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Corbaccio: Exploits

Lhotse South Face. La parete leggendaria

Lhotse South Face. La parete leggendaria

Edward Morgan

Libro: Libro rilegato

editore: Corbaccio

anno edizione: 2022

pagine: 324

«È la parete più difficile di tutti gli ottomila. Una parete che toglie il respiro, che ridimensiona la grandezza dell'uomo e dell'alpinista. Una parete che fa sognare...» Questo scrive Hervé Barmasse della «dark side» del Lhotse che ha respinto per anni i migliori alpinisti italiani, jugoslavi, francesi, sconfitto per due volte Reinhold Messner, ucciso il polacco Kukuczka... Una parete di roccia e ghiaccio, costantemente spazzata dalle valanghe e soggetta a lunghi periodi di maltempo, di elevatissima difficoltà tecnica, la cui prima realizzazione rimane una delle controversie alpinistiche più discusse di tutti i tempi. La storia di questa «Parete delle leggende» – a un certo punto divenuta l'obiettivo più importante dell'alpinismo mondiale tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio dei Novanta – e dei numerosissimi tentativi compiuti dai più forti alpinisti di tutti i tempi, è l'emblema stesso della storia dell'alpinismo himalayano e l'occasione per (ri)scoprire e (ri)scrivere una storia dell'alpinismo dell'Europa orientale. Sì, perché su una parete del genere solo i più resistenti, i più determinati, i più «duri» potevano sperare di avere successo, caratteristiche tipiche degli alpinisti dell'Est, troppo spesso trascurati dalla narrazione dell'alpinismo «ufficiale» fatta dai protagonisti occidentali. Con grande preparazione, dovizia di particolari e foto inedite, dopo lunghe ricerche e interviste ai protagonisti stessi, e con la libertà di pensiero di chi racconta la montagna senza essere egli stesso un protagonista...
22,00 €

Ritorno ai monti

Ritorno ai monti

Reinhold Messner

Libro: Libro rilegato

editore: Corbaccio

anno edizione: 2022

pagine: 144

«'Questo libro è stato pubblicato più di cinquant'anni fa, poco dopo la tragedia del 1970 sul Nanga Parbat in cui perse la vita mio fratello Günther. Su quella vetta non mi era venuto a mancare il senso della vita, ma l'equilibrio interiore... Ero alla fine del mondo ed ero rimasto solo e sperduto.' Così Reinhold Messner racconta la genesi del suo primo libro, che oggi viene riproposto a mezzo secolo di distanza in una nuova edizione aggiornata dall'autore. Il Ritorno ai monti del 1971 è stato, per il giovane Messner (allora ventisettenne), un momento catartico di scrittura con cui recuperare l'equilibrio e i valori perduti. Ma ancor più per il mondo alpinistico di allora, e per la letteratura di montagna, è stato un momento di rottura. Rivoluzionario, nei contenuti e nella forma. Erano gli anni in cui ancora risuonavano le pagine eroiche e superomistiche di Bonatti, Desmaison, Rébuffat, i récit d'ascension ricchi di pathos e tempeste. Messner invece scrive di una montagna esistenziale ed ecologica ante litteram, un alpinismo gestuale e istintivo, felice, fine a se stesso. Alternativo al consumismo imperante, alle leggi del profitto, alla mediocrità del vivere cittadino. Ed è proprio Messner a ridefinire per primo la pratica alpinistica come mezzo per tornare 'a una condizione umana che un tempo era ovvia e naturale: alla semplicità e all'essenzialità della vita'. L'ecologia, anzi 'la cura per la montagna' e per i compagni di avventura sottendono a tutto il racconto del futuro conquistatore di 8000, ed è sempre un piacere rileggere le prime avventure sull'Ortles, sulla Marmolada, sulle Droites, sul Sass dla Crusc, dove il giovane Messner ritrova 'il senso del lavoro creativo, della prova superata e dell'opera compiuta, e tale sensazione è di per sé un motivo di felicità'». (Paolo Paci)
18,00 €

Malato di montagna

Malato di montagna

Hans Kammerlander

Libro: Libro rilegato

editore: Corbaccio

anno edizione: 2022

pagine: 288

Chi è quest'uomo che non teme alcun rischio e che in montagna ha prestazioni quasi disumane? È lui stesso a parlarci di sé, a raccontarci la sua storia e il perché l'avventura estrema sia diventata per lui uno stile di vita. Hans Kammerlander ha cominciato a scrivere questo libro al campo base del Kangchenjunga, il primo dei tre ottomila che voleva scalare nella primavera del 1998, e lo ha continuato in ospedale dopo aver dovuto interrompere la sua «Trilogia» himalayana dal momento che, durante la sua discesa dalla montagna, gli si erano congelate le dita dei piedi. Ci racconta la sua vita tra roccia e ghiacci, le sue avventure nella zona della morte, e la sua passione per la montagna che lo ha condotto, fin da giovanissimo, sulle più impervie pareti e sulle cime più alte del mondo. Il ritratto delineato dal giovane Kammerlander di se stesso è quello di un uomo «estremo» ma non per questo meno intensamente umano. Un libro per chi ama la montagna e per tutti coloro che vogliono capire cosa significa superare il limite.
20,00 €

La cima inviolata. Dalle fabbriche di Manchester alla conquista del Kangchenjunga

La cima inviolata. Dalle fabbriche di Manchester alla conquista del Kangchenjunga

Joe Brown

Libro: Libro rilegato

editore: Corbaccio

anno edizione: 2021

pagine: 312

Nato nel 1930 in un quartiere periferico della Manchester industriale e operaia, ultimo di sette figli, orfano di padre all'età di un anno, Joe Brown ha cominciato la sua attività alpinistica in Inghilterra e poi in Scozia, per approdare negli anni Sessanta nelle Alpi occidentali, dove ha aperto alcune fra le via più pericolose e spettacolari del massiccio del Bianco, insieme a compagni di cordata del calibro di Chris Bonington e Doug Belshaw. Tra i fondatori del Rock an Ice Climbing Club, ha costituito insieme a Don Whillans una delle cordate più celebri nella storia dell'alpinismo moderno. Con George Band nel 1955 è arrivato per primo in vetta al Kangchenjunga, la terza montagna più alta del mondo, ancora inviolata. Altra impresa eccezionale è stata la prima alla parete ovest della Muztagh Tower, seguita da numerose altre prime sulle pareti più difficili del mondo. La cima inviolata ripercorre la vita di uno scalatore geniale, che ha alzato il livello tecnico dell'arrampicata su roccia alpina e himalayana.
22,00 €

Il fuoco dell'anima

Il fuoco dell'anima

Andrea Di Bari, Luisa Mandrino

Libro: Libro in brossura

editore: Corbaccio

anno edizione: 2021

pagine: 336

Quando i dischi erano in vinile e le immagini si vedevano al proiettore, un pomeriggio d'autunno una banda di ragazzi di borgata resta incollata allo schermo dove, alle note di "The Dark Side Of the Moon", scorrono delle fotografie delle Alpi. Uno di loro ha quattordici anni, è cresciuto a "pane e botte" e si chiama Andrea Di Bari. Quel giorno Andrea capisce una cosa: "Quelle vette erano la cosa più bella che avessi mai visto e che riconoscevo dentro di me. Il mio Shangri-la, il mio paradiso futuro. Percepii chiaramente che su una di quelle cime sarei stato per la prima volta davvero me stesso. Vaffanculo la bisca, il pallone e tutto il resto". Andrea Di Bari è cresciuto ma per lui crescere non è stato accantonare i sogni da ragazzo bensì realizzarli con tenacia e passione. Negli anni Ottanta e Novanta è diventato uno dei più forti climber italiani partecipando con successo alle più importanti competizioni internazionali e nazionali di arrampicata sportiva; la sua fantasia lo ha spinto a scoprire e scalare in luoghi remoti e insospettati, da Sperlonga a Kalymnos. E quando il mondo delle competizioni gli è diventato troppo stretto ha seguito la sua passione di raccontare storie attraverso le immagini ed è diventato uno sceneggiatore e regista di cortometraggi. E quando il linguaggio visivo gli è sembrato troppo scarno, si è affidato alla scrittura di un libro. E ne è nato "Il fuoco dell’anima".
19,00 €

L'ultima sfida. Gli ottomila d'inverno

L'ultima sfida. Gli ottomila d'inverno

Émilie Brouze, Bérénice Rocfort-Giovanni

Libro: Libro rilegato

editore: Corbaccio

anno edizione: 2020

pagine: 168

Alpinismo invernale. È la ricerca del limite definitivo, nelle condizioni più estreme per il corpo e per lo spirito. Solo una manciata di alpinisti è abbastanza forte da salire a più di 8000 metri di altitudine con temperature che scendono a 50 gradi sotto zero e venti che soffiano a 150 chilometri l'ora. È la prova suprema, è l'ultima frontiera, l'ultima sfida. Il recupero spettacolare di Élisabeth Revol sul Nanga Parbat a 8125 metri nel gennaio 2018 da parte di Denis Urubko e Adam Bielecki, così come il tentativo di salvataggio di Daniele Nardi e Tom Ballard del 2019, hanno portato alla ribalta dei media una pratica ancora poco conosciuta: l'himalaysmo invernale. Ma chi sono gli alpinisti che si dedicano a questa disciplina oltre ogni limite? Quali sono le motivazioni che li spingono e qual è la storia di questo modo di fare alpinismo? Pochi osano avventurarsi in Himalaya durante la stagione più ostile. E moltissime, per contro, sono le tragedie avvenute. Grandissimi alpinisti, come Anatolij Boukreev, Jean-Christophe Lafaille, Tomasz Mackiewicz, non sono mai più tornati indietro. Eloquente è la testimonianza dell'italiano Simone Moro, una delle figure di punta dell'alpinismo invernale, così come affascinanti sono i dialoghi con la Revol e i suoi soccorritori, instancabili «Guerrieri del ghiaccio», come sono stati definiti gli alpinisti polacchi, specialisti dell'inverno. Attraverso una minuziosa ricerca e interviste ai protagonisti diretti (come, ad esempio, Krzysztof Wielicki e Leszek Cichy, che per primi hanno salito un ottomila in inverno, l'Everest, ma anche la stessa Revol, Moro, e altri ancora), le autrici hanno deciso di entrare in questo universo insensato, restituendo un libro che si rivolge a tutti coloro che sono affascinati da questi «conquistatori dell'inutile».
18,00 €

I miei 4000 sulle Alpi. Le 82 vette più alte dell'arco alpino: l'avventura meravigliosa di una donna normale

I miei 4000 sulle Alpi. Le 82 vette più alte dell'arco alpino: l'avventura meravigliosa di una donna normale

Marlies Czerny

Libro: Libro rilegato

editore: Corbaccio

anno edizione: 2020

pagine: 228

«Il primo trekking in montagna è stato solo un tentativo, perché dovevo smaltire dei giorni di ferie: sarei stata fisicamente in grado? Avrei sofferto l’altitudine? Come mi sarei sentita in cima a un quattromila?» Dieci anni più tardi Marlies Czerny ha salito tutti i quattromila delle Alpi. In questo libro non solo rende il lettore partecipe delle sue imprese e dei luoghi meravigliosi che ha attraversato, ma racconta anche in modo immediato e autentico come le cime più alte delle Alpi le abbiano profondamente cambiato la vita.Salire montagne come il Cervino il Bianco o il Mönch per Marlies Czerny ha poco a che fare con la velocità o con il grado di difficoltà,bensì con la felicità, il coraggio,la paura, l’amicizia, il cambiamento e la consapevolezza che raggiungere la vetta della felicità sia possibile.I miei 4000 sulle Alpi è il racconto appassionante di una donna«normale» che ha compiuto un’impresa «eccezionale».Un bellissimo libro di montagna,di alpinismo, di natura, che insegna a cercare nuovi traguardi e nuovi equilibri.
20,00 €

Sulle ali di un Ape

Sulle ali di un Ape

Paolo Brovelli

Libro

editore: Corbaccio

anno edizione: 2019

pagine: 544

Nel 1998, nell'ambito delle celebrazioni del cinquantesimo anniversario dell'Ape Piaggio, Paolo Brovelli e Giorgio Martino (ar
22,00 €

Montagna spettacolare

Montagna spettacolare

Guillaume Vallot

Libro: Libro rilegato

editore: Corbaccio

anno edizione: 2018

pagine: 156

Benvenuti nel mondo dello smisurato, del bello, dell'emozionante, del vertiginoso. Benvenuti in "Montagna spettacolare". Fotografi di talento di tutto il mondo hanno selezionato per quest'opera le proprie fotografie più spettacolari, commentate e illustrate dal giornalista e alpinista Guillaume Vallot. In solitaria su una parete di 900 metri, tra gli arabeschi dell'alta quota, in equilibrio su una cresta o sul filo di una highline, su un pendio di neve o in un couloir di ghiaccio... lo spettacolo della montagna è ovunque. Anche nella semplice contemplazione di una luce radente che illumina, come da un faro celeste, un lago color smeraldo. Sfogliando le pagine di "Montagna spettacolare" sentiremo i cristalli di neve sul volto, le nostre dita cercheranno di aggrapparsi a un appiglio immaginario, a volte proveremo una stretta allo stomaco e, sempre, resteremo senza fiato di fronte alla bellezza dello spettacolo che si spalanca dinanzi ai nostri occhi.
38,00 €

K2 il nodo infinito. Sogno e destino

K2 il nodo infinito. Sogno e destino

Kurt Diemberger

Libro: Libro in brossura

editore: Corbaccio

anno edizione: 2018

pagine: 336

"K2. La vicenda, il vissuto di questo libro si impernia sulla meravigliosa e terribile montagna, la montagna-sogno, la montagna sopra la montagna, simile a un immenso cristallo di cui evoca la sfolgorante e misteriosa regolarità. Nelle facce di questo cristallo si riflettono gli eventi nelle loro infinite angolazioni: il K2 degli esordi; i pensieri e i progetti di Hermann Buhl che al suo cospetto, poco prima di salire il Broad Peak e di morire sul Chogolisa, nel 1957, discusse con l'allora venticinquenne Kurt Diemberger il famoso stile «Alpi occidentali»; l'immenso spigolo nord che sale verso il cielo come una linea infinita; le parole di Shipton, uno dei primi esploratori occidentali giunto al suo cospetto, che incantarono Diemberger e lo avvolsero in un'invincibile magia; il tentativo lungo questo spigolo, la vita ai suoi piedi in uno dei più remoti angoli del Sinkiang — dove egli ritorna, carico di esperienza e di dolore, ma anche di amore, nelle ultime pagine del libro. Parallelamente si delinea il rapporto umano con gli amici, con Julie Tullis, la compagna con cui, da qualche anno, ha fondato the highest filmteam of the world e il suo rapporto di solidarietà con lei. Infine la tragica estate del 1986: le speranze, qualche successo, le prime tragedie, una catena che sembra senza fine e che assimila la montagna a una roulette russa. La salita, da parte di coloro che non vogliono rinunciare all'ultima chance, i problemi di tante cordate indipendenti in quota, il sogno della vetta che diventa realtà. Infine la bufera, l'allucinante dramma a 8000 metri, senza più viveri né gas — dunque senz'acqua — prigionieri per cinque giorni nelle piccole tende, Julie si «addormenta» per sempre, poi, man mano, anche i compagni muoiono. I tre superstiti, sull'orlo del collasso, iniziano una discesa allucinante nella tormenta, sotto il perenne pericolo di valanghe, poi sullo sperone Abruzzi coperto di verglas. Solo in due arrivano vivi alla base della montagna. In questo racconto, ricco di pathos ma anche di humour, la montagna non è vissuta come oggetto da conquistare, ma piuttosto come entità da rispettare e da amare e di cui, salendo, si arriva a far parte. Un rapporto con la montagna sviluppatosi in decenni di grande alpinismo sulle vette del mondo, nel cuore di chi ha vissuto questa tragedia e della quale, forse per caso, o per miracolo, o... non è rimasto vittima". (Maria Antonia Sironi)
38,00 €

Il passo successivo

Il passo successivo

Ueli Steck, Karin Steinbach

Libro: Libro rilegato

editore: Corbaccio

anno edizione: 2017

pagine: 224

Ueli Steck, soprannominato «Swiss machine», è morto in Himalaya il 30 aprile 2017 all'età di quarantun anni. Fuoriclasse dell'alpinismo contemporaneo, fatto di velocità e free soloing, si stava allenando per compiere la traversata Everest-Lhotse, da solo e nel più puro stile alpino. Ogni sua impresa era preceduta da una preparazione meticolosa, e niente lasciava Ueli Steck soddisfatto come l'aver saputo valutare al meglio il pericolo. Quando il 17 novembre 2015 stabilì un incredibile record di velocità salendo la Nord dell'Eiger in due ore e ventidue minuti, disse che più del record era felice per non essersi mai «trovato in situazioni di rischio». Ma Steck era anche consapevole del fatto che «non importa quanto si è preparati, quando si va in montagna c'è sempre la possibilità che succeda qualcosa, e forse è proprio questo aspetto che rende l'alpinismo tanto affascinante». Nel “Passo successivo”, Steck riflette con straordinaria onestà intellettuale sulle ragioni profonde che lo hanno portato a tentare avventure «impossibili», come la salita in ventotto ore della parete Sud dell'Annapurna, e alle sensazioni che hanno seguito il suo successo: euforia, certamente, ma anche un senso di vuoto, di solitudine, di paura a posteriori. Emozioni che però ha sempre superato per andare incontro a nuove sfide. Perché questa era la sua passione e la sua natura. E per questo sarà ricordato.
19,90 €

Cervino. Il più nobile scoglio

Cervino. Il più nobile scoglio

Reinhold Messner

Libro: Libro rilegato

editore: Corbaccio

anno edizione: 2015

pagine: 251

Il 14 luglio 1865 il venticinquenne inglese Edward Whymper, partito da Zermatt, raggiunge per primo la vetta del Cervino-Matterhorn, il «più nobile scoglio» come scriveva il poeta John Ruskin, o la «Gran Becca» come è ancora chiamata nelle valli italiane ai piedi della montagna. Scendendo, tuttavia, in seguito a un incidente la corda che teneva legati i sette scalatori si rompe, e quattro di essi perdono la vita precipitando nel vuoto. Pochi giorni più tardi, Jean-Antoine Carrel arriva in cima dal versante italiano. Carrel è il vero «eroe» dell'avvincente racconto che Reinhold Messner fa della «conquista» di questa splendida e montagna: Carrel, la guida della Valtournanche che per primo osò pensare di salire il Cervino, fino ad allora considerato inespugnabile per le condizioni meteorologiche che lo caratterizzano, per la severità delle sue pareti, per l'aspetto maestoso che dai tempi più remoti ha alimentato miti e leggende paurose. E Carrel è caratterialmente l'opposto del «dandy» Whymper: taciturno, istintivo, dominato dal senso di responsabilità per le persone che scalano con lui, affidabile fino alle ultimissime ore prima di morire lui stesso sul Cervino, venticinque anni più tardi, dopo aver assicurato la salvezza ai suoi compagni. Perché la corda che teneva gli inglesi si sia rotta è ormai chiarito da tempo, ma è la questione del «senso di responsabilità» che interessa soprattutto Messner. E in questo libro affascinante, che prende le mosse dal grande classico di Guido Rey, Il Monte Cervino, Messner è come se facesse parte dell'una e dell'altra della cordata dei due personaggi contrapposti, Whymper e Carrel, che rappresentano due modi radicalmente diversi di vivere la montagna, pur accomunati come sono dalla medesima, bruciante, passione. Perché Messner vuole capire: «Voglio salire con questi due alpinisti. Voglio capire che cosa li ha spinti, voglio capire cosa hanno dovuto sopportare».
16,90 €

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