DeriveApprodi
Un'idea di libertà. San Vittore '79-Rebibbia '82
Alberto Magnaghi
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2014
pagine: 204
"Paura dell'ignoto? Paura dell'autorità? Della violenza potente dello Stato? Mostruosità del deterrente di violenza della divisa sulla persona nuda? Non so. Forse tutto ciò investe il concetto di sicurezza: ciò che all'esterno del carcere è introiettato nelle regole e nei rapporti sociali che rendono 'sicura' la vita quotidiana. Il carcere è sottrazione totale del concetto di 'sicurezza'. Non si dà contratto. Non si danno punti di fuga. Forma di dominio allo stato puro, non mediato da finalità produttive, né culturali, né di consumo. La reazione emotiva si attenua solo quando, dopo lungo tempo, lo stimolo esterno viene introiettato nella quotidianità. Come un evento 'normale', come la battitura delle sbarre quando inizia a far parte di un paesaggio conosciuto, a suo modo rassicurante. Così mi appresto a desiderare l'introiezione del paesaggio umano, sonoro e dello spazio coatto come normalità. Si desidera - perversione totale dell'istinto di sopravvivenza! -l'annullamento di sé, il non provare emozioni; poiché le emozioni sono comunque dominate dal panico, dalle necessità di difesa, dallo stato di allarme. Forse qui si verifica allo stato puro, entro un rapporto sociale non mediato dalle istituzioni e dal lavoro, ciò che in altre istituzioni avvolge il rapporto di dominio e di annientamento in forme più complesse e accattivanti..." Prefazione di Alberto Asor Rosa. Postfazione di Rossana Rossanda.
I muri del lungo '68. Manifesti e comunicazione politica in Italia
William Gambetta
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2014
pagine: 192
Dalla fine degli anni Sessanta, con l'onda lunga del '68 italiano, il manifesto è stato uno dei principali strumenti della comunicazione politica. Nel vivo di quelle mobilitazioni conobbe una vera e propria rinascita, sia nel linguaggio grafico che nei modelli d'informazione e agitazione. Questo libro svolge un'analisi dei codici comunicativi che i diversi partiti e movimenti italiani utilizzarono nei loro manifesti. La grafica politica si rinnovò anche sulla base degli stimoli e degli impulsi che provenivano da altri paesi, dai manifesti del Maggio parigino a quelli latinoamericani, dai disegni underground statunitensi ai grandi cartelloni della Cina maoista. Sperimentazioni grafiche che si intrecciarono a cliché più consueti, recuperati dall'iconografia del movimento operaio. Il confronto tra i manifesti italiani e quelli esteri e tra manifesti di differenti organizzazioni, più o meno distanti dai movimenti, mostra come il linguaggio della rivolta abbia influenzato l'immaginario politico nel suo complesso e le sue rappresentazioni iconiche, sconvolgendo anche la grafica dei partiti istituzionali. Nei primissimi anni Ottanta, con il declinare dei movimenti e il ritorno della politica nei luoghi istituzionali, il ruolo di questo medium declinò e la pervasività della televisione lo rese progressivamente marginale o, per lo meno, ne cambiò profondamente la funzione.
Manifesto per un'Europa egualitaria. Come evitare la catastrofe
Karl H. Roth, Zissiz Papadimitrou
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2014
pagine: 139
Disoccupazione di massa, lavoro precario, assenza di garanzie sociali e collasso dei diritti democratici rappresentano la cupa tendenza dell'Europa di oggi. Processi che si sono radicalizzati con la crisi economica globale e inaspriti con i programmi di austerità, aggravando gli squilibri tra i paesi europei. Di fronte a questo, l'Eurozona e l'intera Unione Europea rischiano il tracollo, sul fronte economico (con l'esplosione di povertà su vasta scala) e sul fronte politico (con l'emergere di destre estreme e nuove spinte nazionalistiche). Figura centrale dell'odierno assetto europeo è la Germania, che ha portato a compimento la propria ascesa a potenza economica dominante e che si oppone apertamente a ogni iniziativa volta a riequilibrare i rapporti economici e politici. Eppure, nessun ritorno alle sovranità nazionali, politiche o economiche, è ormai possibile. La risposta sta in altri presupposti. Se vuole guardare al proprio futuro, l'Europa deve infatti ascoltare quei movimenti che contestano l'addebito dei costi della crisi alle classi più popolari; rispondere alle richieste delle fasce sociali maggiormente colpite; promuovere processi di cambiamento in tutti gli ambiti della vita sociale, economica e culturale dentro un nuovo progetto di Europa democratica e federale. Solo a queste condizioni sarà possibile evitare la catastrofe.
La gamba del Felice
Sergio Bianchi
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2014
pagine: 125
"L'affastellarsi veloce di capitoli, il ritmo serrato, la sintassi precipitosa rendono con un'efficacia retorica straordinaria l'incalzare degli eventi. Trent'anni d'Italia in tre ore di lettura. Il lessico (ma anche la sintassi, i suoi deragliamenti, la sua irresistibile velocità da montagne russe del periodare) è quello degli umili (penso alla scoperta dell'alfabeto di Malerba) ma con una virulenza che già denota una tensione nuova, quella dell'italiano televisivo e dell'italiano che arriva da altre, popolari fonti di linguaggio, di letteratura." (Aldo Nove)
Gramsci. Il sistema in movimento
Alberto Burgio
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2014
pagine: 489
"Per molte importanti ragioni Antonio Gramsci è oggi inattuale. Vede nella storia il solo luogo nel quale sia possibile comprendersi, come individui e come soggetti collettivi. È quindi, direbbe il poeta, 'più moderno di ogni moderno', posto che la modernità nasce col sentimento di un nuovo tempo che comincia nel segno di grandi trasformazioni. Oggi il sentimento del tempo storico appare sradicato, e si direbbe imploso l'orizzonte di senso che sul suo sfondo si costituiva. L'idea che la storia sia uno 'svolgimento' coerente ci è estranea. Suona per noi come un che di scolastico e di astratto. Gramsci investe sulla forza delle organizzazioni del movimento operaio, delle quali, pure, scorge gravi limiti, dovuti all'inadeguatezza dei gruppi dirigenti e alla loro estraneità alla classe. Confida nella trasformazione rivoluzionaria e nell'avvento, anche in 'Occidente', di una 'nuova società', regolata dall'autogoverno dei corpi sociali. Alieno da qualsiasi determinismo, lo considera una 'necessità storica' perché ha fiducia nell'efficacia della volontà (della razionalità) collettiva. Nulla più di un simile ottimismo storico si direbbe, di questi tempi, lontano dal sentire comune. Ma la sua lettura della crisi ci riguarda, ci coinvolge. Come Marx, Gramsci pensa dialetticamente la crisi come conseguenza necessaria dello sviluppo, e come premessa di una transizione differibile ma non evitabile. È uno scenario che parla di noi. Da oltre un secolo l'Occidente è stabilmente in crisi..."
Un fiume in piena. Storie di un altra Scampia
Gianluca Arcopinto
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2014
pagine: 123
Gianluca Arcopinto fa il produttore cinematografico. Per alcuni mesi è stato l'organizzatore generale della serie tv Gomorra, tratta dal libro di Roberto Saviano. Dopo 5 mesi di lavorazione e 16 settimane di riprese, Arcopinto ha lasciato il set. Non ha, invece, lasciato Scampia, scegliendo di mettersi dalla parte di una cittadinanza attiva che rifiuta di essere ostaggio dell'economia camorristica e che non vede nella risposta dell'ordine pubblico l'unica alternativa. Arcopinto arriva alle Vele di Scampia con il mondo scintillante delle riprese televisive, coi suoi problemi di costi di produzione, di organizzazione, insieme agli attori, ai registi, agli sceneggiatori e lì inciampa su una realtà fatta di persone e associazioni che resiste alla droga, che si sottrae al controllo camorristico del territorio, che denuncia l'abbandono da parte delle istituzioni, che immagina un altro sistema economico e che dà forma alla speranza di una vita decente. Che rifiuta di riconoscersi nella parabola narrativa di una famiglia di boss e chiede che si racconti un'altra storia. Di questa realtà la serie Gomorra non parla, il libro di Gianluca Arcopinto sì.
Nel ventre della bestia
Jack H. Abbott
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2014
pagine: 189
La storia di questo libro inizia con l'amicizia tra Abbott e il romanziere Norman Mailer, alla fine degli anni Settanta, quando Abbott si trova in prigione nello Utah per rapina a mano armata e durante la detenzione uccide un altro carcerato. Nasce una corrispondenza con Mailer che assume fin da subito un tono letterario e che viene pubblicata sulla prestigiosa rivista "New York Review of Books", riscontrando un enorme successo di pubblico. Ne segue la pubblicazione del libro "Nel ventre della bestia" che diventa un best seller. Successo e clamore consentono ad Abbott di ottenere la libertà condizionata. Rimesso in libertà nell'81, si stabilisce a Greenwich, il quartiere radical di New York, e diventa il beniamino della high society. Ma a placarlo non bastano né la fama né i soldi. Sei settimane dopo il suo rilascio, in un alterco davanti a un ristorante, pugnala a morte un cameriere di 22 anni. Arrestato di nuovo, Abbott viene condannato ad altri 15 anni di prigione e a pagare oltre 7 milioni e mezzo di dollari ai familiari della vittima. Nel febbraio del 2002, a 58 anni, si suicida impiccandosi alle sbarre della sua cella.
Teoria del drone. Principi filosofici del diritto di uccidere
Gregoire Chamayou
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2014
pagine: 219
"Se la 'guerra dei droni' non è più esattamente una guerra, a quale 'stadio della violenza' corrisponde? Il tentativo di sradicamento di ogni reciprocità nell'esposizione alla violenza nelle ostilità riconfigura non solo la condotta materiale della violenza armata, tecnicamente, tatticamente, psichicamente, ma anche i principi tradizionali di un ethos militare ufficialmente fondato sul coraggio e lo spirito di sacrificio. Considerato con il metro delle categorie classiche, il drone apparirebbe come l'arma del vigliacco. Ciò non impedisce ai suoi difensori di proclamarla l'arma più etica che l'umanità abbia mai conosciuto. Operare questa conversione morale, questa trasmutazione dei valori è il compito al quale si dedicano oggi i filosofi che operano nel piccolo campo dell'etica militare. Il drone, dicono, è l'arma umanitaria per eccellenza. Il loro lavoro discorsivo è essenziale per garantire l'accettabilità sociale e politica di quest'arma. In questi discorsi di legittimazione, gli 'elementi linguistici' tipici dei mercanti d'armi e dei portavoce delle forze armate vengono riciclati, attraverso rozzi processi di alchimia discorsiva, in principi orientativi di una filosofia etica di nuovo genere - una 'necroetica', della quale è urgente fare la critica. Ma l'offensiva avanza anche, e forse soprattutto, sul terreno della teoria giuridica. La 'guerra senza rischio', della quale il drone costituisce senza dubbio lo strumento più compiuto, mette in crisi i principi metagiuridici."
Che cos'è un popolo?
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2014
pagine: 118
Cos'è un popolo di fronte alla crisi delle democrazie rappresentative e all'emergere di forme vecchie e nuove di populismo? Cos'è un popolo oltre a un termine che rimanda a una stagione che pare ormai trascorsa di lotte per l'emancipazione? Cos'è un popolo senza una nazione e senza uno Stato? Di cosa è fatto un popolo? Cosa può un popolo? Alain Badiou, Pierre Bourdieu, Judith Butler, Georges Didi-Huberman, Sadri Khiari e Jacques Rancière, con questo libro chiariscono alcune delle possibili declinazioni di un termine che ha segnato la storia e la teoria politica della nostra modernità. Il punto comune sta nel collocare "il popolo" ostinatamente dalla parte dell'emancipazione.
Lascia che il mare entri
Barbara Balzerani
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2014
pagine: 104
Tre donne nello scenario del secolo delle guerre e delle rivoluzioni. Ultime tracce di un mondo di relazioni cancellato, di un'umanità di cui il denaro che produce denaro può fare a meno. Storie che provano a restituire voce alle ragioni ammutolite dalla Storia scritta. Storie del tradimento di saperi, dell'inganno del progresso mercantile, del grande affare delle guerre, della rottura del patto con la vita e del prezzo per non averne difeso le condizioni. Storie di sfiduciata resistenza, di subordinate aspettative, di imprevidenza di morte per vanagloria di crescita illimitata. Tre donne che si passano il testimone nel racconto del rapido consumarsi della civiltà dell'illimitato sfruttamento di ogni risorsa. La stessa che continua a promettere futuro, felicità e benessere, a vendere il proprio modello a chi oggi ne sta seguendo le orme, dopo aver brutalmente compromesso con i suoi punti di non ritorno la riproduzione di un'impronta umana nella vita del pianeta. Dopo aver sterilizzato nei registratori di cassa libertà, diritti, comunanze e mascherato la sua offerta di ogni miseria con gli ammiccamenti alle virtù della sudditanza.
Atlante sentimentale del cinema per il XXI secolo. Incontri con cinquanta registi contemporanei
Donatello Fumarola, Alberto Momo
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2013
pagine: 475
Il cinema è ancora un paese sconosciuto. Può darsi che sia un continente sommerso, o che lo sarà presto. Alcuni lo vorrebbero in cielo, esiliato in un mondo di fantasia. Per altri coincide con questo mondo, anzi, ne è uno dei creatori - o dei dissolutori - dipende dai punti di vista. Forse noi non l'abbiamo mai capito, e per questo l'abbiamo iniziato a cercare.
Il governo dell'uomo indebitato. Saggio sulla condizione neoliberista
Maurizio Lazzarato
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2013
pagine: 214
Cosa diventa l'uomo indebitato nella crisi? Qual è la sua principale attività? La risposta è molto semplice: paga. Deve espiare la propria colpa, il debito, pagando sempre nuove tasse, e non solo. La crisi finanziaria, trasformata in crisi dei debiti sovrani, impone nuove modalità di governo e nuove figure soggettive tanto sul fronte dei governanti (governi tecnici) che su quello dei governati (l'uomo indebitato). Chi governa l'economia del debito e con che mezzi? Come cambiano le tecniche di controllo della popolazione? Cosa diventa la democrazia quando è regolarmente sospesa per permettere l'applicazione di direttive che provengono da istanze economiche e politiche sovranazionali? Per rispondere a queste domande il libro si confronta con la teoria della governamentalità di Michel Foucault, con il concetto di capitale in Marx e di capitalismo in Deleuze e Guattari, con il concetto di Stato e di Welfare elaborato da Cari Schmitt. Ciò a cui mira il governo del debito non è uno "Stato minimo", ma uno Stato liberato dalla pressione delle rivendicazioni sociali e dalla minaccia dell'allargamento dei diritti, per portare a termine l'enorme trasferimento di ricchezza dal settore pubblico a quello privato, avviato dal neoliberismo negli anni Settanta.

