Johan & Levi
L'arte non evolve. L'universo immobile di Gino De Dominicis
Gabriele Guercio
Libro: Libro in brossura
editore: Johan & Levi
anno edizione: 2015
pagine: 138
Priva di radici accertabili, sganciata dalla sequenzialità di un prima e un dopo, l'opera d'arte abbatte le barriere del tempo e ci proietta in uno spazio estraneo al progresso. Che l'arte non evolva, cioè non proceda per via di un lineare sviluppo temporale ma sia invece capace di introdurre novità di cui non c'era sentore in precedenza, è la tesi di questo saggio sulla poetica dell'immortalità in Gino De Dominicis. Un'indagine su un mistero - quello della creazione ex nihilo - e una meditazione sull'origine di tutte le cose. Guercio prende le mosse dal lavoro più emblematico e controverso dell'artista, "la Seconda soluzione d'immortalità" (l'universo è immobile), esposto nel 1972 alla Biennale di Venezia in una sala che è la summa delle riflessioni di De Dominicis e che viene subito chiusa al pubblico per lo scalpore che desta. Motivo dello scandalo è la presenza di un giovane veneziano affetto dalla sindrome di Down. Posto davanti a tre oggetti sul pavimento - una pietra, una palla di gomma e il perimetro di un quadrato bianco - Paolo Rosa non rappresenta una mera provocazione come pensano i più reazionari, ma è il fulcro attorno al quale si dispongono gli altri elementi, la chiave di tutto l'insieme. Grazie alle molteplici dinamiche che questa figura innesca, l'artista conferisce all'opera una facoltà senza precedenti: aprire una breccia nell'eternità.
Brera in contemporaneo. Fabro, Garutti, Kounellis, Paolini. Catalogo della mostra (Milano, 10 luglio-27 settembre 2015). Ediz. italiana e inglese
AAVV
Libro: Copertina rigida
editore: Johan & Levi
anno edizione: 2015
pagine: 263
L'arte è sempre contemporanea. Da questo principio e dalla rinsaldata collaborazione tra la Pinacoteca e l'Accademia di Belle Arti nasce la mostra "Brera in contemporaneo. Fabro Garutti Kounellis Paolini", nel segno di quattro grandi artisti che in modi diversi hanno legato il proprio nome a Brera. Un'esposizione votata alla presenza attiva dell'arte contemporanea in un museo storico qual è la Pinacoteca è nello spirito di una tradizione che vede da sempre nell'intero Palazzo di Brera un laboratorio aperto al nuovo, e allo stesso tempo aggiorna il messaggio rivoluzionario di eventi come il "Processo per il museo", nella breve stagione degli anni settanta di Franco Russoli, spronando a viverlo come uno spazio dinamico e un luogo di continua rinascita delle arti. Per Luciano Fabro vengono riproposti "Groma per Spinoza, Io (L'Uovo)" e "Modo di mettere le lenzuola", mentre Alberto Garutti, Jannis Kounellis e Giulio Paolini hanno concepito appositamente le loro installazioni per gli spazi della Pinacoteca, dalle grandi sale napoleoniche alla cappella di San Giuseppe, a diretto contatto e "in simultanea" con i capolavori di Raffaello, Bernardino Luini e Bramantino. Nella compresenza di opere di epoche differenti l'allestimento ritrova e rinnova il senso della pratica espositiva e il ruolo che l'intero Palazzo di Brera vuole riacquistare: essere un luogo di ascolto, di sorpresa, di ricerca personale e interiore, capace di farsi continuamente contemporaneo.
Talenti e leggende. Il palazzo di Brera si racconta. Catalogo della mostra (Milano, 28 luglio-13 settembre 2015)
AAVV
Libro: Copertina morbida
editore: Johan & Levi
anno edizione: 2015
pagine: 139
Un solo luogo, tre progetti: il Palazzo di Brera si racconta, svelando la propria anima nelle sue diverse inclinazioni. In "Accademia aperta" protagonisti sono studenti e professori che aprono per la prima volta le aule delle dieci scuole dell'Accademia, offrendo ai visitatori l'inedita possibilità di osservare da vicino le attività quotidiane di studio e di laboratorio. Con "Ai confini del quadro. Brera anni sessanta-settanta" entrano in scena le figure storiche di un'epoca irripetibile che ha reso celebri in tutto il mondo Brera e il suo quartiere, quando il "fare arte" si sviluppava in un continuo scambio, dentro e fuori le mura del palazzo. Con "Bagnoli, Curran, Lim, Pistoletto, Richter. Installazioni nel Palazzo di Brera", si entra nella contemporaneità e l'intero edificio vive grazie alla sua secolare e naturale predisposizione a far dialogare e interagire con il nuovo i propri storici spazi - Accademia, Biblioteca Braidense, Orto Botanico, Osservatorio Astronomico e Pinacoteca -, alla ricerca di inedite consonanze e possibili intrecci.
Double portrait. Music-Barbarigo
Giovanna Dal Bon
Libro: Libro in brossura
editore: Johan & Levi
anno edizione: 2015
pagine: 212
Arte ri-programmata. Un manifesto aperto-Re-programmed art. An open manifesto
Libro: Libro in brossura
editore: Johan & Levi
anno edizione: 2015
pagine: 120
"Arte ri-programmata: un manifesto aperto" è un progetto di ricerca-azione sul tema dell'introduzione in ambito artistico dei metodi e degli approcci di hardware e software open source e dell'open design, che si pone come obiettivo lo sviluppo di artefatti fisici e tecnologici le cui informazioni e specifiche d'implementazione sono rilasciate pubblicamente con licenze libere. Il progetto ha coinvolto un gruppo di artisti digitali e designer nel processo di ri-programmazione di alcune opere del Gruppo T, che rappresenta un punto di riferimento di quella sperimentazione artistica italiana definita Arte Programmata. Tra la fine degli anni cinquanta e i primi anni sessanta, sono stati realizzati - in nome di un'arte riproducibile, partecipata e interattiva - prototipi basati sull'uso della tecnologia e di algoritmi, poi riprodotti come serie di artefatti in costante variazione. "Ri-programmare" significa non solo ricostruire, capire di cosa e come le opere sono fatte, quali materiali sono stati utilizzati, quali algoritmi o stratagemmi impiegati per inserire il caso nel loro programma, ma anche qualcosa in più: farle rinascere aggiornandole da un punto di vista materiale e tecnologico. La scelta di partire da opere del Gruppo T trasformandole in artefatti nuovi e aperti, supportandone la riproducibilità, l'estensione e il completamento da parte di altre persone, rende omaggio a un'esperienza innovativa e fuori da ogni schema, collocata nel difficile territorio di confine tra arte e design...
L'importanza di essere individui e società
Michele De Lucchi, Federica Sala
Libro: Copertina morbida
editore: Johan & Levi
anno edizione: 2015
pagine: 59
L"'io" non può essere "io" se non si trasforma in "noi", e il "noi" non ha alcun senso se non ci si conosce come "io".
«La mamma». Una mostra di Harald Szeemann mai realizzata
Pietro Rigolo
Libro: Libro in brossura
editore: Johan & Levi
anno edizione: 2014
pagine: 64
Dopo essere stato il più giovane direttore alla Kunsthalle di Berna e segretario generale di documenta 5 (Kassel, 1972), la decisione di non essere più legato a un’istituzione porta Harald Szeemann a ideare mostre personali che reinventano il formato e il contenuto stesso del medium in modo estremo, concentrandosi non più solo sulla produzione artistica contemporanea quanto piuttosto su contenuti privati o storici da raccontare attraverso la messinscena. Szeemann oggi è ricordato per l’innovatività del suo approccio interdisciplinare e in particolare per la mostra “When Attitude Becomes Form”. Questo breve saggio, basato su documenti d’archivio, interviste e appunti inediti trovati presso l’archivio Szeemann di Locarno, analizza una serie di mostre concepite dal curatore svizzero negli anni settanta e mai realizzate, in particolare l’esposizione intitolata “La Mamma”. Parte di una trilogia (“Le macchine celibi”, “La Mamma” e “Il sole”), questo progetto attingeva a vari ambiti disciplinari quali storia delle religioni, arti visive, teosofia, femminismo, con l’intento di allestire una mostra senza arte, dedicata allo studio della donna, all’evoluzione della figura materna, e in generale all’idea di una divinità femminile.
Scritti
Lewis Baltz
Libro: Libro in brossura
editore: Johan & Levi
anno edizione: 2014
pagine: 160
Lucido protagonista della "nuova topografia" americana degli anni settanta, artista costantemente impegnato a decostruire la politica dei luoghi e delle rappresentazioni, sin dai suoi esordi Lewis Baltz ha accompagnato alla ricerca visiva una meditata attività di scrittura critica e autocritica. Le riflessioni raccolte in questo volume illuminano da prospettive differenti la sua opera ultraquarantennale e il contesto transatlantico nel quale si è sviluppata: interventi che hanno affiancato le opere topografiche del primo periodo, narrazioni incorporate nei lavori testo-immagine della fine degli anni ottanta, ma anche una corposa serie di saggi dedicati ad alcuni tra i più importanti fotografi e artisti del Novecento. In questi ultimi l'ascolto dell'enigmatica materialità delle opere si fonde con un ragionare secco e disincantato sulla loro adeguatezza culturale e, infine, politica. Rientrano in tale filone gli scritti dedicati a Walker Evans, Edward Weston, Robert Adams, Michael Schmidt, Allan Sekula, Thomas Ruff e Jeff Wall, che in modi diversi interrogano le possibilità e i limiti delle pratiche fotografiche di stampo modernista; in alcuni passi affiorano inoltre circostanziati apprezzamenti di artisti come Krzysztof Wodiczko, Felix Conzàlez-Torres, Barry Le Va, Chris Burden, James Turrell, Robert Irwin, John McLaughlin e Alessandro Laita, con i quali Baltz ha condiviso aspetti cruciali della ricerca e, in diversi casi, della propria biografia...
Il MAXXI a raggi x. Indagine sulla gestione privata di un museo pubblico
Alessandro Monti
Libro
editore: Johan & Levi
anno edizione: 2014
pagine: 120
Aperto nel maggio 2010 con grande successo di pubblico e commissariato nel maggio 2012 per squilibri di bilancio, il MAXXI è attualmente in fase di laborioso rilancio con un diverso consiglio di amministrazione. Sul difficile decollo di questa nuova istituzione museale pesano ambiziosità progettuali, carenze manageriali e risorse finanziarie altalenanti. Frutto di scelte politiche prive di una puntuale analisi di costi e benefici per la collettività, e caratterizzato dall'anomala condizione di museo statale affidato in gestione a una fondazione di diritto privato, il MAXXI è nato senza una chiara e convincente giustificazione culturale rispetto ad alternative di maggiore utilità sociale. Il pamphlet di Alessandro Monti ricostruisce i risvolti politico-burocratici di una creazione "a tavolino" e gli aspetti controversi della gestione operativa che ha dovuto misurarsi con un contesto caratterizzato da un eccesso di offerta di spazi museali ed espositivi e dall'inadeguatezza del suo contenitore: progettato infatti dal celebre architetto iracheno Zaha Hadid e costato complessivamente all'erario oltre centottanta milioni di euro, l'imponente edificio di cemento si è rivelato più scenografico che funzionale. Questa trattazione approfondita dei nodi cruciali e dei punti deboli si conclude con una serie di indicazioni propositive volte a superare le attuali criticità e migliorare le future performance, ripensando le priorità strategiche e programmatiche...
Gente di Milano
Vincenzo De Bellis, David Lamelas
Libro: Libro in brossura
editore: Johan & Levi
anno edizione: 2014
pagine: 60
"Lo spazio ha una realtà, esiste, il tempo non esiste, è la nostra coscienza che lo costruisce. Il tempo è una finzione."
Copie originali. Iperrealismi tra pittura e cinema
Rinaldo Censi
Libro: Libro in brossura
editore: Johan & Levi
anno edizione: 2014
pagine: 84
Nella sua accezione più comune l'iperrealismo è una corrente pittorica che rappresenta la realtà partendo da un'immagine fotografica, ingrandita il più possibile, riportandola come disegno e cercando di essere più fedeli della normale percezione; tuttavia, la pratica ha avuto vari sviluppi e a tutt'oggi non vi è una definizione univoca di iperrealismo. Partendo dall'iperrealismo pittorico Rinaldo Censi indaga le qualità, le potenzialità e le varietà di un cinema che potremmo considerare iperrealista e che (come accade in pittura) ha differenti identità. Il volume percorre due strade principali: da una parte si analizza l'iperrealismo che si distingue per la dimensione satirica e di critica sociale, con riferimento alla mediocrità piccolo borghese (Hershell Gordon Lewis, John Waters, Bob Clark, Willard Huyck, tra gli autori); dall'altra ci si sofferma su un aspetto più sottile e profondo che emerge da un certo cinema sperimentale, che mette in risalto il lavoro sulla temporalità e che spinge a considerare il film nella sua dimensione fotografica o cronofotografica (Andy Warhol, Stan Brakhage, Carolee Schneemann, Kenneth Anger, Paul Sharits tra gli esponenti di questa seconda sezione.

