Limina
Il Massimo. Moratti, il sogno possibile
Renzo Casali
Libro: Libro in brossura
editore: Limina
anno edizione: 2008
pagine: XI-115
Se è vero che il calcio, come il teatro, riflette in profondità la cultura dominante del Paese di appartenenza, allora è anche vero che personaggi come Massimo Moratti costituiscono un "problema", una sorta di anomalia difficile da "ingabbiare", etichettare e archiviare. Per raccontarlo, l'autore ha deciso di far parlare il frutto di una iniziativa da Moratti stesso fortemente voluta e incoraggiata: Pianeta C, un progetto di calcio e letteratura, proposto dalla Comuna Baires e sperimentato per ben dieci anni. E l'ha fatto affidandosi al racconto di incontri pubblici e privati, scambio di opinioni, stupori e sogni condivisi. Emerge un profilo di Massimo Moratti più vicino alla sua anima e distante dall'immagine stereotipata dell'"uomo ricco e ingenuo, troppo buono e troppo gentile, che si trastulla con il giocattolo del calcio". Insomma, senz'altro un romantico, forse così "eccentrico" da sognare un mondo dove sia possibile vincere senza trucchi o sotterfugi e credere nelle passioni travolgenti e nella bellezza delle idee.
Un manicomio tra i pali. Portieri con la camicia di forza
Luigi Guelpa
Libro: Libro in brossura
editore: Limina
anno edizione: 2007
pagine: X-116
Hugo si abbronzava appoggiato alla porta. Jean Marie la lasciava incustodita per ripararsi sotto l'ombrello. Bert la difese con l'osso del collo fratturato. Come le mani di Ducky, sbriciolate dalla polizia perché lui era bravo, e Ceausescu geloso. Numeri 1. Anche se Jan il tabaccaio giocava con l'8 e Jorge l'addestratore di cavalli col 9. Istinto da sentinella, ma vocazione da centravanti. René nel dubbio fece piangere la gente dei barrios di Bogotà. Valdir il maldestro invece fece ridere l'Italia. Incredula che Pablito il moscerino avesse abbattuto l'astronave dei marziani. Portiere. Camicia di forza e generosa dose di incoscienza. Ri, zanzara coreana, sembrava un saltimbanco tra le bombe. Bruce, mercenario rhodesiano, mandò all'inferno l'esercito dell'Impero romano. Mentre i generali argentini ci spedirono l'apolide Ramon. Portiere: arquero, goleiro, torhuter, guarda redes, gardien de but, goalkeeper. Una babele, ma un uomo solo. Dispari. Protagonista fino alle estreme conseguenze.
La squadra spezzata. L'Aranycsapat di Puskás e la rivoluzione ungherese del 1956
Luigi Bolognini
Libro: Libro in brossura
editore: Limina
anno edizione: 2007
pagine: 149
La sottile linea rossa che lega l'Aranycsapat (squadra d'oro), la Nazionale ungherese di Puskás e Hidegkuti, con la rivoluzione del 1956, repressa dall'Unione Sovietica con i carri armati. Quella squadra, come la Honvéd, il club di Budapest in cui militano Puskàs e Bozsik, è l'ambasciatrice del Paese nel mondo, macina gol e spettacolo e viene acclamata ovunque. E regala bellezza e gioia agli ungheresi, oppressi da un regime grigio e sanguinano, gli dà la speranza di un futuro diverso. Il giovanissimo Gábor, fanatico di Puskás, vive i trionfi alle Olimpiadi e contro l'Inghilterra come il segno che il comunismo, di cui è un convinto seguace, sia destinato a vincere. Ma la sconfitta nella finale della Coppa Rimet del 1954 (l'unica partita persa dall'Aranycsapat su 50 tra il 1950 e il 1956) manda in frantumi i suoi sogni e quelli di un intero Paese: sparite le speranze, resta solo una realtà fatta di miseria. La delusione serve a farlo riflettere e mettere in dubbio tutto quello in cui credeva. E quando, il 23 ottobre 1956, scoppia la sommossa contro la dittatura comunista, il sedicenne Gábor perde ogni punto di riferimento: approva la rivolta, ma si sente sempre socialista. E lotta per creare un socialismo nuovo, democratico e liberale. Fino a quando i carri armati sovietici invadono Budapest e soffocano nel sangue la rivoluzione.
Il più grande calciatore del mondo
Renato T. De Rosa
Libro
editore: Limina
anno edizione: 2006
pagine: 150
La palla al balzo. Un poeta allo stadio
Alfonso Gatto
Libro: Libro in brossura
editore: Limina
anno edizione: 2006
pagine: XIII-222
"La palla al balzo è il felice resoconto dagli stadi d'italia di uno dei maggiori poeti del Novecento. Il poeta di lì capo sulla neve e di Desinenze. Quel poeta che aveva recitato con Pier Paolo Pasolini stretto in una gualdrappa di lino a gelare al freddo materano nei panni dell'apostolo Andrea. Quello stesso poeta dagli "occhi aperti di sorriso, neri neri come le rondini sul mare" ora attento a riscrivere la cronaca sportiva, dopo il Giro e il Tour, cedendo al suo amore di sempre: il calcio. lì risultato è una prosa perfetta e leggera, una raccolta indimenticabile che traccia il contorno di una epoca e di un calcio in trasformazione. Che non ha ancora scritto le pagine delle imprese mondiali ma che vive nell'italia delle bombe. E più che un movimento di nostalgia porta al lettore una consapevolezza, di quanto preferivamo quel calcio che era sì preludio di quello moderno, ma che conservava ancora la freschezza di quei calciatori con gli occhi fissi sulla coppa. Quegli occhi aperti di sorriso." (Filippo Trotta).
L'ultimo volo dell'Angelo biondo. Angelo Jacopucci, pugile.
Andrea Bacci
Libro: Libro in brossura
editore: Limina
anno edizione: 2006
pagine: 137
Angelo Jacopucci è un pugile particolare: non ha mezzi eccelsi, non è un fuoriclasse. Ma è un buon pugile, che combatte semplicemente in maniera congeniale al suo modo di essere: colpisce e scappa via. I detrattori gliene fanno una colpa, mentre è un modo di combattere redditizio che gli ha permesso di superare un gran numero di incontri con il viso e il fisico integro. Quel luglio 1978 deve incontrare per il titolo europeo dei Pesi medi l'inglese Alan Minter, uno che annichilisce e distrugge i suoi avversari. Jacopucci pensa di farcela contro tutto e contro tutti: ma il destino ha in serbo per lui qualcos'altro.
L'apocalisse sul Bondone. Storie dal Giro
Paolo Facchinetti
Libro: Libro in brossura
editore: Limina
anno edizione: 2006
pagine: VI-121
Giro d'Italia 1956, terzultima tappa, MeranoTrento Alta. Cinque colli da scalare, arrivo in salita sul monte Bondone. È l'8 giugno e viene segnalata la formazione di un anomalo "polo freddo" verso sudest. Nella tarda mattinata, all'altezza del Golfo Ligure, a 5000 metri di quota la temperatura è di -27 gradi. Si ritirano i primi corridori, intirizziti. Qualcuno vorrebbe fermare la corsa, ma la tentazione di fare entrare nella leggenda quella tappa induce gli organizzatori a proseguire. La tragedia viene sfiorata più volte, grovigli di auto fra la neve e grida d'aiuto dei ciclisti. Resiste Charly Gaul che vince la tappa: quando arriva è congelato sulla bicicletta e sviene. Indosserà la maglia rosa in una tappa leggendaria in cui si sono ritirati in 20.
L'ultimo baluardo. Il calcio schietto dell'Athletic Bilbao
Simone Bertelegni
Libro: Libro in brossura
editore: Limina
anno edizione: 2006
pagine: VI-258
Nel calcio del terzo millennio, toccato da gravi scandali e dall'onnipresente ricerca del profitto, c'è una squadra che non ha ancora venduto l'anima al diavolo: l'Athletic Club di Bilbao. Oltre cent'annì di gloriosa storia sportiva che attinge esclusivamente al settore giovanile e a giocatori nati dietro l'uscio di casa. Di fronte a tutte le degenerazioni che stanno ammorbando il calcio, sentenza Bosman, Passaportopoli, Piedi Puliti, doping , amministrativo, ipertrofia televisiva, caccia agli utili a ogni costo e così via, agli appassionati della pedata restano due soluzioni: troncare ogni rapporto col mondo del pallone o trovarsi un rifugio. A chi opta per la seconda, un suggerimento: innamoratevi dell'Athletic Bilbao. Tuffatevi nelle pieghe delle maglie biancorosse della squadra basca, per trovarvi un'idea di calcio dal sapore primo Novecento: nessuno straniero in campo, nessun presidente-dittatore, nessuna ossessione televisivo-affaristica, totale fedeltà a una maglia tuttora non macchiata da alcun logo pubblicitario. Fantascienza o, al contrario, passato remoto? No, una realtà presente e vincente. Mai retrocessa dalla serie A spagnola, primato condiviso con le multimilionarie e multinazionali Barcellona e Real Madrid. Athletic: l'ultimo baluardo a difesa di romanticismo e purezza dagli attacchi del calcio moderno. Un libro che narra la storia, ma soprattutto tenta di spiegare la filosofia che guida la più singolare squadra di calcio di tutti i tempi.
Braccio d'oro. Il meraviglioso rovescio di Paolo bertolucci
Stefano Meloccaro
Libro: Libro in brossura
editore: Limina
anno edizione: 2006
pagine: VIII-258
Paolo Bertolucci, detto "Braccio d'oro", per il suo straordinario tennis fatto di gesti rotondi, spettacolari ed efficaci al tempo stesso è stato numero 22 della classifica mondiale nei primi anni Settanta, ha vinto cinque tornei di singolare e una dozzina in doppio, tutti assieme al suo amico e fedele compagno Adriano Panatta. Con lui ha condiviso (dentro e fuori dal campo) gran parte dei successi di quegli anni memorabili, dando vita ad una delle più solide formazioni di doppio nella storia della Coppa Davis, ma anche ad una delle più formidabili coppie di "ragazzacci" nella storia dello sport italiano, sempre pronti ad affiancare all'attività tennistica quella mondana, fatta di bella vita, vacanze da super vip e relative assidue frequentazioni del gentil sesso. In questo libro c'è tutto questo, ma ci sono anche gli inizi di Paolo, sul campo del Circolo Tennis Roma di Forte dei Marmi, assieme al papà Gino, maestro di tennis; l'incontro a 12 anni, col suo "gemello diverso" Adriano; gli anni trascorsi al Centro Tecnico di Formia; il rapporto con Mario Belardinelli, padre putativo e artefice dietro le quinte dei loro trionfi più belli. E poi tanti episodi extratennistici di un'epoca in cui i giocatori non erano ancora diventati delle macchine e si divertivano anche.
Il centravanti bello. Luca Toni, bomber sulla strada per la Germania
Giulio Giusti, Francesco Parigi
Libro: Libro in brossura
editore: Limina
anno edizione: 2006
pagine: VIII-158
Il libro, oltre la figura del Toni calciatore, analizza quella del fenomeno mediatico. Il bomber della Fiorentina, infatti, ha conquistato con la stessa velocità con cui è giunto sulla vetta della classifica dei cannonieri, le copertine dei maggiori quotidiani e settimanali. Completa il libro il racconto di chi ha conosciuto Toni sia nel periodo buio (Spalletta e Cavasin) che in quello d'oro (Mazzone, Baggio, Prandelli, Guidolin, Corvino).
Moggi bianco & noir. Indagine su un cittadino dietro ogni sospetto
Simone Stenti
Libro: Libro in brossura
editore: Limina
anno edizione: 2006
pagine: IX-182
Un logoro distintivo, una Magnum 44 che non ha mai sparato e una fiaschetta di bourbon sempre vuota dipingono un disincantato detective verso la sua ultima, definitiva indagine: scoprire se il grande vecchio del calcio italiano si chiama davvero Luciano. Con i modi spicci dei vecchi eroi del noir anni Quaranta, l'investigatore interroga i più importanti personaggi del calcio italiano. Messi con le spalle al muro, i testimoni danno forma a un ritratto di Luciano Moggi e di trent'anni di mercato, trame e strategie non soltanto "pallonare". E si scopre che sarebbe davvero piaciuto al re del noir Mickey Spillane, da cui sembra aver preso in prestito questa famosa battuta: "Quando discuto d'ingaggi preferisco il coltello. La pistola fa troppo rumore".
Davanti Superga. Il Toro come delirio
Maurizio Ferrarotti
Libro: Libro in brossura
editore: Limina
anno edizione: 2006
pagine: VI-87
Attingendo dai mezzi di comunicazione così come dalla piazza in fermento, l'autore racconta tutte le tappe del calvario torinista: la finale di ritorno degli spareggi giocata allo stadio delle Alpi contro il Perugia di Gaucci junior di fronte a cinquantamila anime trepidanti, la doccia fredda della perquisizione in casa di Francesco Cimminelli effettuata dalla Guardia di Finanza a seguito della fideiussione-patacca presentata dall'odiato patron granata alla Covisoc, i verdetti via via negativi emessi dai diversi gradi di giudizio sportivo, le marce e le contestazioni dei tifosi inferociti davanti al Municipio di Torino, il Lodo Petrucci come ultima spiaggia per iscrivere il Toro alla serie cadetta, l'estenuante e finanche grottesca trattativa fra lo sconcertante "psicologo ciociaro" Luca Giovannone e il facoltoso pubblicista alessandrino Urbano Cairo per impadronirsi del Toro, l'esplosione di rabbia ultrà all'Hotel Campanile di Moncalieri dove il fuggiasco Giovannone si era rintanato, e finalmente l'agognata, acclamatissima investitura di Cairo, "Papa Urbano I". Completa il volume un'appendice sul campionato in corso.

