De Luca Editori d'Arte
Le cosmos de l'antiquite. Images et visions de l'univers, du monde antique à la Renaissance
Eugenio Lo Sardo
Libro: Copertina morbida
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2018
pagine: 264
Beatrice Orsini Sacchetti. La regina nera nella Roma papalina del XIX secolo
Andrea Cotticelli
Libro: Copertina morbida
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2018
pagine: 448
Nella seconda metà dell'Ottocento, durante i pontificati di Pio IX e Leone XIII, la marchesa Beatrice Sacchetti nata principessa Orsini seppe muoversi con abilità e ingegno nel complicato labirinto dell'aristocrazia romana, difendendo con fierezza la bandiera del Papato, tanto da meritare il titolo di "Regina Nera" tra la nobiltà nera di Roma. Discendente di una delle più illustri e antiche famiglie d'Italia, Beatrice era la figlia del Senatore di Roma e Principe Assistente al Soglio Pontificio, nipote del più ricco banchiere dell'Urbe e moglie del Foriere Maggiore dei Sacri Palazzi Apostolici. L'ingresso di Beatrice nella famiglia Sacchetti portò grande lustro alla casata e il suo salotto, nell'affascinante scenario delle sale affrescate di Palazzo Sacchetti in via Giulia a Roma, accolse i grandi nomi della nobiltà e del clero, ufficiali dell'esercito pontificio, diplomatici stranieri, artisti e intellettuali. Donna affascinante e di carattere volitivo, alla dissoluzione dello Stato Pontificio prese a cuore la causa del Pontefice, manifestando costantemente la sua fedeltà e devozione al Papa e alla Santa Sede e si rivelò un punto di riferimento per tutta la nobiltà nera che, per protesta contro gli usurpatori di Roma, stabilirono all'unanimità di chiudere i portoni dei loro palazzi in segno di lutto. Sullo sfondo delle vicende del periodo risorgimentale e postunitario che hanno caratterizzato Roma nel XIX secolo, Beatrice riuscì anche a riportare il casato dei Sacchetti a una situazione di fasto e di potere appartenuta ai lontani tempi dell'avo cardinale Giulio Sacchetti, che per due volte nel Seicento aveva mancato il soglio pontificio. Grazie alla sua politica matrimoniale, applicata alla numerosa prole, i Sacchetti si imparentarono con le più influenti famiglie del patriziato sia romano che fiorentino, rigenerando addirittura il casato dei Barberini sull'orlo dell'estinzione, consolidarono le loro risorse patrimoniali e soprattutto il loro prestigio in seno alla Corte Pontificia, ricoprendo ruoli di primo piano che hanno saldamente mantenuto fino agli inizi del XXI secolo.
L'Italia di Julius Von Schlosser
Libro: Libro in brossura
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2018
pagine: 208
Tra gli studiosi più influenti del Novecento, Julius von Schlosser (1866-1938) fu un profondo conoscitore dell’arte italiana e autore della monumentale Die Kunstliteratur (La letteratura artistica), strumento ancora oggi indispensabile per la conoscenza delle fonti della storia dell’arte. Il volume, curato da Loredana Lorizzo, sonda attraverso le autorevoli voci di studiosi italiani e stranieri il profondo legame del viennese con l’Italia e con intellettuali di punta come Benedetto Croce, Giovanni Gentile, Emmanuel Löwy, Giovanni Poggi, Igino Benvenuto Supino. Si propongono così al lettore nuove riflessioni scaturite da inediti carteggi e dai testi fondamentali di Schlosser, che hanno fornito un originale approccio alla cultura storico-artistica, aprendo campi di ricerca allora ancora inesplorati - dalle Wunderkammern alla ceroplastica, dall’analisi testuale delle fonti alla museologia - e approfondito temi specifici dalla storia della miniatura alla scultura rinascimentale, dagli allestimenti delle collezioni imperiali alla letteratura odeporica, in un continuo dialogo tra presente e passato.
Il presepe. Religiosità e tradizione popolare
Libro: Libro in brossura
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2018
pagine: 64
Il presepe monumentale conservato nelle collezioni del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma ha uno stretto legame con la storia del nostro Paese: fu infatti raccolto dall’etnologo Lamberto Loria, cui era stata affidata la cura della grande Mostra di etnografia italiana svoltasi a Roma nel 1911 nell’ambito della “Mostra internazionale” organizzata per celebrare il cinquantenario dell’Unità d’Italia. Le figure in catalogo, che rappresentano gli usi e costumi delle diverse regioni d’Italia, sono opera di importanti maestri napoletani del XVIII e XIX secolo e ci mostrano personaggi caratteristici di classi sociali e realtà diverse, occidentali e orientali, cristiani e gentili.
Antonio Ligabue. Il realismo della scultura
Libro: Libro in brossura
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2018
pagine: 84
I trentuno bronzi - affiancati da tre dipinti in rappresentanza della sua, più nota oltre che molto più ricca numericamente, produzione pittorica - sono quasi tutti a soggetto animale, per una sua predilezione, e coprono un arco cronologico che va dal 1936 al 1958. Potenti e realistiche, le sculture venivano realizzate da Ligabue in creta, adoperando l’argilla che trovava abbondante sulle sponde del Po, nella Bassa reggiana, dov'era stato “catapultato” nel 1919 a seguito di un’espulsione dalla natia Svizzera, rimanendovi fino alla morte. In Antonio Ligabue (1899-1965), popolarmente conosciuto come l’artista folle di Gualtieri, il “buon selvaggio” della pittura italiana, arte e vita sono fortemente legate, e quest’ultima ha trovato riscatto proprio grazie all'arte, che gli ha permesso di dare un senso alla sua infelice esistenza. Il catalogo contiene le riproduzioni delle opere, i testi di Marzio Dall’Acqua, Mario De Micheli, Aldo Grassini, Patrizia Lodi, Nicola Micieli, Sergio Negri, Antonello Rubini e la nota biografica dell’artista.
Segnare le ore. Gli orologi del Quirinale
Libro: Copertina morbida
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2018
pagine: 84
Il volume è pubblicato in occasione della mostra che si svolge al palazzo del Quirinale e che raduna circa 50 fra gli orologi più belli della collezione della Presidenza delle Repubblica. Fotografati, e riportati in sequenza cronologica a partire dagli inizi del XVIII secolo fino all'ultimo decennio del Novecento. Tutte macchine particolarmente complicate e perfettamente funzionanti, per lo più poco note al grande pubblico, in quanto dislocati all'interno del palazzo del Quirinale in uffici e saloni di rappresentanza non aperti al pubblico e per la prima volta esposti.
Collezione Nicola Maria de' Angelis. Museo Roberto Bilotti Ruggi d'Aragona Arte Contemporanea Castello di Rende
Libro: Copertina morbida
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2018
pagine: 120
«Per molti una collezione coincide con la finalità della vita, quasi un'identità supplementare e totalizzante che finisce per assorbire tutte le energie e tutti i desideri. Per altri è motivo di profonda malinconia perché, come diceva Anatole France e come i collezionisti sanno bene, il sogno di «chiudere l'universo in un armadio» è irrealizzabile. Per mio padre è stata una relazione quieta e appagante, una felicità che cresceva ad ogni quadro che entrava, ma non diminuiva al pensiero di quei tanti che non avrebbero mai varcato la soglia della nostra casa.» Nicola Maria de'Angelis (Roma 1926-2016). Avvocato di chiara fama, studioso di diritto processuale penale, uomo di grande cultura, poeta e raffinato collezionista fu sempre al fianco degli amici pittori e scrittori, tutelando professionalmente gli artisti e sostenendo i giovani talenti.
L'informale. Europa 1940-1951. Origini e primi svolgimenti
Enrico Crispolti
Libro: Copertina rigida
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2018
pagine: 640
Nei decenni centrali del XX secolo un articolato movimento artistico radicalmente innovativo, riconosciuto complessivamente come l'Informale, di qua come di là dell'Atlantico, in una gamma linguistica assai svariata, ha prodotto un fondamentale mutamento di prospettive nella consistenza dell'operare artistico. Dalla tradizionale, umanistica, dimensione di elaborazione e configurazione mentale, di riscontro ideale, esattamente riportandolo infatti entro una invece totale contingenza realizzativa fisica, esistenziale, processualmente significante decisiva. Riportando insomma la consistenza dell'opera d'arte da una sfera ideale a una risolutiva realtà operativa materiale, immersa in un "qui e ora" fattuale, azzerando nessi di memoria di passato altrettanto che dinamiche prospettive di futuro (motrici essenziali invece delle avanguardie artistiche "moderne" nel primo XX secolo); subentrandovi una consapevolezza "postmoderna" invece di sostanziale totalizzante contingenza. E ciò ha aperto al fare artistico prospettive espressive nuove, di immediatezza fisica, a tutt'oggi determinanti; in modi diversi intimamente infatti connettendo questo a una dimensione operativa tutta esistenziale e pragmatica. Entro una collana appositamente dedicata a "storia e poetica" de' L'Informale, uno studioso di lungo corso dell'arte del nostro tempo quale Enrico Crispolti, tesaurizzando un'esperienza di oltre mezzo secolo d'attività, in L'Informale. Europa 1940-1951 Origini e primi svolgimenti, in una prospettiva storiografica decisamente "orizzontale", ha ricostruito il divenire della ricerca plastico-visiva "informale" fra situazioni in Francia e in Italia, come in Inghilterra, Germania, Paesi Bassi e Scandinavia, Spagna, Svizzera, e nell'area europea orientale. Componenti fondamentali concorrenti all'affermazione complessiva di una "poetica informale" dominante nei centrali decenni del XX secolo (altrettanto che avvenuto parallelamente nelle Americhe, come documentato in un ulteriore specifico imminente volume). Dopo una riflessione, anche terminologica, fra le diverse componenti concorrenti ("abstraction-lyrique", 'art autre", "tachisme", "art brut", "gesto", "nuclearismo", "spazialismo", ecc.), vi è analiticamente ricostruito il succedersi di iniziative propositive europee fra inizio anni Quaranta e inizio Cinquanta. A cominciare appunto dalla situazione parigina, in particolare di Fautrier, Dubuffet, Wols, Bryen, Michaux, Giacometti, Bram Van Velde, Richier, Mathieu, De Staël, fra iconismo materico e lirismo gestuale non-figurativo, fino alla sintesi di mozioni europee e nordamericane operata da Michel Tapié, in Véhémences Confrontées. Quindi la vicenda italiana, fra ricerche di Fontana e dei giovani "spaziali", di Dova e dei "nucleari" attorno a Baj, e di Burri e Mannucci, di Cagli, Capogrossi, Morlotti, Fieschi, Spazzapan. Quella inglese, fra Sutherland, Bacon, Paolozzi, Davie, la presenza di Moore e di Schwitters. E tedesca, fra Baumeister, Buchheister, Hartung, Götz, Winter e Bissier. Nei Paesi Bassi e in Scandinavia le esperienze dei gruppi Høst, danese, Surréalisme-Révolutionnaire, belga, Reflex, olandese, confluiti in Cobra: fra Jorn, Appel, Alechinsky. La situazione spagnola, fra Escuela de Altamíra (Goeritz), Dau al Set (Tapies e Tharraths), Millares e El Grupo de las Canarias, e la presenza di Miró. E quella svizzera, fra Soutter e Kemeny, e nell'Europa Orientale, fra Trost, Janousek, Istler e il gruppo Ra, Sklenar e Medek, Strzeminski e Brzozowski, e Gaïtis.
Patrizia Balzamo
Patrizia Balzamo
Libro: Copertina morbida
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2018
pagine: 96
"... La matrice che anima ciascuna delle opere dell'artista Patrizia Balzamo è quella di saper guardare il mondo in cui viviamo e del quale ci nutriamo senza filtri visivi, pregiudizi, consigli fuorvianti. Saper vedere attraverso innesca nell'artista un procedimento critico per riduzione, che libera persone e mondi dalle incrostazioni superflue del quotidiano e rivela le cose quali esse sono: sguardi, emozioni, trionfi di colore, sentimenti particolari e contingenti dell'animo, catturati nell'effimero del momento. La descrizione di un attimo trasmette il preciso tranches de vie che si sta consumando, ove la persona non è nemmeno più soggetto attivo dell'opera, quanto piuttosto lo strumento attraverso cui il pensiero creativo della Balzamo si manifesta..." (Elena Gradini).
Il libro delle imprese dell'Accademia degli Insensati. Ritratti figurati e parlanti
Laura Teza
Libro: Copertina morbida
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2018
pagine: 224
L'Accademia degli Insensati di Perugia, nota per la connessione dei suoi poeti con le prime opere di Caravaggio, elaborò nell'ultimo quarto del Cinquecento un libro di imprese costituito da quarantaquattro fogli cuciti insieme, contenenti l'impresa generale dell'Accademia e quelle degli affiliati della sua prima stagione. Il manoscritto rappresenta un unicum nel panorama contemporaneo in quanto gli Insensati optarono per il mezzo grafico e non per quello incisorio, come avveniva solitamente. Le imprese, disegnate da mani diverse, rappresentano un documento straordinario della storia delle Accademie, a testimonianza dell'indissolubile intreccio tra la componente figurativa e quella letteraria, e costituiscono uno scelto campionario di alcune delle maniere espressive della grafica italiana tardo-cinquecentesca. Un'impresa in particolare, quella dell'accademico Federico Zuccari, da lui stesso disegnata ed elaborata, apporta molte novità sia dal punto di vista programmatico che figurativo alla vicenda della sua affiliazione all'Accademia degli Insensati, da lui stesso considerata centrale all'interno della sua formazione artistica.
Riti, pratiche e immagini della morte in Puglia. La chiesa di S. Maria del Suffragio a Monopoli
Libro
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2018
pagine: 280
Il volume è dedicato a Monopoli e in particolare alla chiesa e alla confraternita di S. Maria del Suffragio nonché al tema della morte, alle sue ritualità e alla sua iconografia in terra di Bari. Questo ristretto ma intenso "universo barocco" viene indagato coi diversi e convergenti metodi della storia socio-economica, della storia delle arti, della storia religiosa e delle scienze antropologiche. Appare straordinaria l'epifania della circolarità del tempo, in un ciclo che dalla Nascita (la chiesa in origine era dedicata alla Natività di Maria) conduce fino alla Morte, nel segno però di una auspicata ri-Nascita, con l'uscita delle Anime dalle fiamme del purgatorio attraverso l'intermediazione della Madonna del Suffragio. La chiesa custodisce nove corpi mummificati, tra i quali emerge la bambina "Plautilla", che costituisce quasi il simbolo della confraternita e di una morte ritualizzata e "addomesticata", consegnata dal mondo del passato al presente.
Lumen, imago, pictura. La luce nella storia dell'ottica e nella rappresentazione visiva da Giotto a Caravaggio
Libro: Copertina morbida
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2018
pagine: 224
In che modo la scienza della visione ha contribuito alla teoria e pratica della rappresentazione visiva? E, viceversa, in che modo la teoria e la pratica della rappresentazione pittorica possono aver contribuito allo sviluppo della scienza della visione e del visibile? La moderna definizione scientifica di immagine è il risultato della trasformazione del concetto di luce, avvenuta tra XIII e XIV secolo, per effetto di una lunga elaborazione delle esperienze fisiche che ha portato la luce ad essere riconosciuta come un fatto fisico. Nel XV secolo, l'immagine proiettata da un fascio di luce era compreso dai filosofi della natura come una "forma e colore" della luce emessa da quel corpo. Ma già all'inizio del XVI secolo, la consapevolezza degli effetti della proiezione luminosa su una superficie fu testimoniata con chiarezza da Leonardo da Vinci, che per primo paragonò alla pittura le forme e i colori delle proiezioni luminose su un foglio di carta. Johannes Kepler fu il primo ad elaborare, nel 1604, la distinzione teorica tra immagine reale (quella proiettata su un supporto) da lui chiamata "pictura", e quella virtuale chiamata "imago"; che non avendo supporto materiale rimane pura proiezione luminosa. Da questo percorso storico nasce il convegno interdisciplinare Lumen, imago, pictura tenutosi il 12 e 13 aprile 2010 alla Bibliotheca Hertziana - Istituto Max Planck per la storia dell'arte e all'Accademia di Belle Arti di Roma, con l'obiettivo di analizzare il contributo dei saperi artistici alla costituzione del moderno concetto di immagine basato sulla concezione della luce come fenomeno fisico e su come tale moderno concetto di luce e di immagine abbia contribuito all'idea di pittura moderna e all'evoluzione del suo processo operativo.

