CLEAN: Napoli e la Campania
La modisteria. Autobiografia breve
Renato De Fusco
Libro
editore: CLEAN
anno edizione: 2021
pagine: 120
L’autore del libro è persona tanto nota da suscitare curiosità da parte degli studenti e degli amici, ma non tanto quanto basta a conoscere i suoi aspetti di vita privata, illustrati in questa sede. La modisteria è il luogo di origine del lavoro familiare e tipico sito dell’artigianato e commercio napoletano dall’ottocento ad oggi; cosicché il parlarne costituisce una pagina della vita e del costume napoletano. Oltre la narrazione delle vicende del protagonista e a quella dei suoi parenti, le parole Chiaia, Toledo, via dei Mille rievocano efficacemente tale pagina. Il saggio ricorda inoltre gli anni della guerra, l’occupazione degli alleati, i continui cambiamenti di domicilio, il periodo delle vacanze, il ruolo giocato da Posillipo. Nel dopoguerra avviene la scissione: parte della famiglia sceglie di abitare in collina, altri restano fedeli alla strada di Chiaia, per un verso plebea, per un’altra nobilissima.
Michelangelo, i gesuiti e il mistero del Gesù
Gregorio E. Rubino
Libro: Copertina morbida
editore: CLEAN
anno edizione: 2021
pagine: 167
La collaborazione fra Michelangelo e la Compagnia di Gesù ci è nota solo da alcuni frammenti di lettere di Sant'Ignazio e relativi ad un primo progetto per la chiesa del Gesù di Roma (1554) - mai realizzato, né mai esplicitato nei contenuti dalla storiografia gesuita - cui segue la condanna di eresia per i criteri di rappresentazione del Giudizio della Sistina, comparsa su "La Civiltà Cattolica" nel 1992. Episodio contraddittorio sembra invece a Napoli la trasformazione del quattrocentesco palazzo Sanseverino di Salerno nella basilica del "Gesù Nuovo", di evidente stampo michelangiolesco, ma sempre accreditata dalla Compagnia come opera di maniera del 1584 di un architetto interno all'Ordine, semplice imitatore di Michelangelo, mentre un documento dell'archivio Sanseverino, confermato oggi da numerosi altri indizi a corredo, testimonierebbe il passaggio della proprietà del palazzo nelle mani dei gesuiti già nel 1551. Il volume affronta entrambi gli argomenti, ma in particolare il tema sulla reale paternità architettonica dell'episodio napoletano, con un ricco apparato bibliografico ed iconografico. Alla presenza di un mito latente, una significativa analogia legherà alla fine l'opera realizzata per il Gesù di Roma dal Vignola-Della Porta, con il "Gesù Nuovo" di Napoli del Valeriano-Dosio e con una pregnanza identitaria tale, da poter ipotizzare entrambe fra le molte opere perdute di Michelangelo.
La chiesa di San Carlo alle Mortelle dopo il ventitresettembreduemilanove
Libro: Copertina morbida
editore: CLEAN
anno edizione: 2020
pagine: 80
Un libro sul progetto di restauro e consolidamento della chiesa di San Carlo alle Mortelle a Napoli. La chiesa da sempre ha rappresentato per la collettività locale molto più del solo luogo di aggregazione religioso, per cui la sua forzata chiusura a causa degli eventi del 23 settembre 2009, che videro il crollo di un'ampia area dell'aula e incisero altresì sulle fondamenta e sulle strutture della costruzione, ha fortemente pesato in questi anni occorsi al percorso di restauro. Il Provveditorato alle Opere Pubbliche per la Campania, attraverso un cammino operativo che non si è limitato al mero ripristino dei danni patiti per effetto del crollo ma che ha interessato altresì il recupero di elementi e aspetti generali storico-artistici del bene, ha potuto restituire la Chiesa al quartiere per consentirne la sua più completa funzione di testimone dei valori d'identità religiosa e culturale.
Posillipo oggi
Renato De Fusco, Emma Labruna
Libro: Copertina morbida
editore: CLEAN
anno edizione: 2020
pagine: 160
Il metodo espositivo di questo studio e l'artificio selettivo, grazie al quale in esso sono state considerate solo le cose notevoli, è stato quello di immaginare l'intero scenario di Posillipo come un grande affresco antico e restaurato, ignorando gli interventi che hanno danneggiato l'ambiente e la storia di un territorio di così straordinaria rilevanza, seguendo il consiglio di Robero Pane di non guardare in alto ma di descrivere quanto si vede, sia pure metaforicamente, dal mare navigando lentamente sotto costa. l'orografia e i nomi dei siti; i miti e leggende. Vengono esaminati i Casali sulla collina e segnatamente di S. Strato, gli sviluppi dell'età vicereale, con al centro il Palazzo Donn'Anna, le costruzioni sulla costa, le strade e le ville, le idee, i ricordi e le immagini con un cenno alla scuola pittorica.
Cultura architettonica e politiche urbane a Napoli dal Risanamento all'Alto Commissariato
Andrea Nastri
Libro: Copertina morbida
editore: CLEAN
anno edizione: 2019
pagine: 223
Il volume analizza l'attività urbanistica e architettonica svoltasi a Napoli negli anni successivi al Risanamento e fino all'insediamento dell'Alto Commissariato per la Città e la Provincia di Napoli, con un'attenzione programmaticamente rivolta non solo agli aspetti qualitativi - quali l'avvicendarsi degli stili, le evoluzioni del linguaggio architettonico, le vicende costruttive e urbanistiche - ma anche a quelli quantitativi degli interventi e ai risvolti sociologici ed economici delle trasformazioni urbane, al fine di favorire una lettura complessiva e trasversale della storia dell'architettura e dell'urbanistica cittadine di quegli anni. All'interno di questo studio di più ampio respiro, si è posto l'accento in particolare sul periodo compreso tra la fine della Prima guerra mondiale e l'insediamento dell'Alto Commissariato, una fase non sufficientemente conosciuta e indagata della storia edilizia e urbanistica della città, per molti versi classificabile come un periodo di passaggio, caratterizzato da interessanti trasformazioni sociali e urbane e, in campo strettamente architettonico, da un complesso intreccio di riferimenti stilistici, in bilico tra tardo eclettismo, ultimi esiti del floreale ed esperienze protorazionaliste. L'aspetto più propriamente quantitativo della ricerca ha trovato il suo approdo principale nell'analisi approfondita delle pratiche edilizie custodite presso l'Archivio del Comune di Napoli relative al periodo 1920-1923, che è divenuto poi base statistica per ragionamenti più approfonditi e via via più raffinati sull'attività edilizia e architettonica e sull'espansione della città in quegli stessi anni.
Napoli e la cultura architettonica internazionale (1974-1991). Mostre e convegni di Camillo Gubitosi e Alberto Izzo
Alessandro Castagnaro
Libro: Copertina morbida
editore: CLEAN
anno edizione: 2019
pagine: 415
Questo volume intende documentare un evento culturale lungo oltre un decennio, a partire dal 1974, nato dall'iniziativa e dall'opera di Camillo Gubitosi e Alberto Izzo, due professori della Facoltà di Architettura dell'Università "Federico II" di Napoli, che organizzarono in quell'arco temporale quindici importanti mostre su alcuni dei più significativi maestri dell'architettura del Novecento: Le Corbusier, Walter Gropius, James Stirling, Louis Kahn, Frank Lloyd Wright, l'architettura di Chicago, i Five Architects, Marcel Breuer, Van den Broek e Bakerna, Eduardo Catalano, Paolo Soleri e Pietro Belluschi, chiudendo con un'importante mostra su Richard Meier in occasione della Laurea "Honoris Causa" conferitagli dalla Federico II nel 1991. Visitate da un folto e interessato pubblico, le esposízioni si tennero nei luoghi più rappresentativi della città, da Castel Nuovo a Palazzo Reale, da Santa Maria La Nova a San Demetrio e Bonifacio a istituti di cultura stranieri, e furono accompagnate da conferenze, convegni, tavole rotonde e dibattiti oltre che da cataloghi ormai rari. Il libro, in una parte a carattere antologico, riporta i testi di Gubitosi e Izzo e, con una accurata selezione critica, quelli dei maggiori protagonisti che hanno fornito autorevoli contributi con letture storico-critiche descrittive dell'evento e del dibattito teorico di quel momento storico: Bruno Zevi, Christian Norberg-Schulz, Manfredo Tafuri, Giovanni Klaus Koenig, Mario Manieri Elia, Vittorío Magnago Lampugnani ed esponenti della scuola napoletana tra cui: Renato De Fusco, Cesare de Seta, Filippo Alison, Aldo Loris Rossi, Roberto Mango, Antonio D'Auria, Pasquale Belfiore e Benedetto Gravagnuolo. Il volume vuole, pertanto, rappresentare una ricognizione storiografica di un periodo caratterizzato non solo da "continuità e crisi", ma anche dalla perdita di quei modelli che fino a pochi anni prima costituivano l'inviolabile guida culturale e progettuale per le Facoltà di Architettura italiane e internazionali.
Appunti di viaggio a Napoli. Album fotografico di paesaggi urbani in 24 secoli di modernità
Sandro Raffone
Libro: Copertina morbida
editore: CLEAN
anno edizione: 2019
pagine: 311
"È assai interessante questa raccolta di immagini perché diventa agevolmente un racconto, una storia piccola ed enorme di quello che era, di quello che è e di quello che potrebbe essere. La storia di un ragazzo e poi di un uomo che ha percorso chilometri accorati e riflessivi, una macchina fotografica al collo e un taccuino in mano, lasciando la mente libera di andare per le sue vie che sono uguali e diverse da quelle dei piedi. Una storia fatta di sorrisi e di incroci, di volte e di pavimenti, di portoni e di davanzali. Una storia che non prescinde mai dalla bellezza, senza evitare la bruttezza. Una storia forse disarticolata, ma certamente accorata e affettuosa come nessun'altra. Una bella, grande storia d'amore." (dalla nota di Maurizio de Giovanni)
Da Puteoli a Pozzuoli. Una storia gloriosa
Achille Della Ragione
Libro: Libro in brossura
editore: CLEAN
anno edizione: 2019
pagine: 135
Questo libro vuole essere un doveroso omaggio a una piccola grande città dal glorioso passato e da un futuro potenzialmente esaltante, se si punterà a incrementare il turismo, avido di monumenti e bellezze naturali e in grado di apportare cospicui benefici economici. Sin dal titolo Da Puteoli a Pozzuoli, una storia gloriosa si intuisce lo spirito del volume, che vuole raccontare lo svolgersi degli avvenimenti lungo un percorso temporale di 2000 anni, da quando la città possedeva uno dei porti più importanti del Mediterraneo, per il quale transitavano le merci destinate a rifornire l'impero romano al culmine della sua potenza, fino al periodo in cui lungo la costa si insediarono industrie di importanza europea, senza mai dimenticare una vocazione locale ancora in essere: la pesca. Alcuni capitoli sono stati dedicati a illustrare i collegamenti terrestri con Napoli, tra cui la mitica via Antiniana e naturalmente una parte rilevante è stata dedicata a importanti attrazioni turistiche dall'Anfiteatro Flavio al Serapeo, dalla Solfatara al Rione Terra, dove è dislocata la celebre Cattedrale, nella quale si possono ammirare i più celebri pittori del Seicento napoletano: Artemisia Gentileschi, Lanfranco, Finoglio, i fratelli Fracanzano, Stanzione e tanti altri. Tra i puteolani illustri abbiamo scelto un artista del pennello: Giacinto Diano e una star internazionale del cinema Sophia Loren. In conclusione un accenno alle tradizioni popolari e al dialetto, che costituisce un interessante fossile antropologico parlato oramai solo dagli anziani e dai pescatori.
Nuova sede del Polo tecnologico del Consiglio nazionale delle ricerche. Fuorigrotta, Napoli
Libro: Copertina morbida
editore: CLEAN
anno edizione: 2019
pagine: 131
Il Consiglio Nazionale delle Ricerche intende realizzare in Napoli sulla propria area di via Marconi nella zona di Fuorigrotta, un edificio quale nuova sede del Polo Tecnologico che comprende "Istituto di Ricerca sulla Combustione e Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell'Ambiente". La struttura si inserisce in un lotto di terreno delimitato nell'asse N-S dall'Università degli Studi di Napoli e dall'Istituto Motori del CNR e nell'asse E-W dallo Stadio S. Paolo e da via Marconi. Il progetto prevede la realizzazione di un complesso edilizio costituito da tre corpi di fabbrica distinti, disposti a "U" che generano un cortile interno che scandisce gli spazi e favorisce l'illuminazione naturale degli ambienti interni. I due volumi paralleli sono destinati ai laboratori, mentre nell'edificio trasversale sono collocati gli uffici. Per il rivestimento delle facciate esterne gli architetti hanno differenziato la scelta dei materiali: tutta la superficie è prevista in cotto, mentre a seconda della posizione della facciata sono state composte delle striature che si diversificano per direzione, generando dei giochi d'ombra e una caratteristica texture che si modifica con il cambiamento della luce solare. Sono stati ideati diversi accorgimenti per migliorare il risparmio energetico e sono state realizzate le più moderne tecnologie antisismiche.
Errico Alvino. Architetto e urbanista napoletano dell'800
Giuseppe Bruno, Renato De Fusco
Libro: Copertina morbida
editore: CLEAN
anno edizione: 2019
pagine: 128
Editato in una prima edizione nel 1962 da L'Arte Tipografica Napoli, viene riproposto questo saggio, dedicato all'attività del più noto architetto napoletano del secondo Ottocento, vuole rappresentare un ambiente professionale attraverso un suo esponente. L'Alvino, operando tra l'ultimo periodo borbonico e il primo decennio dell'Unità d'Italia, costituisce un legame tra un'antica tradizione costruttiva regionale e le nuove riforme urbanistiche connesse con il rinnovato assetto nazionale. In particolare, prima del 1860 Alvino curò la progettazione del Corso Maria Teresa (attuale corso Vittorio Emanuele); l'apertura di via Pace; il quartiere occidentale a Chiaia; il primo Piano di sistemazione del litorale di Chiaia (via Partenope e via Caracciolo); la prima Galleria sotto il Monte Echia. Negli anni successivi Alvino fu l'architetto più impegnato in tutte quelle iniziative urbanistiche che sfociarono in seguito nel Piano di Risanamento e Ampliamento della città. Il presente studio, oltre a colmare una lacuna nella recente storiografia architettonica, tende a indicare l'origine e gli sviluppi di numerose questioni urbanistiche napoletane ancora di vivo interesse attuale.
Case INA e luoghi urbani. Storia dell'espansione occidentale di Napoli
Carolina De Falco
Libro: Libro in brossura
editore: CLEAN
anno edizione: 2018
pagine: 109
Nel secondo dopoguerra la città si amplia notevolmente per la costruzione delle case popolari. Se la periferia è spesso associata a emarginazione e dequalificazione i documenti e i disegni di progetto rinvenuti ne raccontano la storia da un differente punto di vista. I migliori architetti e ingegneri dell'epoca coinvolti dall'INA-Casa durante il Primo settennio (1949-1956) provarono infatti, con grande impegno e particolare cura, a immaginare non solo nuovi spazi abitativi, ma anche luoghi di aggregazione, per creare un diverso paesaggio urbano in cui vivere. Ne emerge un quadro inedito, relativo ad alcuni complessi residenziali sorti nel solco dell'espansione della città di Napoli verso Occidente, composto da tasselli preziosi per l'ampliamento della conoscenza di figure di primo piano, ma non ancora abbastanza indagate, tra cui Carlo Cocchia e Stefania Filo Speziale. Gli esiti della collaborazione anche con i professionisti romani, come Mario Fiorentino, rende infine possibile la verifica della fertile contaminazione delle idee in quegli anni.
Piazza Plebiscito e città. Due secoli di storia
Aldo Capasso
Libro: Copertina morbida
editore: CLEAN
anno edizione: 2018
pagine: 410
Varie le definizioni attribuite alla "Gran Piazza": vuoto metafisico, stile austero, minimalismo, classicità, eleganza, aristocrazia, genialità, oppure: vuoto imbarazzante, nulla insopportabile, horror vacui. Tutte portano, comunque, a pensare più a un fondale teatrale, in attesa del sipario che si apra sullo spettacolo, che a un luogo di vita urbana vissuta. Nei giorni successivi alle grandi manifestazioni culturali, o comunque a eventi che l'animano, le quinte inanimate della piazza abbracciano un desolato "spazio-luogo" (Auge), "non posseduto" (Cullen), o semplicemente "anaccogliente". Piazza certamente "d'ammirare, sì, ma passando oltre" (Perrella) per le gelide e impenetrabili architetture, da "utilizzare" per il suo ampio piazzale, non per viverla quotidianamente. Per le molteplici osservazioni, non si può che condividere il giudizio "di evidente estraneità di Razza del Plebiscito, con tutta la sua neoclassica, imponente configurazione, la sua fredda bellezza, nel corpo 'poroso' della città" (Lista). L'obiettivo di questa "antologia" si pone come auspicio a che gli enti di tutela e le amministrazioni pubbliche formulino chiare linee guida di un concorso pubblico per la "rigenerazione urbana" di tutta la Piazza. Già nel 1809 fu proprio per un concorso che nacque la Piazza, su volontà di Gioacchino Murat, volontà vanificata da Ferdinando I con un nuovo concorso del 1815, che modificò l'idea iniziale. In sostanza il testo intende superare le diffuse soggezioni ideologiche e culturali, che ingessano la Piazza, nonostante le contraddizioni del vissuto e del disorientamento quotidiano. Questa pubblicazione intende soddisfare curiosità e domande, che vanno aldilà della descrizione storico/artistica della Piazza, ampiamente e adeguatamente descritta nei testi di architettura. Il testo su Piazza del Plebiscito non poteva che avere una ricca iconografia, come in effetti sono ricche le sue storie, le sue manifestazioni e le relazioni con il resto del territorio che l'hanno segnata nei due secoli dalla sua realizzazione. I cinque capitoli, Risorsa e identità, Storie e la questione urbana, Realtà e idee, Aspettando... il concorso e Contributi e iconografia, sono indispensabili per raccontare questa Piazza, che forse avrebbe meritato un testo per ogni capitolo. Ma la frammentazione editoriale non avrebbe fatto giustizia dell'obiettivo fondamentale, quello dell'integrazione dei temi proposti e affrontati.

