Booklet Milano
Goal congruence. Il ruolo del territorio nelle visioni strategiche
Roberto Mascarucci
Libro: Copertina morbida
editore: Booklet Milano
anno edizione: 2008
pagine: 132
In materia finanziaria, per "goal congruence" si intende "l'allineamento delle azioni del management con gli interessi degli azionisti". E più in generale, nella pianificazione strategica di matrice aziendale, la stessa espressione sta a indicare la congruenza delle singole attività intraprese con le finalità generali dell'azienda. Niente è così lontano dallo schema organizzativo di un'azienda come la modalità di gestione dei programmi di sviluppo di una comunità locale: la difficile compliance tra pubblico e privato, la pluralità dei soggetti, la frammentazione degli interessi sono tutti elementi che spingono verso un funzionamento sempre più complesso del sistema delle decisioni, tanto da far perdere quasi del tutto la possibilità di un "governo" consapevole delle dinamiche di trasformazione del territorio. Nella pianificazione territoriale, dopo il fallimento dell'approccio "autoritativo", resta la sola possibilità di controllare gli andamenti delle politiche attraverso la governance. Per la quale, però, è indispensabile stabilire alcuni punti fermi. E uno di questi può essere la condivisione di un quadro dì coerenza di tipo spaziale, una "visione strategica" territoriale, uno schema di riferimento fisico entro il quale ricercare la possibile congruenza dei più parziali corsi d'azione di volta in volta messi in atto.
Guardare oltre. Letteratura, fotografia e altri territori
Libro: Copertina morbida
editore: Booklet Milano
anno edizione: 2008
pagine: 358
Attraverso casi emblematici del mondo dell'arte, studiosi di letteratura e di cultura visuale indagano le influenze tra dispositivi della visione e della narrazione. L'analisi si articola intorno a tre termini chiave: lo sguardo, le tecnologie e l'immagine. I venti saggi rispecchiano tre filoni critici che attraversano il volume e si intersecano: si inizia con l'analisi dei modi in cui la tecnica fotografica influenza la scrittura, ponendo a confronto il tempo dell'esposizione con il tempo della vita. Si prosegue studiando il rapporto tra fotografia e memoria, con chiari riferimenti alle intuizioni di Roland Barthes, ricollocando la foto nel contesto dell'esperienza. Infine, si approda alla lettura dell'immagine fotografica come testo, come luogo da abitare, come "finestra" dalla quale è possibile guardare oltre.
Identità catodiche. Rappresentazioni mediatiche di appartenenze collettive
Piero Vereni
Libro: Copertina morbida
editore: Booklet Milano
anno edizione: 2008
pagine: 168
I mezzi di comunicazione di massa giocano ormai un ruolo fondamentale nella produzione delle identità. Il fenomeno è stato studiato, nell'ultimo decennio, da una nascente "antropologia dei mass media", oggi in piena effervescenza, le cui linee di ricerca vengono ricostruite in queste pagine. sistema dei mass media, in particolare la televisione, ha introdotto secondo l'autore - una nuova forma di capitale, il "capitale mediatico", che rende disponibili i sistemi ideologici (e le forme di identità) a classi diverse da quelle che li hanno generati. Programmi di "televisione realtà" come "C'è posta per te di Maria De Filippi" consentono alla piccola borghesia e al proletariato di assimilare - rapidamente e senza uno specifico capitale culturale - il modello di identità borghese ottocentesco basato sull'interiorità dei sentimenti, e dunque di acquisire una forma di identità elitaria. L'obiettivo è quello di porre in evidenza il legame tra stereotipi e pratiche quotidiane, cercando di superare quella contrapposizione tra "vita reale" e "rappresentazione mediatica" che sembra segnare molta della critica al sistema dei mass media.
L'immagine ripresa in parola. Letteratura, cinema e altre visioni
Libro: Copertina morbida
editore: Booklet Milano
anno edizione: 2008
pagine: 359
Questo volume analizza il lavoro che cinema e letteratura svolgono su e con le immagini. I saggi raccolti nella prima parte - Poetiche del cinema - si occupano di diverse rappresentazioni cinematografiche, riflettendo su come e perché i temi di vari film siano stati strutturati attraverso un certo tipo di immagini. La seconda parte prende in esame un genere particolare di tema letterario e cioè il cinema rappresentato dalla letteratura. La prefazione dei curatori e l'introduzione di Massimo Fusillo suggeriscono percorsi di letteratura fra i diversi saggi e le due sezioni (ad esempio il problema della "realtà", il corpo, lo spazio, il passaggio da modernismo a postmoderno).
Intrecci di culture. Marginalità ed egemonia in America Latina e Mediterraneo
Libro: Copertina morbida
editore: Booklet Milano
anno edizione: 2008
pagine: 262
La risposta dell'America Latina ai fenomeni della modernità sembra smentire il rischio delle tendenze omologanti implicite nel processo di globalizzazione. Quei vasti settori socio-culturali che storicamente hanno subito veri e propri tentativi di rimozione o processi di marginalizzazione si inseriscono oggi nel tessuto della modernità proponendo spazi di riflessione critica in cui si avverte la portata politico-culturale delle popolazioni autoctone. I saggi raccolti nel volume affrontano da varie angolazioni gli aspetti dell'educazione bilingue e interculturale, del discorso intorno al quale si forgia il concetto di nazione, della ritualità indigena e della poesia improvvisata, smascherando la tendenza dei nuovi immaginati globali a rimuovere i conflitti nell'avvicinarsi alle culture "altre".
Introduzione a Max Weber
Daniela Triggiano
Libro: Copertina morbida
editore: Booklet Milano
anno edizione: 2008
pagine: 239
Dalla storia all'economia, dal diritto alla sociologia, ancora oggi Max Weber padroneggia in ciascun ambito un'erudizione straordinaria, che gli consente di dar vita a una produzione fra le più significative e vaste del suo tempo. Molte delle sue opere restano insuperate per l'ampiezza degli interessi e il rigore scientifico, tanto che il confronto con le sue teorie è inevitabile per chiunque si muova all'interno della disciplina sociologica. Acuto analista della modernità, Weber vede in essa gli effetti pervasivi di un ampio processo storico-universale di razionalizzazione, che investe ogni sfera dell'esistenza: da quella economica, con il dispiegamento del sistema capitalistico moderno, a quella giuridica, con l'affermazione di un diritto razionale, a quella politica, con il sorgere dello Stato moderno e l'espansione della burocratizzazione, fino all'elaborazione di un sapere scientifico la cui visione del mondo è svincolata da qualsiasi postulato etico-religioso. Tuttavia, la notorietà di Max Weber è rimasta a lungo legata esclusivamente all'"Etica protestante", ai saggi metodologici, alle due conferenze di Monaco e ad "Economia e società". Queste opere hanno costituito un vero e proprio "canone weberiano". Questo volume intende ripercorrere i passaggi fondamentali che hanno portato alla revisione di questo canone e verificare l'impatto della nuova tendenza interpretativa sulla ricezione del sociologo tedesco in Italia.
In the mood for show
Teresa Macrì
Libro: Copertina morbida
editore: Booklet Milano
anno edizione: 2008
pagine: 232
Quanta pittura aleggia dentro i frames di "In the Mood for Love", il cult-movie di Wong Kar-Wai? Quanto cinema passa nelle opere di Douglas Gordon, quanta visionarietà nei film di Harmony Korine e Terrence Malick, quanta pop-music risignifica la ricerca identitaria di Phil Collins e Martin Creed? Quanto scarto politico sottendono i re-nactement di Jeremy Deller e Rod Dickinson? Questo libro affronta, per la prima volta, il legame che intercorre tra la visual culture e la pop culture attraverso l'analisi degli artisti e dei registi più significativi e spettacolari degl'ultimi anni. L'immagine postmoderna è diasporica, così come i flussi continui di individui che si spostano e ibridano l'umanità. Riplasmata nei mondo-movie, abusata nei reality show, spettacolarizzata nelle mostre, rinegoziata nei web site, l'immagine non fa che seguire l'erraticità dell'esistente. Il volume si configura come una sorta di indagine trasmediale, una collisione di arte, musica, cinema, clip, reality, video, favola, sport, animazione disegno, video sharing, social broadcast comunicazione, tecnologia, esperienze underground e entertainment. Il collante che lega tutto è lo show.
L'invenzione dell'etnia
Libro: Copertina morbida
editore: Booklet Milano
anno edizione: 2008
pagine: 282
Fino agli anni Ottanta la nozione di "etnia" è stata usata e abusata senza precisarne il significato e i limiti semantici. Questo volume, frutto di un lungo lavoro collettivo, ha segnato una svolta nella riflessione antropologica: gli autori hanno inteso dimostrare che l'etnia è una categoria storica, sottolineando la relatività delle appartenenze etniche, senza per questo negare agli individui il diritto di rivendicare l'identità delle proprie scelte. I saggi di Jean-Loup Amselle, Jean Bazin, Jean-Pierre Chrétien, Jean-Pierre Dozon, Elikia M'Bokolo, Claudine Vidal, partendo da casi concreti sul territorio africano, decostruiscono convinzioni radicate e si interrogano sul senso reale del termine "etnia", convinti che "sono gli etnologi e il colonialismo che, misconoscendo la storia o negandola, ansiosi di classificare e di nominare, hanno fissato le etichette etniche". La complessità del continente nero viene raccontata come un insieme composito e fluido, in cui si formano continuamente nuove identità regionali e di frontiera che scompaginano schemi e categorie elaborati in epoca coloniale. Gli autori contribuiscono ad animare il dibattito intorno alla costruzione di una scienza sociale africanista, in cui il canone di identità è ridefinito come genere al tempo stesso plurale e singolare, postulando una vera creolità di ogni gruppo etnico e linguistico.
Linguaggi della città. Senso e metropoli. Volume 2
Libro
editore: Booklet Milano
anno edizione: 2008
pagine: 303
Urbanisti e filosofi, sociologi e architetti, artisti e amministratori sono oggi alla ricerca di efficaci chiavi interpretative per capire fenomeni emergenti e sviluppi futuri della città, ma anche modelli formali atti a irretirne le mute-voli manifestazioni sostanziali. Da qui l'apporto della prospettiva semiotica che prova a fornire un "organon" flessibile ma rigoroso per spiegare la discorsività contemporanea nelle sue declinazioni metropolitane e derive posturbane. I saggi proposti mettono alla prova i modelli semiotici a partire da casi molto concreti : dalle esibizioni di grandeur di Dubai alle periferie romane, dal recente quartiere fieristico milanese ai complessi intrighi di San Paolo, dalle campagne di ricostruzione di Beirut al conglomerato cileno di Casagrande. Il tutto sullo sfondo di un discorso della città che ingloba sia le sue rappresentazioni artistiche e mediatiche (da Calvino a Second Life) sia alcuni suoi elementi costitutivi (i marciapiedi, le vetrine, la segnaletica).
Margini della mobilità
Giovanna Donini
Libro: Copertina morbida
editore: Booklet Milano
anno edizione: 2008
pagine: 167
Attraverso lo studio di alcuni casi esemplari, il libro individua nelle infrastrutture marginali e di servizio l'esempio di forme di ibridazione e contaminazione nate dal dialogo tra progetto di architettura e paesaggio. In particolare, l'autrice analizza i luoghi caratterizzati da diverse e contrastanti opportunità legati, alternativamente, al confronto tra una problematica residualità oppure, al contrario, intesi come territori aperti e disponibili a nuove forme di progettualità e di sperimentazione. La loro marginalità diventa l'occasione di una nuova ricerca sviluppata attraverso tre diverse categorie: rimarginare, ovvero il ripensamento e il superamento delle discontinuità prodotte sul territorio con una possibile reintegrazione con il contesto delle infrastrutture esistenti; riciclare, ovvero la modificazione e la trasformazione delle infrastrutture non più idonee alla loro originaria funzione; progettare, categoria che riguarda le nuove infrastrutture pensate e integrate nel territorio. Ognuna di queste azioni comprende due tipologie di velocità: quella fluida, scorrevole, del traffico veicolare e quella più lenta e controllata, legata agli aspetti della sosta e del passeggio.
Moda e teatro. Le creazioni per il palcoscenico di Poiret, Lucile, Chanel, Saint Laurent, Lacroix, Gaultier, Versace
Sofia Gnoli
Libro: Copertina morbida
editore: Booklet Milano
anno edizione: 2008
pagine: 138
Sin dalla nascita della figura professionale del "couturier", intorno alla metà dell'Ottocento, tra moda e teatro si è stretto un indissolubile legame, basato su reciproche influenze e contaminazioni. Da allora hanno realizzato costumi per il palcoscenico molti celebri creatori di moda come Chanel, Gaultier, Lacroix, Lucile, Poiret, Saint Laurent, Versace... Nonostante, con la moltiplicazione dei mass media, il teatro non sia più un veicolo primario di diffusione della moda, il suo potere fascinatorio continua. Oggi, in piena epoca di globalizzazione, se da una parte l'assoluta priorità del fatturato ha ridotto, in qualche modo, l'attività creativa dello stilista, dall'altra la necessità del sogno, dell'abito apparentemente svincolato dagli equilibri commerciali ha reso il legame tra moda e teatro ancora più forte. Di questo sodalizio destinato a durare l'autrice ripercorre le tappe fondamentali, ricostruendo le vicende professionali di alcuni dei suoi grandi protagonisti.

