Medusa Edizioni
Memorandum. La mia autodifesa
Robert Brasillach
Libro: Libro in brossura
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2014
pagine: 80
Tante leggende sono circolate sul rifiuto di concedere la grazia a Brasillach da parte di de Gaulle. Ma se è possibile perdonare qualunque individuo in carne e ossa, come si può usare clemenza con un simbolo? Con l'aggravante del suo talento, che lo stesso pubblico ministero non esita a riconoscergli, Brasillach è la perfetta incarnazione di quell"intelligenza con il nemico" che la nuova Francia deve lavare come un'onta. E dunque quello che si celebra il 19 gennaio del 1945 nel cuore di Parigi è sì un processo penale, ma anche una sacra rappresentazione, una cerimonia espiatoria, la convocazione forzata della letteratura sul duro terreno della responsabilità. Ce n'è abbastanza per fare dell'aula gelida della Corte d'Assise uno di quei luoghi in cui tutta un'epoca sembra darsi convegno, uno spazio saturo di senso come un'allegoria. Ci sono i giudici, i giurati, il rappresentante dell'accusa e l'avvocato, i giornalisti. C'è la sorella di Brasillach, quest'uomo che ha sempre fatto volentieri a meno delle donne, e ci sono Simone de Beauvoir e Maurice Merleau-Ponty. Ci sono i giovani fascisti che accolgono la sentenza di morte con urla di protesta e quasi non riescono a credere che l'esito di quella messa in scena, nella sua ingenuità, abbia regalato loro un martire di tale importanza. Di questo rischio non si accorsero né Sartre né Simone de Beauvoir, che si rifiutarono di firmare il famoso appello a de Gaulle per la grazia. Introduzione di Emanuele Trevi.
Il demone di Nietzsche
Stefan Zweig
Libro: Copertina morbida
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2014
pagine: 98
"Zweig entra nella vita di Nietzsche per scrivere la sua 'tragedia senza personaggi', per osservarlo nelle camere mobiliate e povere che diventano la vera dimora di colui che farà danzare Zarathustra, per controllarne la fortissima miopia (i suoi occhi 'tre quarti ciechi') o per misurare la violenza dei sonniferi, giacché in due mesi consuma cinquanta grammi di idrato di cloralio per propiziarsi la quiete del sonno. Si sofferma sui nervi, sui dolori terribili di cui soffre ('fuoco di fucileria' contro la sua carne) per quell''unica malattia che per vent'anni continua a scavare il cunicolo fin sotto la cittadella del suo spirito e lo fa poi saltare all'improvviso'. Lo osserva a tavola, nei momenti di ricreazione: 'il tè dev'essere di una determinata marca e di una particolare qualità; la carne è pericolosa; i legumi devono essere preparati in un certo modo'; insomma, a poco a poco questo 'eterno far da medico e diagnosticare assume un carattere morboso di solipsismo'. Nietzsche, 'don Giovanni della conoscenza', nel suo entusiasmo crede di godere di una 'suprema sanità', ma il suo grande spirito ha creato un''autosuggestione', si è convinto di essere sano attraverso una 'salute inventata'. Di più: Zweig coglie già allora quello che i professori capiranno con qualche decennio di ritardo, ovvero l'impossibilità di formulare un giudizio definitivo sul pensiero di Nietzsche, sui suoi fini, sul 'sistema' che non si trova." (Dalla prefazione di Armando Torno)
Città divise. Belfast, Beirut, Gerusalemme, Mostar e Nicosia
Jon Calame, Esther Charlesworth
Libro: Libro in brossura
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2012
pagine: 301
Le "città divise" si presentano come una contraddizione tra le più laceranti del mondo globalizzato. Nello stesso tempo in cui la libera circolazione delle merci, dei capitali e degli uomini si afferma sembre più come un obiettivo e una modalità fondamentale del vivere contemporaneo, permangono muri e separazioni all'interno del nucleo simbolico delle nostre culture: lo spazio urbano. Tutti ricordano l'episodio, di per sé folkloristico, del "muro di Padova", la recinzione in pannelli di ferro che mirava a confinare fisicamente nel quartiere degli immigrati le attività illegali di spaccio e la prostituzione. Ben altro peso, e ben altri presidi militari hanno invece i muri studiati da Calarne e Charlesworth nelle "città divise" del XXI secolo: Belfast, Beirut, Gerusalemme, Mostar e Nicosia. Ma simile ne è l'origine: la necessità di ridurre la belligeranza tra parti della città in conflitto per motivi religiosi o politici, che si trasforma nel tempo in partizione fisica e culturale, in fenomeno urbanistico. Gli autori non illustrano nel dettaglio le cause e il percorso che ha condotto alla divisione all'interno delle cinque città (anche se non mancano le informazioni essenziali al riguardo), vogliono invece isolare e iniziare a spiegare le forme strutturali che assumono in queste città le ferite dell'odio. I modi di vita, l'aspetto estetico, le situazioni sociali e i modelli di reazione fra le comunità di queste "città divise": di tutto questo si occupa il libro. Prefazione di Guido Morpurgo.
Il miracolo di La Salette
Léon Bloy
Libro: Copertina morbida
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2012
pagine: 328
Pochi anni prima di Lourdes, un'altra apparizione aveva suscitato discussioni e attese: nel settembre del 1846, a La Salette, nelle Alpi in alta Savoia, due poveri pastorelli, Mélanie di 14 anni e Maximin di 11, affermano di aver visto la Vergine. Sono anni di miseria e di carestie, per la Francia come per gran parte dell'Europa. La "bella Signora" di La Salette appare immersa in un globo di luce e in lacrime: dice che suo Figlio è adirato verso il popolo francese a cui promette carestie e malattie se non torna alla fede. La personalità dei due ragazzi lascia perplesse le autorità religiose che, sulla spinta dell'entusiasmo popolare, finiscono per dichiarare miracolosa l'apparizione. Leon Bloy avvertì una sorta di segno divino nella prossimità fra la sua nascita nel 1846 e la data dell'apparizione di La Salette, dove giunse pellegrino per la prima volta nel '79, per tornarvi ancora in seguito. La sua meditazione sulle rivelazioni della Vergine è affidata a tre scritti qui per la prima volta tradotti. Ben diversa dalla Vergine sorridente di Lourdes che non profetizza catastrofi, essa non può attrarre l'uomo comune che fugge la tristezza. Ma proprio questo invece attrae Bloy: la sua ansia di assoluto, la sua scelta di un'esistenza di miseria, da "disperato", il suo spirito polemico verso un mondo che la ricchezza conduce alla rovina e all'indifferenza verso il Cristo sanguinante, lo rendono prossimo alla Vergine di La Salette e al suo messaggio di espiazione attraverso la sofferenza.
Il canto degli angeli, la voce delle passioni
Jean-Loup Charvet
Libro: Libro in brossura
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2012
pagine: 106
"Il mito perenne dell'androgino è attualizzato e ricollocato da Jean-Loup Charvet, con esiti di un preziosismo filologico raro, mai gratuito, nel quadro dell'età barocca, soprattutto di quella musicale. La penna dell'autore è posta, senza cedimenti né compromessi, «al servizio di un pensiero fecondo, preciso», dal quale sprigionano a raffica «intuizioni avvincenti sulla musica» di quell'epoca. È questo un libro indispensabile alla comprensione di un periodo storico dalla cronologia labile, dai mille volti di Proteo, dai caratteri perennemente sfumati; epoca segnata da un negativo antropologico tornato, nel secolo scorso, di moda. La cui aspirazione massima, avverte Charvet, era quella di poter «vivere il doppio per meglio raggiungere l'uno» - un'intuizione potente, questa, che si direbbe quasi schnitzleriana, per un ruolo che la filosofia tradizionalmente assegnava al solo Umanesimo europeo del Quattrocento, e che andrebbe esteso, invece, a buona parte dell'età moderna e del suo Zeitgeist -, quella di «partecipare al molteplice per accedere all'unità». Una chiave d'interpretazione affascinante, unica più che semplicemente rara, innovativa, originalissima." (Carlo Alessandro Landini)
Michele tiene all'Inter ma crede in Dio. Il mondo di oggi raccontato a mio nipote
Giorgio De Simone
Libro: Copertina morbida
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2011
pagine: 139
"Un anziano e un bambino, nonno e nipote. Il bambino fa domande, la prima è se il nonno sa dov'è Dio. Lo si può cercare insieme, pensa e dice il nonno. Ma mica facile (ovviamente). E tenendo presente l'obiettivo parla d'altro, di pianeti (il suo debole cosmico), di calcio, di un quasi-elfo, s'infila un po' nella Storia, non si sottrae all'attualità. Quando nonno e nipote giocano a palla, il nonno perde convinto però che, se ci si mettesse... E si fa domande, intanto, alcune con risposte così così, altre dove il responso è fragile: l'aldilà, per dire. Alla sua età è un dovere pensarci, dopotutto. Ma dove sarà (sarebbe) mai? La fisica non gliene dà conto. O invece sì? Lo stare con il bambino, lo starci anche il poco che ci può stare (questi bambini di oggi a cinque anni hanno già l'agenda piena), lo tira su perché lo fa sentire bambino a sua volta. Sapiente? Non gli pare tanto, per fortuna. E fuori, però... "Che millennio c'è là fuori?" è una domanda che è stata fatta, da qualche parte (Pasternak, si direbbe). Be', ma è il terzo Millennio, là fuori. Le deferenze al suo ingresso, le esultanze, e che mare di promesse, che cori di speranze, a quale altezza la torre delle attese. Poco dopo, tutto tradito o, nel migliore dei casi, perso di vista, smarrito. E però l'occhio di chi non è più giovane è affaticato dal tempo, si sa. Vede bene indietro e male avanti, non mette a fuoco. Il cuore, allora, che trepida e per un bambino, per un nipote, si strugge.
La lanterna dell'antropologo
Marshall Sahlins
Libro: Copertina morbida
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2011
pagine: 64
Che cosa succederebbe se una mattina, svegliandosi, il manager della City londinese o il magnate di Wall Street, il grande intellettuale della Sorbona o il tecnologo di Ginevra o, più in generale, i frequentatori dei tanti social network scoprissero di essere diventati la periferia del Pianeta? Marshall Sahlins prefigura questo scenario come se fosse cosa reale (e forse lo è) e si chiede: la cultura occidentale non sarà solo un "dialetto" fra i tanti della terra? Il grande antropologo lancia una provocazione: il mondo non occidentale diventa una macchina da guerra per demolire colossali filosofie e il loro primato universale. Chi ne fa le spese? Sacri mostri come Marx e i suoi epigoni, che consideravano la cultura come una "glassa" sulla torta (economica) multistrato. La cultura, così, si rivela una "forma ibrida" da cui nasce anche l'antropologo moderno (Lévi-Strauss), figlio dell'Illuminismo e della scoperta della "relatività" della cultura occidentale.
Morte di un senatore
Giuseppe Bonura
Libro: Copertina morbida
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2011
pagine: 172
"Ci sembrano oggi perfino ingenue le constatazioni dei Bonura e dei Tobagi scrive Goffredo Fofi nella Prefazione -, ma non per questo meno esemplari e veritiere. E se di senatori come Alberigo Frani, ambiguamente complici ma ancora ambiguamente timorati, ce ne sono sempre di meno, o per niente, di intrallazzisti come i tanti che gli ruotano intorno nella piccola società provinciale e affluente o che si muovono a Roma tra uffici e ministeri e aule parlamentari come gestori di un comune bottino da far convergere sui propri complici o mandanti (o su se stessi) ce ne sono sempre stati, e adesso ci sono quasi soltanto loro. Ogni anno in Italia, con puntualità prevedibile e con crescente assiduità, colline smottano, case crollano (a volte interi quartieri, interi villaggi), e la mano dell'uomo vi è più responsabile della natura. Da ultimo, è nata un'industria chiamata "protezione civile" che fa prosperare politici e partiti (di governo!) che hanno imparato nel tempo come arricchirsi sulla morte e sul sangue con il beneplacito di una popolazione distratta e rimbambita dai media... E quanti sono coloro che possono dire di non aver usufruito di qualche vantaggio dall'arricchimento collettivo, dalla comune pratica del compromesso morale e civile, o addirittura dal malaffare, quanti i puri innocenti? Sì, "tutte le strade conducono a Roma", ma partono da dovunque. È quest'imbroglio che Bonura cerca di dipanare con i mezzi del racconto, con l'abilità di una costruzione poliziesca". (Walter Tobagi)
Jolly Roger. Le bandiere dei pirati
Renato Giovannoli
Libro: Libro rilegato
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2010
pagine: 222
Non tutti sanno che la bandiera pirata con il teschio e le tibie incrociate si chiama Jolly Roger, né che è esistita un'ampia varietà di Jolly Rogers dove un teschio o uno scheletro apparivano insieme a clessidre, spade e cuori trafitti. Il repertorio di bandiere regolarmente riproposto dai libri divulgativi sulla pirateria è però in buona parte un prodotto del Novecento, e nessuno sa chi sia veramente l'allegro Ruggero che ha dato il nome a quelle bandiere. Questo è il primo studio approfondito sull'argomento, che traccia la storia delle bandiere dei pirati, narra la loro leggenda e spiega il loro simbolismo nel contesto culturale in cui nacquero. Dopo avere restituito a ogni capitano pirata la sua vera bandiera sulla base delle fonti d'epoca, facendo piazza pulita di errori, falsi e attribuzioni leggendarie, l'autore accompagna il lettore in un'avventurosa navigazione attraverso l'"underworld" delle organizzazioni corporative e iniziatiche criminali del Medioevo e della prima Età Moderna col fine di decifrare il senso di quegli enigmatici vessilli. Robin Hood e le Danze Macabre, i Tarocchi e Francois Villon, Saturno e un misterioso tatuaggio carcerario, l'iconografia apocalittica della spada fiammeggiante e il simbolismo templare del Parzival sono solo alcune delle tessere di un puzzle che poco a poco si ricompone, restituendo un vivido affresco di quell'Europa maledetta che, riversatasi nelle Americhe, dominò i mari per qualche decennio tra Sei e Settecento.
Kurgan. Le origini della cultura europea
Marija Gimbutas
Libro
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2010
pagine: 176
Quella che talvolta si chiama con un po' di enfasi la "casa europea", la patria dalle comuni radici, è in realtà, in origine, un terreno di conflitto, di contaminazione, di reciproche influenze, di battaglie e sopraffazioni. Sono qui presentati i testi più rappresentativi di una ricerca durata quasi mezzo secolo, che ha portato Marjia Gimbutas a costruire un affresco appassionante delle civiltà che, incontrandosi e scontrandosi tra il IV e il III millennio a.C., contribuirono a gettare le fondamenta della nostra identità. La scoperta più significativa e carica di destino, per certi versi, è quella di una contrapposizione tra culture stanziali e orde nomadi, tra religioni declinate al femminile e dominanza maschile, tra egualitarismo pacifico e aggressività gerarchica, tra arte e guerra. I Kurgan erano un popolo di pastori nomadi abitanti delle regioni degli Urali, le cui origini paiono perdersi nella notte dei tempi. Lungo una serie di invasioni o "ondate", qui ricostruite minuziosamente, colonizzarono il continente europeo, imponendo la propria legge e le proprie ideologie. "Marija Gimbutas - scrive Carlo Sini nella prefazione -, apre la via al dialogo, forse decisivo, con il passato di una parola che ancora risuona presso gli umani del XXI secolo e che disegna orizzonti e vicende di un possibile, e magari più pacifico, futuro".
Brodskij 1964. Un processo
Cristiano Casalini, Luana Salvarani
Libro
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2010
pagine: 96
Un libro a due strati: la trascrizione delle udienze del processo, riportata fedelmente dagli appunti di Frida Vigdorova, amica di Brodskij, è inserita in una cornice drammaturgica, dove si immagina che due amici ascoltino i nastri delle udienze fortunosamente ritrovati nel 1989 e li commentino, tra brevi battute, solenni monologhi di principio, bisticci e fin-de-non-recevoir. Chi dei due ha ragione? Il testo non decide. L'obiettivo, del resto, non è dimostrare una tesi (che risulterebbe in men che non si dica irrimediabilmente passée, e fanée) ma offrire l'occasione di rileggere qualche grande libro molto amato (Wittgenstein, Foucault, Hegel, Marx... Ariosto, Brecht...), per poi tornare a Brodskij; forse, con un martire in meno e uno scrittore in più.
La montagna cosmica
Libro
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2010
pagine: 176
La Montagna cosmica si trova al centro della cosmologia e della geografia sacra di molte forme religiose, dalle più arcaiche tradizioni sciamaniche fino alle grandi religioni abramiche. Pur essendo un tema sul quale già tanto è stato scritto, gli specialisti che hanno collaborato a questo volume sono riusciti a fornire nuovi materiali e originali spunti interpretativi, in riferimento a uno dei mitologemi più importanti della storia delle religioni: dall'India indù all'Iran zoroastriano, dalla Grecia antica all'Islam arabo-persiano, dalla Cina taoista al Giappone scintoista e buddhista, fino alle culture amerinde dell'America settentrionale. Il filo conduttore che collega tutti gli studi qui raccolti è la continua ricerca da parte dell'uomo non solo del centro simbolico del mondo, ma anche del luogo dove attingere esperienze d'ascesi e di divina rivelazione.

