Italic
La parola e il rumore
Michela Buatti
Libro: Libro in brossura
editore: Italic
anno edizione: 2016
pagine: 63
Costanza, avevo, di/dimenticare/Alternando/momenti d'ozio mentale ad attimi di angoscia febbrile.
Miracoli ed effetti
Giorgio Mobili
Libro: Copertina morbida
editore: Italic
anno edizione: 2016
pagine: 76
Miracoli ed effetti, la quarta raccolta di poesia in lingua italiana di Mobili, continua l'indagine, affrontata dall'autore da diverse angolazioni nella produzione precedente, sul raggio d'azione ed espressione, sulle possibilità (residue) di esistenza del soggetto nella temperie culturale postideologica, commercializzata e depoliticizzata instaurata dal tardo capitalismo. Eventi salienti della nostra Storia (politica, religiosa, letteraria... ), inframmezzati all'esperienza personale-psicologica dell'autore, attraversano i testi in forma di frammenti-detriti: luoghi comuni straniati, repentine epifanie, tasselli e rigurgiti di memoria collettiva, disattivati e in cerca di risemantizzazione entro un nuovo orizzonte eventuale.
Sempremai
Phyllis Morroni
Libro: Copertina morbida
editore: Italic
anno edizione: 2016
pagine: 64
L'autrice scrive ciò che molti chiamano poesie, e li chiama pezzi. Ha iniziato nel 2014 e ora si avventura tra riviste on line e cartacee, book magazine e collaborazioni con fotografi. Questo è il suo primo libro.
A questa vertigine
Pietro Russo
Libro: Libro in brossura
editore: Italic
anno edizione: 2016
pagine: 67
Qual è esattamente la genesi di una vertigine? I Greci avevano una parola, 'kairos', che specificava un istante, unico e irripetibile, all'interno del fluire incessante del tempo (kronos) ma che dal dominio di questo, in un certo modo, si sottraeva. Era loro intenzione infatti designare l'attimo in cui lo spazio e il tempo normalmente percepiti collassano e, senza più nessun appoggio di riferimento, frana la misura umana delle cose: l'attimo della vertigine. Questo, e non altro. Ora e qui. Solo in questo ab-saluto si esperisce, in tutto il suo fulgore e dramma, l'attrito del corpo e dell'intelletto con il reale. A questa vertigine tutto ci appare indubitabile; l'evidenza intangibile dell'universo come di quelle relazioni fragili che ogni giorno intessiamo come ragni laboriosi e che noi solitamente chiamiamo storia.
Sia fatta la tua volontà
Giuseppe Bommarito
Libro: Copertina morbida
editore: Italic
anno edizione: 2016
pagine: 267
Dirigente bancario, sposato e con una figlia piccola, Gianni Baldoni ha avuto la fortuna di potersi affidare, fin da giovanissimo, a un padre spirituale eccezionale come don Pietro, suo caro amico e prezioso maestro. Ma Gianni non riesce più ad affrontare la vita e le sue difficoltà senza ricorrere alla cocaina: un atto volontario e incosciente al tempo stesso, un meccanismo di difesa che rappresenta l'unico rifugio dal mondo esterno. Cade così nel vortice della droga o, meglio, è la droga che si addentra nella sua quotidianità, intaccando e infettando progressivamente tutto ciò che di bello aveva avuto fino a quel momento: il suo lavoro, il suo matrimonio, sua figlia. Il mutamento che avviene in lui è evidente tanto da alterare la percezione della realtà, di se stesso e degli altri. Imbrogli sul lavoro, vita sessuale promiscua, dimenticanze nei confronti della famiglia sono sintomi di uno stadio ormai avanzato della dipendenza. Ispirato solo in parte da vicende autobiografiche, "Sia fatta la tua volontà", romanzo d'esordio di Giuseppe Bommarito, è il racconto di una "discesa agli inferi" lenta ma inesorabile, e del tentativo caparbio e coraggioso di un anziano prete di salvare un'anima che si sta perdendo; è la ricerca umana, fragile e disperata, di una via d'uscita dall'errore, dalla tentazione del male, da un destino che sembra segnato; è un domandarsi perché a volte, forse troppo spesso, l'uomo è (o sembra essere) "lasciato solo".
Mappe di posti che devono ancora esistere
Luca Vicenzi
Libro: Copertina morbida
editore: Italic
anno edizione: 2016
pagine: 160
Un attento osservatore compie un lungo viaggio attraversando luoghi remoti e desolati, avvolti da un alone di nebbia e di mistero, non sapendo se sia stato l'uomo o la natura a produrre tali scenari. Luoghi in cui il tempo pare essersi fermato nel momento dell'impatto con la catastrofe e abbandonati a loro stessi. Da Tangeri all'Indocina, da Napoli al Messico, l'osservatore incontra volti senza nomi, ormai sottomessi alle leggi della sopravvivenza, ma che in fondo nutrono ancora un forte desiderio di speranza in una vita migliore. Vicenzi passa di racconto in racconto per documentare i fatti, e per tracciare e ridefinire i confini di questi posti che, svuotati della loro anima, devono essere riportati alla vita, e quindi essenzialmente "devono ancora esistere".
Dalla mia casa non si vedeva il mare
Maura Maioli
Libro: Libro in brossura
editore: Italic
anno edizione: 2016
pagine: 172
Dora ha deciso di radunare i suoi nipoti nella vecchia casa di famiglia per un pranzo. Sta cercando di venire a patti con la sua vita e gli errori che ha commesso, risolvere alcune situazioni rimaste in sospeso. La sua badante Dashulia, che la sta aiutando con i preparativi, non riesce a capire come mai sia così difficile riunire la famiglia attorno a un tavolo. Per lei non ci sarebbe gioia più grande di stare con suo marito e i suoi figli. I nipoti, non senza ritrosie e ripensamenti, sono costretti a fare i conti con il ritorno alla casa della loro infanzia, trovandosi assaliti da ricordi che non sanno come affrontare, sentimenti che vorrebbero nascondersi ma che alla fine tornano a galla, e non c'è niente che possano fare per impedirlo. Nonostante gli sforzi, sembra che alla fine Dora non riesca ad ottenere ciò che più desiderava, il pieno riscatto della memoria. Ma la sua è solo in apparenza la storia di una sconfitta, perché, come scrive Maura Maioli in un'intensa nota finale, la memoria è "l'unica cosa che possiamo opporre alla morte, il solo luogo in cui gli oggetti, i luoghi e le persone con le loro storie continuano ad agire. E lì che meticolosamente costruiamo il nostro passato per opporci alla fuga del presente. E lì, sul fondo, che qualcosa resta sempre, anche dopo la fine".
Voce interrotta
Mauro Germani
Libro: Libro in brossura
editore: Italic
anno edizione: 2016
pagine: 88
Una presenza si aggira come un fantasma tra i sentieri desolati delle periferie di un tempo presente, rassegnata davanti al vuoto disarmante del mondo ormai in rovina. Il grido di dolore per la perdita di un'epoca che non esiste che nella memoria, della nostalgia di una luce che fu, lascia il posto al sibilare e al lamento del vento e al silenzio, dove il rimbombare dei pensieri si fa spesso assordante: "questa fanciullezza dei morti / come un vento lieve / che passa tra i boschi, / o l'eternità / muta del cielo insieme / agli anni, a tutti / i ricordi come / nuvole disperse, / ai passi / quasi a mezz'aria, / senza più carne, / soli / sul breve sentiero". Mauro Germani, ricostruendo una sorta di genealogia dei ricordi e dell'oblio, in Voce interrotta raccoglie le parole chiave di una poetica della dissolvenza, dello svanire, dell'offuscarsi.
Il viaggiatore delle catastrofi
Maurizio Fantoni Minnella
Libro: Libro in brossura
editore: Italic
anno edizione: 2016
pagine: 145
Un uomo ha visto le torri gemelle crollare davanti ai suoi occhi, moltissimi innocenti morire e improvvisamente la sua coscienza del mondo è cambiata. La moglie è con lui, ma presto tra i due avviene una separazione, dolorosa e inevitabile: l'uomo sceglierà di stare con i più deboli e i più sfortunati, le vittime senza colpa delle catastrofi naturali che subito si trasformano in tragedie collettive e individuali. Architetto in una città mediterranea del nord italiano che ha amato molto, tanto da seguirne attivamente l'evoluzione urbana, egli lascia il suo paese per cercare l'uomo ovunque vi sia una catastrofe, come volontario pronto ad aiutare coloro che soffrono, laicamente, ma anche per aiutare se stesso, sollevarlo dalla propria paura della morte come della vita. Dunque, noi tutti seguiamo il protagonista lungo i suoi viaggi, sorta di Ulisse contemporaneo, a New Orleans dove impazza il grande uragano con un nome di donna, come a Mumbai o in una Palestina segnata dall' odio e dalla violenza. In ognuno di questi luoghi Bruno N. incontra le persone più disparate, vivendo l'esperienza di uno straniero che subito, occupandosi delle vite degli altri, diventa parte di esse, di quelle persone, delle loro paure e delle loro speranze.
Poesie d'amore e di fiducia
Giovanni Rotolo
Libro: Copertina morbida
editore: Italic
anno edizione: 2016
pagine: 123
"A volte sintetici, a volte più diffusi, i versi di Giovanni Rotolo esprimono una loro forza simbolica e rappresentativa, dando luce e vibrazioni a un sotteso spessore esistenziale che lascia trasparire l'universalità dei suoi riferimenti: l'amore, il cibo, il tempo, la speranza, la genitorialità." (dalla prefazione di Carlo Albanese)
Un uomo di strada
Rinaldo Gentile
Libro: Libro in brossura
editore: Italic
anno edizione: 2016
pagine: 171
Rivivere episodi di vita passata non è cosa facile, eppure i ricordi riaffiorano nitidi alla memoria dell'autore che, in terza persona, riattraversa i luoghi in cui la propria esistenza si è compiuta, luoghi speciali legati a momenti speciali, come gli inebrianti amori e passioni in giro per l'Italia, il rigore della vita militare, la sensazione ancora viva di quando si ricevevano i regali il giorno di Natale, giocattoli semplici ma graditissimi. E ancora, la sua prima esperienza al volante di una Fiat 500 in viaggio verso nord, la genuina quotidianità dei borghi dell'Umbria e le numerose avventure tra un continente e un altro, toccando New York, Mosca, Parigi, Marrakech e così via, anche se poi, in fin dei conti, è sempre a casa che si vuole far ritorno, quella casa in cui sono racchiusi tutti i ricordi, in cui è racchiusa tutta una vita.
Radice d'ombra
Roberta Ioli
Libro: Libro in brossura
editore: Italic
anno edizione: 2016
pagine: 68
"Radice d'ombra", il titolo di questa seconda raccolta poetica di Roberta Ioli, è anche l'ultima parola del libro, l'ultimo verso che chiude l'ultima poesia, e che coagula il senso di un lungo percorso appunto in questa immagine: "Per riposare la tua stanchezza / nascondi forse in questo tempo / l'infelice regno, e più a fondo scavi / d'ogni cosa creata / la radice d'ombra". Ma il lettore che ha attraversato l'intera silloge coglie in questa espressione l'estrema metamorfosi di una ferita originaria, di un'ombra da cui tutto il discorso è partito, e che appare per la prima volta alla fine del testo proemiale [...]. La poesia non salva nessuno, questo no; ma schiude prospettive di sopravvivenza, aiuta forse ad attraversare il deserto, la nostra "stagione / di scongiuri, stretti / a sorvegliare i lupi attorno a casa". Questa mi pare essere la proposta, quasi umanistica, ma d'un umanesimo insieme speranzoso e disperato, di Roberta Ioli. (dalla nota introduttiva di Fabio Pusterla).

