Edizioni dell'Orso
Rivista di diritto ellenico. Ediz. italiana e inglese. Volume Vol. 9
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni dell'Orso
anno edizione: 2020
pagine: 268
Indice: 'Atti del Convegno Internazionale HYBRIS. (Università di Verona- Dipartimento di Scienze Giuridiche, Verona, 5-6 giugno 2017), a cura di C. Pelloso, P. Cobetto Ghiggia. ATTI / PROCEEDINGS • C. Pelloso, Introduction • D. Cairns, Hybris e ingiustizia in Aristotele • M. Canevaro, L’accusa pubblica di hybris contro gli schiavi: l’onore della vittima e l’onore dell’hybristes • M. Canevaro, E.M. Harris, The Authenticity of the Document at Demosthenes 21.47 • G.M. Carbone, `Ubriv e affini nei libri del Nuovo Testamento • D. Carpi, Il tema della hybris: dall’etica alla scienza • P. Cobetto Ghiggia, Hybris in Esiodo • E.M. Harris, Hybris nelle corti giudiziarie ateniesi. Il profilo legale dell’accusa nella Contro Midia di Demostene • M. Valente, Le indagini degli zetetai ateniesi riguardo ad alcuni casi di hybris verso la polis • S. Viaro, Hybris, iniuria e contumelia.'
Enjeux interculturels de l'utopie politique dans l'antiquité gréco-romaine. Ediz. italiana e francese
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni dell'Orso
anno edizione: 2020
pagine: 592
Ocypus
Pseudo-Luciano
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni dell'Orso
anno edizione: 2020
pagine: 180
'Il giovane Piè Veloce, tracotante e dedito alle gozzoviglie, si trova all’improvviso a dover affrontare i lancinanti dolori causati dalla gotta: nonostante i suoi tentativi di dissimulare la malattia, le insistenze del vecchio pedagogo e di un medico dalle idee chiare lo costringeranno infine a prendere atto della drammatica situazione. Questa la trama dell’Ocypus, operetta umoristica in 173 trimetri giambici di stampo tragico (con occasionali concessioni allo stile della commedia), che riprende e imita manifestamente la ben più elaborata Tragodopodagra di Luciano. Proprio il rapporto col modello ne ha causato, per effetto di trascinamento, l’inclusione nel corpus lucianeo e l’attribuzione – giustamente contestata già dagli studiosi del XVIII secolo – al brillante poligrafo di Samosata. Se per l’Ocypus una paternità lucianea è da escludersi senza riserve, non vi è nemmeno motivo di credere che esso sia stato concepito come uno pseudepigrafo: l’autore sembra essere il retore Acacio, amico e corrispondente di Libanio, che nell’anno 364 mise in scena a (...)'.
Classici veri e falsi alla scuola degli umanisti
Luigi Silvano
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni dell'Orso
anno edizione: 2019
pagine: 240
La storia dell’educazione e della pedagogia nell’Italia (e nell’Europa) del Quattro e Cinquecento è conosciuta nelle linee generali, ma di essa ci sfuggono ancora molti particolari. Non siamo informati quanto vorremmo, ad esempio, sul contenuto effettivo dei corsi universitari dedicati all’interpretazione degli auctores, di cui possediamo innumerevoli testimonianze, ma perlopiù ancora manoscritte e scarsamente o per nulla valorizzate. Ugualmente poco indagata è la fortuna, dentro e fuori la scuola, di false orazioni ed epistole attribuite a celebri autori della classicità greco-latina, spesso nate proprio come esercitazioni scolastiche o a seguito di sfide erudite fra studenti. A questi due aspetti della ricezione umanistica dei classici, veri e presunti, sono dedicati i casi di studio qui radunati, che si basano su letture dirette di testi e documenti in parte inediti. Ristampa riveduta e corretta.
Unibos il versipelle
Libro: Libro rilegato
editore: Edizioni dell'Orso
anno edizione: 2019
pagine: 352
C’è uno sconosciuto — quanto onirico — villaggio dell’Europa dell’XI sec., capace di essere, proprio per la sua tipicità e indeterminatezza, comunità e metafora scalare del mondo al contempo. C’è uno strano, anonimo contadino «certificato», che, a causa di un accanito quanto misterioso gioco del destino, «perde», continuamente, i suoi buoi. Ci sono, poi, un preposto, un borgomastro e un prete ovvero i simboli del potere costituito, che con quel contadino interagiscono, dipanando, progressivamente, una sapida e rocambolesca fabula, ricca di colpi di scena e non priva di finale moralisatio. I Versus de Unibove sono l’unica testimonianza latina di un plot — quello del «contadino ingannatore» — che è attestato in tutt’Europa in ben ottocentosettantacinque versioni differenti: questa singolarità non è poco.
(As)saggi di grammatica «laica»
Salvatore Sgroi
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni dell'Orso
anno edizione: 2019
pagine: 376
«I 18 capp. di grammatica italiana, alcuni più ampi (“saggi”), altri decisamente più brevi (“assaggi”), sono organizzati in due sezioni - “Il genere grammaticale” e “Lessico e formazione delle parole” - tra loro variamente interrelate. Tutti i testi condividono un approccio “laico”, ovvero descrittivista e anti-purista, che privilegia gli usi reali, scritti e parlati, dei parlanti, in fitta interazione e confronto con analisi alternative in testi istituzionali (soprattutto dizionari e grammatiche). Accanto a saggi di carattere generale (cap. I “Il genere femminile”; cap. II “la teoria sessista della lingua”; cap. XI “Gli avverbi di modo o maniera”; cap. XV “Rianalisi”), altri prendono le mosse dall’analisi di singoli lessemi o sintagmi apparentemente anomali, per affrontare quindi problemi di carattere generale, così nel caso di Sosia (cap. III), Diabete (cap. IV), Casa del diavolo (cap. V), Architrave (cap. VI), Errata(-)corrige (cap. VII), Grillotalpa (cap. VIII), Fine settimana / weekend (cap. IX), Palcoscenico (cap. X), (...).»
Il pentimento amoroso
Luigi Groto
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni dell'Orso
anno edizione: 2019
pagine: 196
Dopo l’edizione della Calisto si pubblica qui la seconda pastorale di Luigi Groto. Sono due opere con molti aspetti formali in comune, ma se nella Calisto si inscenava il desiderio che gli dèi hanno di noi terrestri, in questa il "Cieco d’Adria" indaga le sfaccettature dell’amore umano. Era dunque quantomai opportuno che all’edizione dell’una seguisse l’altra. Messo in scena ad Adria nel 1565 e stampato per la prima volta nel 1576, primogenito dunque rispetto all’Aminta tassiana, il Pentimento amoroso è una pastorale raffinatissima. Si apre con il contrasto fra due pastori che amano la stessa ninfa e si svolge in un’Arcadia, da cui l’autore scrive di essere da poco tornato, tutt’altro che felice, dominata anzi da passioni così forti ed esacerbate da costeggiare la tragedia. Percorre il Pentimento un climax che dalla gelosia degli amanti rivali, passa per l’amore-follia della sconcertante Filovevia, e arriva all’odio aspro e mortale di Ergasto, i due personaggi antitetici e complementari (come Eco e Narciso) destinati a congiungersi nel finale.
Metamorfosi delle Metamorfosi di Ovidio. La traduzione in altotedesco medio di Albrecht von Halberstadt
Anna Cappellotto
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni dell'Orso
anno edizione: 2019
pagine: 362
La prima traduzione tedesca delle "Metamorfosi" di Ovidio è collocabile alla fine del XII secolo in area turingia. La sua tradizione consta di alcuni frammenti di una Oldenburger Handschrift della seconda metà del XIII secolo e di una versione protomoderna licenziata nel 1545 dall’autore alsaziano Jörg Wickram. Il testo dei frammenti rappresenta un produttivo transfer linguistico-culturale di miti tratti dal VI, dall’XI e dal XIV libro delle "Metamorfosi": la parte iniziale della fabula di Tereo, Procne e Filomela, il certame canoro tra Apollo e Pan, lo spergiuro Laomedonte, la storia di Peleo e Teti, l’antefatto di Dedalione e Chione, il mito a cornice di Vertumno e Pomona insieme a quello di Ifi e Anassarete. La versione più tarda tramanda anche il presunto prologo originale in altotedesco medio: si tratta della sola prova che assegna questa precoce traduzione ad Albrecht von Halberstadt, un sassone che avrebbe tradotto le "Metamorfosi" direttamente dal latino per il mecenate Hermann I di Turingia, la cui corte ha svolto un ruolo prominente per la ricezione della materia classica. Questo lavoro, muovendo da un’analisi più ampia sulle forme di ricezione dell’antichità.
Roman de Troie. Ediz. francese e italiana
Benoît De Sainte-Maure
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni dell'Orso
anno edizione: 2019
pagine: 696
«l "Roman de Troie" racconta in versi, per un pubblico cortese del XII secolo, le vicende della guerra di Troia dalle origini al ritorno dei reduci. Il punto di partenza non è dato da Omero ma dai resoconti di Ditti e Darete, brevi testi tardo-antichi che nel Medioevo si pensava fossero traduzioni dei diari di due testimoni oculari del conflitto. Amplificando questa traccia in oltre 30.000 versi, Benoît de Sainte-Maure narra una guerra che è assieme antica e contemporanea, poiché gli eroi classici diventano una proiezione nel passato del mondo cortese e cavalleresco; la tradizionale materia epica (battaglie, consigli, ambasciate) si combina in modo originale con i nuovi temi (psicologia, amore, meraviglioso) del romanzo allora agli esordi. Il risultato è un’opera ricca e variegata, spesso sorprendente per chi ha letto l’Iliade e l’Odissea; il suo obiettivo è coinvolgere, divertire e far riflettere il lettore sul perché Troia delenda est. Il testo, basato sull'edizione critica di Léopold Constans, è stato qui tradotto integralmente in italiano. Lo correda un’ampia introduzione, che inquadra l’opera nel panorama socioletterario anglo-francese.». Prefazione di Lorenzo Renzi.
Homo loquens. Valori e veicoli della parola nel mondo antico e medievale. Atti del convegno (Torino, 2-3 maggio, 2018)
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni dell'Orso
anno edizione: 2019
pagine: 208
'Questo volume raccoglie gli Atti del terzo convegno interuniversitario degli studenti laureati "Homo loquens. Valori e veicoli della parola nel mondo antico e medievale", svoltosi presso l’Università degli Studi di Torino il 2 e 3 maggio 2018.
Jean-Baptiste de La Salle oltre l'agiografia devota
Remo L. Guidi
Libro: Libro rilegato
editore: Edizioni dell'Orso
anno edizione: 2019
pagine: 640
«Destino davvero insolito quello di Jean-Baptiste de La Salle (1651-1719), insigne nella santità e nella pedagogia, senza che gli studiosi, dopo tre secoli, siano riusciti ad approntare l’edizione critica dei suoi scritti e una biografia persuasiva, per rendere condivisibili i meriti dell’uomo e del santo su base certificata. Il volume indaga il flop degli agiografi i quali non seppero far convivere la devozione con la storia, ma applica anche un metodo di indagini e accostamenti a largo spettro (significativi, dunque, sono i riscontri del protagonista con i santi Benedetto, Francesco e Ignazio, da lui avuti in considerazione) per proporre un criterio di analisi che, mentre fa giustizia degli stereotipi, sperimenta un percorso rigoroso per iniziare a rendere al santo e all'uomo le sue genuine fattezze.»
Compendio di storia ungherese
Gizella Nemeth Papo, Adriano Papo
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni dell'Orso
anno edizione: 2019
pagine: 260
'Il volume ripercorre il cammino compiuto dall'Ungheria dall’arrivo dei magiari nel bacino dei Carpazi (fine IX sec.) ai giorni nostri, passando attraverso una serie di tappe che corrispondono a momenti cruciali della sua ricca e variegata storia politica, economica e culturale. Nell'anno 1000 (o 1001) i magiari, un popolo appartenente al ceppo linguistico ugrofinnico, fondarono con Stefano I un regno cristiano, destinato ad assurgere al livello di grande potenza europea, che avrebbe però perso l’indipendenza e l’unità territoriale con la battaglia di Mohács del 1526, subendo le dominazioni asburgica e ottomana. Cacciati gli ottomani (tra la fine del XVII sec. e l’inizio del XVIII), l’Ungheria rimase però legata agli Asburgo, scendendo al livello di mera provincia austriaca. Il risveglio politico d’inizio Ottocento e la conseguente guerra d’indipendenza del 1848-49 costituirono pertanto una reazione della nazione magiara all'assolutismo asburgico. L’Ungheria riconquistò parzialmente la propria sovranità col “compromesso” con l’Austria del 1867, che avrebbe promosso la modernizzazione del paese ma non lo sviluppo della democrazia e la giustizia sociale.'

