Fabrizio Serra Editore
Materiali per una bibliografia degli studi sulla storia del libro italiano
Marco Santoro
Libro: Libro in brossura
editore: Fabrizio Serra Editore
anno edizione: 2008
pagine: X-90
L'impulso impresso da anni alla realizzazione di banche dati, opac, ecc. ha certamente facilitato il lavoro dello studioso, tradizionalmente legittimato anche alla luce di un adeguato aggiornamento in merito agli studi di propria pertinenza di volta in volta posti a disposizione della comunità scientifica. Tuttavia, al di là delle non ingiustificate riserve sulla assoluta affidabilità delle fonti informatiche sia italiane che straniere, non è del tutto improprio sostenere che per certi versi le continue e vertiginose evoluzioni e moltiplicazioni degli strumenti di informazione non tradizionali possono talvolta complicare il reperimento mirato della documentazione maggiormente consona a specifiche esigenze, a causa di una eccessiva massificazione e acritica elargizione di informazioni. I presenti Materiali, pur ricchi di notizie debitamente controllate e uniformemente strutturate nella loro ortodossia descrittiva e pur attenti a garantire un adeguato tasso di aggiornamento in merito agli studi più recenti sulla "galassia Gutenberg", non intendono connotarsi quale 'repertorio bibliografico', ma appunto offrire, sulla base di una selezione soggettiva, della quale gli autori (Marco Santoro, Samanta Segatori, Valentina Sestini) si assumono in pieno la responsabilità, un panorama alquanto consistente delle molteplici e varie ricognizioni sulla complessa e affascinante realtà editoriale italiana quale si è andata evolvendo dalle origini fino ai nostri giorni.
L'aiuto ai poveri. De subventione pauperum
Juan Luis Vives
Libro: Libro in brossura
editore: Fabrizio Serra Editore
anno edizione: 2008
pagine: VII-116
Una delle caratteristiche più tipicamente umanistiche della visione del mondo e, di conseguenza, della produzione di Juan Luis Vives (Valencia, 1492 Bruges 1540) è costituita dal policentrismo dei suoi interessi culturali che esaltano la ricchezza complessiva di un messaggio particolarmente denso: si percepiscono nella sua opera echi della scoperta del mondo nuovo, sentimenti pacifisti profondi che lo legano ad Erasmo da Rotterdam ed a Tommaso Moro, insofferenze palesi verso il sapere tradizionale e desideri impetuosi di una nuova cultura, attenzione alle domande educative provenienti dalla società. L'opera che qui si presenta fu pubblicata per la prima volta a Bruges nel 1526, tocca il delicato problema della mendicità, di cui Vives illustra le cause, suggerendo una strada di riforma della società per alleviare e migliorare le condizioni di vita dei poveri. Tema assolutamente centrale nella storia della dottrina e della prassi cristiane, la questione del pauperismo era peraltro una delle questioni fondamentali del dibattito rinascimentale, presente sia nei Colloquia di Erasmo che in Utopia di Tommaso Moro. L'opera di Vives si impone, però, come un trattato sistematico, in cui il lavoro, come mezzo di sostentamento e di autonomia, diventa l'architrave della società, e si aprono grandi spazi al ruolo dell'educazione e della scuola nella formazione degli individui.
Il «Contra fatum» di Gregorio di Nissa nel dibattito tardo-antico sul fatalismo e sul determinismo
Beatrice Motta
Libro: Libro in brossura
editore: Fabrizio Serra Editore
anno edizione: 2008
pagine: 184
Lo studio di Beatrice Motta costituisce un contributo di particolare interesse per quell'ambito degli studi filosofico-religiosi che, a causa della loro collocazione 'di frontiera', richiedono un metodo non facile e una particolare competenza - e per questo motivo sono assai rari. Una ricerca sul "Contra fatum" di Gregorio di Nissa, infatti, coinvolge una serie di problemi che hanno attinenza con la tradizione culturale cristiana e quella pagana insieme. Almeno fin dal secondo secolo d.C., i primi scrittori dell'apologetica cristiana avevano negato decisamente l'esistenza del fato, in quanto tale credenza avrebbe annullato il libero arbitrio umano e impedito ogni merito che potesse giustificare la salvezza dell'uomo; d'altra parte, la storia del pensiero greco e latino nell'età imperiale ci mostra come tale questione fosse sempre stata sentita particolarmente spinosa e di difficile soluzione. Gregorio di Nissa, quindi, si pone come punto di incontro - e di polemica tra le due visioni contrapposte, quella cristiana e quella pagana.
Religioni in contatto nel Mediterraneo antico. Modalità di diffusione e processi di interferenza. Atti del 3° Colloquio su «Le religioni orientali nel mondo greco...
Libro: Libro in brossura
editore: Fabrizio Serra Editore
anno edizione: 2008
pagine: 376
Sono qui raccolti i testi proposti e discussi in occasione dell'incontro di studio svoltosi a Loveno di Menaggio (Como) nei giorni 26-28 maggio 2006, incontro che ha rappresentato il terzo e ultimo atelier de coopération scientifique France-Allemagne-Italie all'interno di una iniziativa scientifica dedicata ai culti orientali nell'impero romano. Quest'ultimo atelier è stato rivolto in tre direzioni principali: la prima ha affrontato la problematica dei percorsi e della propagazione dei culti orientali. L'obiettivo è stato quello di interrogarsi sui vettori e sulle tappe della diffusione dei culti, dei simboli e dei testi religiosi: si è voluto, in questo modo, riesaminare una dinamica religiosa nelle sue modalità e nei suoi effetti, verificando l'idoneità del modello diffusionista impostosi nella storiografia del XX secolo come tratto distintivo delle 'religioni orientali'. Il secondo obiettivo è stato quello di ricomporre i cosiddetti culti orientali nel pluralismo che definisce il passaggio religioso imperiale a partire dalla seconda metà del II secolo d.C. La terza sezione ha focalizzato l'attenzione sui processi di contatto fra le diverse religiones, affrontando una serie di problemi quali le assimilazioni dei vari culti, il rapporto fra identità nazionale/culturale e identità religiosa, i fenomeni dei molteplici sincretismi, la conversione e il confronto diretto tra le religioni 'diffuse', vissute e talora, dallo stesso individuo, anche convissute.
«Napoli è tutto il mondo». Neapolitan Art and Culture from Humanism to the Enlightenment. International Conference (Rome, 19-21 June 2003)
Libro: Libro in brossura
editore: Fabrizio Serra Editore
anno edizione: 2008
pagine: 394
Da quando, nel sesto secolo avanti Cristo, coloni probabilmente della vicina Cuma la fondarono, Napoli si è distinta come una delle grandi capitali della cultura europea, crogiolo e catalizzatore di idee, di culture e di stili, crocevia di uomini e di opere. Questo carattere cosmopolita, questo continuo dialogo con altre culture, questo posizionarsi all'interno di un quadro europeo caratterizzano la storia delle arti e della cultura a Napoli e hanno trovato espressione acuta nella brevitas della sentenza che i curatori hanno voluto adottare come titolo per questo volume: "Napoli è tutto il mondo". Sentenza coniata da Giulio Cesare Capaccio - uomo universale di stampo rinascimentale, poeta, teologo, antiquario e grande istoriografo napoletano nel suo Forastiero edito nel 1634. Il convegno, di cui questo volume presenta gli Atti, promosso dall'Accademia Americana e dall'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, insieme al Trinity College/Rome Campus (sede italiana del Trinity College, Hartford, Connecticut) e dalla Bibliotheca Hertziana (Max-Planck-Institut fur Kunstgeschichte), vuole sottolineare quindi il carattere cosmopolita e l'importanza di Napoli come una delle capitali europee della cultura e delle arti e, nello stesso tempo, offrire un'occasione di dialogo e di confronto a studiosi di diversa formazione e provenienza.
Basco ed etrusco. Due lingue sottoposte all'influsso indoeuropeo
Massimiliano Canuti
Libro: Libro in brossura
editore: Fabrizio Serra Editore
anno edizione: 2008
pagine: 256
Questo volume si pone come obiettivo principale la risoluzione delle problematiche inerenti i rapporti tra lingue indoeuropee ed etrusco. Tramite lo studio di una lingua, il basco, isolata geneticamente, tipologicamente affine all'etrusco, tutt'ora parlata e sottoposta alle medesime pressioni linguistiche indoeuropee, si cerca di spiegare le analogie e le numerose divergenze che legano l'etrusco, lingua pressoché isolata, alla famiglia che comprende il latino e le altre lingue italiche. Se la non appartenenza dell'etrusco alla famiglia indoeuropea pare già stabilita nella disputa tra Corssen e Deecke, vinta da quest'ultimo, nella seconda metà del XIX secolo, la presenza di numerose analogie tra le due entità linguistiche ha provocato ripensamenti e dubbi anche all'interno della linguistica scientifica. Il tutto amplificato dalle lacune relative ad alcuni campi della grammatica etrusca.
«Si pesa dopo morto». Atti del Convegno internazionale di studi per il cinquantenario della scomparsa di Umberto Saba e Virgilio Giotti (Trieste, 25-26 ottobre 2007)
Libro
editore: Fabrizio Serra Editore
anno edizione: 2008
pagine: 364
Questo numero monografico della "Rivista di Letteratura Italiana" raccoglie gli Atti del Convegno "Si pesa dopo morto", organizzato dall'Università di Trieste e dall'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, tenuto a Trieste nel novembre 2007, nel cinquantesimo anniversario della morte d'Umberto Saba e di Virgilio Ciotti. Critici e poeti, appartenenti a generazioni e scuole metodologiche diverse, hanno accettato l'invito a parlare di due scrittori che vantano ormai una ricca tradizione bibliografica, e che tuttavia in queste pagine sono stati nuovamente messi al centro di un confronto in grado di stabilire altre reciproche relazioni tra le loro opere, pur a lungo già indagate. Di Saba sono state analizzate poesie e prose, forme lunghe e brevi, favole, apologhi, epigrammi, lettere; dichiarazioni e reticenze su modelli e calchi letterari, rivelazioni ed omissioni per quanto riguarda la sua vita vissuta e quella narrata. Virgilio Ciotti è stato analizzato nel suo rapporto con Saba, con cui ha condiviso l'origine, ebraica, e uno dei modelli poetici dichiarati, Petrarca.
Granelli di senapa all'indice. Tessere di storia editoriale (1585-1700)
Paola Zito
Libro: Libro in brossura
editore: Fabrizio Serra Editore
anno edizione: 2008
pagine: 240
Volumetti di largo consumo, usurati da una lettura fin troppo frequente, per giunta a più riprese requisiti, occultati o distrutti a seguito di reiterati provvedimenti censori. Di autori soprattutto italiani, ma anche spagnoli, francesi e inglesi, solitamente semisconosciuti o volutamente anonimi, sono gocce nel mare di quei diffusissimi libretti devozionali, pervasi di pietà cristocentrica e prodighi di suggerimenti sul ben morire che inondano le officine tipografiche di mezza Europa dalla fine del Cinquento a tutto il Settecento. Di 'granello' in 'granello', dai fascicoli accumulati presso l'Archivio della Congregazione per la Dottrina della Fede alle voci dell'Index librorum, la 'lista' che alla fine emerge si rivela una campionatura feconda dal punto di vista bibliografico, orientando l'indagine verso campi ancora poco esplorati e guidandola lungo un dedalo di vicoli insospettatamente affollati: il complesso rapporto con il pubblico, il gioco di rimandi tra curatori e traduttori, dedicatari e possessori, la rete della diffusione, le operazioni editoriali di librai e tipografi. E, come in ogni 'collezione', anche in questo volume vengono alla luce operette che furono successi editoriali fino ad oggi insospettati ed esemplari ritenuti finora introvabili.
Testo e immagine nell'editoria del Settecento. Atti del Convegno internazionale (Roma, 26-28 febbraio 2007)
Libro
editore: Fabrizio Serra Editore
anno edizione: 2008
pagine: XXX-546
Il volume raccoglie gli atti di un Convegno (tre giornate di lavoro, venticinque relazioni) tenuto a Roma nel febbraio 2007 con lo scopo di approfondire lo studio nel settore dell'editoria settecentesca, sia tramite una sistematica ricognizione di fonti catalografiche e bibliografiche tesa ad una ricostruzione più attendibile della produzione editoriale settecentesca, sia analizzando in modo approfondito i rapporti fra testo e immagine in alcuni filoni delle produzioni librarie del secolo. Durante il Settecento, infatti, l'editoria, giunta a crescente maturazione in termini produttivi e distributivi, vive una stagione segnata da una montante consapevolezza del ruolo dello scrittore / autore, dalla incontrollata crescita delle stamperie, da un progressivo incremento dei lettori, da una produzione variegata, disposta su molteplici piani tematici, da una consistente attenzione al prodotto di pregio e, infine, da più consapevoli istanze di razionalizzazione del mercato. Altra incisiva e significativa caratteristica della produzione settecentesca italiana è il crescente ricorso agli apparati iconografici, utilizzati in maniera molto differenziata in relazione alle tematiche acquisite, alla necessità di rendere la merce più appetibile agli occhi di nuovi fruitori ed agli sviluppi tecnico-professionali. Negli ultimi decenni la storia del libro e dell'editoria ha suscitato, in ambito italiano ed internazionale, crescente interesse.
Corpus dei papiri storici greci e latini. Parte B. Storici latini. Volume Vol. 1
Libro: Libro in brossura
editore: Fabrizio Serra Editore
anno edizione: 2008
pagine: 160
Delle opere di Sallustio si conservano, a noi noti, complessivamente sette frammenti di papiri antichi di provenienza egizia, alcuni dei quali composti di più parti. Di varia datazione e rinvenuti in luoghi diversi, essi testimoniano, nel loro insieme, lo studio e la diffusione del grande storico nell'Egitto romano, dalla prima età imperiale fino alla tarda antichità. Alcuni dei frammenti sono di dimensioni minime, in altri si leggono intere colonne o parti di fogli. Differisce anche lo stato di conservazione: alcuni sono quasi intatti, altri molto lacunosi. In genere il loro rinvenimento è avvenuto nel corso di missioni archeologiche e, considerato il numero complessivo abbastanza scarso degli esemplari superstiti di papiri letterari latini, si deve notare che quelli di Sallustio sono tra i più numerosi, a testimonianza del fatto che lo storico dovette essere, anche in Egitto, fra gli autori più letti e diffusi. Il curatore del presente volume, Rodolfo Funari, presenta il testo integrale contenuto nei papiri con la traduzione, un ricco apparato bibliografico ed un ampio commento in cui riporta sia le integrazioni congetturali sia quelle ottenute per collazione dei codici medioevali, comprese le più ovvie e probabili.
La piccola plastica fittile antropomorfa dell'Italia antica dal Bronzo finale all'orientalizzante
Andrea Babbi
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Fabrizio Serra Editore
anno edizione: 2008
pagine: XII-610
Lo studio che qui si presenta trae origine e motivazione dalla constatata assenza di un corpus recente, dunque aggiornato, relativo all'argomento in oggetto: l'unica monografia a cui far riferimento, fin ora, era quella infatti pubblicata da A. Hanfmann nel 1936, pioneristica, ancora utile, ma indubbiamente molto invecchiata. La raccolta sistematica di Andrea Babbi, dedicata alla piccola plastica fittile antropomorfa del'Italia peninsulare dal Bronzo finale all'Orientalizzante, è essenzialmente costituita da centoventicinque 'schede' molto dettagliate, che tengono conto di reperti anche di recente o recentissima acquisizione e che registrano con non minor premura le informazioni pertinenti ai contesti di provenienza, di natura sia funeraria, sia abitativa, sia santuariale. Le schede, per la gran parte frutto di un esame autoptico dei materiali, sono accompagnate da un'eccellente documentazione grafica e fotografica, opera anch'essa per lo più dell'autore; molte le novità di lettura proposte, ampio e ricco il repertorio dei confronti iconografici e iconologici, completa ed accurata la bibliografia.
Gli scoli metrici a Pindaro
Paolo Santé
Libro: Libro in brossura
editore: Fabrizio Serra Editore
anno edizione: 2008
pagine: 80
Gli scoli metrici antichi agli Epinici di Pindaro, che qui si presentano, possono essere un aiuto prezioso per il moderno interprete della versificazione pindarica, in modo particolare nei carmi in metri 'kat'enoplion-epitriti'. L'autore, Paolo Santé, in questo volume ne mette in luce alcuni aspetti utili per la conoscenza della teoria metrica antica e per l'analisi della versificazione pindarica in rapporto alla disposizione colometrica antica. I manoscritti che tramandano gli Epinici di Pindaro sono infatti provvisti di materiale scoliastico, di argomento metrico, la cui datazione è stata stabilita intorno alla seconda metà del II secolo d.C. In questi scoli è evidente la volontà di dare un nome alle sequenze metriche, che si ritengono fissate in età alessandrina. In effetti gli scoli, oltre a dare informazioni teoriche di natura generale, riescono anche a chiarire problemi colometrici, grazie ad annotazioni di natura prosodica o ad analisi metriche sostanzialmente corrette. Resta comunque evidente che, anche laddove non sia possibile condividere l'analisi della colometria antica, la medesima teoria metrica possa essere utilizzata per interpretare in modo coerente l'intera versificazione pindarica. Pertanto l'attenta valutazione degli scoli metrici antichi, nonché la verifica costante ed equilibrata della loro correttezza, si dimostrano la via da seguire per fondare saldamente l'analisi della versificazione pindarica.

