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Centro Ambrosiano: La parola ogni giorno

Kyrie. Il travaglio e la gioia. Quaresima e Pasqua 2023

Libro: Opuscolo

editore: Centro Ambrosiano

anno edizione: 2023

pagine: 128

Guardare alla storia dalla prospettiva della Pasqua significa riscoprire e vivere la gioia, che viene dopo il travaglio e dà senso allo stesso: per l’evangelista Giovanni la glorificazione di Gesù coincide con la sua croce, il momento di massima umiliazione coincide con la sua esaltazione. Gesù risorto attende i suoi discepoli in Galilea, laddove tutto era cominciato affinché, ripercorrendo il cammino già percorso, potessero comprenderne il senso e quindi custodirne la presenza per sempre. Già… ma quando si vive il travaglio non è così facile scoprire la gioia e non ci si accontenta di sapere che prima o poi verrà. Come dare speranza a chi speranza non ha? Come alzare lo sguardo per scoprire la presenza di un Kyrie che è sempre con noi tutti i giorni, sino alla fine del mondo? Per noi missionari fidei donum a Cuba queste domande non sono pura teoria, ma le portiamo dentro, nella carne e nel sangue, soprattutto in questo tempo di sofferenza e di crisi. Dall’inizio della pandemia, a causa della crisi del turismo e di una riforma economica sconsiderata, è iniziato un periodo di inflazione galoppante, stimata all’800% annuo. Progressivamente sono venuti a mancare sempre più beni, fino ad arrivare all’assenza di quelli di prima necessità: non ci sono medicinali, si fatica a trovare carne, frutta e verdura, latte; gli stipendi sono insufficienti per vivere; manca il carburante, l’energia elettrica viene erogata solo per 12 ore al giorno… In questo contesto ciascuno cerca di risolvere, arrangiarsi come può, con mezzi leciti o meno. La gestione della vita quotidiana assorbe tutte le energie fisiche, psicologiche e spirituali e l’attività principale è fare la coda, per qualsiasi cosa. La gente guarda al futuro con apprensione: è scomparsa ogni traccia della speranza. Moltissimi emigrano, legalmente o illegalmente, di Stato in Stato, fino ad arrivare in Messico dove attraversano il Rio Bravo per entrare negli Stati Uniti. La speranza si è ammalata e si è appiattita nell’orizzonte immanente del benessere. Il nostro compito principale è semplicemente esserci, in un contesto in cui tutti se ne vanno. La nostra semplice presenza è segno e provocazione: perché, mentre tutti passano la vita a cercare di andarsene, qualcuno viene e rimane? Saranno forse degli eroi o dei super uomini, in grado di resistere di fronte a ogni privazione? Non saranno forse testimoni di un amore più forte anche della morte? Non saranno forse segni che c’è una speranza che va oltre il semplice trovare un futuro migliore? Non vorranno forse dirci che nel travaglio è possibile incontrare e vivere la gioia? Non saranno qui per vivere il Vangelo?
1,95

Le domande che Dio fa. Mettersi in ascolto e lasciarsi guidare dalla sua iniziativa

Libro: Opuscolo

editore: Centro Ambrosiano

anno edizione: 2021

pagine: 72

Con queste pagine, vogliamo provare a lasciare l’iniziativa a Dio, alle sue domande, perché ci smuovano e ci indirizzino. Vogliamo provare a concedere a lui lo spazio, cercando di regalarci silenzio di fronte ai tumulti del nostro cuore, alle fatiche dei nostri giorni, agli affanni che riempiono le nostre giornate.
1,10

Apri al canto, Signore, le nostre labbra. Pregare i salmi con Gesù. La parola ogni giorno

Giuseppe Grampa

Libro

editore: Centro Ambrosiano

anno edizione: 2020

pagine: 88

Questo libretto suggerisce per ogni giorno un salmo, ventinove dei centocinquanta contenuti nella Bibbia. Ma perché è bello scandire i giorni con la lettura, la meditazione, la preghiera dei salmi? Semplice la risposta: Gesù stesso ha avuto sulle labbra queste espressioni. Secondo Matteo e Marco l’ultima parola di Gesù è ripresa dell’inizio del Salmo 22: «Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?». Secondo Luca l’ultima parola è: «Padre, nelle tue mani affido il mio spirito», ripresa dal Salmo 31. E Giovanni riporta l’invocazione: «Ho sete», che ritroviamo nel Salmo 42. La prima comunità legge nei salmi la vicenda di Gesù, in particolare Pietro, con le parole del Salmo 16, ne annuncia la risurrezione (cfr. At 2,25ss.). La risposta alla domanda: perché leggere i salmi, la troviamo sulle labbra di Gesù che apparendo agli undici dopo la risurrezione, dice: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi; bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi» (Lc 24,44). Dice Gesù: «Cose scritte su di me… nei Salmi». Ecco la ragione decisiva per leggere e rileggere i salmi. Due ragioni mi hanno guidato nella scelta dei ventinove salmi di questo libretto: anzitutto ho scelto quelli che vengono ripresi nelle pagine del Nuovo Testamento e che variamente alludono alla persona di Gesù. In tal modo si conferma il legame tra i due Testamenti, tra il popolo di Israele e i discepoli di Gesù. E nel mio commento ho costantemente riletto il salmo alla luce di parole analoghe che ritroviamo sulle labbra di Gesù, di Maria, dei discepoli. La seconda ragione è squisitamente personale: ho scelto i salmi che mi facevano sognare il paese di Gesù e, commentandoli, lo confesso, intensa è stata l’emozione. Ho voluto così ringraziare il cardinale Carlo Maria Martini che mi ha contagiato con l’amore per la Terrasanta. Infine, questo scritto è nato nei giorni di “clausura” per il Coronavirus. Ve n’è traccia tra le righe, a ricordo dei morti e monito per i vivi.
1,10

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