe, mai in primo piano, e la tranquilla via con il suo filare di alberi rappresenta il palcoscenico quotidiano di tutti coloro che non sono o non si sentono in linea con lo spirito nazionalistico e reazionario del tempo. Per costoro il calvario della richiesta della cittadinanza, dell’orientamento sessuale “sbagliato” o del rischio di appartenere a un “sangue nazionalmente impuro” sono il frutto...

