Edizioni Falsopiano
Al cinema da giovani
Maurizio Ponzi
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Falsopiano
anno edizione: 2019
pagine: 330
Maurizio Ponzi nella sua vita ha avuto la ventura di scrivere con la carta e la pellicola, con buon successo, riuscendo quasi sempre a mischiare, come consigliava Godard, le due modalità: immaginare di fare del cinema scrivendo critiche, recuperare la critica e la riflessione teorica realizzando film. Di certo per lui il discorso con il cinema non si è mai interrotto. Da spettatore-bambino, onnivoro e instancabile, per cui tutti i film erano belli e meritavano di essere raccontati, fino a quando, giovane critico, ha cominciato a scrivere, frequentare festival, fare interviste. Un rapporto col cinema diventato, col tempo, più controllato ma dove la scelta di certi film e certi autori, denotano sempre uno spiccato gusto personale e soprattutto la voglia di andare oltre la mera funzione dell'analista o, peggio, del certificatore di qualità. Quando scrive di cinema Ponzi non si accontenta di quello che sta sullo schermo ma cerca di cogliere, quando è possibile, ciò che è detto di traverso o sottovoce e rischia quindi di passare inosservato o essere frainteso. È così quando parla delle "lentezze stilistiche" di Dreyer o delle gag "straniate" (extra genere) di Chaplin o del Godard montatore in lotta contro il Godard regista. Un modo di fare critica inusuale che merita di essere segnalato. Dal 1964 al 1970, collaborando con varie riviste, Ponzi ha scritto centinaia di testi, fra recensioni, saggi, interviste e interventi redazionali. In questo volume ne viene riproposta un'ampia selezione, in cui accanto a pezzi dedicati ai Maestri indiscussi (Chaplin, Dreyer, Rossellini, Lang, Welles, Hitchcock, ecc.) ce ne sono altri più laterali e sorprendenti (e sono quelli a cui l'autore tiene in modo particolare), dai capolavori colpevolmente misconosciuti ai film hollywoodiani frettolosamente etichettati come "commerciali". Il libro scritto da un critico molto "speciale", pronto a diventare un regista dall'itinerario artistico per molti aspetti esemplare.
Vita agra di un ribelle permanente. Il cinema di Giuseppe Ferrara
Roberto Pugliese
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Falsopiano
anno edizione: 2019
pagine: 170
Preceduta e in parte accompagnata da una intensissima attività di documentarista (che questa monografia non può esplorare dettagliatamente) la "filmografia a soggetto" di Giuseppe Ferrara motiva le proprie virgolette in una duplice sollecitazione. Da un lato lo spronano l'urgenza e la passione etiche, prima e forse ancor più che politiche, nel prendere posizione, declinare una "appartenenza", ovvero dire e fare le cose e i film giusti. D'altro canto (ed ecco precisarsi contorni e limiti della definizione "a soggetto") per Ferrara nemmeno la realtà, spesso, per quanto "rivoluzionaria", basta a se stessa. A volte è necessario moltiplicarne il potenziale tramite la sua ricostruzione drammaturgica, il più fedelmente possibile ma anche con la massima libertà consentita dalle regole della rappresentazione. Perché l'Italia uscita dal secondo dopoguerra appare a questo giovane toscano, liceale ribelle, contestatore ante litteram, cinèfilo appassionato e penna fumantina, come un paese che non ha assolutamente fatto tesoro dei valori della Resistenza, che non ha mai davvero archiviato il fascismo né si è mai emancipato da una sudditanza economico-culturale nei confronti degli Stati Uniti destinata a condizionarne pesantemente le vicende; infine, che si è lasciato trascinare e devastare in un roveto malefico di intrighi, complotti, poteri deviati, politici corrotti, malaffare diffuso, abissali divari e squilibri economici, ingiustizia sociale, trame nere e rosse, ingerenze straniere, connivenze ad altissimo livello, stragismo di Stato e criminalità comune. Un incubo nel quale forze destabilizzanti e pulsioni autoritarie hanno avuto buon gioco di infiltrarsi.
Uno sguardo famelico. Il cinema di Roberta Torre
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Falsopiano
anno edizione: 2019
pagine: 162
Quando, nel 1997, il suo “Tano da morire”, originalissima fusione di musical e film sulla mafia, venne presentato con clamore alla Settimana della Critica di Venezia, la milanese Roberta Torre, già da qualche anno trasferitasi a Palermo, era nota soltanto in una ristretta cerchia di cinefili per alcuni suoi notevoli cortometraggi. Il grande successo arriso al lungometraggio d’esordio, ha lanciato una carriera artistica di costante qualità e capacità di sperimentazione. Molto attiva anche in campo teatrale, autrice di romanzi e fotografa, la Torre ha messo assieme negli anni una filmografia ricca in cui si mescolano con scioltezza documentario e fiction. Tra i suoi film, sempre sorprendenti e assai apprezzati dalla critica, ricordiamo, il premiatissimo “Angela”, melodramma sulla malavita affrontato con sguardo da entomologa, il noir “Mare nero” che sviscera una morbosa sessualità maschile, “I baci mai dati”, commedia sociale su una “santa” tredicenne in un quartiere povero di Catania. Nel 2017 la Torre è tornata all’antico mescolando mondo criminale e musical, aggiungendovi con sapienza Shakespeare e psicanalisi, colori sgargianti e spettacolari canzoni e coreografie: il risultato è Riccardo va all'inferno, opera di lucente forma e lucida sostanza, che, con la sua complessa stratigrafia, rappresenta un po’ la summa del suo cinema. Legatissima al mondo siciliano, nondimeno la Torre, di cui per la prima volta questo volume analizza in modo organico e analitico i film e la carriera cinematografica, ha saputo estrapolarvi una poetica che va molto al di là del dato concreto del “reale” per creare un universo in cui compaiono spesso aspetti surreali e grotteschi al fine di una rappresentazione e comprensione “famelica” della società che ci circonda.
A proposito di Ingmar Bergman (1955-1982)
Giorgio Penzo
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Falsopiano
anno edizione: 2019
pagine: 160
«Il sogno per Bergman è esaltazione dell'immaginazione: la realtà viene disegnata attraverso la mente del metteur en scène, in grado di trasmettere e affermare il concetto di bellezza. Come ha descritto lo stesso Bergman nella Lanterna Magica, il cinema è un arte che "va direttamente ai nostri sentimenti, allo spazio crepuscolare nel profondo della nostra anima". Questa profondità interiore è la prima caratteristica della poetica bergmaniana: e se dobbiamo effettivamente individuare nella sua filmografia le prove più originali e brillanti, certamente dobbiamo rifarci al periodo creativo raccontato in questo libro, un appassionato "invito alla visione"che si sofferma infatti sui film girati dalla seconda metà degli anni '50 fino ai primi anni '80».
Il banchiere assassinato. Il commissario De Vincenzi. La prima inchiesta
Augusto De Angelis
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Falsopiano
anno edizione: 2019
pagine: 240
Il cinema di prossimità. Privato, amatoriale, sperimentale e d'artista
Ilaria Pezone
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Falsopiano
anno edizione: 2019
pagine: 236
"Questo lavoro teorico di Ilaria Pezona è una specie di dizionario di filmmaker e di film come persi nell'oblio (escluso l'underground americano) a causa di una distribuzione che forse non c'è mai stata. Ilaria Pezone realizza una ricerca analitica su uno spazio lasciato vuoto dalla critica e dallo studio perché non esaminato. Uno spazio di autori che dovrà essere ancora riempito con attenzione e scrupolo." (dall'introduzione di Francesco Ballo)
Come fare un film indipendente e uscirne vivi. Diario di bordo di Moda Mia
Marco Pollini
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Falsopiano
anno edizione: 2018
pagine: 160
Lontano dalla grande distribuzione cinematografica, c'è un mondo di registi indipendenti che lavorano in silenzio, senza pretendere nulla, ostacolati dalla burocrazia e dalla mancanza di appoggi che non gli consentono di dedicarsi alla loro arte in santa pace. Tra loro c'è Marco Pollini, un regista indipendente veronese, proprietario di una piccola società di distribuzione, Ahora!, uno che i film li vuole fare comunque, nonostante tutto e tutti, persino contro il parere di sua moglie. Li vuole fare ora, perché la vita è rischio, ed è meglio mettersi in gioco invece di aspettare, lui la pensa così... In questo libro (un po' autobiografico) leggiamo le vicende che hanno segnato la nascita del suo secondo film, Moda mia. E assistiamo da spettatori a una serie di eventi che mutano un'idea in realtà.
Tre atti unici. L'autoritratto, L'aquilone, La valle dell'eco
Roberto Morpurgo
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Falsopiano
anno edizione: 2018
pagine: 168
Tre atti unici di Roberto Morpurgo, scrittore e regista teatrale. Con una prefazione di Luca Micheletti e una postfazione di Reanto Giordano. Le fotografie all'interno del volume sono di Pietro Forti.
Coraggio e passione. Riccardo Coppo il sindaco, le sfide
Sergio Favretto
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Falsopiano
anno edizione: 2018
pagine: 204
La figura di un sindaco e la storia di una città, Casale Monferrato, fra scelte coraggiose e sfide innovatrici. Riccardo Coppo amministrò per decenni, con un largo consenso della gente e rispetto pieno delle forze politiche. Cattolico impegnato nel sociale e laico in politica, insegnante, viticultore di famiglia, fu espressione di cambiamento, di coerenza etica e di capacità realizzativa. Fu il sindaco dell'offensiva contro l'Eternit, fu il sindaco dell'urbanistica sposata allo sviluppo e alla valorizzazione territoriale; fu il sindaco delle emergenze e dei progetti di rilancio culturale ed ambientale; fu il sindaco della trasparenza e del coinvolgimento. Un sindaco anomalo, fuori dagli schemi. Per questo, attuale. Interventi di Renato Balduzzi e Guido Bodrato.
Il cinema laboratorio di Alberto Grifi
Annamaria Licciardello
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Falsopiano
anno edizione: 2018
pagine: 200
Il futuro è sempre esistito
Edoardo Poeta
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Falsopiano
anno edizione: 2018
pagine: 224
Sapevate che nel 1962 un settimanale di Trapani indovinò che nel 2000 avremmo fatto tutto con il telefono? Una "profezia" che lascia esterrefatti. Non si tratta, però, di un falso storico, né di una fantasia. Quella previsione non era stata la prima, né sarebbe stata l'ultima: ne scrissero e ne parlarono altri. In Italia e negli Stati Uniti. Giornali via fax, telefonini multimediali, banche online, e-learning, esposizioni d'arte virtuali, sintesi vocale e, perfino, l'idea di Google libri. Pure la rete telefonica pensata come sistema nervoso del pianeta. Tutto previsto e, talora, in sperimentazione. Più di 50 anni fa, prima del web. Una straordinaria osmosi tra immaginario e scienza, consumismo e sogno di un "domani felice" in un mondo sempre più piccolo. Com'era possibile che il nostro presente tecnologico esistesse già tra gli anni '50 e '60? Che Italia era quella investita da simili previsioni? Il domani – come idea, aspirazione, progetto – è sempre esistito? Un viaggio nel "futuro del passato" tra curiosità, coincidenze, cultura pop, aneddoti e storia sociale. Con un dubbio: il futuro esisterà ancora?
Straub/Huillet. L'enigma del visibile
Gianluca Gigliozzi
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Falsopiano
anno edizione: 2018
pagine: 180
Chi sono stati per il cinema e per la cultura degli ultimi cinquant'anni Jean-Marie Straub e Danièle Huillet? Questo libro è rivolto a chi è curioso di conoscere la loro fondamentale opera, a chi è semplicemente insoddisfatto del modo in cui il cinema è riuscito, nel corso degli ultimi anni, a mostrarci qualcosa, del nostro presente, che non sapessimo già. Perché ciò che ci impongono i loro film è una sorta di shock percettivo e morale: uno shock che ci induce a rivedere la nostra visione del mondo, a chiederci chi siamo in rapporto con quel che vediamo e che sentiamo. A dispetto di tanta attuale enfasi sull'invisibilità come dimensione essenziale di ogni rappresentazione, il cinema "contadino" e resistente degli Straub ci spinge a interrogarci sul rugoso enigma del visibile: un interrogarsi che è di per sé un atto etico ancor prima che estetico, un atto da cui è necessario ripartire per immaginare e forse imparare a desiderare un mondo più giusto e più libero.

